“Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita. E cominciò a parlare così:” (Giobbe 3: 1, 2)


10385135_379524885523294_200348759_nMa come? Giobbe che maledice il giorno della tua nascita? Giobbe che ha dato a sua moglie dell’insensata e dicendole di accettare tutto dalla mano di Dio? Giobbe che disse: “nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo tornerò in grembo alla terra”, e quindi aveva davanti a sé l’inizio e la fine della vita. Quante volte è capitato di affermare con forza che avresti accettato tutto dalla mano di Dio, che avresti continuato, a tutti i costi, di avere fiducia in Dio e di essere sicuri della sovranità di Dio? Alla domanda: “Di chi, di cosa, credo di aver bisogno per essere una persona felice, gioiosa e appagata, così che nient’altro a parte questo, sarei comunque soddisfatto? Immediatamente diremmo: “La risposta è Gesù!” E poi? Vivi in accordo a questa risposta? Quante, invece, cerchi ancora una risposta nelle finanze, in tutti i tipi di esperienze e posizioni lavorative (anche una posizione in un ministero della chiesa…), per sentirti sicuro, necessario e una persona di valore? Quante volte, sei caduto nella disperazione e nell’amarezza? Perché nel momento in cui c’è una perdita profonda, fondamentale è permanente che compromette il senso di benessere, cadi nel dolore e fai crollare tutta la speranza? Perché quando non raggiungi un obiettivo, sei pieno di rabbia e perdi la speranza? Perché quando non si realizzano i tuoi sogni, sei perduto? (Qualcuno dice che se rincorrendo i tuoi sogni poi non si realizzano, almeno dimagrisci). Perché poi la tua fiducia è riposta in cose sbagliate? Perché dici “Ho perso tutto” quando Gesù Cristo è il Padrone della tua vita e quindi ha a disposizione ogni bene per te? “La speranza insoddisfatta fa languire il cuore” (Proverbi 13:12). Come Giobbe, guardiamo alle sofferenze e, di conseguenza, distigliamo lo sguardo da Dio. Non guardiamo più a Dio come in precedenza e commettiamo peccato, come egli stesso riconoscerà dopo, proprio come riportato alla fine del libro.
“Ecco, sono troppo meschino, che ti potrei rispondere? Io mi metto la mano sulla bocca. Ho parlato una volta, ma non riprenderò più la parola; due volte, ma non aggiungerò altro”. (Giobbe 40:4-5)
“Perciò provo disgusto nei miei confronti e mi pento sulla polvere e sulla cenere”. (Giobbe 42:6 LND).
Quanta passione per certe cose, e per Cristo più niente. Il modo in cui viviamo è un riflesso delle nostre convinzioni che motivano i nostri bisogni. Se Cristo non siede sul trono del tuo cuore allora, tutte le altre cose, avranno la precedenza nella nostra vita e pregiudicheremo il nostro cammino con Dio. Come Giobbe, iniziamo a mescolare pensieri, sentimenti e giudizi, e diciamo “io mi sento indegno; …non amato; …inutile; …senza valore; …abbandonato; …disperato”. Se afferrassimo con semplicità quanto Gesù ci ama e ci valorizza, tutta la nostra indegnità si perderebbe per sempre nell’oceano del Suo valore e della Sua passione per noi! Dobbiamo sempre riporre la nostra fiducia nella Roccia, che è Gesù Cristo. Faresti meglio a mettere la tua speranza in Dio, perché Lo loderai ancora. Egli è la tua salute e il tuo appoggio. La speranza non è posta negli eventi, la nostra speranza è posta nel Signore. Giobbe inizia bene, molto bene, come uomo timorato di Dio. Però, di fronte ad una profondissima prova, circondato da persone che sono un’influenza sbagliata per lui, Giobbe cade nel peccato. Tuttavia, egli non resta in quella condizione ma si ravvede ed è per questo che è descritto nella Bibbia come un uomo integro. Bisogna porre attenzione ad un particolare che spesso ci sfugge. Quando si va ad incoraggiare qualcuno che sta passando una prova, si deve stare molto attenti a ciò che si dice, e ciò che si dirà DEVE essere da parte di Dio, altrimenti è meglio, molto meglio, non andarci o soltanto una preghiera e basta. Potrebbe, questo qualcuno, essere circondato da persone che sono un’influenza sbagliata per lui, e per la loro colpa può cadere nel peccato, senza più dare fiducia in Dio e cadere nell’autocommiserazione.
Quando dobbiamo affrontare delle difficoltà Dio trasformerà quelle circostanze in occasioni per adempiere il Suo scopo, e il risultato finale è una ferma fiducia in Dio, una dipendenza che altrimenti non raggiungeremmo mai. Egli è il nostro conforto, la nostra forza, la nostra speranza, ed Egli è sempre con te. Poni in Dio la tua speranza e non negli idoli. Non aprir bocca per maledire e per lamentarti dove non ti porteranno a niente, è quindi meglio tenerla chiusa; aprila soltanto per lodare Dio, ed escano dalla tua bocca la Sua parola e le Sue promesse

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...