Quattro uomini, una necessità insospettata, uno straordinario Salvatore (Marco 2:1-12)


il paralitico con Gesu'

Qualcuno ha detto: Nella prima metà della vita l’uomo spreca la salute per fare quattrini, e nella seconda metà spreca i quattrini per fare salute.

Il problema della salute è un problema serio in un mondo sempre più inquinato, è un problema che da sempre abbiamo, e siamo sempre alla ricerca di ciò che potrebbe darci la salute, la felicità, e, se possibile anche la vita eterna.

Siamo pronti a far di tutto pur di trovare qualcuno che ci restituisca la salute quando l’abbiamo perduta.

Questo racconto mette in evidenza tre punti che vorrei oggi proporre alla nostra comune riflessione, noi che cerchiamo salute:

1. l’atteggiamento che bisogna avere nei riguardi di Gesù, il medico per eccellenza;

2. il tipo di guarigione che Gesù opera; e

3. chi sia Gesù in realtà.

1. L’esempio dei quattro

Immaginate la casa dove si trovava Gesù e un mucchio di gente che faceva affollamento tutt’attorno per sentire Gesù e per presentargli i propri problemi.

Ad un tratto ecco arrivare quattro uomini che portano su una barella un loro amico affetto da paralisi e che intendono portare davanti a Gesù. La folla è così tanta che non riescono nemmeno ad avvicinarsi alla porta di quella casa.

Che fanno allora?

a. La loro determinazione.

Prima di tutto non si rassegnano. Non sono fatalisti, non si rassegnano ad un destino di malattia. E poi sono determinati ad ottenere ciò che vogliono: sanno essere anche sfacciati!

Si fanno avanti a spintoni, senza preoccuparsi di che cosa la gente avrebbe pensato di loro. A volte è necessario non avere vergogna di farsi avanti.

Nulla, li ferma.

Arrivati così alla casa, visto che non possono entrare per la porta che fanno?

Entrano dal tetto! E’ veramente troppo!

b. La loro fede.

Arrivati davanti a Gesù: “Gesù vide la loro fede”, dice il testo. Essi hanno fede che il Signore Gesù è potente da esaudire il loro bisogno, fede che Gesù ha sempre onorato, e così la loro fede viene premiata.

c. La loro speranza ed il loro amore.

Notate anche come questi uomini siano, non solo esempio di fede, ma anche di speranza, concreta speranza che Gesù possa ripetere per loro ciò che altre volte ha dimostrato. Non solo, ma anche un esempio di amore, di solidarietà, di altruismo.

2. Una guarigione totale

Un secondo punto da mettere in rilievo in questo racconto è che Gesù sembra tralasciare le richieste dei quattro.

Vanno con grande aspettativa per chiedere a Gesù una guarigione fisica e Gesù che fa?

Il testo dice: “Come Gesù vide la loro fede, disse al paralitico: Figliolo, i tuoi peccati ti sono perdonati!”.

Peccati?

Che centrano i peccati?

Avranno detto senz’altro quei quattro uomini.

a. La radice d’ogni male.

Gesù risana quella condizione di peccato che quell’uomo, come tutti i presenti quel giorno, e noi tutti compresi, possediamo nessuno escluso.

Peccato è non vivere in comunione con Lui e in armonia con la Sua volontà rivelata, peccato è quel vuoto che c’è dentro di noi, che niente e nessuno può riempire se non Dio soltanto.

Il peccato è la radice di tutti i mali, individuali e sociali e soltanto risanando il nostro rapporto con Dio, soltanto ristabilendo la nostra indispensabile comunione con Lui, che possiamo essere veramente sani ed integri, “dentro e fuori”.

b. Una guarigione principale.

Alla guarigione fisica Gesù fa precedere la guarigione spirituale.

Non basta infatti che il corpo sia sano, se la nostra anima è malata.

Gesù dice:”Devi nascere di nuovo”, devi diventare per prima cosa una creatura trasformata profondamente nel tuo intimo dall’azione di Dio, ed allora non soltanto Dio sarà veramente contento di te, ma avrai posto le basi stesse di ogni altra guarigione alla quale aspiri, individuale e sociale che sia.

Quante volte si prega per guarigioni fisiche dimenticando che la nostra anima è sporca di peccato, malata di malvagità e di disobbedienza verso Dio.

E’ importante che il corpo sia sano, ma lo dovremo presto abbandonare: è assolutamente vitale e prioritario che nel nostro interiore siamo “a posto” con Dio.

Il nostro testo infatti, dice: “Ma Gesù, avendo conosciuto nel suo spirito che ragionavano queste cose dentro di sé, disse loro: Perché ragionate voi queste cose nei vostri cuori? Che cosa è più facile dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono perdonati, oppure dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?”.

3. Il potere di Gesù

Il terzo punto in evidenza nel nostro racconto è l’identità di Gesù.

Gesù non era solo un guaritore o un grande maestro di morale e di religione.

Gesù non era uno fra i tanti, Gesù era e rimane unico.

Gesù è Dio con noi.

Nessun altro che Dio poteva fare e può fare ciò che poteva e può fare Gesù.

Il testo dice: “Ora, affinché sappiate che il Figlio dell’uomo ha la podestà di perdonare i peccati in terra, io ti dico (disse al paralitico): Alzati, prendi il tuo lettuccio e vattene a casa tua”.

Conclusione

“Ed egli si alzò immediatamente, prese il suo lettuccio e uscì in presenza di tutti, così che tutti stupivano e glorificavano Dio dicendo: Non abbiamo mai visto nulla di simile”.

La storia giunge così alla conclusione.

Questo racconto è per noi, ed è molto di più di una bella storia da raccontare e da ritenere: in questo racconto lo stesso Gesù si ripropone a noi con lo stesso suo potere e con la stessa sua valenza, sicuri che Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi, ed in eterno.

Accogliamo anche noi con fiducia l’annuncio che ci viene riproposto su Gesù di Nazareth, Colui che Dio ha mandato affinché, diventando Salvatore e Signore della nostra vita lo scopriamo come Colui che rinnova la nostra realtà e ci libera da ogni male, riconciliandoci con Dio e facendoci vivere in armonia con Lui.

Andiamo dunque a Cristo Gesù con fiducia, conosciamolo bene, confessiamogli la nostra miseria ed il nostro peccato, e, ricevendo il Suo perdono e la Sua potenza di rinnovamento, incamminiamoci, come suoi discepoli fedeli in un cammino pieno di entusiasmanti ed inaspettate scoperte.

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