L’UBBIDIENZA


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“…hanno posseduto case piene d’ogni bene, cisterne già scavate, vigne, oliveti, alberi fruttiferi in abbondanza; hanno mangiato, si sono saziati, sono ingrassati e sono vissuti in delizie, per la tua gran bontà. Ma essi hanno disubbidito, si sono ribellati contro di te, si sono gettati la tua legge dietro le spalle, hanno ucciso i tuoi profeti che li scongiuravano di tornare a te, e ti hanno oltraggiato gravemente… Ma, quando erano in pace, ricominciavano a fare il male davanti a te” (Neemia 9: 25-26, 28)

Spesso pensiamo che le benedizioni materiali che Dio, per grazia, ci elargisce sono per vivere meglio, e questo è il nostro scopo principale. Ma…sei sicuro di questo? Ti posso assicurare che è una vita sprecata il vivere solo per godere delle benedizioni materiali, per saziarci e ingrassarci e vivere in delizie; non ha alcun senso, e vivremo solo per noi stessi. Non mi dire di no, che diresti una bugia: vivendo nel benessere ci dimentichiamo di Dio e non comprenderemo mai i Suoi prodigi e il perché benedice il Suo popolo. Nel salmo 105 il verso 44 dice che Dio: “Diede loro le terre delle nazioni ed essi ereditarono il frutto delle fatiche dei popoli”, ma perché? Il verso 45 ci dice la motivazione: “perché osservassero i suoi statuti e ubbidissero alle Sue leggi”. Il proposito supremo di Dio, per il quale Egli si adopera da sempre, è l’UBBIDIENZA. Mentre siamo in pace, ci rilassiamo anche, e soprattutto, spiritualmente, e, di conseguenza, non c’è più il desiderio di pregare, di leggere la Sua parola, di ricercare e di aspirare le cose di lassù, perché stiamo bene ormai. E cosa succede poi? Se non alimentiamo la nostra anima con il pane della vita, che è la Parola di Dio, se smettiamo di vigilare, se non ricerchiamo le cose spirituali, se distogliamo lo sguardo da Cristo Gesù guardando i beni che Dio elargisce per la Sua bontà, di conseguenza, alimentiamo i nostri desideri carnali e cominciano a manifestare in noi i frutti della carne, la nostra gioia non è più Dio ma i beni materiali, e ci dimentichiamo del nostro Dio. Puoi dire tutto quello che vuoi, ma in realtà, con i fatti, la tua mèta non è Dio. Cominci ad essere preso dalla cupidigia di denaro e di tanti beni materiali, e comincerai a chiedere al Signore con ossessione, perché non sarà più Dio che soddisferà la tua vita, ma il cibo, la bevanda, il guadagno; desiderererai e chiederai con insistenza nuovo cibo perdendo il controllo di te stesso. Il tuo cuore si inorgoglierà e perciò ti dimenticherai del tuo Dio. Non farai altro che badare ad essi, e trascurare il tuo Dio, e come ai tempi di Aggeo, ti darai premura per la propria casa ben rivestita di legno. Smetterai di cercare il Signore e mangerai il frutto della menzogna, e confiderai nelle tue vie. Ma non capisci che mangierai, ma senza saziarti; berrai, ma senza soddisfare la tua sete; il tuo salario che guadagnerai lo metterai in una borsa bucata. Sarai, di conseguenza, oppresso, schiacciato dal tuo diritto di avere, e perché segui le prescrizioni che più ti piacciono, ti lamenti sul tuo letto, ti raduni ansioso per il grano e il vino. Il vino e il mosto tolgono il senno, deluderà la tua speranza, e arriverai a consultare il “legno”. È cosa avviene? La disubbidienza e la ribellione. Mentre godiamo dei benefici che Dio elargisce, non serviamo più il nostro Dio e gettiamo alle nostre spalle la Sua parola, ricominciamo a fare il male davanti al Signore, la nostra spalla rifiuta il Suo giogo, irrigidiamo il collo e NON VOGLIAMO più darGli ascolto ubbidirGli. Ed eccoci di nuovo schiavi! Di nuovo privati della vera libertà che è il dipendere dal Signore, di nuovo dominati e oppressi da catene della nostra carnalità e dai smodati desideri, e di nuovo umiliati e danneggiati dalla nostra iniquità. La tua radice sarà secca e non farai più nessun frutto.
Che senso ha tutto questo? Perché ricercare la pace esteriore quando poi è a nostro danno perché NON SAPPIAMO farne buon uso? La pace, la VERA pace è quella interiore, è quella spirituale, è Cristo Gesù. Se sei senza soldi e senza beni, dà gloria a Dio…ringraziaLo cento volte! Perché solo così puoi vedere la gloria di Dio nella tua vita, puoi veder manifestare nella tua vita la Sua potenza. Siate come gli uccelli del cielo e i gli esseri viventi del mare che sperano nel loro Creatore, e la speranza non è intesa come “chissà se…”, ma come certezza che Dio adempie sempre le Sue promesse e che ha sempre cura delle Sue creature. Noi dobbiamo pensare solo a temere il nostro Dio, a conoscerLo e sforzarci di conoscerLo perché è ciò che Egli desidera che noi facciamo, ad essere da Lui educati, ricordarci sempre di Colui che ci ha fatto e che si prenderà sempre cura di ciascuno. Fin quando il popolo teme il suo Dio, egli sarà come una vigna rigogliosa e darà frutto in abbondanza. Il Signore cerca e cercherà sempre di attirarti a Sé con legami d’amore, provvedendoti sempre il necessario e ciò di cui hai davvero di bisogno, porgendoti dolcemente da mangiare, e invitandoti a guardarLo sempre, ma tu, ahimè, per orgoglio, per la tua caparbietà e per l’ingratitudine, ti allontani dal tuo Signore.
Tu, dunque, oggi, torna al tuo Dio, spera sempre nel tuo Dio, e l’UNICO scopo della tua vita sia:
L’U – BBI – DIEN- ZA! Solo se ubbidisci sarai felice e soddisfatto.

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