Come i salmoni


Come i salmoni

Parlare di sessualità continua a risultare impegnativo, a prazzi problematico… il sesso, invece di una forza che unisce, può diventare una forza che separa

La necessità di acque molto ossigenate spinge i salmoni a risalire i fiumi e ad addentrarsi nei torrenti fino a raggiungere la sorgente. 

Dove trovano la strada ostruita da un qualche ostacolo, quali cascate o rapide, questi non si arrestano; piuttosto, si slanciano impetuosamente, dimenandosi e guizzando animosamente fino a che l’ostacolo non viene superato. 

Giunti finalmente alla meta (in acque fredde e tanto basse da ricoprirli appena), su un punto del torrente a fondo ghiaioso le femmine depongono le uova che il maschio feconda; poi riprendono entrambi la via del mare. 

Prima di tornare nelle acque dei torrenti montani, i salmoni dovranno trascorrere due anni in mare nutrendosi abbondantemente, in modo da riacquistare le forze per ripercorrere la strada. 

I salmoni: i pesci che vanno controcorrente; ecco che, molto similmente, il cristiano “nato di nuovo” procede controcorrente. 

Il cristiano non fa quello che fanno tutti, non si lascia “trasportare dalla corrente” ma dalla Parola di Dio, fonte di ogni indicazione e perfetta guida etico-morale.

LIBERTÀ E LIBERTINAGGIO

Nonostante oggigiorno tanti cosiddetti “tabù” siano caduti, parlare di sessualità continua a risultare impegnativo, a sprazzi problematico. Ma è parlare di “unione sessuale dopo il matrimonio” ciò che realmente desta ilarità. Sembra che siano essenzialmente due i pensieri imperanti nella società di oggi. 

Il primo afferma che il sesso è un appetito, come ad esempio la fame: se hai fame mangi e, dopo aver mangiato, prosegui la tua vita. Il desiderio sessuale viene dunque posto al pari degli altri desideri, e la miglior cosa diventa non reprimere tale desiderio ma soddisfare la voglia quando questa arriva. 

Il secondo pensiero attesta, invece, che il sesso è una cosa pericolosa, sporca, impura e perciò va evitato ed è valido solo per fini procreativi. 

A rigor del vero, tale ideologia è stata associata per secoli al Cristianesimo, nonostante essa non fosse altro che il prodotto di una filosofia alternativa: il Neoplatonismo. Questa filosofia condannava il corpo e ogni tipo di piacere, ponendo invece l’accento su una tendenza ascetica e contemplativa al fine di tornare a Dio. 

Nei primi secoli dopo Cristo, la chiesa si è lasciata influenzare da tali correnti all’epoca diffuse e predominanti, e con il tempo ha continuato a considerare il corpo e il sesso come elementi da eludere perentoriamente.

Ma la Bibbia presenta un’idea completamente dissimile rispetto alle due precedenti, insegando come il peccato abbia invece distorto l’ideale originale di Dio. 

La sessualità oggi non è altro che un mero strumento: è usata come un espediente commerciale, per annunciare e vendere prodotti, è adoperata per imporre un nuovo ideale di bellezza e culto del corpo, è la turpe realtà commerciale che ha dato vita a piaghe come quella della prostituzione. 

La Bibbia, invece, riconosce la nostra sessualità come un dono, se vissuta in modo sano e benefico tra un uomo e una donna. 

La Bibbia ci dice di astenerci del sesso fuori dal matrimonio non perché lo valorizza poco ma, al contrario, perché non tollera che una realtà così profondamente intima e sublime diventi distruttiva, degradante, meccanica, disumanizzante, schiavizzante. 

Sì, perché il sesso, invece di una forza che unisce, può diventare una forza che separa, che schiavizza e isola, in un mondo dove, ormai, amiamo gli oggetti e usiamo le persone anziché fare il contrario, correndo così il rischio di “oggettificare” gli altri o essere usati per primi. 

UN DONO DI DIO

Dio non vieta il piacere sessuale, anzi, si tratta di un dono che Lui fa alle persone sposate. Egli creò gli esseri umani«maschio e femmina» e definì quello che aveva fatto «molto buono» (Libro della Genesi 1:27,31). Unendo il primo uomo e la prima donna in matrimonio, disse: «Diventeranno una sola carne» (Genesi 2:24). Con queste parole si riferiva sia al piacere dell’intimità sessuale che al forte legame emotivo che si sarebbe instaurato. 

Il sesso è un dono che Dio ha dato alle persone sposate per il loro mutuo piacere: «Rallegrati con la moglie della tua giovinezza […].Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Cerva d’amore, capriola di grazia, le sue carezze t’inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell’affetto suo. Perché, figlio mio, ti innamoreresti di un’estranea, e abbracceresti il seno della donna altrui?» (Libro di Proverbi 5:18-20). Ma questo dono deve essere vissuto nell’ambito coniugale, come mostra Ebrei 13:4: «Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adùlteri». 

Dio ha ideato il sesso come parte dell’unica relazione del matrimonio: «Non privatevi l’uno dell’altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza» (Prima lettera di Paolo ai Corinzi 7:5). 

I desideri sessuali devono però essere sottoposti al controllo del Cristo: «Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che vi asteniate dalla fornicazione, che ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità e onore, senza abbandonarsi a passioni disordinate come fanno gli stranieri che non conoscono Dio» (Prima lettera ai Tessalonicesi 4:3-5). Il peccato sessuale è distruttivo, anche quando gli effetti non sono immediatamente evidenti. È scritto nella Bibbia: «Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo» (Prima lettera ai Corinzi 6:18).

COME I SALMONI

Il sesso prima del matrimonio è diventato così comune per così tante ragioni. Fin troppo spesso ci concentriamo sull’aspetto “ricreativo” del sesso senza riconoscere quello “creativo”. Certo, il sesso è piacevole. Dio l’ha voluto così ed Egli non vieta il sesso prima del matrimonio per privarci del piacere, ma per proteggerci dalle conseguenze, come gravidanze inaspettate e premature, profondi sensi di colpa ecc. Immagina quanto sarebbe migliore il nostro mondo se fosse seguito il piano di Dio per noi: meno malattie trasmesse sessualmente, meno ragazze madri, meno gravidanze indesiderate e soprattutto meno aborti. Per tanti, tutto questo può sembrare anacronistico, giurassico, ma colui che è nato di nuovo può dire: «Dio mio, desidero fare la tua volontà, la tua legge è dentro il mio cuore» (Salmo 40:8). 

Come i salmoni, i credenti vanno controcorrente senza lasciarsi trasportare dalla corrente, dando il valore appropriato alle relazioni sessuali e, quel che è più importante, onorando Dio: «Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano» (Matteo 7:13,14).

Domenico Modugno

 

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