Messico: si moltiplicano i profughi interni


In Messico il numero dei profughi interni negli ultimi 6 anni è moltiplicato di 35 volte! I cristiani possiedono una specifica vulnerabilità, per via di un mix di cause tra cui criminalità, mala politica, violenza di genere, arruolamenti forzati nei cartelli della droga e intolleranza religiosa (antagonismo tribale).

Molti rimangono colpiti dal vedere il Messico al 38° posto della nostra WWList, poiché il Messico, come altri paesi (leggi Maldive, Kenya, India, Vietnam, ecc.), sono mete turistiche di molti italiani. Nel country profile del nostro sito spieghiamo chiaramente i motivi per cui il Messico è tra i primi 50 paesi in cui si perseguitano i cristiani. Vorremmo spiegare oggi uno dei trend che ci preoccupano in questo paese: la crescita del numero dei profughi interni.

Fino a poco tempo fa era la Colombia al primo posto al mondo come numero di profughi interni (oltre 6 milioni a dicembre 2014), ultimamente superata dalla Siria a quota 7,6 milioni (stesso periodo) e seguita poi da Iraq, Sudan e Congo. In America Latina appare vistosa la crescita del Messico: il numero dei profughi interni negli ultimi 6 anni è moltiplicato di 35 volte. Nel 2009 erano 8.000, mentre a fine 2014 erano ben 281.418! Il trend è preoccupante ed è dovuto a una combinazione dicriminalità, mala politica, violenza di genere, arruolamenti forzati nei cartelli della droga e intolleranza religiosa. “La World Watch Research (team di ricerca di Porte Aperte) ha rivelato che i cristiani possiedono una specifica vulnerabilità nei contesti di crimine organizzato e sono inoltre spesso vittime di espulsioni dalle loro terre nelle aree indigene a causa della loro non aderenza alla religione pagana maggioritaria (fonte di persecuzione definita antagonismo tribale)”, ci spiega Dennis P., nostro ricercatore.

Intere famiglie di cristiani vengono private delle loro terre, delle loro case e dei loro averi, letteralmente espulse da villaggi e costrette a ricominciare da zero in un contesto che li discrimina. L’intolleranza religiosa dunque si mescola agli altri fattori di instabilità sociale, colpendo duramente le fragili comunità cristiane. Porte Aperte interviene in queste situazioni, aiutando le famiglie cristiane a ricostruirsi una vita, ma anche distribuendo materiale, realizzando seminari (per adulti e per bimbi) e facendo ricerca e patrocinio.

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