OGNI CUORE SENZA CRISTO È UN CAMPO DI MISSIONE ED OGNI CUORE CON CRISTO È UN MISSIONARIO


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In una notte tipicamente invernale, un forte temporale tagliò di netto un albero.
Una bambina di otto anni fu attratta da quest’albero rimasto di traverso sulla strada e divenne per lei una specie di inginocchiatoio dove pregare.
Un giorno, vicino a quest’albero questa ragazza fece una preghiera a Dio: “Signore voglio servirti con tutto il mio cuore. Quando vuoi chiamami”.
Tresch, questo è il nome della bambina, non fu mai chiamata da Dio.
Arrivò all’età di 18 anni, si fidanzò e dopo poco decise di sposarsi.
Tresch sapeva cucire molto bene e per questa ragione preparò da sola il suo abito da sposa.
Il suo ragazzo si chiamava Tom e come lei era un credente che voleva fare veramente la volontà di Dio.
Dieci giorni prima del matrimonio, il vestito era già pronto.
Tresch lo adagiò sul suo letto e osservò il suo abito da sposa compiaciuta.
Poi, piegò le sue ginocchia e pregò.
Quel giorno Dio si ricordò della preghiera che Tresch aveva fatto quando era solo una bambina e parlò al suo cuore dicendole: “Io non ti ho chiamata a sposare Tom, ma a servirmi in Africa”.
Quella voce fu così chiara che Tresch lasciò ogni cosa.
Con coraggio ruppe il fidanzamento, si rivolse ad alcuni missionari e parlò loro del desiderio di raggiungere l’Africa.
Le chiesero se aveva dei soldi per affrontare il viaggio, ma lei rispose di no!
Le chiesero se c’era qualche chiesa che era pronta a sostenerla economicamente.
Rispose di no!
Le chiesero se c’era qualcuno che avrebbe provveduto in proprio a mandarle un sussidio.
Anche questa volta rispose di no!
Allora questi missionari, le consigliarono di tornare a casa.
Tresch non si dette per vinta.
La mano del Signore era su di lei.
Riuscì a racimolare la cifra per il biglietto di sola andata.
Raggiunse l’Africa e alloggiò presso una casa di missionari.
Un giorno fu chiamata per un caso davvero particolare.
Entrò in una casa e qui c’era una donna distesa sul pavimento e vicino a lei una piccola bambina denutrita, ridotta a pelle ed ossa che cercava di afferrare un cartone di latte vecchio e ingiallito dal tempo.
Questa donna era in fin di vita.
L’unica cosa che riuscì a dire a Tresch fu: “Prenditi cura della mia bambina” dopo di che morì.
Tresch prese questa bambina fra le sue braccia.
Ben presto si rese conto che quella piccola bambina non era stata mai lavata e il vestito che aveva addosso era da tempo attaccato alla sua pelle formando uno strato unico.
Tresch prese quella bambina, la portò nella casa dei missionari e con il conta gocce cominciò a nutrirla.
Quella bambina pianse giorno e notte per 10 giorni senza mai fermarsi.
I missionari alla fine dissero a Tresch che quella lattante non poteva stare nella loro casa.
Tresch non gettò via quella bambina, andò via con lei e prese una piccola casa in affitto.
Quella piccola casa si riempì di orfani e dopo 40 anni Tresch era la fondatrice di uno dei più grandi orfanotrofi dell’Africa.
Non si è mai più sposata e quando le chiesero se aveva mai pensato a come sarebbe stata la sua vita se avesse sposato Tom rispose: “Sì, ci ho pensato, ma ho anche pensato a tutti questi bambini che sarebbero morti senza un orfanotrofio”.
Sua è la frase: “Ogni cuore senza Cristo è un campo di missione ed ogni cuore con Cristo è un missionario”.
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