Sudan: chiuse almeno 6 chiese per rifugiati


 

Alcune chiese e luoghi di incontro cristiani per rifugiati sono state chiuse a seguito dell’entrata in vigore di  una legge che ne impone la registrazione. La Chiesa sudanese ha bisogno delle nostre preghiere.

Venerdì scorso, le comunità di rifugiati che utilizzavano le strutture della chiesa presbiteriana nelle aree di Jerief e di Suq Arabi hanno scoperto che i loro luoghi di incontro erano chiusi e le serrature erano state cambiate. Inoltre la chiesa presbiteriana frequentata dai cristiani sudanesi in Gerief è stata chiusa“, ci riferisce una fonte che vuole rimanere anonima per motivi di sicurezza. “Almeno 6 chiese non sono più in grado di incontrarsi né il Venerdì né la Domenica“.

Nei giorni scorsi le autorità sudanesi hanno chiuso alcuni luoghi di culto cristiani nella capitale Khartoum.  Le chiese colpite sono principalmente quelle che servono tra i profughi provenienti da Eritrea, Etiopia, Sud Sudan e Filippine. La chiusura delle chiese è la conseguenza dell’entrata in vigore, ad inizio febbraio, di undecreto del Ministero degli Interni che ha imposto alle comunità che aiutano i rifugiati di registrarsi entro il 15 del mese stesso.

Alle comunità che hanno presentato la domanda di registrazione entro il termine stabilito, però, è stato detto di fornire documenti aggiuntivi tra cui: i recapiti di tutti i responsabili della chiesa (telefono, e-mail, indirizzi di residenza), i loro documenti (passaporto o permesso di soggiorno) e i dati completi della chiesa (denominazione, indirizzo, organizzazione interna, numero e nome dei membri).

Molti pastori ci hanno espresso la loro preoccupazione perché temono che, con questa azione, il governo voglia raccogliere tutte le informazioni disponibili sulle chiese per schedarle come è accaduto nella vicina Eritrea.

Il governo del Sudan continua ad esercitare una crescente pressione contro i cristiani. Attualmente due pastori cristiani sono in carcere da dicembre 2015; essi si trovano in isolamento, pur non essendo accusati formalmente di niente. Le loro condizioni di salute sono da valutare.

Vi chiediamo di unirvi a noi nella preghiera per questo preoccupante sviluppo della situazione nel Paese.
Pregate perché la chiesa possa trovare un modo per continuare a servire il Signore nonostante l’opposizione del governo. Pregate affinché i responsabili e i membri delle chiese chiuse non siano scoraggiati. Pregate perché questa situazione spinga la Chiesa in Sudan ad essere unita. Pregate perché i cristiani reagiscano a queste pressioni crescenti in un modo che glorifichi il nome del Signore.

 

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