“Allora Giobbe rispose al SIGNORE e disse: «Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno.” (Giobbe 42:1-2)


10151463_358285137647269_944672795_nGiobbe comprese come mai prima che Dio è onnipotente.
Ci sono delle verità spirituali che si comprendono solo quando si soffre. Tutti dobbiamo riconoscere che vi sono aspetti del piano di Dio che non comprendiamo.
Piuttosto che amareggiarsi per le circostanze avverse, dobbiamo reagire rinnovando la nostra fiducia nel Padre celeste. Noi, purtroppo, abbiamo un concetto sbagliato del male. Tutti i mali sono semplicemente delle privazioni, e per istinto fuggiamo dal male. Ma il Signore è sempre vicino solo a chi Lo teme, non sta vicino a chi pone il suo fine nel piacere. Purtroppo, ciascuno di noi si comporta da malvagio seguendo solo la propria materia e i propri desideri.
Il mondo vorrebbe insegnarci una fede egoistica, buona solo a chiedere: Padre dammi la mia parte di beni, come chiedeva il figlio prodigo. La fede l’amore e la consacrazione a Dio sono possibili anche quando Egli non ci favorisce e non ci accontenta in tutte le cose.
Non si deve cercare Dio solo quando vi è un tornaconto personale, e Dio non si serve dei beni terreni per farsi adorare. Chi ha come scopo di vita, amare Dio e glorificarlo non muta, ed accetta con fede qualunque cosa.
Il popolo d’Israele desiderava ardentemente cipolle ed aglio, la cui natura è di nascondersi sotto terra, come anche i cocomeri e meloni che non hanno la forza di stare diritti poggiandosi sul suolo. Coloro che si lamentavano avevano come nutrimento cose basse, legate alla terra. Così coloro che desideravano grandi quantità di carne, rappresentano quelli che desiderano i piaceri del corpo. Una delle cause maggiori del peccato è proprio il desiderio delle cose non necessarie. La ricerca del superfluo è senza limite, poiché se le cose necessarie sono tutte circoscritte e limitate, il superfluo, al contrario, è illimitato; ci si preoccupa molto delle cose materiali e poco e niente delle cose spirituali. Il Signore nella Sua grazia, pensa che ne possiamo fare a meno e ne siamo privati, e ha il diritto di togliere e, siccome crediamo che Egli ci ama, tutto quello che Egli farà, sarà per il nostro bene.
Per questo Dio usa le prove nella nostra vita per farci del male, che in realtà è un bene. Il male è solo apparente. Però quando attraversiamo varie prove, che sono necessarie, abbiamo la tendenza di dubitare della sovranità di Dio e del Suo amore, e non facciamo altro che maledire il Signore con continue accuse con i continui “perché?”, come se Dio non sapesse ciò che stia facendo, come se non fosse saggio, e, per orgoglio, ci allontaniamo da Lui (pur continuando a dire di essere credenti e di frequentare la comunità, perché non vogliamo scandalizzare nessuno, e per questo non c’è mai partecipazione…stanno lì per abitudine.)
Ma prendiamo esempio da Giobbe: egli non rinunciò mai alla sua lealtà nei confronti di Dio. Dio sa come farci del bene anche attraverso l’insostituibile crogiolo della sofferenza. La fede matura dice: “Indipendentemente da quello che ho e che non ho, io amo e servo il Signore, sempre e comunque”. È bene continuare ad adorare Dio, sostenitore delle anime nostre, e continuiamo a dire: “Benedetto sia il Nome dell’Eterno!” Questa è la fede matura. La fede di Giobbe, che sia pure la nostra, non cerca benedizione, ma approvazione. La fede matura non cerca regali e giocattoli, ma la compagnia, l’approvazione, l’affetto del Padre. Fino all’ultimo respiro della nostra vita, il nostro obiettivo deve essere quello di camminare nelle Sue vie e di rimanere integri, di continuare a temere Dio e fuggire il male, di e imparare ad aspettare Dio.
Dio è sovrano. Per noi, per il nostro modo di vedere e per la nostra ignoranza, sono situazioni spiacevoli, ma la Sua sapienza ne vede il beneficio ultimo.
La prova è necessaria perché permette di toccar con mano l’assoluta necessità di riconoscersi creatura. Il fine stesso dell’uomo è la conoscenza di Dio e l’osservanza della Sua parola. Dio creò l’uomo perché riconoscesse il Suo Creatore, la Sua sovranità su tutto e lo ringrazia per averlo creato.
Ci dobbiamo disporre ad accogliere interamente la Sua visione. Spesso interpretiamo, per la nostra superbia, secondo un’ottica parziale, frammentaria e confusa, incapaci di organizzare e inquadrare le cose in un insieme armonico. Non vi scandalizzate se vi dico che, oggi, la nostra conoscenza di Dio è molto superficiale.
Non rimproverare Dio, ma rimprovera te stesso. Più si cresce nella grazia, più si riconosce di essere indegni, e quindi non si fa altro che guardare sé stessi con disgusto per la propria malvagità e pentirsi, perché, sempre, si trascura Dio.

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