DUE SEMI


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Due semi si trovavano fianco a fianco nel fertile terreno autunnale. Il primo seme disse: “Voglio crescere! Voglio spingere le mie radici in
profondità nel terreno sotto di me e fare spuntare i miei germogli sopra la crosta della terra sopra di me… Voglio dispiegare le mie gemme tenere come bandiere per annunciare l’arrivo della primavera… Voglio sentire il calore del sole sul mio volto e la benedizione della rugiada mattutina sui miei petali!”.
E crebbe.
L’altro seme disse: “Che razza di destino, il mio! Ho paura. Se spingo le mie radici nel terreno sotto di me, non so cosa incontrerò nel buio. Se mi apro la strada attraverso il terreno duro sopra di me posso danneggiare i miei delicati germogli… E se apro le mie gemme e una lumaca cerca di mangiarsele? E se dischiudessi i miei fiori, un bambino potrebbe strapparmi da terra. No, è meglio che aspetti finché ci sarà sicurezza”.
E aspettò.
Una gallina che raschiava il terreno d’inizio primavera in cerca di cibo trovò il seme che aspettava e subito se lo mangiò.

I discepoli vedendolo (Gesù) camminare sul mare, si turbarono e dissero: E’ un fantasma! E dalla paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro e disse: Coraggio, sono io, non abbiate paura! Pietro gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua. Egli disse: Vieni! E pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: Signore salvami! Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perchè hai dubitato? (Matteo 14:26-31) 

Camminiamo per fede, e non per visioni…

CADUTO NELLA BOTTIGLIA


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A quante …. cadute possiamo fare tutti quanti, ma se ammettiamo le nostre colpe, DIO è pronto ad alzarci!

CADUTO NELLA BOTTIGLIA

“Perché il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perito” (ri. Luca cap- 19 v. 10)

Un buon operaio con grandi sacrifici era riuscito a farsi una modesta casetta. Anche se non guadagnava molto, ugualmente era sempre puntuale nei pagamenti e non faceva mai mancare nulla alla moglie ed ai figli.
Purtroppo iniziò un periodo in cui il principale cominciò a non aver più fiducia in lui; i colleghi non lo rispettavano più e stava perdendo l’affetto della famiglia; cosa stava succedendo?
In un momento di sconforto aveva iniziato a bere talmente tanto, da divenire un alcolizzato; la sua coscienza era annebbiata, ma non aveva la forza di lasciare quel vizio, talmente ne era dipendente, e ricadeva nella … bottiglia. 
Quella persona, che si ubriacava, doveva solo ammettere la sua colpa della dipendenza dall’alcool, e, con l’aiuto di DIO, si sarebbe salvato. Questa storia vuole essere un’esortazione a quanti, nei momenti tristi, di crisi spirituale o fisica, trovano un rifugio, che si pensa momentaneo, ma non lo è, nelle brutte abitudini, che diventano un laccio pericoloso per la vita.
Quando inciampiamo in questi lacci o nelle pietre, che il più delle volte creiamo noi stessi nel nostro cuore, fermiamoci; riflettiamo sul nostro stato di peccato, ammettiamo le nostre colpe e la nostra insufficienza; alziamo le nostre mani a DIO, chiediamo solo a LUI il soccorso ed EGLI ci tirerà fuori con il Suo amore. EGLI ci rialzerà dalle nostre cadute, perché questa è la Sua promessa:
“L’Eterno sostiene tutti quelli che cadono e rialza tutti coloro che son depressi” (rif. Salmo 145 v. 14)
Facciamo nostra questa promessa e riprenderemo a camminare dietro a Gesù: Egli conosce la strada per condurci dal Padre Celeste.
DIO CI AIUTI E BENEDICA LA NOSTRA VITA!

IL VERO SENSO DELLA VITA!


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Carissimi, la vita non può essere vissuta per “caso”; perché essa ha un senso preciso e questo senso deve essere assolutamente ricercato. Molte delle cose che riguardano la nostra vita non sono scontate e neppure sono cose “banali”! Se il senso di qualcosa fosse banale perderebbe il suo significato.

Per molti la vita è tutta un punto interrogativo, ed ogni giorno questi sono sovraccaricati di domande alle quali non sanno rispondere.

Molte sono le teorie sul senso della vita, ma tutte differenti tra di loro. L’unica cosa sensata, che possiamo affermare è che il senso della vita va ricercato, perché scoprire dove si STA ANDANDO è troppo importante!

La Parola del Signore afferma: «Ascoltate e voi vivrete» (Rif. Libro del profeta Isaia Cp.55 verso 3).

Pensavo e consideravo che ciascuno di noi nella vita si pone prima o poi delle domande ben precise: “Perché sono qui?”; “Perché le sofferenze.?”; “Perché la morte”; Cosa c’è dopo la morte?”. Queste e innumerevoli altre domande sorgono continuamente nella mente… e spesso non sappiamo qual è la risposta!

Molti interpellano maghi e cartomanti, altri si affidano a religioni e filosofie varie, altri semplicemente si rassegnano a vivere senza attendere una risposta.

Qualsiasi strada tu abbia intrapreso, fermati, perché sei ancora in tempo per trovare le risposte giuste!

Esse sono nella Bibbia. Attraverso di essa Dio vuole parlarti, rivelarti il suo piano per la tua vita e, cosa ancora più importante, donarti la vita eterna.

Ascolta la Parola del Signore con tutto il cuore e tutta la mente, mettila in pratica avendo fede in Dio e, con cuore rigenerato, avrai le risposte che cerchi!

UN TRANSESSUALE TRASFORMATO


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Un transessuale trasformato

Perry Desmond era un transessuale la cui testimonianza ha fatto il giro del mondo. Andò con il Signore il 26 Giugno del 1984. Leggi la sua potente e toccante storia raccontata da lui medesimo al fine di comprendere come Dio è potente a salvare e trasformare persino le persone transessuali se esse si ravvedono e credono nel Vangelo della Grazia.

La mia storia comincia in una piccola città della Louisiana il 15 agosto del 1936 quando nacqui. Mio padre guidava un battello fluviale e beveva molto. Avevo sempre paura di lui quando rientrava a casa tardi la notte urlando e rompendo le cose. Cominciai a crearmi un mondo di fantasie tutto mio. Sognavo tutte le belle donne dei film che mia mamma mi portava a vedere nei fine settimana. Volevo essere una ragazza, ma ero un ragazzo.

Mia madre lavorava sempre. Avevo l’abitudine di andare nella sua stanza quando lei era via e di mettermi addosso i suoi vestiti, i suoi orecchini, il suo trucco e il suo profumo. Un giorno ella rientrò a casa presto e mi prese. ‘Non farti mai più prendere da me mentre fai queste cose!’ ella urlò. Mi picchiò urlando: ‘Sei un ragazzo, sei un ragazzo!’ Mi strappò via gli orecchini e li gettò sulla toletta. Fuggii da casa piangendo.

Avevo paura di giocare con i ragazzi. Mi chiamavano ‘sissy’ e ‘il ragazzo della Mamma’. Il tempo che passavo a scuola era quello peggiore di tutti. Gli altri ragazzi non mi volevano con loro e mi insultavano affibbiandomi dei nomi orribili. C’erano alcune ragazze con cui potevo giocare, ma io giocavo sempre di più da solo con i miei idoli cinematografici.

La nostra città era vicina a New Orleans ed ogni anno celebravamo un veglione di carnevale per bambini. Ognuno si metteva un costume per la sfilata. Un anno quando mia madre era al lavoro io mi misi una gonna e una camicetta e mi vestii da ragazza zingara. Nessuno sapeva chi ero. Mi sentii molto sicuro di me dietro il mio travestimento. Tutti pensarono che io fossi una ragazza, e io pensai che quello fosse il mio ‘vero io’. Avvertii uno strano potere scorrere dentro me. Lo avrei avvertito molte volte negli anni a seguire ogni volta che indossavo vestiti da donna.

Alla fine presi il diploma di scuola superiore. All’età di 17 anni ero uno dei più giovani membri della classe di matricole all’Università dello Stato della Louisiana. Allora, per la prima volta nella mia vita, incontrai un’altra persona come me. Lee era nella mia classe di danza moderna. Cominciammo immediatamente a passare assieme da un flirt all’altro. In breve tempo mi aveva presentato quasi ad ogni omosessuale che si trovava nel mondo universitario. Non mi importava più che le persone eterosessuali ridevano e mi trattavano male. Ora avevo un gruppo di persone che mi accettavano come ero. Non passò molto tempo che diventai parte della comunità omosessuale di Baton Rouge. Cominciai a vivere con Ralph, che aveva vent’anni più di me. Mi portava ad un bar di New Orleans. Io avevo ancora solo 17 anni, cosicché entravamo furtivamente nel corridoio posteriore. Non avevo mai visto prima di allora degli uomini ballare con altri uomini. Rimasi completamente scioccato, ma anche eccitato per l’atmosfera oscura, la musica vibrante e il gran numero di uomini omosessuali. ‘Questo fa per me’ dissi a Ralph. ‘Un giorno lavorerò in un posto come questo’.

All’età di 18 anni lasciai l’università e mi diressi a New Orleans. Lavorai come cameriere in un posto che era un rifugio per la prostituzione maschile e femminile. Mi permisero di truccarmi il viso e di portare il rossetto. Presto diventai un esperto in prostituzione maschile. Andai ad abitare con un facoltoso sarto e cominciai ad indossare abiti femminili ogni giorno. Una mattina, aprii la porta principale e mia madre era là in piedi. Rimase scioccata dal mio aspetto. Mi implorò di tornare a casa. Decisi di tagliarmi i capelli, di comprare un paio di stivali in pelle e – chi l’avrebbe mai detto – entrai nella Marina. Una primavera mentre ero in licenza cominciai ad uscire con una mia amica delle scuole superiori. Ci sposammo, ma la luna di miele fu un disastro. Il matrimonio durò solo un breve tempo. Più tardi divorziammo. Confessai ad uno psichiatra che volevo cominciare a vivere come una donna e dopo alcune settimane fui congedato dal servizio.

Presi un lavoro da cameriere in un bar per omosessuali a New Orleans, e tornai proprio dove avevo cominciato. Diedi inizio ad un giro di prostituzione maschile e mi misi a lavorare anche come ballerino in uno spettacolo di travestimento femminile. Ciò mi portò col tempo a fare un altro lavoro, quello di imitatore femminile. Ero messo in programma come ‘Il Più Bel Ragazzo Del Sud’. Dopo poco tempo stavo facendo un night club dopo l’altro, con molte bevute nel mezzo.

Un giorno sentii dire che mio padre era gravemente malato. Telefonai a casa e mia madre mi disse che mio padre stava agendo in una maniera irrazionale. Due settimane prima, mio papà era andato ad una riunione di risveglio sotto una tenda ed ora parlava di Gesù e leggeva la Bibbia tutto il giorno. ‘Egli continua a dire che Gesù lo ama’ proseguì mia madre. ‘Ho paura. Penso che sia diventato pazzo’. Mi preoccupai per mio padre, ma in quel tempo accadde qualcosa che mi fece presto dimenticare tutto ciò che lo concerneva. Incontrai per strada uno dei miei vecchi amici. Egli aveva l’apparenza di una bella donna. Rimasi colpito, e gli feci molte domande. Egli mi diede il nome del dottore che lo curava. Lo contattai il giorno successivo e immediatamente cominciai a sottopormi ogni settimana ad una serie di iniezioni di ormoni. Con il passare dei mesi il mio aspetto diventò sempre più femminile. Delle punture di silicone nel mio seno aumentarono le mie espressioni femminili.

Ma ero ancora miserabile dentro me. Aprii un gruppo di negozi dell’occulto chiamato ‘L’Era dell’Acquario sulla Borboun Street’ e il denaro cominciò ad entrare a fiotti dal giorno che esso fu aperto. Decisi che un operazione di cambiamento di sesso era la risposta ai miei sentimenti di insoddisfazione e telefonai ad un chirurgo plastico di New York. Stabilimmo un appuntamento per il primo grado dell’operazione – la castrazione. Non dimenticherò mai l’odore antisettico della sala operatoria. L’operazione fu compiuta con un anestetico locale, ma nemmeno i farmaci iniettati con degli aghi lunghi 6 inch [1 inch = 2,54 cm] poterono annientare il terribile dolore dell’operazione. Fu la più orribile esperienza della mia vita.

Il mio amante a quel tempo beveva sempre di più. Due giorni dopo fui in grado di uscire dal letto. Wayne ed io avemmo il più violento scontro di sempre. Quella notte dopo che lui uscì dalla porta barcollando, ingoiai un’intera bottiglia di tranquillizzanti. Sarei dovuto morire, ma riuscii solo a mettermi fuori combattimento per 24 ore. Fu il punto più basso della mia vita.

Tre anni dopo il mio telefono squillò. Era Wayne che mi chiamava da un istituto psichiatrico dove era andato a curarsi a motivo della sua terribile dipendenza dalla droga e dall’alcool. ‘Perry è accaduto qualcosa!’ gridò. ‘Ti devo parlare – oggi!’ Quando lo vidi potei a stento credere ai miei occhi. Era sorridente e assolutamente raggiante. L’ultima volta che lo avevo visto era pallido e morto all’interno, e guardava diritto davanti a sè in modo indifferente. Quello che mi disse fu la cosa più scioccante che avessi mai sentito. ‘Perry, sono salvato. Ho Gesù nel mio cuore. Mi sento benissimo!’ Durante l’anno che seguì mi testimoniò ogni volta che ne ebbe la possibilità. Alla fine acconsentii ad andare in Chiesa con lui. Era tutto strano per me, ma sentii qualcosa che non avevo mai sperimentato nella mia vita. Quelle persone si amavano veramente. Lo potevo percepire. Le cose cominciarono a cambiare dentro di me. Quando andai a lavorare tutto sembrava così scialbo e senza vita. Tornando a casa, decisi di leggere tutti gli opuscoli e scritti Cristiani che Wayne mi aveva dato nel corso dei mesi. Li tirai fuori e passai il giorno a leggerli. Decisi di andare alla riunione di preghiera della Chiesa Battista che si trovava accanto alla lavanderia a gettone che usavo. Durante la riunione il Signore toccò il mio cuore e cominciai a piangere. Dopo andai dal pastore e con le lacrime agli occhi gli dissi: ‘Voglio Gesù. Voglio essere salvato’. Gli raccontai brevemente la mia storia. Un’espressione di meraviglia si diffuse sul suo viso. Propose di venire alcuni giorni dopo a casa mia per parlarmi, e fece come aveva detto. Dopo avermi spiegato dettagliatamente il Vangelo, egli ripeté la preghiera del peccatore con me. Alla fine egli mi lasciò, ma io rimasi in ginocchio a confessare tutti i miei peccati a Dio. Quando mi alzai mi sentii come se qualcuno mi avesse pulito dal di dentro. Mi sentii pulito e puro per la prima volta nella mia vita.

Questo accadde nel Febbraio del 1974. Cominciai ad andare in Chiesa ogni volta che si apriva la porta. Leggevo la mia Bibbia letteralmente giorno e notte. Un giorno domandai a colui che mi insegnava la Bibbia se dovevo ricominciare a vestirmi come un uomo. Egli mi fece vedere Deuteronomio 22:5. ‘Perry, non importa quello che i medici hanno aggiunto o tolto, tu sarai sempre un uomo. Così ti ha creato Dio’. Quello che mi disse mi colpì come un fulmine. Io avevo messo in pratica una menzogna. Ora Dio voleva che io mettessi in pratica la verità. All’inizio pensai che non ce l’avrei mai fatta. Ma dopo avere pregato per questa cosa una grande pace venne su di me. Uscii fuori e comprai degli abiti maschili – per la prima volta dopo sei anni. Mi abituai presto al mio nuovo abbigliamento e cominciò la grande avventura del mio ministerio per Gesù.

Cominciarono a piovere inviti per condividere la mia storia. Da allora, nel corso degli anni, ho viaggiato migliaia di miglia condividendo con gli altri quello che Dio ha fatto nella mia vita. Non posso ancora credere quanto Egli mi abbia cambiato. Qualche volta devo pizzicarmi per assicurarmi che non sto sognando. Non so quello che mi riserba il futuro, ma io conosco Colui che tiene in mano il futuro. Il suo nome è Gesù, ed Egli è tutto per me.

Perry Desmond

COMUNQUE VADA, SARÀ UNO SPRECO


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Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? (Isaia 55:2).
Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: «Perché questo spreco? …» (Matteo 26:8).

I versetti di oggi ci aiutano agevolmente a riconoscere come i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, né le nostre vie sono le Sue vie e che come i cieli sono alti al di sopra della terra, così le vie di Dio sono più alte delle nostre vie, e i Suoi pensieri più alti dei nostri pensieri (cfr. Isaia 55:8, 9).

Secondo la Scrittura, tutte le energie che impieghiamo per trovare soddisfazione nelle cose materiali sono sprecate. La ricerca, spasmodica e ansiosa, dell’appagamento nelle cose terrene, visibili e temporanee, nella migliore delle ipotesi, produce un sollievo superficiale ed effimero. Il risultato sarà l’insoddisfazione cronica che non conosce benessere e svia l’uomo dalla ricerca delle cose vere, celesti ed eterne. Alla Samaritana, Gesù disse: «Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna»(Giovanni 4:13, 14). La spiegazione è semplice: se cerchi soddisfazione nelle cose terrene o nella religione formale… avrai sete di nuovo; sarai sempre scontento, inappagato.Se, diversamente, t’accosti a Cristo, la Roccia da cui sgorga l’acqua della vita… non solo non avrai mai più sete, ma l’acqua che Egli ti darà diventerà in te una fonte. Perciò, perché sprechi la vita alla ricerca di cose superflue consumando risorse, energie e la tua stessa esistenza senza alcun vero beneficio? Per avere quest’autentica pienezza basta credere in Gesù e nel Suo sacrificio. Infatti, Egli dice: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno»! (Giovanni 7:38). Signore aiutaci a credere!

Nell’episodio dell’adorazione di Maria il concetto dello spreco riaffiora in maniera singolare. Questa donna onorò Gesù con una devozione degna di memoria perpetua… ma a Giuda in particolare e ai discepoli in generale la cosa parve uno spreco. “Quest’olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri!” – essi dissero. Il Signore però non gradì l’obiezione e la riprese fermamente. Maria aveva fatto una buona azione verso il Maestro e nessuno doveva azzardarsi a infastidirla. Ciò che gli uomini additavano come spreco, da Cristo fu considerano un gesto memorabile: “In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei” (Matteo 26:13). È triste notare come, sia nel mondo sia fra i credenti, molti la pensino come Giuda, diversamente dal Signore. Essi considerano sprecati tempo, talenti e risorse dedicati al servizio di Dio, dei fratelli e dell’evangelizzazione. Si considera inutile e sciupato il tempo speso nella preghiera e nella meditazione della Parola, si ritiene vana una vita dedicata alle missioni o deprezzato un talento consacrato soltanto al Signore. Talvolta, anche con i migliori sentimenti, piuttosto che essere pronti a essere offerti in libazione, vorremo essere “valorizzati” in maniera diversa, umanamente, tangibilmente e immediatamente apprezzabile. Non ci pare sprecato il ministerio di Stefano pieno di sapienza, potenza e coraggio eppure abbandonato alla morte? Non nell’“economia” di Dio! Non fu uno sperpero ma un investimento che fruttò non poco con la conversione di Saulo sulla via di Damasco!

Carissimi amici e fratelli, la nostra vita “comunque vada sarà uno spreco”! Dobbiamo soltanto scegliere in quale senso la vogliamo sperperare.

Se stiamo dissipando le nostre risorse nella ricerca delle cose terrene o nelle forme di una religione, il Signore ci chiama ad andare a Lui, ascoltare la Sua Parola e trovare, mediante la fede nel Suo Figlio la vita eterna. Egli ha immolato la Sua vita per noi, Sue pecore ed è risorto per la nostra salvezza.

Se, invece, stiamo sprecando la nostra vita agli occhi di chi non conosce Dio, rinunziando al peccato, agli illeciti guadagni, preferendo la verità e l’onesta alla doppiezza e all’inganno. Se stiamo dedicando i migliori anni della nostra vita e le nostre risorse al servizio del Signore, dei fratelli e dei perduti, tutto questo potrà apparire uno spreco a Giudao a qualche discepolo che non ha ancora compreso il senso delle cose di Dio, ma saremo difesi, onorati e gratificati dal nostro amato Maestro.

La nostra anima immortale è preziosissima agli occhi di Dio. Scegliamo oggi in quali valori vogliamo investirla!

Il Signore ci benedica

NON MOLLARE


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Se stai affrontando una situazione difficile, non mollare, ma rimani fermo nel Signore! Molti mollano la presa, non rendendosi conto che è invece in questo tempo di transizione che la vittoria si edifica. Alcuni si lasciano andare allo sconforto ed alla rassegnazione, mentre altri cedono alle contese ed alle dicerie, eppure non sono queste le reazioni che ci assicurano la vittoria. Il combattimento, non dimentichiamolo, deve essere “della fede”, e non “della carne”. Non è facile. Lo stesso apostolo ha detto che non lo è. Infatti, parlando del nemico che cerca di ostacolarci in ogni maniera, lui dice: “Resistetegli, stando fermi nella fede…” (I Pietro 5:9). La vera battaglia, quindi, si combatte proprio quando siamo tentati di cedere e di rassegnarci, quando le cose sembrano andare per il verso sbagliato, la si combatte nella nostra mente quando il nemico ci sussurra che non esiste soluzione alcuna alla nostra sfida. Sono questi i momenti in cui non dobbiamo mollare. Sono questi i momenti in cui dobbiamo continuare a lodare il Signore e a camminare nelle Sue vie, anche se non ci andrebbe di farlo. La Bibbia lo chiama “sacrificio di lode”…sono proprio questi i momenti in cui il nostro carattere viene formato e la nostra fede viene messa all’opera. E un carattere formato è un ottimo strumento che il Signore potrà usare con potenza, nel futuro..

FARE LA VOLONTA’ DI DIO


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Fare la volontà di Dio può richiedere di camminare dritto
dentro la bocca di una fornace ardente!

Considerate i tre giovani ebrei: Sadrac, Mesac e AbedNego. Erano giovani uomini all’apice della vita: capi di province, avendo autorità, esperti in lingue. Il loro obiettivo era di portare le leggi morali ebraiche alla loro società pagana. Non ci viene detto quali sogni avessero per la gloria di Dio!

Ma gli fu ordinato tramite un decreto, di adorare un idolo insieme a tutto il resto del popolo. Furono avvisati: “Avete ventiquattro ore. Se non vi inginocchiate al suono della tromba, sarebbe gettati in una fornace arroventata sette volte più del solito!”

Dio era stato molto chiaro verso di loro: non si dovevano inginocchiare! Quindi ora erano diventati tre giovani uomini che stavano affrontando la morte di tutto quello che conoscevano.

Naturalmente aveva delle scelte. Avrebbero potuto dire: “Ci inginocchiamo con il corpo, ma non con il cuore!”

Oppure potevano scappare. Avevano guardie armate al loro comando, i migliori cavalli arabi a disposizione. Avevano a disposizione del denaro contante dalle casse del tesoro. E c’erano dei nascondigli sicuri nelle nazioni vicine.

Ma Sadrac, Mesac ed Abednego non fecero nulla di tutto ciò. Al contrario io credo che fecero una riunione di preghiera per tutta la notte! Non ci fu una sola voce di compromesso quella notte, perché essi fecero ciò che Gesù fece: ebbero il loro Getsemani!

Morirono alla loro volontà, a tutte le loro capacità al loro futuro nel governo, a tutti i loro santi piani. E nel momento in cui morirono a loro stessi quella notte, i loro cuori furono ripieni dell’estasi divina! Afferrarono con forza la volontà di Dio, amandola, non avrebbero mai potuta lasciare. E dissero: “Oh Dio noi affronteremo qualunque cosa! Tu sei potente di liberarci da ogni cosa, ma anche se Tu non lo facessi noi lo passeremo volentieri per essa!”

Non resisterono quando i soldati vennero in mattino successivo e li legarono mani e piedi. Credo certamente che, quando questi giovani uomini furono condotti davanti alla fornace, cantassero lodi a Dio, perché erano entrati nell’estasi della Sua perfetta volontà!

Miei cari fermiamoci e guardiamo dentro le incandescenti fiamme di quella fornace arroventata sette volte: questa è l’immagine di come dobbiamo guardare dentro la perfetta volontà di Dio! È spaventoso, orribile, doloroso per la carne, senza alcuna promessa di scampo. C’è solo un invito: “Entra!”

Ma quando questi tre uomini ebrei furono gettati dentro la fornace, essi erano già morti! Morti a tutte le ambizioni, morti alla gioia di udire il messaggio profetico che Daniele aveva dato, morti a qualunque pensiero di avere mogli e figli, morti a tutte le speranze e sogni. Solo una cosa importava loro: obbedire alla perfetta volontà di Dio!

Quando abbracci così volentieri la volontà di Dio, quando sei veramente morto a te stesso, qualcosa viene sprigionato nel tuo cuore che nessuno può spiegare o darti. Ti metti oltre le ricchezze degli uomini e dei demoni. Ma tutto questo non viene sprigionato fino a che non entri dentro la fornace!

PERIODI DIFFICILI


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Stai attraversando un momento difficile ? Non sei il solo! Le cose stavano andando così male in Israele che Geremia scrivendo un libro della Bibbia fu costretto a chiamarlo “Lamentazioni”. In un mondo dominato dalla “filosofia positiva” e dalla ricerca del proprio benessere ad ogni costo questo non potrebbe essere certo il titolo di un best-seller! Geremia definisce il popolo di Dio equiparandolo a una “vedova” e una “schiava” , per di più afferma:” tutti i suoi amici l’hanno tradita, le sono diventati nemici”.( Lamentazioni 1:2). Più t’inoltri nella lettura di questo libro e più le cose peggiorano per questo popolo che purtroppo sta raccogliendo ciò che ha seminato. All’improvviso però Geremia scrive:” è una grazia del Signore che non siamo stati completamente distrutti: le sue compassioni infatti non si sono esaurite si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà! ( Lamentazioni 3:22-23). Non è meraviglioso? L’amore di Dio, la Sua compassione e fedeltà sono state depositate in un acconto inesauribile cui non devi contribuire e che durerà fino alla fine dei giorni. In un mondo spietato e incurante dove sopravvive solo il più forte questa è una verità la cui conoscenza è indispensabile. Quando qualcuno ti chiederà:” Ci sono novità?”, rispondi pure: “SI!” L’amore, la compassione fedeltà di Dio! Il dizionario definisce la “compassione” come la sensibilità del cuore che predispone una persona a sorvolare sulle offese o a trattare il colpevole in modo migliore di quanto meriti. Nello svegliarti al mattino rivolgiti fiducioso al Signore, perché pur avendo senz’altro esaurite quelle di ieri puoi contare sulle Sue compassioni che si rinnovano ogni mattina