VENITE A ME-M.LUISA


Luisa 49In questa società così detta MODERNA, Spesso capita all’essere umano, in generale, di vivere nello stress o essere stressato; infatti, nel mondo in cui vivE è quasi impossibile evitare lo stress: nervosismo, arrabbiature , disturbi dell’umore, ansia, problemi economici,problemi familiari, problemi sentimentali…
La maggior parte delle persone porta una parte di stress dentro di se..
Vedo persone che disperatamente cercano sollievo dai loro problemi attraverso i rimedi che la CIVILTA’ offre; siamo quasi inondati da manuali. terapie. seminari, centri benessere…
Molti esperti dicono che per evitare lo stress bisognerebbe tornare ad un modo di vivere più semplice e non come si vive ora, ma credo che nessuno sappia esattamente cosa significa e come ciò si possa ottenere .
Anche ai tempi di Gesù ed ancora prima, lo stress faceva parte della vita dell’ uomo, ad esempio,Giobbe era ultra stressato.
Così, spesso, la maggior parte di noi si porta il carico dello stress.
Lo portiamo, come si porta un pesante carico sulla schiena mentre si sale per una collina .
Spesso, il peso sembra che faccia parte del nostro corpo e non ci ricordiamo neppure come ci sentiamo senza di esso .
Solamente quando ci fermiamo un po’ e mettiamo giù il carico, ci rendiamo conto quanto era pesante e come ci sentiamo leggeri e liberi senza di esso .
Ma scaricare il fardello non sempre è facile.
In Matteo 11 : 28 vediamo cosa ci dice Gesù in merito
” Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo”
Sono sicura che queste dolci parole toccheranno il cuore di molte persone, perché esse danno un conforto ed una speranza, ma in sostanza sono senza valore finché non diventano realtà .
Come possiamo applicarle alla nostra vita e camminare liberi dal peso dello stress che spesso ci piega la schiena talmente
è pesante ?
Come possiamo ricevere sollievo ?
La prima cosa che dobbiamo fare per essere alleggeriti dalle nostre preoccupazioni è andare al Signore. senza di Lui la nostra vita non ha valore. Riempiamo la nostra vita di mille attività, fino quasi a stordirci, per ricercare pace, soldi e felicità effimere.
Salomone diceva:” TUTTO E’ VANITA’, UN CORRERE DIETRO AL SOLE”.
Nel 2017 le cose non sono cambiate…
Lavoriamo più di quel dovremmo, per poi ritrovarci senza gratificazioni ed appagamento.
Lo stesso cristiano che dovrebbe riporre la sua totale fiducia in Dio, rincorre l’appagamento materiale, sessuale, psicologico, del divertimento; spesso dimentichiamo che noi siamo di Cristo.

E’ vero, a volte è inevitabile avere o provare stress, ma il vero problema è come reagiamo ad esso.
Le prove che viviamo o ci spezzano o ci rendono forti..
La mancanza di fiducia in Dio crea lo stress, la mancanza di fede ci rende instabili. Dio desidera che portiamo ogni peso a Lui, ovviamente questo non vuol dire che dobbiamo diventare superficiali, inetti o pigri, no!
Egli desidera che confidiamo in Lui con tutto il cuore, poiché Gesù conosce le nostre sofferenze, anche Lui ha vissuto lo stress prima della sua morte, ma riponeva la fiducia in Dio suo Padre. La chiamata è ancora la stessa…” VIENI A ME…”
Io personalmente ho imparato a dare le mie preoccupazioni interiori ed esteriori al Signore, in preghiera, nella mia stanzetta, solamente io e Lui. Tante parole mi ha dato di consolazione e poi ho visto il suo agire verso di me costante e prezioso.
Fratello, sorella, amico…l’unica soluzione ai tuoi problemi, alla tua ansia, al tuo stress è GESU’, FIDATI DI LUI!
Dio ci benedica, ❤ 😉

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Nigeria: Pastore bruciato vivo assieme ai 3 figli


Il 28 agosto scorso, la comunità cristiana della città di Barkin Ladi (villaggi di Wereh, Abonong, Ziyat, Bek, Nafan, Sagas, Rawuru e Rambuh – stato di Plateau) è stata oggetto di pesanti attacchi da parte degli allevatori musulmani Fulani, che continuano a perseguitare i cristiani e a devastare le loro proprietà in questa parte della Nigeria.

Tra le vittime si contano un pastore e 4 membri della sua famiglia. Il pastore Adamu Wurim Gyang, 50 anni, è stato dato alle fiamme insieme ai suoi 3 figli mentre la moglie Jummai, 45 anni, è stata colpita a morte. Più di 14 persone hanno perso la vita nell’attacco con 95 case bruciate e 225 campi coltivati distrutti.

Fonti di Abonong riferiscono che nella sera di martedì i Fulani sono arrivati al villaggio, iniziando a sparare e provocando il panico tra la gente. Tutti correvano per cercare riparo. Il pastore Gyang, che viveva nei locali della chiesa, si è barricato in una stanza insieme ai suoi 3 figli, mentre la moglie Jummai ha trovato rifugio nel bagno. Gli assalitori hanno sparato a Jummai e dato fuoco alla stanza dove si nascondevano il pastore con i figli.

Il figlio maggiore, Adamu, 27 anni, studente all’università di Jos è scampato al massacro e racconta: “Ero all’università quando ho visto un post su Facebook che parlava dell’attacco. Ho chiamato subito mio padre, il suo telefono era spento. Ho chiamato mia madre, ma anche lei non era raggiungibile. Dopo aver saputo ciò che era accaduto non sono riuscito a dormire. Mio padre era sempre stato la forza della nostra famiglia. Non so come sarà la mia vita senza di lui ora.”

Questo non è altro che l’ultimo di una serie di episodi avvenuti alla fine del mese di agosto, eventi che hanno provocato la morte di almeno 20 persone e demolito gli sforzi di pace tra i leader religiosi e politici di questa parte della Nigeria. Nonostante il presidente Buhari, criticato per il suo atteggiamento “tiepido” nei confronti della violenza Fulani, abbia visitato la città di Jos per annunciare un dispiegamento senza precedenti di forze di sicurezza, la violenza non sembra diminuire.

“DIO… CI CONSOLA IN OGNI NOSTRA AFFLIZIONE, AFFINCHÉ… POSSIAMO CONSOLARE” (2 Corinzi 1:3-4)


la famiglia

Anni fa una signora visitò un orfanotrofio e chiese alla direttrice: “C’è un bambino che nessuno si è ancora offerto di adottare?”,
la direttrice rispose: “Sì, c’è. È una bambina di dieci anni, non di bell’aspetto e ha anche una gobba”. La signora allora rispose: “È questa la bambina che voglio!”.

Trentacinque anni dopo, il direttore del Dipartimento d’Ispezione dell’Orfanotrofio dell’Iowa scrisse il seguente responso sull’andamento dell’istituto: “Questa casa è eccezionale. È pulita, il cibo è buono, i bambini sono ben curati e l’atmosfera che si respira
è la migliore che abbia mai provato prima.
La direttrice, Mercy Goodfaith, ha un’anima che trabocca d’amore; ha occhi così belli, avevo dimenticato quanto fosse famigliare il suo viso… o che avesse una gobba”.
Proprio perché una Buona Samaritana ha avuto il coraggio di amare e crescere una piccola bambina di cui a nessuno importava, Mercy Goodfaith ha condiviso lo stesso amore con centinaia di altri orfani.

Paolo scrive: “Dio… ci consola in ogni nostra afflizione, affinché… possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” e Billy Graham aggiunge: “Chi più ha sofferto, più è capace di dar conforto agli altri… di entrare in empatia con le loro afflizioni, conseguenza di ciò che hanno vissuto.

Le nostre sofferenze potranno esser difficili da sopportare, ma il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di imparare tutto quel che possiamo da ciò che siamo chiamati a sopportare, in modo da adempiere al servizio di “cura delle anime”, come Gesù ha fatto. “Infatti, poiché Egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati” (Ebrei 2:18). Il sofferente diviene il consolatore nel servizio del Signore”.

Una domanda: ” Tu, come stai?”MLuisa


LUISA 38Ma quanti sono interessati al nostro benessere? Quanti veramente desiderano il nostro bene? Quanti sono disposti ad aiutarci quando le cose non vanno bene per niente?
Spesso, evitiamo di porci noi stessi questa domanda, ma Gesù ti chiede…” e tu…come stai?” Forse è un periodo un po’ particolare, sei stressato, preoccupato, aggravato. Le circostanze ruotano intorno a te creando disagi e squilibri interiori..non dobbiamo fa finta di niente, ma già il fatto di riconoscerlo ci aiuta. Ora, rivolgiti a Gesù con piena fiducia, egli sa cosa provi ed empatizza con te. Vuole rialzarti, ha nel cuore un solo desiderio: il tuo bene, la tua felicità e la tua gioia.
Mi piace ricordare il salmo di Davide:”Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà. Egli mi fa giacere in pascoli di tenera erba, mi guida lungo acque riposanti. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri giustizia, per amore del Suo nome. (Salmo 23)
Gesù, nostro pastore, ha cura delle sue pecore, le ama, le guarisce e le consola, Di Lui ci possiamo fidare, non ci tratta secondo i nostri peccati, ma è pronto a rialzarci con amore.
“Tu come stai?” – ” Ora sto bene, perché so che Tu sei vicino a me!” 

Afghanistan: un cristiano fugge, ma la persecuzione lo segue


 

Sono circa 14.500 i richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan registrati presso l’ufficio dell’UNHCR in India. Fra essi c’è un piccolo gruppo di cristiani.

Un giornale indiano ha raccontato la storia di un cristiano ex-musulmano fuggito dall’Afghanistan a causa delle persecuzioni ricevute a causa della sua fede, per poi scoprire che la persecuzione l’ha seguito in India.

“AP” è un uomo di circa 50 anni, arrivato in India tre anni fa, che vive ora in un seminterrato a Delhi. AP si è convertito al cristianesimo all’età di 38 anni e da allora ha perso ogni contatto con i suoi genitori e i suoi fratelli.

Nella capitale afghana, Kabul, AP frequentava una chiesa segreta creata da una ONG per coloro che si erano convertiti al cristianesimo. Un giorno, nel novembre 2014, la predica in chiesa è stata interrotta da colpi di arma da fuoco: la guardia di sicurezza era stata uccisa. “I Talebani hanno individuato il nostro luogo di preghiera. Quasi subito, abbiamo spento le luci e ci siamo nascosti sotto i tavoli e negli angoli“, ha ricordato. Uomini armati hanno fatto successivamente irruzione nella stanza e hanno iniziato a sparare a caso, causando la morte di molte persone. AP è stato ferito ad una gamba, è stato trasportato in ospedale, poi è stato arrestato ed interrogato a riguardo della sua conversione. Utilizzando il visto indiano di sei mesi che aveva ottenuto poco tempo prima, AP è fuggito a Delhi e ha richiesto asilo.

Al primo di luglio scorso erano circa 14.500 i richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan e registrati presso l’ufficio dell’UNHCR in India. Non ci sono cifre esatte sul numero dei cristiani tra di loro, ma l’UNHCR sostiene che si tratti di una piccola comunità.

AP ha detto che la parte più difficile della sua vita come rifugiato è quella di essere accettato dai suoi compatrioti musulmani che vivono a Delhi. “Si chiedono perché mi sono convertito. Spesso abusano di altri cristiani afghani; a volte la gente getta pietre nelle nostre case“, ha detto.

Lo stesso giornale racconta anche la storia di una donna di 30 anni richiedente asilo, chiamata “SI”, che è fuggita dall’Afghanistan con i suoi genitori dopo essere stata sottoposta a continui abusi da parte del marito. Si è recentemente convertita al cristianesimo, in India, e dice di tenere segreta la sua nuova fede agli altri afgani, temendo le conseguenze.

India: la violenza estremista è in aumento negli stati del sud


 

L’ADF (Alliance Defending Freedom), organizzazione per la libertà religiosa, ha rilevato un aumento degli episodi di violenza a sfondo religioso (almeno 17 casi di persecuzione anticristiana nel 2018) in due stati meridionali dell’India, Telangana e Andhra Pradesh.

Lo stato di Telangana si è formato per la divisione dell’Andhra Pradesh nel 2014, lo stesso anno in cui il partito nazionalista indù Bharatiya Janata (BJP) del presidente Narendra Modi è stato votato al potere. Da quel momento, c’è stato un deciso aumento del sentimento anticristiano in tutta l’India.

Il 24 luglio scorso, una folla di almeno 150 attivisti indù ha bloccato la porta di casa di una famiglia cristiana nel villaggio rurale di Lalgadi Malakpet (Hyderabad, capitale del Telangana e capitale de jure dell’Andhra Pradesh), dove un pastore cristiano stava visitando un membro malato della famiglia per pregare per lui. “La folla gridava furiosa e la famiglia dei credenti che stavo visitando non mi ha permesso di uscire“, ci ha detto il pastore Avaru Santosh. “La cosa è continuata per alcune ore. Non volevano andarsene prima di avermi picchiato “. Alla fine è arrivata la polizia e il pastore è stato in grado di tornare a casa. “Ma loro mi hanno denunciato accusandomi di aver convertito gli indù al cristianesimo offrendo loro denaro“, ha spiegato il pastore.

Dieci giorni prima, il 14 luglio, alcuni indù, compreso il capo del villaggio e i leader politici locali, hanno demolito con un bulldozer una chiesa a circa 90 km da Lalgadi Malakpet.

All’inizio del mese, l’8 luglio, la costruzione di una chiesa in un villaggio a 30 km a sud-est di Lalgadi Malakpet è stata fermata con la forza da giovani attivisti appartenenti a partiti fondamentalisti indù. “Ci hanno minacciato di morte; non abbiamo potuto svolgere un servizio di culto quella domenica“, ha detto Jimmigari Devadanam, pastore della Chiesa Bethel nel villaggio di Bommalaramaram, distretto di Yadadri Bhuvanagiri.

Lo stesso giorno nella zona di Chandanagar, due leader del BJP conosciuti nella zona hanno interrotto il servizio di culto della Casa di preghiera di Cristo l’Olivo.

Il giorno prima, il 7 luglio, uno studio biblico serale in una chiesa dall’altra parte di Hyderabad è stato interrotto da un vicino indù ubriaco che ha vandalizzato le auto dei membri della chiesa parcheggiate all’esterno. La polizia intervenuta sul posto, invece di accusare l’ubriaco, ha arrestato il pastore accusandolo di disturbo della quiete pubblica, di trattenere le persone contro la loro volontà e di aver causato ferite con armi pericolose. Il pastore è stato rilasciato su cauzione il giorno successivo, ma se giudicato colpevole, rischia fino a tre anni di reclusione e una grossa multa. L’uomo ubriaco non è stato accusato di nulla.

Camerun: un insegnante del Corano decide di seguire Gesù


 

Da quando ha scoperto la verità su Gesù, Omar ha smesso di insegnare il Corano. Una decisione che gli ha causato seri problemi e lo ha diviso dalla sua famiglia.

Omar, un padre di 31 anni, era molto rispettato nel suo villaggio nell’estremo nord del Camerun: insegnava il Corano. Ma il 5 aprile scorso, ha ascoltato il messaggio del Vangelo e le sue vecchie convinzioni sono crollate. “Sono andato a casa. Conoscendo il Corano, ho deciso di leggere ciò che dice su Gesù. Sono giunto alla conclusione che Gesù è la Via“, ricorda Omar.

Il giorno successivo alla conversione, i suoi studenti lo hanno cercato per la consueta lezione coranica. Omar ha provato a indirizzarli ad un altro insegnante, ma loro hanno iniziato a piangere e si sono rifiutati di andare via. Questo ha attirato l’attenzione dei genitori dei ragazzi, che hanno voluto sapere cosa stesse succedendo. “Ho detto loro che avevo scoperto la verità su Gesù e che volevo seguirlo“. Questa affermazione però non è piaciuta a suo zio, che si è recato subito a casa di Omar. Mentre la folla cresceva, egli faceva pressione sul giovane uomo perché lasciasse la comunità.

Più tardi inoltre, approfittando dell’assenza di Omar che si era recato al mercato lo zio ha dato fuoco alla sua casa. Il giovane era molto provato e pronto a vendicarsi: “Ho comprato del carburante e ho preso il necessario per appiccare il fuoco alla sua casa. Ma qualcosa mi ha trattenuto. Ho chiamato un pastore cristiano. Mi ha consigliato di non rendere male per male“. Sempre su consiglio del pastore, Omar ha portato la sua famiglia nel villaggio di suo padre, un musulmano non praticante, mentre lui stesso ha cercato rifugio presso un altro pastore.

Un giorno, ho scoperto che mia moglie e i miei figli non c’erano più. Mio padre mi ha detto che non era il guardiano della mia famiglia e che io non ero più suo figlio“, ci ha raccontato Omar.

Attualmente, nel villaggio in cui Omar viveva è stata presa la decisione che chiunque lo trovi debba punirlo per aver lasciato l’islam. Sotto pressione, il cristiano ha deciso di trasferirsi di nuovo. “Ora che conosco la verità, ho deciso fermamente di seguire Gesù. Non voglio continuare nell’islam“, ci ha detto.

La situazione nel nord del Camerun, pur non apparendo il Paese nella WWL2018, è in via di peggioramento per i cristiani principalmente a causa dell’azione indisturbata di alcuni gruppi radicali islamici affiliati ai Boko Haram. Nel periodo preso in esame dalla WWL2018 circa 100 cristiani sono stati uccisi per la loro fede in questa nazione.

ATTENZIONE ANCORA CONFERME DEL FALSO PROFETA GIUSEPPE AVENIA DI RADIO BLAST-E LE SUE FALSE RIVELAZIONI


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Il santone alla pecorella: il tuo compagno è un sodomita, devi scappare nel segreto o il Diavolo ti sentirà

Ormai spopolano dei fantomatico “santoni” che si definiscono “cristiani” e che dicono di detenere la verità di Dio sulle cose. In un video di denuncia pubblicato su YouTube è possibile ascoltare la registrazione di un programma radiofonico in cui un tal “fratello Giuseppe” tenta di convincere una donna ad abbandonare la propria vita al fine di servirlo e fare “evangelizzazione” nel suo nome.

Tutto parte con la lettera di una lettera di una sua devota  che si lamenta di come il suo compagno non la rispetti quanto lei vorrebbe. Lui risponde che lo deve necessariamente lasciare perché lo Spirito Santo gli avrebbe rivelato che il suo compagno è gay, così come giura di aver capito da una fotografia che lei sarebbe la donna giusta per servire la sua causa:INCREDIBILE SEI UN FALSO-BUGIARDO GIUSEPPE AVENIA LE TUE RIVELAZIONI VENGONO DAL DIAVOLO….CONVERTITI !!!!!!!!!!

Lo Spirito consiglia quello che hai bisogno. Questo omosessuale non ti ama perché gli omosessuali sono tutti narcisisti. L’omosessualità è amore per sé stessi. Quindi è perversione: l’uomo con l’uomo, la donna con la donna.
Gesù ha detto di non dare perle ai porci e cose sante ai cani e tu sei in questa situazione. Dalla foto vedo che sei un piccolo angelo, una perla di Gesù Che ci fai lì nel posto sbagliato.
È assolutamente necessario che tu lo lasci. Questo qui è un sodomita, egoista e omosessuale. Guarda, io vedo te e tu sei una perla. Tu sei una perla gettata in direzione sbagliata. Tu sei una figlia di Dio. Io ho visto il tuo cuore e sei una sorella al 100 per cento.

L’adepta ha anche domandato se potesse restare a vivere in Italia o se il santone preferisse si trasferisse al suo cospetto. Lui risponde:

Vieni e ti aiuteremo nello spirito con dei consigli. Però devi venire con l’idea della stalla di Betlemme, cioè non a fare l’attrice cinematografica o chissà che cosa. Devi cominciare come piccola discepola, trovarti un piccolo lavoro dove capita. Vendere gelati, vendere vestiario, queste cose qui. Evita ristoranti, bar, queste fetiderie perché tu sei molto bianca e qui ci sono molti sudamericani che danno fastidio, che corrono dietro alle donne. Quindi trovati un lavoro dover poter stare concentrata su Gesà.

A quel punto la valletta del predicatore si mette a raccontare che l’adepta auspicava che la radio potesse metterla «in contatto con qualche comunità cristiana o con una famiglia cristiana con i quali lavorare insieme per Gesù». Lui risponde:

Viviamo nell’era di Laodicèa, legge Apocalisse 3,14. Purtroppo quasi tutti i fratelli che fan parte della nostra comunità, che noi siamo in più di 50 nazioni, sono usciti da comunità e chiese perché scaldavano le panche la domenica con le solite prediche noiose. E allora il Signore ci ha parlato e ci ha dato dei messaggi, delle profezie, e ci ha mostrato che dovevamo avviare una comunità fatta da chiese in famiglia in cui tanti fratelli si sono tirati su le maniche, hanno iniziato un corso biblico profetico e quelli che l’hanno studiato bene, imparando a memoria le scritture ed andando ad evangelizzare. Una pecorella trovava un’altra pecorella. La visione è quella di avere una chiesa in casa.
Se tu esci dall’Europa e tu trovi un posticino, evitando caffetterie e bar per andare a vendere fiori o andare in un posto dove vendono mobili e frigoriferi, perché sennò ti distraggono. Noi ti daremo dei consigli e si tratterà che prendete un lavoro perché il discepolo deve iniziare ad essere autosufficiente. Gesù e Giuseppe sono scappati in Egitto ma erano soli, non c’erano comunità o chiese.

Avete capito? Bisogna scappare come Maria e Giuseppe andarono in Egitto. Poi fratello Giuseppe prosegue nell’illustrare il suo progetto:

Giuseppe ha mantenuto Maria, il bambino Gesù. Noi tutti siamo passati per la situazione in cui sei tu. Paolo costruiva tende. Quindi iniziare un lavoretto, vendere fiori, un lavoretto semplice. Quindi poi devi affittarti una stanzetta in un posto simpatico. Piano piano inizi a socializzare, ma con colma. Non è che il primo giorno… con calma! Prima devi imparare a nuotare un po’. Poi, con calma, impari la lingua ed evangelizzi una ragazza qui e una ragazza là. E così fai la tua piccola comunità. Non è che dovete vivere assieme come facciamo noi qua: ti incontri in una caffetteria, in una pasticceria. E poi le ragazze, perché dovrai concentrarti sulle donne, se saranno degne e pecore-pecore, le potrai invitare a casa tua. Potrete ascoltare la radio e presto avrai un 3-4 amiche. Questa è una chiesa in casa. Non avrai solitudine. Tu avrai delle amiche e noi verremo a vederti quando sarà possibile.

Ovviamente si potranno invitare solo quelle «pecore-pecore». La valletta del predicatore inizia a raccontatore che la radio ha smesso di fornire indirizzi di adepti disponibili ad ospitare altre persone perché «ogni volta è andata male» e tutti finivano col litigare e col prendersi a parolacce. Motivo per cui il santone rincara:

Non ha mai funzionato. Neanche una volta. Mai. Perché viviamo in un’era in cui bisogna preparasi alla grande tribolazione, all’anticristo, al marchio della bestia. Il piano di Dio è che ognuno stia a casa sua. Deve essere un posto privato perché il Diavolo non deve sapere che è una chiesa. Quando vengono le tue pecorelle e leggete la Bibbia assieme, tutto quello che hai imparato al corso biblico lo trasmetti alle tue pecorelle
Quando vengono lì, la gente deve pensare che sono amiche. Non deve assolutamente pensare che quella è una chiesa.
Infatti non puoi arrivare qui e domandare dov’è Radio Blast. Radio Blast non esiste in Sud America. solo trasmettiamo in italiano.

Spiegato che sia fondamentale mantenere il segreto sulle attività del gruppo (perché «il diavolo» non deve scoprilo, dice), fratello Giuseppe inizia ad informarsi se la «pecorella» è stata informata a ciò che pare interessarlo: «Quando esce dall’Europa, quanto soldi deve portare lo sa?».
Inizia così a spiegare: «Ti serviranno i soldi per comprarti un biglietto di andata e ritorno perché la dogana controlla se c’è il ritorno. Perché tu entri come turista. Poi ti servirà qualche migliaio di euro per sopravvivere fino a quando non trovi un lavoro». «Tutti i fratelli che arrivano devono superare alcuni test. Il primo test è potersi comprare il biglietto. Il secondo test è avere i soldi per poter sopravvivere almeno due o tre mesi. Qui tutte quasi tutte le nazioni parlano spagnolo e quindi è facile spostarsi da una nazione all’altra in caso di persecuzione. Se vai in Africa o in Asia, la lingua cambia completamente ogni volta. Chiedi al signore de devi partire».
Interessante è come il santone abbia dapprima sostenuto che il compagno della donna fosse omosessuale e che lei avrebbe dovuto scappare come Maria e Giuseppe nel deserto, poi finge di lasciarle una scelta nel dirle: «Chiedi al signore se devi partire».
Ma dato che forse quelle asserzioni non erano sufficientemente chiare per una «pecora-pecora» di quelle che invitano a reclutare, aggiunge: «Io, il messaggio che c’ho, è che tu devi uscire dalle zone del nuovo ordine mondiale. Trasloca fuori, trovati un lavoretto per metterti da parte quattro soldi per quello che il Signore ti mostra. E vai via da questo omosessuale qui che è un omosessuale mascherato. Ma non vedi che non ti ama, e tu sei una ragazza dolcissima e bellissima. E se questo qui non ti ama vuol dire che è un pervertito. Dio ti benedica. Taglia la corda, trovati un lavoretto e il Signore ti benedirà, vedrai».

Precise indicazioni sulla necessità di negare lo scopo religioso della propria visita in Sud America e la loro presa di distanze delle responsabilità sulle conseguenze è ben spiegata anche nella documentazione proposta dal sito della radio:

Non evangelizzate all’aeroporto e in nessun luogo in modo poco saggio—dei fratelli hanno avuto problemi con le autorità. Potreste avere problemi legali. Entrate come turisti. Comportatevi come normali turisti. Solo dopo qualche settimana potete evangelizzare più liberamente.
Attenzione: Radio Blast non è conosciuta in Sud America, perché non trasmettiamo in spagnolo, solo in italiano e inglese—rispettate quindi la ns privacy ed evangelizzate solo come credenti e a nome vostro.
In generale, è molto importante che esercitate molta saggezza su come evangelizzate. Perché quando qualcuno respinge la vostra evangelizzazione, questo potrebbe causare ogni tipo di problema. Compreso perdere il posto di lavoro, creare dei nemici tra i vicini di casa, e generare persecuzioni che vi ostacoleranno inutilmente. Problemi che potete facilmente evitare semplicemente non evangelizzando nei luoghi sbagliati. Cercate le pecorelle altrove. Andarci molto piano quando evangelizzate sul posto di lavoro, i vicini di casa, ecc.

ATTENZIONE TESTIMONIANZA SCRITTA INVIATAMI DAL FRAT.ANDREA DEFINITO DAL GIUSEPPE AVENIA UN INCONVERTITO !!NON ASCOLTATE RADIO BLAST


ATTENZIONE TESTIMONIANZA SCRITTA INVIATAMI DAL FRAT.ANDREA DEFINITO DAL GIUSEPPE AVENIA UN INCONVERTITO !!!!! E MI DOMANDO E CHIEDO ALL’AVENIA QUALE AUTORITA’ HA PER DEFINIRE COLORO CHE RACCONTANO LE COSE STRANE DI RADIO BLAST E DEL GIUSEPPE AVENIA DEGLI INCONVERTITI, IO SAREI COME POVERO PASTORE UN INCORVERTITO MI CHIAMO GIUSEPPE TRAMENTOZZI,ANCORA IL CARO EDDIE CALO’ CHE HA FATTO DEI POST BIBLICAMENTE INECCEPILI CHE TI CONTESTA CARO GIUSEPPE ANCHE LUI CHE ANCORA NON MENZIONI MA STA PREPARANDO DEL MATERIALE-NOTIZIE NEI TUOI CONFRONTI RACCAPRICCIANTI,ANCHE LUI E’ INCONVERTITO,NON SOLO SAPPIAMO CHE VERSO COLORO CHE NON SONO IN ACCORDO CON TE INVII MALEDIZIONI,ORA LA SCRITTURA INSEGNA DI  NON MALEDIRE ANZI TI DICO STAI ATTENTO CHE LE MALEDIZIONI RICADONO SU CHI LE FA’,STAI ATTENTO DI NON SCHERZARE CON IL SIGNORE ED USARE IL WEB CON AUDIO MESSAGGI ACCANTIVANTI.DELICATI IN ALCUNI CASI E POI MALEDICI DIRETTAMENTE LE PERSONE,RISPONDI ALLE DOMANDE CHE TI SONO STATE POSTE,HAI FATTO PARTE DI UNA SETTA CHE VIOLENTAVA I BAMBINI ? C’E’ UN ARTICOLO RISPONDI,SAPPI CHE SIAMO PRONTI A REAGIRE PER AMORE DI QUELLE PERSONE CHE CREDONO IN TE,HAI UNA RESPONSABILITA’ IMMENSA….SAI CHE ALCUNE DONNE HANNO LASCIATO I MARITI PER UNIRSI A UOMINI TUOI SEGUACI,HAI FATTO UN AUDIO VIDEO DOVE AFFERMI CHE CON LE TUE RIVELAZIONI DICI AD UNA SORELLA CHE TI SCRIVE  CHE IL MARITO E’ UN OMOSSESUALE !!!!! EBBENE QUESTA TUA RIVELAZIONE E’ FALSA TANTO CHE QUESTA SORELLA SI E’ RICONCILIATA CON IL MARITO,SEI BUGIARDO E SFASCIA FAMIGLE,SGUINZAGLIA I TUOI FIGLI PER CERCARE NEL WEB CHI TI CONTRASTA PER ATTACCARLO,,,PURE QUESTO SAPPIAMO , PURE PRECISAMENTE DOVE SEI,PERCHE’ TI NASCONDI AAAAA VERO HAI DETTO CHE CI SONO PERICOLI,MA IL CRISTIANO NON HA PAURA METTICI  LA FACCIA,NESSUNO TI PUO’ VEDERE E QUEI POCHISSIMI ALLA TUA PRESENZA TI GIRI DI SPALLE E QUESTA E’ MALEDUCAZIONE, FAI SPEGNERE I CELLULARI,COSA TEMI,POTREI SCRIVERE ANCORA MOLTO MA ALLA PROSSIMA,ABBIAMO MATERIALE ABBONDANTE NON ATTACCHIAMO TE MA QUELLO CHE DICI E FAI RICORDALO,C’E’ PURE UN CANALE TV ACCESO E WEB RADIO E TANTO ALTRO,SALUTI IN CRISTO..LASCIO SPAZIO ALLA TESTIMONIANZA DELL’INCONVERTITO ANDREA,MA ALTRI SI STANNO PREPARANDO A TESTIMONIARE IO STESSO HO RICEVUTO MESSAGGI A TUO SFAVORE SUI SITI !!!!!!!!

ANDREA RADIO BLAST

Ciao Giuseppe Nel mio primo viaggio in Cile in visita alla comunità di radioblast sono stato invitato ad assistere a un tipico teatrino evangelico di cui Giuseppe ne parla sempre in radio L appuntamento era in una chiesa cattolica di un altro paesino sempre della regione Maule del Cile Incontrai Dora che avevo già conosciuto i giorni precedenti e i 5 figli maschi di Giuseppe e Deborah In questa chiesa nella messa della domenica mattina Dora e i figli in accordo con il parroco cattolico, utilizzavano il tempo dell omelia per intrattenere i fedeli cattolici con una classica rappresentazione teatrale di carattere evangelico, la storia di una ragazza corrotta e persa nel mondo che viene salvata dal Signore Cristo Gesù Ci fu la comunione e Dora e figli parteciparono io dissentì e alla mia richiesta di spiegazione mi dissero che non volevano creare scandalo nel non accettare la comunione, perché anche il parroco era un dolcissimo fratello ma bloccato nell inganno e bisognava capirlo In accordo con il parroco la questua della funzione fu la retribuzione del simpatico tatrino Nel viaggio in Cile capì che solo due persone avevano avuto il permesso di vedere ed essere ospitati nella casa di Giuseppe il perché di questo anonimato anche da persone che si erano trasferite in Cile mi fu sempre negato glissando abilmente Curioso chiesi a chi aveva visitato la dimora di Giuseppe e mi fu detto da Lorenzo che la comunità di radioblast composta da Giuseppe moglie Deborah, Dora Angela collaboratrice, Tim collaboratore e i sei figli vive in una casa fattoria fuori dal centro urbano di Curico’ sempre nella regione del Maule Questa fattoria è fornita di tutte le autonomie idraulico elettriche e animali da allevamento con un appezzamento di terra addebito a orto, non si fa mancare il superfluo come tre grandi lavatrici attrezzi motorizzati e un parco macchine di 5-6 pickup un camper e una roulotte che ciclicamente cambiano per l evenienza nei trasporti e in certi momenti rivendeva monetizzando Per quanto riguarda l istruzione tutti i figli hanno usufruito di professori che andavano a casa sua a formare e verificare i figli prima degli esami come privatisti Non c’è niente di male nel condurre una vita in campagna cercando l autonomia e i ritmi della natura o far studiare i figli a casa invece che portarli a scuola ma non trovo giusto raccontare falsità sul condurre una vita essenzialista, dove il racconto di una scrivania fatta di mattoni e assi viene sostituita da una comoda poltrona con tecnologie del ultima generazione Mentre ero lì in Cile Giuseppe riprese un fratello della comunità, il caso riguardava un atto di generosità intrapreso da Luca un fratello arrivato da un mese in Cile per stabilizzarsi in sudamerica. Luca vedendo lo stato precario di Lorenzo e famiglia, sospinto da misericordia regalo’ un pickup usato per aiutarlo a ingranare negli spostamenti e nel lavoro. Giuseppe dopo una prima benedizione di facciata riprese Luca per non averlo prima consultato e per ricordargli che prima doveva portare l offerta economica disponibile per Lorenzo a lui in comunità e poi Giuseppe avrebbe provveduto al auto… magari una del suo parco macchine Il mio viaggio è durato 10 giorni era nel 2017, so che altre persone hanno incontrato Giuseppe e non sono rimaste entusiaste del personaggio o cristiani che dopo un primo periodo in comunità sì sono accorti delle incoerenze di radioblast nella realtà Esorto tutti quelli che conoscono la verità sul argomento ad uscire e non aver timore di confessare la propria ingenuità nell aver valutato seriamente le parole mistificanti di Giuseppe ANDREA

RADIO BLAST

GIUSEPPE AVENIA FALSO PROFETA,NON ASCOLTATE RADIO BLAST

Indonesia: colpita una chiesa partner di Porte Aperte


INDONESIA PASTORE UCCISO

L’Indonesia è scossa dalla sequela di attentati terroristici. Tra le chiese attaccate c’è anche una comunità che collabora con Porte Aperte, il cui pastore aveva seguito i nostri corsi di preparazione alla persecuzione.

L’Indonesia è scossa dalla sequela di attentati terroristici. Ieri i membri di un’intera famiglia (compresi bambini) si sono fatti esplodere nei pressi di una stazione di polizia, attentato che segue quello alle 3 chiese di domenica, in una progressione che ha già dato prova di essere una precisa strategia terroristica rivendicata da affiliati allo Stato Islamico. Una chiesa cattolica (Santa Maria), una protestante (Chiesa Cristiana Indonesiana – GKI) e una pentecostale (Chiesa Pentecostale di Surabaya) sono state i bersagli di questa ferocia, con almeno 14 vittime e svariati feriti.

La Chiesa Pentecostale di Surabaya collabora con Porte Aperte da tempo. Il pastore Yonathan ci ha riferito che la guardia di sicurezza (Min, 52 anni) è morta nell’attentato, assieme a 4 membri di chiesa. La comunità è scioccata, ferita e in angoscia. Tra le vittime c’è anche Daniel, un ragazzo di 17 anni che ha tentato di evitare che il mezzo dell’attentatore varcasse il cancello di entrata della chiesa: “Se non fosse stato per il suo coraggio, le vittime sarebbero state molte di più”, molti hanno commentato nei social media.

Il pastore Yonathan, che ha frequentato i nostri corsi Resistere nella tempesta (preparazione alla persecuzione), ci ha detto di aver riunito la chiesa per pregare subito dopo l’attacco. Ha incoraggiato i fratelli e le sorelle a vedere l’incidente come una preparazione ai tempi che verranno: “Dobbiamo stare ancor più vicini a Dio. Qualcuno potrebbe aver paura di lodare Dio in chiesa, ma noi non possiamo farci vincere dalla paura”, ci ha detto. “Per favore pregate per i fratelli e sorelle della chiesa affinché possano crescere più forti nella fede. Il pericolo maggiore è allontanarsi da Dio. Potremmo non conoscere o capire le Sue vie, ma Lui è un Dio buono, sempre”.

La polizia ha dichiarato che gli attentatori erano una famiglia: Dita Supriyanto (47), sua moglie (43) e i loro 4 figli di 8, 12, 16 e 18 anni (2 femmine e 2 maschi). Dita, che è la mente dell’attentato e leader di un gruppo terroristico locale affiliato all’ISIS, ha fatto scendere la moglie e le 2 figlie (8 e 12 anni) nel parcheggio della Chiesa Cristiana Indonesiana, ha poi proseguito fino all’entrata della Chiesa del pastore Yonathan dove si è fatto esplodere, mentre i figli maschi si dirigevano verso la Chiesa Cattolica di Santa Maria con lo stesso scopo. Preghiamo per i fratelli e sorelle colpiti, ma preghiamo anche per i persecutori, per le intere famiglie radicalizzate convinte di servire un qualche dio feroce e distante: che possano incontrare il Dio della pace e convertirsi all’Amore vero.