ISRAELE: LA BIBBIA IN UN MICROCHIP


In occasione della celebrazione del 50° anniversario, del Museo di Israele si trova nella capitale israeliana di Gerusalemme presenterà la c.d. “Nano Bibbia”, ossia una bibbia contenuta in un minuscolo microchip dalle dimensioni di un granello di zucchero.
Il Nano Bibbia è stata creata dal Prof. Uri Sivan e il Dr. Ohad Zohar Russell Berrie Nanotechnology Institute presso il Technion Israel Institute of Technology di Haifa.

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NEPAL: CRISTIANI SEPOLTI VIVI, A CAUSA DEL TERREMOTO, MENTRE ADORAVANO


A causa del terribile terremoto “Molti cristiani sono stati sepolti vivi sotto le macerie; il tutto è successo mentre adoravano”, ha detto Umesh Pokharel, presidente della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno in Nepal, l’Adventist Review.

AsiaNews ha riferito che un locale di culto della chiesa protestante, alla periferia della capitale, Kathmandu, è crollata rimanendo uccisi 70 fedeli.

Le Assemblee di Dio Missioni Mondiali riferisce che “tre delle sue chiese sono state completamente distrutte e molte vite sono state perse.”
In tutto, circa 500 cristiani sono morti, secondo AsiaNews e di una rete di chiese in Nepal.

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USA, NEW YORK: UN GESTO DI SOLIDARIETÀ CHE DEVE FAR RIFLETTERE


Un gesto di solidarietà che sta facendo il giro del mondo via web, è accaduto a New York dove un agente di polizia Larry, appena venticinquenne, mosso da compassione per un clochard a piedi nudi e seduto per terra in condizioni pietose, è andato a comprare un paio di stivali e delle calze per un costo di circa 75 dollari e che lo stesso poliziotto ha avuto cura di far indossare al bisognoso.
Il clochard ha ringraziato il poliziotto Larry dicendogli Dio ti benedica.
Il gesto sarebbe passato inosservato se un turista dell’Arizona non avesse immortalato la scena mediante una foto che ha poi postato su Facebook con conseguente diffusione mediatica “a macchia d’olio”.

Da un punto di vista biblico non può non venire in mente quel passo della Bibbia che deve scuotere le nostre coscienze e il nostro essere cristiano mediante una fede viva e operante: “Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me” (Matteo 25:35-40)

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AFRICA: CRESCE IL NUMERO DELLE CONVERSIONI A CRISTO NELLE ZONE DI PERSECUZIONE A CARICO DEI CRISTIANI


Secondo uno studio condotto dalla Pew Research Center negli Stati Uniti è in continua crescita il numero di coloro che si convertono a Cristo.
I cristiani aumentano di numero soprattutto in Nigeria, Congo, Tanzania, Etiopia e Uganda paesi dove la persecuzione a carico del popolo cristiano è all’ordine del giorno.
Si prevede che questa crescita non si arresterà entro un periodo che va fino al 2050 considerando l’alto tasso di natalità che si registra nel continente africano, ma al di là di qualsiasi previsione statistica e demografica il “merito” di questo progresso spirituale in Cristo è dovuto all’azione dello Spirito Santo che muove molti missionari a portare il Vangelo di Cristo in queste zone dove la povertà e la fame regna così come l’ignoranza “spirituale” sull’Iddio vivente e vero.

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USA, OKLAHOMA: APPROVATA LA LEGGE CHE IMPEDISCE LA CITAZIONE IN GIUDIZIO DEI MINISTRI DI CULTO CHE SI RIFIUTANO DI CELEBRARE MATRIMONI GAY


Il Senato e la camera dello stato dell’Oklahoma, negli Stati Uniti, hanno approvato il disegno legge per tutelare i diritti della libertà religiosa per quanto attiene ai ministri di culto.
Dopo i diversi casi di citazione in giudizio dei ministri di culto che si sono rifiutati di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso, con conseguenze di natura penale, è stata introdotta la normativa che consente ai ministri di culto di rifiutarsi di celebrare matrimoni gay senza il rischio di subire ripercussioni giudiziarie.
La Camera ha approvato il testo dello stato dell’Oklahoma con 87 voti a favore e otto contrari, mentre un disegno di legge quasi identico è stato approvato dal Senato con 38 voti a favore e 5 contrari.
Tutti i voti contrari sono stati espressi dai democratici contrari alla normativa approvata.

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ANNUNCIO IMPORTANTE


DOMENICA 26 Aprile 2015 alle ore 10.30 presso la Chiesa ADI di Guidonia avremo la gradita visita del fratello Lino Brancato, direttore del centro Kades, per ascoltare la predicazione della Parola di Dio ancora efficace ed attuale. Ascolteremo anche le testimonianza di alcuni giovani liberati con l’aiuto di Dio da varie forme di dipendenze.INTERVENITE NUMEROSI DIO CI BENEDIRA’ past.G.T.
IMPORTANTE…il culto sara trasmesso in diretta sui nostri canali tv……ecco i LINK….. DEI NOSTRI CANALI….
LINK…LIVESTREAM…CLICCATE…..http://www.livestream.com/guidoniatv
LINK…ULSTREAM…CLICCATE……http://www.ustream.tv/channel/culto-guidonia

foto di Chiesa Cristiana Evangelica ADI Guidonia.
foto di Chiesa Cristiana Evangelica ADI Guidonia.

PAKISTAN – E’ morto il ragazzo cristiano bruciato vivo da giovani musulmani


Ragazzo-pakistano-bruciatoLahore – Due giorni fa, è deceduto nell’ospedale di Lahore  Nauman Masih, il 14enne cristiano pakistano, che è stato dato alle fiamme da un gruppo di giovani musulmani sconosciuti alcuni giorni fa. Lo si apprende dall’Agenzia di stampa Fides.
Il ragazzo era stato fermato e aggredito dopo aver dichiarato di essere cristiano. I giovani lo hanno cosparso di benzina. Aveva riportato gravi ustioni sul 55% del corpo.

Secondo alcuni osservatori, il gesto può essere una vendetta dopo il linciaggio di due musulmani avvenuto a Youhanabad – dichiarati innocenti – in seguito all’attentato alle due chiese del 15 marzo. Dopo il linciaggio pubblico a Lahore la polizia ha perquisito molte abitazioni a Youhanabad e arrestato oltre 100 giovani cristiani per rintracciare i colpevoli. “I cristiani hanno condannato il linciaggio, dicendo apertamente che è un grande crimine. Tuttavia in numerosi casi in passato cristiani innocenti sono stati bruciati vivi: ricordiamo gli attacchi di massa al quartiere cristiano a Gojra, Shantinagar, o i due coniugi cristiani arsi vivi in una fornace di mattoni a novembre 2014”, afferma, James Channan, Direttore del “Peace Center” a Lahore.

Shahbaz Sharif, Primo ministro del Punjab, ha chiesto che i responsabili siano arrestati. Il Direttore del “Peace Center” conclude: “Direi che oggi siamo nel periodo storico peggiore per la vita dei cristiani in Pakistan. Discriminazione, sofferenza, oppressione spesso diventano vera persecuzione. Oggi chiediamo al governo: dove’è la giustizia? Dove sono i colpevoli dei tanti episodi di violenza gratuita commessa sui cristiani?”.
Mervyn Thomas, direttore dell’Ong “Christian Solidarity Worldwide” afferma in una nota: “Preghiamo per la famiglia del giovane. Credere che si possa uccidere un ragazzo per una semplice professione di fede è profondamente preoccupante. La cultura dell’impunità deve finire, e alle minoranze religiose devono essere garantiti i diritti di tutti i cittadini in Pakistan”.

Notizievangeliche.com

Yemen: i cristiani reagiscono pregando


sguardo_donnaLa guerra in Yemen fa scivolare il paese ancor più nel caos. Tanti gli attori in campo, per l’ennesima tensione tra sciiti e sunniti.

I credenti nazionali e stranieri non sembrano paralizzati dalla paura e rimangono attivi nell’incontrarsi e nel condividere la loro fede con altri.

Il Medio Oriente è in fiamme. Dal 25 marzo  è ufficialmente esplosa un’altra guerrain questa regione surriscaldata: aerei sauditi e di altri paesi arabi hanno bombardato le postazioni in Yemen dei ribelli sciiti Houthi, che nelle ultime settimane avevano preso il controllo della capitale Sana’a e di altri territori nell’ovest del paese. A quanto pare il presidente Hadi, eletto nel 2012 dopo la fine del regime di Saleh, non è riuscito a formare un governo stabile che includesse anche i gruppi discriminati dal precedente regime (tra cui i ribelli Houthi appunto e le forze separatiste del sud) e ciò ha scatenato la loro reazione. La situazione in Yemen è resa ancor più complessa dalla presenza di al Qaeda in Yemen, che controlla alcuni territori nel sud del paese. Dunque gli attori in gioco sono molti, anche se alcuni media tendono a semplificare affermando che lo Yemen è di nuovo diventato scenario di guerra tra sciiti (sostenuti dall’Iran) e sunniti (wahhabiti sostenuti dall’Arabia  Saudita).

Ma in questo caos come vivono i pochi cristiani yemeniti?

Secondo le nostre informazioni, i credenti nazionali e stranieri non sembrano paralizzati dalla paura della guerra civile in atto, e rimangono attivi nell’incontrarsi (per incoraggiarsi l’un l’altro) e nel condividere (quando possibile) la loro fede con altri. Lo Yemen è 14° nella WWList 2015 e il livello di persecuzione è elevato. La maggioranza dei cristiani è straniera e sono percepiti come intrusi dall’identità nazionale e tribale. Diminuiti nel periodo post Primavera Araba per via dell’instabilità della regione, essi vivono solitamente separati dalla società islamica: prima di questi recenti sviluppi potevano praticare la fede in maniera controllata (quindi non totalmente liberi), ma non potevano fare nessun tipo di proselitismo.

Invece i cristiani locali, quindi i musulmani convertiti, devono vivere la fede nel segreto, vengono gravemente perseguitati dalle autorità (detenzione), dalla famiglia e dai gruppi islamici radicali, che minacciano di morte gli apostati, se non ritornano all’islam. Storicamente, gli estremisti di Al Qaeda in Yemen hanno ucciso, rapito e attaccato i cristiani in numerose occasioni.

La guerra in atto inevitabilmente crea tensione e mancanza di sicurezza, ma come dicevamo sappiamo che i cristiani yemeniti stanno reagendo continuando le loro attività, pregando per la nazione e in particolar modo, pregando perché persino la guerra possa trasformarsi in un’occasione per diffondere il messaggio di Gesù.

Porte Aperte Italia

USA, IDAHO: PASTORI EVANGELICI RISCHIANO UNA CONDANNA ALLA RECLUSIONE PER AVER RIFIUTATO DI CELEBRARE UN “MATRIMONIO” GAY


I pastori Donald e Evelyn knapp per aver rifiutato di celebrare un matrimonio gay rischiano pene detentive e sanzioni pecuniarie.
Da quando la nona corte d’appello dello stato dell’Idaho ha annullato la norma costituzionale che definisce il matrimonio l’unione tra un uomo e una donna allargando la definizione di matrimonio anche a persone dello stesso sesso i ministri di culto sono obbligati a celebrare i “matrimoni di natura omosessuale”.
Proprio in violazione della sentenza della corte d’appello che ha modificato il concetto di matrimonio sul piano della costituzione dello stato dell’Idaho i pastori Donald e Evelyn Knapp rischiano una condanna a 180 giorni di reclusione e il pagamento di un’ammenda pari a 1000 dollari

Si tende ormai a “criminalizzare” ciò che è scritto nella Parola di Dio e a considerare criminali coloro che desiderano osservare e fare la volontà di Dio.
Noi confidiamo nella giustizia di Dio che è un Dio giusto e che giudicherà tutti coloro che crocifiggono ogni giorno la Sua parola; essi se non si ravvederanno nel tempo di grazia, fino a quando questo tempo sarà concesso dal nostro Padre celeste, andranno incontro alla morte eterna dell’anima ossia alla separazione eterna dall’amore di Dio.

Romani 1:26,27 “Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l’ uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa”
Romani 1:32 Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.

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ONU: IN DISCUSSIONE LA PROPOSTA GIORDANA DI LIMITARE L’ATTIVITÀ EBRAICA E ISRAELIANA AL MONTE DEL TEMPIO


L’organo delle Nazioni Unite responsabile del Patrimonio Mondiale (UNESCO), su iniziativa delle istituzioni giordane, è in procinto di approvare una proposta intesa a limitare l’attività ebraica e israeliana vicino al Monte del Tempio e all’interno perché si sostiene che ostacola l’accesso al tempio dei musulmani e dei cristiani locali. Si tratta di una decisione che potrebbe peggiorare le tensioni nazionali e religiose esistenti nella Città Vecchia di Gerusalemme.
Parlando all’agenzia di stampa Tazpit, Lisa Rahmani, appartenente all’organizzazione “Volto di Israele”, ha protestato contro il contenuto del documento: “Siamo indignati della proposta. Non solo viola l’articolo 9 del trattato di pace tra Israele e Giordania, ma anche l’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani, il rispetto della libertà di religione “.
Coloro che si oppongono alla decisione ravvisano in essa delle finalità antisemite; una decisione che ha il preciso scopo di ledere gli interessi del popolo israeliano.

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