Spesso ci soffermiamo solo al peccato…………


10364014_379524838856632_1113499785_n (1)Spesso ci soffermiamo solo al peccato come disubbidienza ma non cerchiamo mai di approfondire. Mi sto riferendo al mangiare il frutto della conoscenza del bene e del male di Eva e di Adamo. Il serpente tentatore è il provocatore, cerca quindi di travisare l’idea o l’immagine che Adamo ed Eva si fanno di Dio. Invece di un padre amorevole, mira a farne un despota geloso della propria autorità. Quando il tentatore fa la sua parte, Eva è già scossa; la proibizione divina incomincia a turbarla. La proibizione incomincia ad esercitare il suo fascino; Eva non vede più che quell’albero, là in mezzo al giardino. Dio ha proibito di mangiare il frutto diquell’albero: essa aggiunge che è anche proibito toccarlo. Diventa tabù. E’ così perché sta già nascendo il desiderio di mangiarne: “La donna vide che l’albero era buono da mangiare e bello da vedere, ed anche desiderabile per acquistare saggezza” (Genesi 3:6). La proibizione accende il desiderio; è la spinta alla follia e all’ossessione.
È a causa di questo frutto che l’uomo và in rovina. Mangiando di questo frutto ha perso l’assoluta soddisfazione della vita.
Questo frutto ha “donato” all’uomo intelligenza, sapienza, saggezza, discernimento del bene e del male ma con il decidere da sé cosa è bene e cosa è male. Ecco perché ciò che viene considerato un bene per l’altro, invece, è un male, e viceversa; si crea sempre confusione. Dio ha un Suo modo di discernere il bene e il male, mentre l’uomo ne ha un’altro.
Uccidere una persona è un bene o è un male? Nella vita dell’uomo è sia uno che l’altro. Aiutare il prossimo è un bene o un male? È sia uno che l’altro, perché si può essere criticati per aver trascurato sé stessi. La guerra e la pace sono un bene o un male? È sia uno che l’altro. La sofferenza è un bene o è un male? Dipende dal senso che noi le diamo. È quindi inutile che in preghiera ci lamentiamo con Dio e che ci lasciamo sopraffare dall’amarezza dimostrando di non conoscerLo e di non aver fiducia in Lui. Noi non sappiamo affatto ciò che è realmente giusto e bene, e chiamiamo male e sbagliato tutto ciò che è contro il nostro discernimento e il nostro proposito.
Chi dice che è bene essere ricchi, chi invece dice che è male. Chi dice che è bene essere poveri, chi invece dice che è male. Ma cosa c’è, chi sta dietro al decidere cosa è bene e cosa è male? Chi e cosa ci fa da guida? L’orgoglio e l’egoismo. L’essere diventati come Dio, e il pensare di sapere tutto perfettamente. Dipende tutto dal nostro atteggiamento consapevole e responsabile e dall’impiego della nostra libertà. Possiamo quindi scegliere noi ciò che è bene e ciò che è male ma con il fine di esaltare, di onorare, di difendere, di proteggere noi stessi… di fare tutto solo per noi stessi. Ecco le sofferenze e le delusioni nel mondo.
L’uomo è diventato lo zimbello delle passioni e delle vicissitudini; ora è buono ed ora è cattivo, ora è in collera ed ora è affabile, agisce ora con rigore o agisce con clemenza, è ora vivo, ora morto.
E com’è possibile che anche la nostra giustizia è un panno sporco? Perché tutto è incentrato sull’orgoglio e sull’egoismo.
Non comprendiamo mai una cosa che è molto importante. L’uomo non è stato creato da sé e per vivere per sé stesso. Dio non è mai stato da solo ed ha sempre avuto compagnia. L’uomo, quindi, è stato creato affinché avesse la meravigliosa compagnia di Dio, e poi ha avuto vicino a sé un essere che sia un aiuto adatto a lui, cioè una donna. Quindi si vive per il prossimo.
Chi e cosa può mettere ordine nella nostra vita? Solo Dio con la Sua legge e con la Sua parola. Non avete mai notato che il nostro modo di pensare non è mai come il Suo? Che i nostri disegni non sono mai come i Suoi? Che le Sue vie non sono le nostre vie? Che i nostri desideri non sono mai come i Suoi? Che il nostro modo di ragionare non è mai come il Suo?
La parola di Dio indica qual è il bene che porta alla vita e quale il male che conduce inesorabilmente alla morte. “Vedi, io metto oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io ti comando oggi di amare il SIGNORE, il tuo Dio, di camminare nelle sue vie, di osservare i suoi comandamenti, le sue leggi e le sue prescrizioni, affinché tu viva… Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza, amando il SIGNORE, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni.” (Deuteronomio 30:15-16, 19-20). “Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento” (Proverbi 3:5).
Non badiamo a un particolare che è presente nella parola di Dio. Secondo voi, perché, per esempio, Salomone chiese al Signore che gli fosse dato un cuore intelligente per amministrare la giustizia e per discernere il bene dal male? Non è l’uomo già saggio e in grado di discernere ciò che è bene e male?
No, il potere di decidere del bene e del male non appartiene all’uomo, ma a Dio solo. La libertà dell’uomo non è illimitata ed è chiamato ad accettare la legge morale che Dio gli dà.
Vi ricordate di Davide? Quante volte consultò il Signore prima di agire? E che bisogno c’era di farlo? I Filistei avevano attaccato Cheila e saccheggiato le aie, gli Amalechiti avevano fatto una scorreria verso la regione meridionale e verso Siclag; avevano preso Siclag e l’avevano incendiata; avevano fatto prigionieri le donne e tutti quelli che vi si trovavano, piccoli e grandi; non avevano ucciso nessuno, ma avevano portato via tutti e se n’erano tornati da dove erano venuti, è quindi logico andare a sconfiggerli per vendicarsi e per riprendersi tutto ciò che era stato rubato. Invece no, preferì consultare il Signore affinché non agisse d’impulso e secondo la propria logica e il proprio senso di giustizia; anche perché il Signore poteva benissimo dirgli di non inseguirli e di lasciar perdere tutto.
Tutto ciò ci porta a dimostrare di non dipendere completamente dal Signore.
La libera obbedienza dell’uomo alla legge di Dio implica effettivamente la partecipazione della ragione e della volontà umane alla Sapienza e alla Provvidenza di Dio. Lasciamoci guidare da Dio, altrimenti avremo sempre la tendenza a prendere decisioni sbagliate. La vita è un dono di Dio e quindi dobbiamo condurci alla diretta dipendenza da Dio. Vogliamo accettare veramente di dipendere da Dio? O vogliamo continuare ad essere autonomi e continuare a discernere con orgoglio ed egoismo il bene e il male?

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