La ragazza che non aveva la Bibbia


tumblr_mdqshhh8XQ1qfkrg7o1_500_largeNel 1972, sul massiccio del Cader Idris, del nord del Galles, viveva la  famiglia Jones. Vivano in un una casetta di pietra grigia. L’arredamento era povero ed essenziale: un panca, due o tre sgabelli, una rozza credenza, un tavolo e un telaio. Avevano una figlia Mary, che aveva solo otto anni, ma amava ardentemente il Signore e la Sua Parola. Quella sera, accanto alla mamma Molly, camminava spedita per le oscure e deserte strade dei villaggi, ansiosa come sempre di arrivare alla riunione per ascoltare la Parola di Dio. Tutto quello che conosceva della Bibbia, l’aveva imparato alle riunioni, ma soprattutto dai genitori. fin da quando era molto piccola, nei lunghi pomeriggi della domenica, seduta accanto alla mamma, ascoltava a bocca aperta le storie dei grandi personaggi del popolo d’Israele e della vita di Gesù. Nella piccola comunità metodista del villaggio, come anche altrove, “il giorno del Signore” veniva osservato molto scrupolosamente. Gli uomini cercavano sempre di fare i lavori di sabato, perché la domenica si facevano l’indispensabile, come nutrire gli animali. Nella sala da culto l’atmosfera era solenne: quei credenti avevano un forte senso del timore di Dio e un profondo rispetto per la Parola di Dio. Quando l’adunanza finì, l’anziano Evans andò vicino alla bambina e le appoggiò la grande mano rugosa sulla testa. Poi, con con grande commozione, le disse: “Bene, agnellino! Sei piuttosto piccola per queste riunioni, ma immagino che Dio abbia bisogno degli agnellini oltre che delle pecore! Anzi, sono convinto che Egli sia ben contento, quando vede che gli agnellini ascoltano la sua voce!”. Quella sera, quel semplice uomo di Dio non poteva ancora sapere che Dio aveva un piano straordinario per quell’agnellino del suo gregge! Ma qual era l’ambiente religioso nel quale Mary stava crescendo? All’alba della Riforma nel 1538, Enrico VIII aveva ordinato che in ogni chiesa in Gran Bretagna ci fosse una Bibbia in inglese. Lo storico Green, descrive con queste parole l’alta considerazione che i britannici avevano per la Sacra Scrittura: “Veniva letta alle riunioni e in casa. Anche se solo le classi privilegiate ne possedevano una copia, la gente conosceva bene la Parola di Dio, che suscitava uno straordinario entusiasmo, tanto che vennero definiti “il popolo del libro”. Intanto nel Galles, Dio aveva suscitato dei meravigliosi risvegli spirituali. Uno era iniziato nel nord del paese, tra i rudi operai delle miniere di carbone. Dopo una lunga giornata di lavoro, questi uomini stanchi e coperti di fuliggine, si riunivano per diverse ore a studiare la Parola di Dio, pregare e cantare. Questa potenza spirituale basata sulla Parola di Dio, aveva raggiunto anche il piccolo villaggio del Galles dove viveva Mary Jones che, fin da bambina, ne fu fortemente influenzata. “Perché in casa non abbiamo la Bibbia?” Questa insistente domanda della piccola Mary non era frutto di curiosità, ma di un forte bisogno che lei avvertiva fino nel profondo della sua anima. Ed era sicuramente anche la stessa domanda di molti altri cari credenti, che nel 1700 vivevano nei numerosi villaggi disseminati qua e là nel Galles. Per quanto riguarda la diffusione di Bibbie, si può ben dire che “la Parola di Dio era rara a quei tempi” ma, come avvenne per il piccolo Samuele a Silo, vedremo come nei piani di Dio, l’anonima e semplice Mary Jones sarebbe diventata lo strumento nelle mani del Signore, per capovolgere la situazione di carenza di Bibbie nel Galles e in tutto il mondo. A volte, quando erano riuniti intorno alla tavola per i loro semplici pasti, oppure mentre le loro mani andavano su e giù per il telaio, Jacob, il padre di Mary e Molly cercavano di rispondere alle insistenti domande della piccola Mary, ma le loro risposte non erano mai esaurienti. Non sapevano che cosa succedeva lontano nelle grandi città, né potevano conoscere la grande carenza che c’era di Bibbie in tutta la Gran Bretagna e anche nel resto del mondo. Sapevamo solo di essere poveri, troppo poveri per possederne una copia. Jacob faceva il tessitore, ma guadagnava molto poco e nonostante la loro vita spartana, non erano mai riusciti a risparmiare una sola monetina. Se pur piccola , Mary avvertiva in modo reale “una fame e una sete di ascoltare la Parola del Signore”. Purtroppo al problema della mancanza della Bibbia, si aggiungeva anche quello della mancanza di alfalbetizzazione. Nel piccolo villaggio e in quelli circostanti non c’erano né scuole né insegnanti. Anche Mary piccola com’era aiutava la famiglia nelle piccole faccende domestiche. Un pomeriggio gli fa visita la signora Betty Evans, era la moglie dell’anziano che aveva chiamato Mary “agnellino del Signore”. Erano dei semplici coltivatori della terra, ma rispetto alle altre famiglie del villaggio, avevano sempre cibo a sufficienza e potevano permettersi ciò che gli altri abitanti del villaggio, consideravano dei piccoli lussi. Betty era alla mano e molto materna era l’unica famiglia che possedevano una Bibbia in casa. Poi guardò a Mary e disse “Piccola mia, ricorda che, quando avrai imparato a leggere e a scrivere, ogni volta che lo vorrai potrai venire a casa nostra a leggere la Bibbia. Qualche volta Mary era andata alla fattoria e la signora l’aveva fatta entrare nel suo salotto. In mezzo alla stanza c’era un bel tavolo di legno massiccio e sopra, ben protetta da un tovagliolo sempre fresco di bucato, la preziosa Bibbia. Con la su a fervida e puerile fantasia, Mary si immaginò subito di essere in cammino verso la fattoria, di entrare nel salotto, di avvicinasi al tavolo e con grande rispetto, di togliere il tovagliolo immacolato. Poi immaginò di sedersi e di tuffarsi nella lettura delle pagine… Improvvisamente, tornò alla triste realtà ed esclamò: “Ma tutto questo è impossibile, perché non so leggere!” Allora la Signora Betty le disse: “Piccola mia il Signore provvederà! Ricordi la storia di quando il Salvatore diede da mangiare a quella folla affamata, in un luogo deserto? Non li mandò digiuni… Lo stesso farà con te e soddisferà la fame che hai della sua Parola. Ricorda che Gesù è il pace della vita!” Alla fine della pomeriggio, la signora Evans salì sul calesse e se ne andò dispensando ampi sorrisi alla bambina ferma sulla porta. Quando alla prima curva il calesse scomparve, Mary rientrò in casa, s’inginocchiò e fece questa breve preghiera; “Caro Gesù, Tu hai dato da mangiare del pane alla gente affamata. So che ami i poveri come noi. Fa che io non possa restare nell’oscurità. Aiutami a poter leggere la Tua Parola! Erano passati circa due anni dalla visita della signora Evans, Mary aveva compiuto 10 anni e non aveva smesso un solo giorno di pensare alla Bibbia. Durante quell’inverno, Jacob e Molly avevano lavorato a lungo vicino al telaio e, con gran fatica, avevano prodotto un bel rotolo di tessuto. Adesso partiva per andare ad Abergynolwyn, per cercare di venderlo. La sera stanco è soddisfatto ritornò a casa dove felicemente raccontò di aver venduto ad ottimo prezzo il rotolo di tessuto. Ma la notizia più bella e che in città era arrivato un maestro, per insegnare ai ragazzi a leggere e scrivere. Mary le disse. “Io ti ho scritto affinché anche tu impari a leggere e scrivere”. Mary feci salti di gioia per la felicità. Una sera Mary fece una preghiera e chiese a Dio di possedere una Bibbia tutta sua. Lavorerò e metterò da parte ogni penny, anche se dovessi metterci dieci anni. Aveva presa quella decisione e l’avrebbe perseguita a qualsiasi costo. Così Mary incominciava a fare dei piccoli lavoretti, andava nel bosco a raccogliere legna per il fuoco, badava a bambini, rammendava e metteva le toppe a vecchi indumenti. Il padre gli aveva costruito una cassetta di legno dove Mary depositava ogni monetina. Ogni tanto la prendeva e contava e ricontava i soldini, ma c’era ancora tanto da mettere da parte. Dopo una  riunione serale si avvicinò alla signora Betty Evans e chiese di parlarle: “Una volta lei mi promise di lasciarmi venire a casa sua per leggere la Bibbia”. “Sì, piccola mia, mi ricordo”, “Ebbene, da allora è passato molto tempo e in questo frattempo ho imparato a leggere” “Ma certo cara, allora vieni quando vuoi e la leggerai” rispose la signora Betty. Così un sabato si presentò dalla Signora Betty Evans per leggere la Bibbia. “Siediti mia cara, e mettiti al lavoro. Non ho bisogno di dirti che devi stare molto attenta. Mi raccomando di fare molta attenzione a come volti le pagine della Bibbia: non devono rovinarsi per nessun motivo! Ed ora ti lascio, ho da fare in cucina…” . La donna si allontanò, lasciando Mary davanti al suo tesoro. La trepidante ed emozionante fanciulla, poteva ben dire insieme all’antico salmista: “La legge della tua bocca per me vale più di migliaia di monete d’oro e d’argento” (Salmo 119:72). Mary sollevò con mani tremanti il tovagliolo e lo piegò con cura. Poi con il cuore che le batteva all’impazzata, per la prima volta nella sua vita, aprì la Bibbia. Era il grande desiderio di sempre, il desiderio del suo cuore. Mary sapeva esattamente da dove cominciare e cercò subito il Vangelo di Giovani, per leggere le parole di Gesù: “Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me” (Giovanni 5:39). La bambina cominciò a singhiozzare, mentre ripeteva tra le lacrime: “Signore, lo farò, lo farò. Oh, come voglio conoscere la tua parola!”. Le sembrava che le parole di Gesù, fossero rivolte a lei. La Scrittura le parlava in modo straordinario, per mezzo dell’opera dello Spirito Santo. Passarono sei anni e finalmente Mary riuscì a mettere da parte la somma per acquistare la sua tanto agognata Bibbia. Così sotto consiglio del pastore della sua chiesa del villaggio, Mary partì per Bala dove avrebbe incontrato il pastore Charles Thomas. Così una mattina si incammino tra i boschi e tra i prati della bella Scozia, percorse più di quaranta Km a piedi. Il predicatore William Huw aveva dato alla giovane Mary delle chiare indicazione per raggiungere la casa di David Edwards, un rispettato pastore medotista, che conosceva Thomas Charles che poi l’avrebbe portata a casa sua. Così dopo quasi un giorno arrivò a casa del predicatore che gli diete un letto e un pasto caldo dove da lì poi la mattina si sarebbero incontrati con il pastore. Thomas Charles era molto amato e rispettato in tutto il Galles, tanto che lo chiamavano “l’apostolo di Bala”. All’epoca della storia aveva circa cinquant’anni e, da più di venti, viaggiava negli angoli più remoti del suo paese per predicare, formare scuole settimanali e domenicali, in luoghi dove prevaleva l’ignoranza e le tenebre. Quando Edwards e Mary arrivarono all’indirizzo di Thomas, nella strada principale del paese, la luce della lampada a olio brillava già da tempo nello studio al primo piano. Bussarono e poco dopo sentirono dei passi giù per le scale. La porta si aprì e Thomas Charles in persona era davanti a loro. Mary si sentì un po’ intimidita, ma il modo di fare affabile dell’uomo la mise subito a suo agio. “Entrate”, disse con ampio gesto della mano e li accompagnò su per le scale, nel suo studio. “Ed ora”, disse dopo che si furono comodamente seduti, “figlia mia, non avere paura e raccontami il motivo di questa tua visita”. Mary si lasciò andare e raccontò in modo molto breve, ma efficace tutta la sua storia fino a quel momento. Charles le fece diverse domande sulla sua conoscenza biblica e, con sua grande meraviglia, la ragazza rispose esattamente e con dovizia di particolari. Charles guardò un attimo l’anziano amico Edwards con aria perplessa, poi si voltò di nuovo verso Mary: “Ragazza mia, come hai potuto imparare tutto questo e avere una conoscenza così vasta delle Scritture, se non possiedi la Bibbia?”. Mary spiegò che, per sei anni, aveva trascorso tutti i sabati pomeriggio in casa Evans a memorizzare interi capitoli, e anche dei libri della Parola di Dio. I due uomini si guardarono di nuovo, sicuramente non avevano mai visto un amore così grande per la Bibbia? Chi era mai questa ragazza così matura, determinata, e intelligente? Poi Charles divenne molto serio e, rivolto a Edwards disse: “Sono veramente molto rammaricato che questa fanciulla abbia fatto tutto questo tragitto fin qui a Bala, per comprare una Bibbia. Come ben sai, la triste realtà è che non ne ho. Le Bibbie che ho ricevuto da Londra l’anno scorso, sono tutte finite eccetto poche copie che ho tenute da parte per amici, che le hanno prenotate da lungo tempo”. “Ma la sua situazione è davvero disperata?”, replicò l’amico. “Più di quanto si possa immaginare. La Società, che finora aveva fornito un numero limitato di Bibbie al Galles, ha deciso di non stamparne più. Nel nostro paese c’è un disperato bisogno di Bibbie, ma ti assicuro che, mio malgrado, non ho la benché minima idea di dove andare a prenderne altre”. Mary, che aveva ascoltato con gli occhi sgranati e quasi incredula, improvvisamente fu come investita dall’immensa portata di quelle parole. Nascose il viso tra le mani e cominciò a singhiozzare disperatamente. Le sue preghiere, i suoi sacrifici, i suoi sogni, il lungo viaggio del giorno precedente… tutto inutile! La lacrime le scorrevano abbondanti e incontrollabili giù dal viso, attraverso le mani, fino sui vestiti. I due uomini guardavano allarmati e incapaci di consolarla. Si sentivano impotenti di fronte a tanto dolore e tanta delusione. Mentre la ragazza continuava nel suo pianto desolato, a un tratto qualcosa di inspiegabile avvenne.Thomas di Bala, si alzò, andò verso la fanciulla in lacrime e le posò la mano sulla testa: “Mia cara”, disse con la voce rotta dall’emozione, “per quanto mi sia difficile, mi rendo conto che devi avere una Bibbia. E’ impossibile, semplicemente impossibile, lasciarti tornare a casa senza una Bibbia”. Poi andò verso la libreria e da un cassetto tirò fuori una Bibbia nuova, per metterla subito nelle mani tremanti di Mary. Dopo avergliela consegnata, le rivolse con solennità questo piccolo discorso. “Sono molto contento di darti questo libro, mia cara giovane. Leggi attentamente la Parola di Dio, studiala con diligenza e fai tesoro delle sacre parole. Continua a impararla a memoria e ubbidisci a tutti i suoi insegnamenti”. “Diolch” (grazie in gallese) disse Mary e continuò a piangere, ma questa volta erano lacrime di gioia. Quel caro uomo di Dio, non aveva finito. Con gli occhi ancora lucidi per la grande emozione di quella mattina, si rivolse verso il vecchio predicatore e con voce rotta gli disse solennemente: “David Edwards, la scena a cui abbiamo assistito stamani è sufficiente per sciogliere il cuore più duro. Una ragazza, così giovane, povera, intelligente, che conosce così bene le Sacre Scritture, costretta a camminare per quasi ottanta Km tra l’andata e il ritorno, a piedi nudi, per comprare la Bibbia! Da questo giorno in poi, non avrò riposo finché non troverò una soluzione al bisogno disperato di Bibbie nel nostro paese, il meraviglioso Galles che grida per ricevere la Parola di Dio!” Dopo circa mezz’ora Mary uscì da quella casa, con la preziosa Bibbia nella borsa, per rifare a ritroso tutto il cammino del giorno prima, ma questa volta con grande gioia nel cuore. Era ormai sera quando arrivò a casa, con grande sollievo dei suoi genitori. Ormai Charles aveva deciso: non avrebbe avuto riposo finché nel Galles non ci fossero state Bibbie per tutti. Ogni giorno pensava alla ragazza che, quella mattina di primavera, era entrata nel suo studio. La sua storia era rimasta impressa in modo indelebile nella sua mente e nel suo cuore. Ogni mattina alba, pregava ardentemente per trovare una soluzione al problema. Nei suoi frequenti spostamenti per l’opera di Dio, nel Galles e in Inghilterra, alle riunioni non si dimenticava mai di raccontare la storia di una ragazza che aveva tanto bisogno disperatamente di una Bibbia. La storia di Mary toccò il cuore di molta gente, in tutta la Gran Bretagna, e in meno di due anni nacque una Società Biblica, per produrre Bibbie non solo nel Galles ma in tutto il mondo. Il 28 dicembre 1866, sazia di anni, Mary Jones andò con il Signore, la sua Bibbia fu donata alla Società biblica, come simbolo dell’inizio di un’opera che continua ancora. Mary Jones fu sepolta nel cimitero di Bryncrug, dove fu eretto un monumento per ricordare l’influenza della sua semplice vita, nella fondazione di una grande opera. “Dio onora quelli che lo onorano”. Amen

Trascritta da: Francesco La Manna – Notizievangeliche.com

Storie di Fede Vissute

Autrice: Osvalda Malcolm

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