TESTIMONIANZA-Si racconta di un giovane….


1381307_605105746217015_489466585_n

Si racconta di un giovane, inseguito da malviventi che volevano ammazzarlo, si rifugiò in una grotta. I malviventi incominciarono a cercarlo per le varie grotte che c’erano in quel luogo. Il ragazzo disperato, elevò a Dio una preghiera, chiedendogli: «Dio onnipotente, ti prego, fa che due tuoi angeli scendano a coprire l’entrata di questa grotta, così questi uomini non entreranno ad ammazzarmi». In quel momento sentì gli uomini che si avvicinavano alla grotta in cui si trovava. Ad un tratto vide comparire un ragno che incominciò a tessere una ragnatela sull’entrata. Il ragazzo chiuse di nuovo gli occhi ed elevò un’altra preghiera, questa volta più angosciato. «Signore, ti avevo chiesto degli angeli, non un ragno! Ti prego, con la Tua mano potente, colloca un muro all’entrata affinché gli uomini non possano entrare ed uccidermi!»

Aprì gli occhi sperando di vedere il muro che copriva l’entrata, invece vide il ragno che continuava a tessere la sua ragnatela. Quando i malviventi stavano per entrare nella grotta, il ragno aveva quasi coperto tutta l’entrata. A quel punto uno dei due uomini disse: «Entriamo in questa grotta!». L’altro rispose: «No, non vedi che ci sono delle ragnatele? E’ impossibile che vi sia entrato qualcuno. Continuiamo a cercare nelle altre grotte!».

La fede è credere di ottenere ciò che non si vede, perseverare nella richiesta di cose impossibili. Dice la Sacra Scrittura: «Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono» (Ebrei 11 verso 1). Tuttavia è altre sì importante capire che il Signore non sempre agisce nei modi e nelle circostanze come noi vorremmo. Infatti non sempre i nostri pensieri sono i pensieri di Dio, i nostri programmi non sempre corrispondono alla Sua volontà e le Sue risposte non sempre coincidono coi nostri desideri! Dio non commette errori, perché i suoi disegni sono perfetti. Quindi, fidiamoci ciecamente di Colui che conosce meglio di noi e di chiunque altro la via d’uscita dal nostro problema e dalle nostre avversità. Dio sa quel che fa! Egli fa ogni cosa per il nostro bene e per la gloria del suo Santo Nome.
In mezzo alle avversità ricordiamoci e ripetiamo con tutto il cuore: «Il Signore compirà in mio favore l’opera sua»
( Salmo 138 verso 8).

Annunci

FROM 19 NOVEMBER, OUR RADIO WILL NOT BE LISTENEST IN THE UNITED STATES, A NEW LINK TO LISTEN TO THE U.S.A … INTERNATIONAL RADIO GOSPEL


LINK………..http://listen.shoutcast.com/radioevangelointernazionale

internetradio

ATTENZIONE-NON ASCOLTATE RADIO BLAST E IL SIG.GIUSEPPE-Fratello Giuseppe mi ha detto: “Fuggi dall’Europa, vendi tutto e scappa in Sudamerica!” Che cosa faccio?


"BLOG "CHIESA CRISTIANA EVANGELICA ADI GUIDONIA via Giuseppe Motta 32 Guidonia

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Fratello Giuseppe mi ha detto: “Fuggi dall’Europa, vendi tutto e scappa in Sudamerica!” Che cosa faccio?

Fai l’esatto contrario sorella! Scappare da chi? Scappare da cosa? Dall’Anticristo forse? E tu conosci che questo è il suo tempo? Tu sei consapevole che questa è la sua epoca? E anche se lo fosse, la bibbia non ci insegna forse che alla Bestia viene data autorità su ogni lingua, tribù o nazione?

Chi insegna queste cose è traviato dalla menzogna! Quando la chiesa fu dispersa ogni apostolo prese coscienza che non avrebbe avuto una dipartita a lieto fine. Quasi tutti gli apostoli sono morti di martirio.

Se Dio ci ha chiamati ad essere martiri ed è nella sua volontà, Amen! Se ci ha chiamati a fuggire e salvarci sui monti, Amen. Ogni cosa è nella volontà di Dio, l’uomo da se stesso non può nulla, nemmeno fuggire.

Se tutti i credenti andiamo…

View original post 117 altre parole

Giacomo 4.3 : “… domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri”.-Vincenzo Desiante


catene spezzzate

Lamentazione 3.22-23: “è una grazia del SIGNORE che non siamo stati completamente distrutti;
le sue compassioni infatti non sono esaurite; si rinnovano ogni mattina.
Grande è la tua fedeltà!”
Giacomo 4.3 : “… domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri”.

Ci chiediamo il motivo per i quali Dio non opera intorno a noi oggi come 2000 anni fa?
– abbiamo fatto della propria religione/denominazione o setta (il senso cambia poco) la nostra bandiera anziché del Signore Gesù come nostro Signore è Salvatore;
– abbiamo fatto del numero di membri il nostro obiettivo anziché considerare importante la crescita spirituale di ogni singolo credente;
– abbiamo fatto del denaro il mezzo più importante per espandere l’opera di Dio anziché riscoprire il ruolo fondamentale dello Spirito Santo ;
– abbiamo fatto degli uomini il nostro modello da seguire anziché considerare Gesù come Modello Unico per eccellenza;
– abbiamo fatto del pulpito il luogo migliore al quale aspirare è che ci permetta di insegnare, ostentare potere e conoscenza che noi stessi non abbiamo compreso.

Dopo tutti questi danni ci chiediamo ancora i motivi per i quali Dio non opera più intorno e attraverso di noi?
Faremmo meglio a chiederci come mai il Signore agisce nei cuori delle persone, salva, libera e guarisce nonostante noi e le deviazioni apportate al proponimento originario di Dio. E credo che la risposta più ovvia sia che Egli agisca sulla base della Sua Grazia per chiamare a se ancora i tanti da salvare e, anche per amore di un piccolo residuo intenzionato a fare la Sua Volontà nonostante tutto e tutti.
Il ritorno alle origini oggi è più urgente che mai. Denominazioni, religioni sono destinate a scomparire. Ciò che sussistera’ è e sarà il piano di Dio per la salvezza dell’uomo ed Egli lo porterà compimento indipendentemente da soldi, numeri, potere, uomini ed altro.

VENITE A ME-M.LUISA


Luisa 49In questa società così detta MODERNA, Spesso capita all’essere umano, in generale, di vivere nello stress o essere stressato; infatti, nel mondo in cui vivE è quasi impossibile evitare lo stress: nervosismo, arrabbiature , disturbi dell’umore, ansia, problemi economici,problemi familiari, problemi sentimentali…
La maggior parte delle persone porta una parte di stress dentro di se..
Vedo persone che disperatamente cercano sollievo dai loro problemi attraverso i rimedi che la CIVILTA’ offre; siamo quasi inondati da manuali. terapie. seminari, centri benessere…
Molti esperti dicono che per evitare lo stress bisognerebbe tornare ad un modo di vivere più semplice e non come si vive ora, ma credo che nessuno sappia esattamente cosa significa e come ciò si possa ottenere .
Anche ai tempi di Gesù ed ancora prima, lo stress faceva parte della vita dell’ uomo, ad esempio,Giobbe era ultra stressato.
Così, spesso, la maggior parte di noi si porta il carico dello stress.
Lo portiamo, come si porta un pesante carico sulla schiena mentre si sale per una collina .
Spesso, il peso sembra che faccia parte del nostro corpo e non ci ricordiamo neppure come ci sentiamo senza di esso .
Solamente quando ci fermiamo un po’ e mettiamo giù il carico, ci rendiamo conto quanto era pesante e come ci sentiamo leggeri e liberi senza di esso .
Ma scaricare il fardello non sempre è facile.
In Matteo 11 : 28 vediamo cosa ci dice Gesù in merito
” Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo”
Sono sicura che queste dolci parole toccheranno il cuore di molte persone, perché esse danno un conforto ed una speranza, ma in sostanza sono senza valore finché non diventano realtà .
Come possiamo applicarle alla nostra vita e camminare liberi dal peso dello stress che spesso ci piega la schiena talmente
è pesante ?
Come possiamo ricevere sollievo ?
La prima cosa che dobbiamo fare per essere alleggeriti dalle nostre preoccupazioni è andare al Signore. senza di Lui la nostra vita non ha valore. Riempiamo la nostra vita di mille attività, fino quasi a stordirci, per ricercare pace, soldi e felicità effimere.
Salomone diceva:” TUTTO E’ VANITA’, UN CORRERE DIETRO AL SOLE”.
Nel 2017 le cose non sono cambiate…
Lavoriamo più di quel dovremmo, per poi ritrovarci senza gratificazioni ed appagamento.
Lo stesso cristiano che dovrebbe riporre la sua totale fiducia in Dio, rincorre l’appagamento materiale, sessuale, psicologico, del divertimento; spesso dimentichiamo che noi siamo di Cristo.

E’ vero, a volte è inevitabile avere o provare stress, ma il vero problema è come reagiamo ad esso.
Le prove che viviamo o ci spezzano o ci rendono forti..
La mancanza di fiducia in Dio crea lo stress, la mancanza di fede ci rende instabili. Dio desidera che portiamo ogni peso a Lui, ovviamente questo non vuol dire che dobbiamo diventare superficiali, inetti o pigri, no!
Egli desidera che confidiamo in Lui con tutto il cuore, poiché Gesù conosce le nostre sofferenze, anche Lui ha vissuto lo stress prima della sua morte, ma riponeva la fiducia in Dio suo Padre. La chiamata è ancora la stessa…” VIENI A ME…”
Io personalmente ho imparato a dare le mie preoccupazioni interiori ed esteriori al Signore, in preghiera, nella mia stanzetta, solamente io e Lui. Tante parole mi ha dato di consolazione e poi ho visto il suo agire verso di me costante e prezioso.
Fratello, sorella, amico…l’unica soluzione ai tuoi problemi, alla tua ansia, al tuo stress è GESU’, FIDATI DI LUI!
Dio ci benedica, ❤ 😉

Nigeria: Pastore bruciato vivo assieme ai 3 figli


Il 28 agosto scorso, la comunità cristiana della città di Barkin Ladi (villaggi di Wereh, Abonong, Ziyat, Bek, Nafan, Sagas, Rawuru e Rambuh – stato di Plateau) è stata oggetto di pesanti attacchi da parte degli allevatori musulmani Fulani, che continuano a perseguitare i cristiani e a devastare le loro proprietà in questa parte della Nigeria.

Tra le vittime si contano un pastore e 4 membri della sua famiglia. Il pastore Adamu Wurim Gyang, 50 anni, è stato dato alle fiamme insieme ai suoi 3 figli mentre la moglie Jummai, 45 anni, è stata colpita a morte. Più di 14 persone hanno perso la vita nell’attacco con 95 case bruciate e 225 campi coltivati distrutti.

Fonti di Abonong riferiscono che nella sera di martedì i Fulani sono arrivati al villaggio, iniziando a sparare e provocando il panico tra la gente. Tutti correvano per cercare riparo. Il pastore Gyang, che viveva nei locali della chiesa, si è barricato in una stanza insieme ai suoi 3 figli, mentre la moglie Jummai ha trovato rifugio nel bagno. Gli assalitori hanno sparato a Jummai e dato fuoco alla stanza dove si nascondevano il pastore con i figli.

Il figlio maggiore, Adamu, 27 anni, studente all’università di Jos è scampato al massacro e racconta: “Ero all’università quando ho visto un post su Facebook che parlava dell’attacco. Ho chiamato subito mio padre, il suo telefono era spento. Ho chiamato mia madre, ma anche lei non era raggiungibile. Dopo aver saputo ciò che era accaduto non sono riuscito a dormire. Mio padre era sempre stato la forza della nostra famiglia. Non so come sarà la mia vita senza di lui ora.”

Questo non è altro che l’ultimo di una serie di episodi avvenuti alla fine del mese di agosto, eventi che hanno provocato la morte di almeno 20 persone e demolito gli sforzi di pace tra i leader religiosi e politici di questa parte della Nigeria. Nonostante il presidente Buhari, criticato per il suo atteggiamento “tiepido” nei confronti della violenza Fulani, abbia visitato la città di Jos per annunciare un dispiegamento senza precedenti di forze di sicurezza, la violenza non sembra diminuire.

“DIO… CI CONSOLA IN OGNI NOSTRA AFFLIZIONE, AFFINCHÉ… POSSIAMO CONSOLARE” (2 Corinzi 1:3-4)


la famiglia

Anni fa una signora visitò un orfanotrofio e chiese alla direttrice: “C’è un bambino che nessuno si è ancora offerto di adottare?”,
la direttrice rispose: “Sì, c’è. È una bambina di dieci anni, non di bell’aspetto e ha anche una gobba”. La signora allora rispose: “È questa la bambina che voglio!”.

Trentacinque anni dopo, il direttore del Dipartimento d’Ispezione dell’Orfanotrofio dell’Iowa scrisse il seguente responso sull’andamento dell’istituto: “Questa casa è eccezionale. È pulita, il cibo è buono, i bambini sono ben curati e l’atmosfera che si respira
è la migliore che abbia mai provato prima.
La direttrice, Mercy Goodfaith, ha un’anima che trabocca d’amore; ha occhi così belli, avevo dimenticato quanto fosse famigliare il suo viso… o che avesse una gobba”.
Proprio perché una Buona Samaritana ha avuto il coraggio di amare e crescere una piccola bambina di cui a nessuno importava, Mercy Goodfaith ha condiviso lo stesso amore con centinaia di altri orfani.

Paolo scrive: “Dio… ci consola in ogni nostra afflizione, affinché… possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” e Billy Graham aggiunge: “Chi più ha sofferto, più è capace di dar conforto agli altri… di entrare in empatia con le loro afflizioni, conseguenza di ciò che hanno vissuto.

Le nostre sofferenze potranno esser difficili da sopportare, ma il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di imparare tutto quel che possiamo da ciò che siamo chiamati a sopportare, in modo da adempiere al servizio di “cura delle anime”, come Gesù ha fatto. “Infatti, poiché Egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati” (Ebrei 2:18). Il sofferente diviene il consolatore nel servizio del Signore”.

Una domanda: ” Tu, come stai?”MLuisa


LUISA 38Ma quanti sono interessati al nostro benessere? Quanti veramente desiderano il nostro bene? Quanti sono disposti ad aiutarci quando le cose non vanno bene per niente?
Spesso, evitiamo di porci noi stessi questa domanda, ma Gesù ti chiede…” e tu…come stai?” Forse è un periodo un po’ particolare, sei stressato, preoccupato, aggravato. Le circostanze ruotano intorno a te creando disagi e squilibri interiori..non dobbiamo fa finta di niente, ma già il fatto di riconoscerlo ci aiuta. Ora, rivolgiti a Gesù con piena fiducia, egli sa cosa provi ed empatizza con te. Vuole rialzarti, ha nel cuore un solo desiderio: il tuo bene, la tua felicità e la tua gioia.
Mi piace ricordare il salmo di Davide:”Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà. Egli mi fa giacere in pascoli di tenera erba, mi guida lungo acque riposanti. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri giustizia, per amore del Suo nome. (Salmo 23)
Gesù, nostro pastore, ha cura delle sue pecore, le ama, le guarisce e le consola, Di Lui ci possiamo fidare, non ci tratta secondo i nostri peccati, ma è pronto a rialzarci con amore.
“Tu come stai?” – ” Ora sto bene, perché so che Tu sei vicino a me!” 

Afghanistan: un cristiano fugge, ma la persecuzione lo segue


 

Sono circa 14.500 i richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan registrati presso l’ufficio dell’UNHCR in India. Fra essi c’è un piccolo gruppo di cristiani.

Un giornale indiano ha raccontato la storia di un cristiano ex-musulmano fuggito dall’Afghanistan a causa delle persecuzioni ricevute a causa della sua fede, per poi scoprire che la persecuzione l’ha seguito in India.

“AP” è un uomo di circa 50 anni, arrivato in India tre anni fa, che vive ora in un seminterrato a Delhi. AP si è convertito al cristianesimo all’età di 38 anni e da allora ha perso ogni contatto con i suoi genitori e i suoi fratelli.

Nella capitale afghana, Kabul, AP frequentava una chiesa segreta creata da una ONG per coloro che si erano convertiti al cristianesimo. Un giorno, nel novembre 2014, la predica in chiesa è stata interrotta da colpi di arma da fuoco: la guardia di sicurezza era stata uccisa. “I Talebani hanno individuato il nostro luogo di preghiera. Quasi subito, abbiamo spento le luci e ci siamo nascosti sotto i tavoli e negli angoli“, ha ricordato. Uomini armati hanno fatto successivamente irruzione nella stanza e hanno iniziato a sparare a caso, causando la morte di molte persone. AP è stato ferito ad una gamba, è stato trasportato in ospedale, poi è stato arrestato ed interrogato a riguardo della sua conversione. Utilizzando il visto indiano di sei mesi che aveva ottenuto poco tempo prima, AP è fuggito a Delhi e ha richiesto asilo.

Al primo di luglio scorso erano circa 14.500 i richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan e registrati presso l’ufficio dell’UNHCR in India. Non ci sono cifre esatte sul numero dei cristiani tra di loro, ma l’UNHCR sostiene che si tratti di una piccola comunità.

AP ha detto che la parte più difficile della sua vita come rifugiato è quella di essere accettato dai suoi compatrioti musulmani che vivono a Delhi. “Si chiedono perché mi sono convertito. Spesso abusano di altri cristiani afghani; a volte la gente getta pietre nelle nostre case“, ha detto.

Lo stesso giornale racconta anche la storia di una donna di 30 anni richiedente asilo, chiamata “SI”, che è fuggita dall’Afghanistan con i suoi genitori dopo essere stata sottoposta a continui abusi da parte del marito. Si è recentemente convertita al cristianesimo, in India, e dice di tenere segreta la sua nuova fede agli altri afgani, temendo le conseguenze.