TESTIMONE SILENZIOSO? by David Wilkerson


wilkersonPaolo scuoteva ogni cosa predicando Gesù il Re con potenza di resurrezione: “E ogni giorno sulla piazza con quelli che incontrava…annunziava loro Gesù e la risurrezione” (Atti 17:17-18). Se c’è un luogo nel quale i cristiani nascondono la propria luce più che mai, è sul loro posto di lavoro. Migliaia di cristiani in questo paese siedono nella casa di Dio proclamando il loro intenso amore per Gesù, ma quando vanno a lavoro, sono timidi e si vergognano di Cristo!

Perché un tale codardo silenzio su Gesù da parte di cristiani che pregano, divorano la Parola e camminano in santità? Perché, diversamente da Paolo, i nostri cuori non sono smossi nel vedere le persone devote all’idolatria intorno a noi (vedi Atti 17:16). Non osiamo dire, “Ma Paolo era un predicatore. Lui era chiamato a quell’opera!” Tutti noi siamo ambasciatori di Gesù Cristo e abbiamo il comandamento di non nascondere mai la nostra luce sotto il moggio.

Questi ateniesi erano esattamente come le persone con le quali tu lavori oggi, “non avevano passatempo migliore che quello di dire o ascoltare qualche novità” (Atti 17:21). E così è in tutta questa nazione: la maggior parte delle persone intorno a te, sul tuo posto di lavoro, sono donate all’idolatria, al pettegolezzo e superstizioni d’ogni sorta.

Paolo non si lasciò spegnere dall’immensità del problema. Non si lasciò travolgere dalla morsa di Satana sulla città, perché sapeva di avere un’arma segreta contro di essa: l’evangelo della potenza della resurrezione! Paolo distolse lo sguardo da ciò che il diavolo aveva fatto e si concentrò su ciò che Gesù poteva fare nella potenza della Sua resurrezione! Non importava che lo chiamassero un “chiacchierone”, come a dire perdigiorno, predicatore di assurdità.

Ti hanno mai chiamato “chiacchierone”? Forse qualcuno ti ha detto, “Smettila di violare i miei diritti. Smetti di infliggermi la tua religione. Smetti di cercare di farmi credere come fai tu!” Nessuno di questi tipi di scherni poté fermare Paolo, perché il suo cuore sanguinava. Egli sapeva che se non avesse preso posizione per Cristo, quelli intorno a lui sarebbero morti nei propri peccati.

Non basta solo vivere in maniera retta o “dare il buon esempio”. Per troppo tempo ci siamo nascosti dietro il vecchio cliché, “Le azioni parlano più forte delle parole”. Pretendiamo di essere testimoni silenziosi che vivono la Sua vita, ma la nostra testimonianza deve includere la Parola predicata: “Le tue sentinelle alzano la voce” (Isaia 52:8). “E come udiranno, se non c’è chi predichi?” (Romani 10:14).

 

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