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Il tumore cerebrale incurabile scompare da una bambina dopo la preghiera


 

Il tumore cerebrale incurabile scompare da una bambina dopo la preghiera.

USA – Il tumore maligno del cervello di una bambina, miracolosamente scomparso dopo la preghiera di familiari e amici, un fatto che ha sorpreso i medici e il personale di un ospedale del Texas.

A Roxli Doss, 11 anni, è stato diagnosticato un raro tumore cerebrale inoperabile chiamato glioma pontino diffuso, o DIPG, che misteriosamente è scomparso senza lasciare traccia, riferisce CBN.

Ora i medici non hanno trovato tracce del tumore nel cervello della ragazza , quindi non possono fornire una spiegazione scientifica di come questa ” malattia devastante ” sia scomparsa.

“Quando ho visto gli accertamenti di  Roxli, ero sconcertato, è davvero incredibile “ha detto il dottor Ospedale Dell Virginia Harrod per bambini” Il tumore era scomparso, questo è davvero insolito ” ha detto.

I parenti della ragazza  hanno una spiegazione per questi risultati: essi hanno chiesto e fatto una catena di preghiera per la vita della bambina.

Gena e Scott Doss, che erano quasi certi di perdere la loro figlia per la malattia mortale,  ora sono felici e grati a Dio . Dal momento in cui alla figlia è stata diagnosticata questa malattia, la coppia di genitori, disperati,  ha fatto l’unica cosa che sapeva fare: pregare per un miracolo .

“E ce l’ abbiamo fatta”, ha detto Gena a una fonte di notizie.

” Lode a Dio. Grazie a Lui abbiamo ottenuto tutto questo , ” ha detto Scott, il padre della bambina, mettendo in chiaro che lui e sua moglie rendono principalmente  grazie a Dio per la guarigione miracolosa della loro figlia .

” Crediamo che  la nostra famiglia ha ricevuto questo miracolo della guarigione di Roxli da Dio”, ha confermato la mamma della bambina.

I genitori hanno detto che i dottori hanno controllato le loro scansioni per confermare i risultati. In questo momento, stanno osservando il caso da vicino e continueranno a sottoporre la bambina ad altri trattamenti solo come misura precauzionale.

Nelcuoredigesu.it

Testimonianza di Gianna Jessen Io sono la voce dell’aborto!


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Questa drammatica testimonianza vorrei che la potessero leggere anche le femministe radicali che vogliono l’aborto. Ogni persona che sta per accingersi ad abortire e quei politici che appoggiano tale pratica assassina .

Sono stata adottata, i miei genitori biologici, alla mia nascita, avevano entrambi 17 anni. Lei era al sesto mese e mezzo quando si rivolse a Planned Parenthood, il più grande ente abortista al mondo. Le consigliarono un aborto salino tardivo, che consiste nell’iniezione di una soluzione salina nel grembo della madre che corrode il bambino che viene partorito morto nelle successive 24 ore. Tuttavia, con grande stupore da parte di tutti, non sono arrivata morta, ma viva: il 16 aprile 1977, nella clinica abortista della contea di Los Angeles: una cosa magnifica sul perfetto tempismo del mio arrivo è stata che il medico abortista non era ancora in servizio, così non ha potuto terminare il suo progetto sulla mia vita, cioè la mia morte. So di parlare in un edificio del governo, amo il vostro paese quanto il mio, e so che in questo tempo è politicamente MOLTO scorretto nominare Gesù Cristo in un luogo pubblico, metterLo in mezzo, in questo tipo di riunioni, il Suo nome può causare ad alcuni un tremendo disagio. Ma io non sono sopravvissuta per mettere le persone a loro agio. Sono sopravvissuta per agitare un po’ le acque, e mi piace molto farlo! Sono stata partorita viva l’ho già detto, ma dopo 18 ore sarei dovuta diventare cieca, ustionata, morta e invece no; una bellissima rivincita è che il medico abortista dovette firmare il mio certificato di nascita, così conosco il suo nome. Chiunque esamina le mie carte può leggere: “nata per aborto salino”. Ah!!! Non hanno vinto! Ho fatto qualche ricerca su colui che tentò di abortirmi, ha la più grande catena di cliniche degli Stati Uniti, rendono 70 milioni di dollari l’anno. Lessi una sua intervista anni fa:
“Ho abortito più di un milione di bambini, per me è una passione”. Vi dico questo perché siamo in un’interessante battaglia. Che lo sappiamo o no, è in corso una battaglia tra la vita e la morte. Tu da che parte stai? Un’infermiera chiamò un’ambulanza, mi portarono in ospedale ed è un altro miracolo: la pratica comune allora, e fino al 2002 nel mio paese era di sopprimere i sopravvissuti all’aborto per strangolamento o soffocamento o lasciandoli morire o buttandoli via. Ma il 5 agosto 2002, il presidente Bush, ha firmato la legge di “Protezione dei nati vivi”, perché questo non accada più. Vedete, noi facciamo sul serio, io spero di essere odiata prima di finire questa vita, così quando sarò presso Dio, saprò che cosa vuol dire essere odiati. Lui, Cristo, venne odiato e, anche se non mi fa piacere, so di essere già odiata perché io proclamo la vita. Io dico: “non mi avete avuta”, l’Olocausto silenzioso con me non ha vinto; la mia missione fra l’altro è questa: di infondere umanità in un dibattito che abbiamo settorializzato, messo sugli scaffali, lo abbiamo chiamato “una questione”, abbiamo rimosso i sentimenti, ci siamo induriti, è questo che volete? quando siete disposti a sopportare, a rischiare per proclamare la verità, nell’amore e nella grazia e farvi avanti, disposti almeno a farvi odiare? o forse il problema siete voi? o io?

Mi misero in una prima casa di accoglienza dove decisero che non gli piacevo. Non so come si possa non adorarmi a prima vista! Che strani! Sono stata odiata fin dal concepimento da così tanti, e amata da tanti di più, ma più di tutti da Dio! Sono stata la Sua bambina e la bambina di Dio non si tocca! Sulla mia fronte è scritto: “trattami bene perché mio padre è il padrone del mondo!” Da quella casa mi spostarono in un’altra, una casa bellissima: la casa di Penny. Avevo 17 mesi, 14 chili di peso morto, è quello che io chiamo il dono della paralisi cerebrale per la mancanza di ossigeno al cervello mentre lottavo per sopravvivere, mi vedo obbligata a dire questo se l’aborto riguarda solo i diritti della donna come la mettiamo con i miei diritti? Nessuna femminista radicale manifestava per i miei diritti quel giorno. La mia vita veniva soppressa nel nome dei diritti della donna. Io non soffrirei di paralisi cerebrale se non fossi sopravvissuta. Quando sento il ragionamento orribile e disgustoso che dovremmo abortire i bambini a rischio di disabilità, oh, il mio cuore si riempie di orrore. Ci sono cose che possiamo imparare solo dai più deboli tra di noi, se li sopprimete siete voi a rimetterci. Il Signore ha cura di loro ma voi soffrirete per sempre. Quale arroganza! è stato un tema a lungo sostenuto in questo nostro mondo: che il forte dovrebbe dominare sul debole. Stabilire chi vive e chi muore. Non vedete tanta arroganza in questo? Non potete nemmeno far battere il vostro cuore. Tutto il potere che credete di avere non lo possedete affatto, è la misericordia di Dio che vi sostiene anche quando lo odiate. La gente diceva alla mia Penny: “Gianna non sarà mai nulla”, molto incoraggiante, ma lei decise di ignorarli e lavorare con me tre volte al giorno, tanto che riuscivo a sollevare la testa. Per farla breve: a tre anni e mezzo camminavo con il deambulatore e i tutori. Ora sto in piedi – zoppico un pochino – senza deambulatore e senza tutori e, a volte cado elegantemente mentre altre volte inelegantemente, dipende, ma è tutto alla gloria di Dio.
Sono più debole di molti di voi ma questo mio discorso è un prezzo da pagare per appiccare il fuoco al mondo come sto facendo ed offrire speranza. Nella nostra incomprensione di come vanno le cose ci sfugge di quanto può essere bella la sofferenza; non è che me la andrei a cercare, ma quando arriva ci dimentichiamo che Dio ha il controllo, e Lui è capace di rendere belle le cose più miserabili.

Ho incontrato la mia madre biologica, l’ho perdonata, sono cristiana. È una donna distrutta. Venne a mio incontro due anni fa, si alzò e disse: “ciao, sono tua madre”. Fu un giorno difficile ma mentre sopportavo la situazione (gli scappa un sorriso), voi pensate che io sia stupida, ma io stavo lì e pensavo: “io non ti appartengo”, io sono di Cristo sono la Sua bambina, sono una principessa, qualunque cosa tu dica nella tua amarezza, nella tua rabbia non è un peso per me, non lo porterò, mi dicevo questo dentro. Avete un’opportunità… vorrei parlare agli uomini in sala, fare una cosa che non si fa mai: uomini, voi siete fatti per la grandezza, voi siete fatti per alzarvi ed essere uomini, siete fatti per difendere donne e bambini, non per farvi da parte e voltare la testa quando sapete che è in corso un omicidio, non siete fatti per usare la donna e poi abbandonarla e non fatelo. Siete fatti per essere gentili, grandi, aggraziati, forti per prendere posizione, quindi ascoltatemi: sono stufa di fare il vostro lavoro. Donne, voi non siete fatte per essere abusate, non siete fatte per stare lì ed ignorare il vostro valore, meritate che si combatta per voi, sempre. È il vostro momento: che tipo di persone volete essere? immagino straordinari e ne sarete certamente all’altezza.
Ai politici in sala, soprattutto uomini: siete fatti per la grandezza, quindi mettete da parte la politica, siete fatti per difendere il bene e la giustizia. Questa ragazza vi dice: è il vostro momento: che uomo vuoi essere? un uomo preoccupato solo per la tua gloria o un uomo preoccupato della gloria di Dio?
Voglio finire con questo: alcuni potrebbero essere seccati dal mio parlare di Dio. Ma come posso andarmene zoppicando per il mondo e non dare il mio cuore e mente e spirito e forza al Cristo che mi ha dato la vita? se pensate che sia sciocca è solo un gioiello in più per la mia corona; il mio unico scopo della vita è far sorridere Dio. Spero di aver detto qualcosa di sensato perché mi è venuto dal cuore. Dio vi benedica e vi protegga.
Gianna Jessen

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Dopo l’Isis, più siriani si convertono al cristianesimo


Da poco sconfitto in Siria e in Iraq, lo Stato Islamico ha lasciato dietro di sé una scia di odio, violenze e devastazione. Disgustati dall’applicazione più violenta possibile della legge coranica, a Kobane, distrutta dalla battaglia del 2014, sempre più persone si convertono al cristianesimo. Una scelta rischiosa, ma possibile.

Da poco sconfitto in Siria e in Iraq, lo Stato Islamico ha lasciato dietro di sé una scia di odio, violenze e devastazione. Uno scenario apocalittico, di cui ha fatto le spese, in particolare, la popolazione cristiana locale.

Espressione di una religione islamica radicalizzata, l’ideologia dell’Isis ha estremizzato numerosi aspetti della corrente salafita per giustificare il suo credo. Aspirando a ricostruire un califfato ideale – che, se mai realmente esistito, risalirebbe ad almeno 1.400 anni fa – i seguaci di Abu Bakr Al-Baghdadi hanno scatenato la loro furia contro le minoranze religiose della regione. Tuttavia, come spesso accade, anche tra le macerie può nascere un germoglio di speranza. Ed è proprio quello che è accaduto a Kobane, città del nord della Siria. Dopo essere stata distrutta durante l’assedio delle milizie del califfato nel 2014, oggi la città è diventata un centro di rinascita spirituale.

A Kobane, l’estremismo dell’Isis ha suscitato un aumento delle conversioni al cristianesimo da parte di musulmani che non si sono più riconosciuti nella religione del Corano. Nel giro di poco tempo, la città è stata testimone della nascita di un nucleo forte di cristiani, di denominazione evangelica. A tal punto che nel 2018, proprio grazie al numero esponenziale di conversioni, vi è stata aperta la prima Chiesa evangelica. Un fatto rilevante, che sfuma la tradizionale interpretazione dell’islam come di una religione “non permeabile” alla proposta cristiana. Invece le conversioni, anche al cattolicesimo, avvengono e sono un fiume carsico di cui si incomincia appena a intravedere la portata.

Semplicemente, “dopo la guerra contro lo Stato Islamico, le persone desideravano prendere le distanze dall’islam”, come ha dichiarato Omar, un cristiano di Kobane. L’abbandono dell’islam in favore di un’altra religione rimane un tabù in Siria, così come in numerosi altri Paesi a maggioranza musulmana. Ancora oggi, le persone che scelgono di convertirsi vengono ostracizzate dalle loro famiglie e dalle comunità di appartenenza. “Ancor prima dello scoppio della guerra civile, sotto il governo siriano, era severamente vietato convertirsi dall’islam al Cristianesimo o viceversa”, afferma Omar. “Sotto l’Isis poi non era nemmeno immaginabile. La risposta sarebbe stata la morte immediata”.

Lo scenario dei cristiani in Siria permane tutt’altro che roseo. Secondo quanto affermato nel mese di gennaio dal cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico nel Paese del Medio Oriente, “i cristiani rischiano concretamente l’estinzione in Siria”. Secondo Zenari, dopo la Seconda guerra mondiale, il 25% della popolazione siriana era costituito da cristiani. Prima dello scoppio del conflitto nel 2011, i cristiani erano calati al 6%, mentre ora sarebbero solo il 2%. Oltre agli attentati e alla persecuzione subiti in patria, molte famiglie cristiane sono state costrette a emigrare all’estero. Negli ultimi anni, migliaia di cristiani hanno abbandonato la regione, dirigendosi, in particolare, verso il Libano o l’Europa.

Non è che una piccola parte delle prove che i cristiani affrontano ovunque, nel mondo. Secondo i dati pubblicati nel XIV Rapporto sulla libertà religiosa, presentato il 22 novembre 2018, nel mondo quasi 300 milioni di cristiani vivono in Paesi ostili al cristianesimo, costituendo quindi la comunità di fede più soggetta a violazioni di diritti umani, prevaricazioni e violenze.

Laura Cianciarelli | lanuovabq.it