Iraq: Dio può trasformare il dolore in gioia


Oula (nome modificato per ragioni di sicurezza) è una donna irachena che si è aggrappata a Dio ogni volta che ha incontrato degli ostacoli: in questo modo il suo dolore è stato trasformato in gioia.

Oula è una profuga cristiana proveniente da Qaraqosh. Ora vive in uno dei campi profughi di Erbil.
Questa donna ha perso la sua casa e il suo negozio di parrucchiera, ma tutti i membri della sua famiglia si sono messi in salvo un paio d’ore prima che l’ISIS entrasse nella loro città.

Abbiamo incontrato Oula quando ha preso contatto coi nostri collaboratori per chiederci se potevamo aiutarla a riavviare la sua attività. Con il nostro aiuto, ha comprato alcune attrezzature e ha iniziato a fare la parrucchiera proprio davanti al prefabbricato in cui viveva, all’interno del campo profughi.

Anche se il campo ospita più di 1 .000 famiglie, Oula non aveva grandi guadagni: le donne sfollate generalmente non hanno molto denaro da spendere per andare dal parrucchiere. Oula ha cercato di andare incontro alle loro esigenze e ha abbassato i prezzi di un quarto rispetto a quelli che praticava a casa. Tuttavia, le cose sono peggiorate quando una ONG ha aperto un’attività analoga, ma gratuita, nel campo.Oula ha perso così quasi tutti i suoi clienti.

La donna però non si è arresa. Sua figlia ci ha detto: “Sono stupita di come mia mamma continua ad avere fiducia in Dio nonostante le circostanze terribili attraverso cui è passata“.

Dio ha premiato la fede di Oula. Quando abbiamo iniziato un nuovo progetto pilota di attività artigianali per le donne, ha immediatamente aderito all’iniziativa. Ha detto: “Posso cucire vestiti tipici iracheni per le bambole“. Le bambole vestite in questo modo sono molto belle e vengono comprate come souvenir dell’Iraq dagli stranieri.

Dio ha trasformato il dolore di Oula in gioia perché ha creduto in Lui anche in mezzo alle peggiori circostanze. Invece di aggrapparsi al suo vecchio lavoro, si è aggrappata a Dio e Dio l’ha benedetta: le ha aperto gli occhi per scoprire questa nuova possibilità di lavorare nell’artigianato.

La storia di Oula è un esempio molto utile anche per incoraggiare altre donne sfollate durante gli incontri organizzati da Porte Aperte in diversi villaggi e città. Essa porta speranza e fa crescere la fede delle partecipanti nel Dio Onnipotente, Colui che può cambiare il nostro dolore in gioia.

 

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