Iran: Maryam Naghash torna in carcere


 Dopo un breve periodo di permesso per motivi di salute la giovane donna cristiana Maryam Naghash Zargaran è stata costretta, prima del termine delle cure, a rientrare nel noto carcere Evin di Teheran.

Maryam è stata arrestata a gennaio del 2013, a causa del suo lavoro in un orfanotrofio svolto in collaborazione con un altro cristiano: Saeed Abedini (che ha già finito di scontare la sua pena). E’ stata accusata di “agire contro la sicurezza nazionale” e, per questo, è stata condannata a quattro anni di reclusione, iniziati il 15 luglio 2013 nel reparto femminile della prigione Evin. La sua richiesta di un processo di riesame è stata rifiutata.

Dopo circa 20 giorni di permesso medico, il 27 giugno scorso, Maryam Naghash Zargaran è dovuta rientrare in carcere. L’ufficio del procuratore le ha rifiutato il prolungamento del permesso che le era stato concesso per completare alcune cure mediche. Maryam, una credente ex-musulmana, è da quasi tre anni nella prigione Evin a Teheran ed, in questi ultimi mesi, è stata afflitta da una serie di problemi di salute, tra cui nausea, mal di testa e grave perdita di peso, con notevole preoccupazione dei familiari e delle compagne di cella.

Inizialmente, l’ufficio del procuratore aveva rifiutato di concedere a Maryam il permesso di curarsi. Tuttavia, a seguito di uno sciopero della fame effettuato dalla giovane donna per protestare contro la mancanza di cure mediche, le è stato concesso il permesso di uscire dal carcere il 6 giugno scorso (successivamente al versamento di una cauzione molto cospicua).

Il 19 giugno però, il tribunale ha ordinato a Maryam di tornare in carcere. Dato che la donna non stava ancora abbastanza bene, la sua famiglia ha chiesto una proroga. Tuttavia, l’ufficio del procuratore ha rifiutato di estendere il suo congedo e ha minacciato di trattenere il denaro versato come cauzione.

La settimana scorsa infine, Maryam è stata riaccompagnata in prigione dai membri della sua famiglia.

La famiglia e gli amici sono grati che Maryam abbia potuto ricevere le cure mediche di cui necessitava e trascorrere del tempo prezioso a casa. Essi chiedono le nostre preghiere affinché:
– Maryam riceva un trattamento adeguato e recuperi una buona salute.
– Il Signore aiuti Maryam e la sua famiglia, ora che è tornata in carcere.
– Maryam sia rilasciata presto dalla prigione.
– Dio spinga le autorità iraniane e i funzionari a trattarla bene e ad agire con giustizia.

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