ACCENDERE LA LUCE DELLA SUA GLORIA


Domenico Modugno

Se sei cresciuto in una vecchia casa, o se hai fatto visita alla casa di tua nonna, dove c’erano un vecchio impianto elettrico ed una cordicella per accendere la lampadina che pendeva dal soffitto, capirai ciò che sto per dire.

Ricordi com’era cercare di trovare quella cordicella al buio?

Non c’erano interruttori opportunamente collocati sulle pareti, accanto alla porta.

Se volevi accendere la luce nel cuore della notte, c’era soltanto un modo per farlo.

Dovevi “procedere a tentoni nel buio”, muovendo le mani alla cieca in direzione della cordicella.

Forse ti sei perfino scorticato uno stinco, oppure hai urtato con l’alluce contro i mobili, incespicando nel buio, per cercare di trovare quella cordicella.

Se, in qualche modo, potessimo catturare con una telecamera alcune delle cose bizzarre che la gente fa cercando di trovare la cordicella per accendere la luce, ci divertiremmo.

Le persone a caccia della cordicella spesso agitano le braccia come matti, inciampano e… si accovacciano nel tentativo di evitare l’imminente incontro doloroso con lo spigolo “spaccatibie” del tavolino da caffè.

I più cauti cercano di raggiungere la cordicella muovendo una sola mano, avanti e indietro, sopra la propria testa…

Talora la stessa cosa accade nelle nostre chiese.

Gente che entra per la prima volta e ci vede fare delle stranezze nei nostri culti, domanda: “Ma che cosa state combinando?”.

Tutto ciò che possiamo dire è: “Stiamo cercando la cordicella per accendere la luce. Se riuscissimo ad accendere la luce della gloria di Dio in questo luogo, capireste”.

Il ministero di Charles G. Finney fu contrassegnato da risvegli che trasformarono intere città.

La città di Utica, nello stato di New York, fu cambiata totalmente grazie alla potenza di Dio che dimorava nella vita di Finney, un uomo che bruciava di una profonda passione per la preghiera e per un’intima relazione con Lui.

Si dice che, quando Finney camminava per le filande di Utica nel tardo ‘800, la presenza di Dio era così forte, che gli operai iniziavano a cadere in ginocchio pentiti ancor prima che egli aprisse bocca!

Alla fine, l’intera città e tutta la regione furono toccate dalla presenza di Dio che egli portava con sé.

Era come se egli portasse una luce che improvvisamente permetteva agli uomini di vedere se stessi e Dio nella giusta prospettiva.

Quando si avvicinava la Presenza, gli uomini capivano di essere impuri e che Dio era santo!

Questo sembra un moderno adempimento della profezia di Isaia: “Sorgi risplendi poiché la tua luce è giunta, e la gloria del Signore è spuntata sopra di te! Infatti ecco, le tenebre coprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli; ma su di te sorge il Signore e la sua gloria appare su di te. Le nazioni cammineranno alla tua luce, i re allo splendore della tua aurora”.

ABBIAMO BISOGNO DELLA GLORIA DI DIO, PRIMA IN NOI, AFFINCHÉ SI MANIFESTI ATTRAVERSO DI NOI.

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