TESTIMONIANZA-MARIO


149441_349262348468024_1148926368_nMi chiamo Mario e voglio raccontare come ho conosciuto il Signore e come egli ha trasformato la mia vita. Sono nato in una famiglia cattolica, molto unita, che possedeva sani principi, con la quale ho sempre avuto un buon rapporto, improntato all’affetto e alla lealtà sia verso i miei genitori e sia verso i miei fratelli. Non ho mai dato loro dei dispiaceri e ho ricevuto, dai medesimi, dei giusti insegnamenti. Tredici anni fa mi fidanzai con Stefania ma, per molto, tempo non siamo riusciti a realizzare il desiderio del nostro cuore, quello, cioè, di formare una famiglia. Tutti i miei fratelli si erano sposati e soltanto io ero rimasto in casa con i miei genitori. Con il passare degli anni i problemi sono aumentati e, spesso, siamo caduti nello scoraggiamento. Pur in tale situazione, certamente non facile, io non volevo rinunciare alle cose alle quali tenevo molto, in particolare a quella di andare allo stadio per seguire la squadra del cuore, anche quando giocava in trasferta. Se non c’era la partita, andavamo a mangiare fuori, sempre in ristoranti diversi, lontani da casa, percorrendo, talvolta, anche centinaia di chilometri. Avevo, inoltre, il vizio del fumo e non riuscivo a non fumare, pur sapendo a quali conseguenze potevo andare incontro. Finalmente qualcosa cominciò a muoversi nella mia vita, anche se, inizialmente, non me ne resi subito conto. Tutto iniziò quando la madre di Stefania decise di accettare un invito della figlia più grande che da qualche tempo, unitamente al marito, frequentavano una Chiesa evangelica pentecostale. Rossana, la madre di Stefania, cominciò, pertanto, a sentir parlare del Signore, a conoscerlo e a interessarsi sempre di più a lui. Nei nostri confronti, però, cominciarono a manifestarsi degli attriti e delle incomprensioni in quanti, negli altri, vi era la pretesa che anche noi frequentassimo con loro la Chiesa. Io ero molto scettico rispetto a quanto mi dicevano, poiché volevo seguire gli insegnamenti dei miei genitori e non volevo essere coinvolto nelle loro scelte religiose. Ma, senza che me ne rendessi conto, il Signore aveva iniziato a lavorare sia nel mio cuore, che in quello di Stefania. Un giorno andammo al mare da soli, poiché Rossana aveva deciso di non venire per potersi recare, nelle ore pomeridiane, nella Chiesa. Però, per tutta la giornata, i nostri discorsi furono incentrati sui cambiamenti che avevamo notati sia in Rossana, che nella sorella e nel cognato di Stefania. Il loro atteggiamento era diventato gioioso e i lori visi esprimevano pace e serenità. A loro dire, ciò dipendeva dal fatto di aver conosciuto e accettato Gesù. Pertanto anche noi, per la prima volta, iniziammo iniziato a parlare del Signore. Conseguentemente, la domenica successiva decidemmo, di comune accordo, di andare nella Chiesa frequentata da Rossana. Il Signore cominciò a parlare al mio cuore e mi convinse a entrare nella Chiesa e quello fu un giorno meraviglioso, che segnò l’inizio del mio cambiamento, anche se, inizialmente, non me ne resi subito conto. Cominciai, quindi, a frequentare la Chiesa e non riuscii più a non andarvi. Entrambi iniziammo a percepire l’amore di Dio nei nostri cuori. Mi fu donata una Bibbia e, in tal modo, iniziai a conoscere la parola di Dio. Fino ad allora non l’avevo mai letta, ma, da quel momento, non potei più farne a meno. Nella Chiesa conobbi dei cari fratelli, che mi incoraggiarono a ricercare e a pregare il Signore. In tal modo mi resi conto, per esperienza, dell’importanza della preghiera e della lettura della parola di Dio. Mi innamorai subito del Signore, ma, in questo, fui contrastato dai miei genitori, che non volevano che cambiassi quello che era stato il mio credo religioso. Io, però, non li ascoltai, perché mi rendevo conto che la mia vita stava cambiando, che in me era subentrata la pace e che il Signore era entrato nel mio cuore. Unitamente a Stefania decidemmo di fare il battesimo in acqua, per rafforzare la nostra decisione e il nostro impegno nei confronti di Gesù. Ciò avvenne circa tredici anni fa e il Signore mi benedisse grandemente, e ciò fu bellissimo. Io, però, volevo di più, per cui chiesi al Signore di battezzarmi nello Spirito Santo e tale richiesta fu accompagnata da ardenti preghiere. La risposta non si fece attendere molto e il Signore, vista la mia risoluzione, mi suggellò con il suo Santo Spirito mentre, alla guida della mia autovettura, mi recavo al lavoro. Fu un momento meraviglioso e, nello stesso tempo, dolcissimo. La sua pace mi pervase e ogni preoccupazione scomparve per far posto, nel mio cuore, all’amore di Dio, mentre lo lodavo in altre lingue. Pian piano le cose cominciarono a cambiare e la mia famiglia accettò la scelta che avevo fatta, nonché il mio nuovo modo di vivere, poiché vedeva che il mio comportamento era cambiato in meglio. Relativamente al vizio del fumo, ancora non avevo preso una decisione risoluta di abbandonarlo. Allora intervenne il Signore. Mi venne un singhiozzo molto forte, tanto da dovermi recare al Pronto Soccorso, senza, però, alcun risultato. La respirazione divenne difficile, anche perché il fumo mi provocava degli accessi di tosse. La cosa andò avanti per tre giorni, fin quando il Signore mi fece comprendere che il mio stato di salute dipendeva esclusivamente dal fumo. Gettai subito le sigarette e, da quell’istante, si sciolse il laccio che mi aveva così a lungo tenuto avvinto. Sentirmi libero mi dette una gioia immensa. Il Signore lavò, quindi, il mio corpo con il suo sangue prezioso, per fare di me una nuova creatura. Persi interesse anche per il calcio e Gesù intervenne pure nella mia vita sentimentale. Programmammo, infatti, il nostro matrimonio, che avvenne nel momento stabilito. Formammo così una nuova famiglia in Cristo, che si completò con l’arrivo benedetto di Naomi. Oggi posso dire di avere tanto dalla vita, ma la cosa principale, la più importante, è quella di avere Gesù nel cuore. Egli mi ha chiamato a salvezza, mi ha liberato dal peccato, mi ha donato il suo Spirito, il suo amore, la sua pace e la gioia di pregarlo e di leggere la sua santa e benedetta parola. Inoltre mi ha dato dei fratelli meravigliosi e, unitamente a loro, sono entrato a far parte della famiglia di Dio. A te che leggi la mia testimonianza, che forse non conosci il Signore, io ti invito a ricercarlo con tutto il cuore. Egli si farà trovare da te, ti aiuterà a risolvere i tuoi problemi, ti benedirà e ti donerà la sua pace e la sua gioia. Ti saluto nell’amore del Signore.
Mario Caporuscio

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