VINCI IL MALE CON IL BENE!-M.Luisa


14657732_1279081885464824_90286930_nDifatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. Ora, se io faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo compio, ma è il peccato che abita che abita in me. Un passo biblico non proprio di facile comprensione ma con l’aiuto di Dio cercheremo di meditarlo insieme. In questa lettera Paolo cerca di difendersi contro l’attacco verbale di alcuni che lo accusavano di denigrare la legge di Dio. In realtà, egli cercava di spiegare che di fronte alla legge di Dio anche le nostre migliori intenzioni si frantumano. È il caso dello stesso cristiano, che pure vorrebbe di tutto cuore ubbidire alla legge di Dio per amore Suo. In questa lettera Paolo ci parla della sua stessa attuale esperienza di persona convertita a Gesù Cristo, rigenerata per opera dello Spirito Santo. Non c’è nessuno più di lui che vorrebbe onorare pienamente la legge di Dio. Ammette che la legge è ottima e necessaria. Vorrebbe di tutto cuore ubbidirle, ma, onestamente, questo desiderio sincero si scontra con la realtà della natura umana che pure riconosce in sé stesso. Egli si rende conto che nella sua carne non abita alcun bene, che in lui ben c’è il volere, ma non il modo di compiere il bene, che il peccato pure abita in lui , che il male si trova in lui , che in lui c’è una lotta interiore fra il bene che pure vorrebbe fare e la tendenza congenita a compiere ciò che è male e che oppone al suo desiderio di compiacere Dio una formidabile resistenza. Infatti, di fronte alla legge di Dio anche le nostre migliori intenzioni si frantumano. Noi stessi, che pure vorremmo ubbidire di tutto cuore ubbidire alla legge di Dio, ci rendiamo conto che incontriamo tante difficoltà. Come esseri spirituali ci rendiamo conto che siamo vittime di tali pressioni negative e vorremmo fare cose buone, invece, spesso ci comportiamo male, facendo il male; ferendo persone che amiamo, raccontando bugie, facendo gli ipocriti. Davvero non ci resta che dire:”Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte.?” Cari nel Signore siamo salvati per grazia di Dio attraverso la fede in Gesù Cristo, la fede nella Sua opera che ci viene accreditata, non nelle nostre. Da soli non ce la faremmo mai. Possiamo solo, una volta salvati in Cristo, fare umilmente del nostro meglio confidando nella misericordia di Dio. Un giorno tutte le nostre attuali contraddizioni saranno, grazie a Dio, superate, quando i Suoi propositi di salvezza giungeranno a compimento. Allora potremo veramente tirare un respiro di sollievo! Che Dio ci aiuti a compiere solo il BENE!

Dio il nostro TUTTO! M.Luisa


13392247_1179601728746174_7644645482359560346_oAdora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi il culto.”
Se Gesù dice questo, significa che altre dei possono prendere il posto di Dio.
Proviamo a fare una lista? Denaro, sesso, ricchezze, vanità, superbia, concupiscenze…
Queste cose appartengono ai non credenti, il cristiano, al contrario, deve costruire dentro di sé una gerarchia dei valori in cui Dio è sempre e solo al primo posto. Non si tratta solo di un ordine morale o di un ideale; ma di un amore fermo, totale, assoluto e incondizionato. ❤
Infatti, Dio deve essere istante per istante il mio punto di riferimento nelle mie scelte, nelle mie azioni, nei miei pensieri, nei miei desideri, nei miei programmi, nell’organizzazione della giornata. Gesù è molto chiaro su questo punto: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Mt 22: 37).
Certo solo la Grazia può operare questo, ma per fare posto alla Grazia occorre sgombrare il cuore da una moltitudine di pietre che continuamente minacciano di intasarlo. Non dobbiamo essere egocentrici o condurre un’esistenza senza Dio o senza preghiera; non dobbiamo essere idolatrici verso un’ideologia, verso uno stile di vita non cristiano, verso il desiderio di potere, di sesso, di denaro, verso un qualsiasi idolo umano (che può anche essere il proprio partner se lo si sostituisce a Dio);
possiamo essere idolatrici verso noi stessi, quando ci si adagia nell’ ozio, vizi, lusso, spese ingiustificate. Si tradisce Dio anche con le varie forme di superstizione, credendo nella fortuna, nella magia, ricorrendo a medium o indovini. Ed anche con l’ateismo, il satanismo, il torpore spirituale, l’agnosticismo (inclusa ogni mancata ricerca di Dio o delle sue verità), o l’autoreferenzialismo, cioè la pretesa di costruire da sé la propria visione religiosa, senza riferirsi alla Sacra Scrittura , o attingendo dalle altre religioni secondo i propri gusti. In senso più ampio tutto può essere peccato se esclude Dio dal primo posto nei pensieri, nella vita, nel cuore. Come vedi una bella lista che molti ignorano. Eppure guardando il creato, la natura come non si fa ad adorare Dio?
Spero di averti aperto gli occhi e portato verso una nuova dimensione spirituale; adorare Dio non significa stare con la testa fra le nuvole, ( un po’ come me….), ma metterlo al centro della tua vita per ogni cosa, fallo partecipe di ogni pensiero, esperienza. Egli gradisce il dialogo con noi, brama essere cercato, consultato…come un padre. I suoi occhi vigilano su di noi, non ci lascia… e il mio desiderio stamattina è proprio questo, che ADORI DIO, con la tua vita, il tuo comportamento, la tua devozione…e con la preghiera.
Dio rafforzi in te la sua Parola e ti guidi sempre più verso la verità..

Solo Gesù salva! M.Luisa


LUISA 8Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita. Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia, perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. Adamo= PECCATO; Gesù= SALVEZZA. Dio Padre ha provveduto un rimedio, in modo che l’uomo non debba subire una punizione eterna per i suoi peccati: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo Unigenito Figlio, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia vita eterna” (Giov.3:16). Ricorda Gesù è morto per perdonare i peccati di tutti quelli che per fede si rivolgono a Lui invocando la grazia. Giovanni Battista indicò Gesù come: “l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo” (Giov.1:29). Per liberarci dal peccato: “Il peccato non vi signoreggerà, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia” (Rom.6:14). Colui che è morto al peccato, non solo viene introdotto nella vita eterna, ma inizia a vivere la vita vittoriosa che Gesù dona: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal.2:20). E’ vittorioso, perché “è morto”, e certi piaceri, certe tentazioni, non possono attrarre un morto. Ancora è morto per liberarci dal potere della morte: “Chiunque vive e crede in me, non morrà mai” (Giov.11:26). Così la condanna del peccato è stata scontata da Cristo, Dio può ora dare la vita eterna ad ogni peccatore che si riconosce tale e che riceve il Signore Gesù come personale Salvatore e Signore. Quando una persona crede in Gesù Cristo è salvato dalla condanna e dalla potenza del peccato (Rom.8:1,2). Tutti i suoi peccati passati vengono perdonati ed egli non sarà mai giudicato a causa di essi (Giov.3:18). Chi crede avrà anche la potenza di vivere per Dio, anziché per il peccato. Possiamo dire con piena gratitudine:Grazie SIGNORE!

Pastore Roberto Bracco


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Dove è assente l’amore è assente Cristo, e dove è assente Cristo è assente il cristianesimo, il vero cristianesimo. Una teologia cristiana, o una liturgia cristiana quando non sono vivificate dall’amore sono corpi senza spirito. Denominazioni, organizzazioni, programmi, istituzioni, possono fregiarsi dei più lusinghieri nomi e fare sempre riferimento a Cristo o al cristianesimo, ma se non hanno, quale essenza l‘amore, appartengono al mondo e non a Cristo.

2017: “TU MI HAI CINTO DI FORZA PER LA GUERRA” (Salmo 18:39)


anno-2017La missionaria Elisabeth Elliot lavorando con la tribù indiana che aveva ucciso suo marito, scrisse che: “La pace si fonda sull’accettazione, non sulla rassegnazione”.
In questo nuovo anno, Dio vuole cingerti di forza per la guerra.
Sei in guerra contro il peccato, ma in questo nuovo anno impegnati a lottare anche contro la rassegnazione.
“La rassegnazione è arrendersi al destino. L’accettazione è arrendersi a Dio.
La rassegnazione ti deprime. L’accettazione ti rialza.
La rassegnazione dice: “Non ce la posso fare”. L’accettazione risponde: “Dio può farlo”.
La rassegnazione paralizza la vita. L’accettazione ne trae il meglio, per una più grande creatività.
La rassegnazione dice: “E’ la fine per me”. L’accettazione invece: “A questo punto, Signore, che cosa devo fare”?
La rassegnazione dice: “E’ tutto da buttar via”. L’accettazione dice: “Questo problema, Signore, come lo userai per il mio bene”?
La rassegnazione dice: “Sono solo”. Ma l’accettazione risponde: “Dio tu sei con me e mi cingerai di forza per la battaglia”.
VIVI UN 2017 LOTTANDO CONTRO LA RASSEGNAZIONE E VIVI NELLA CERTEZZA CHE TUTTO QUELLO CHE TI ACCADE “COOPERA AL BENE PER QUELLI CHE AMANO DIO”.
Vedrai, sarà un anno meraviglioso.

MASSIMO TESTIMONIA DELL’OPERA DI DIO DAL REPARTO TEVERE DEL PENITENZIARIO DI S.M.CV.


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TESTIMONIANZE DAL CARCERE (Copiamo e pubblichiamo la testimonianza di Massimo con il suo consenso)

Salve a tutti, mi chiamo Massimo e sono Grazzanise Ce. Pure io in questo piccolo scritto, voglio brevemente raccontare quello che il SIGNORE sta facendo Nella mia vita in questo carcere, e come parla al mio cuore da quando sto frequentando il Culto nella sala teatro il lunedì.

I miei genitori sono contadini, mio padre mi ha insegnato a lavorare la terra. Io e i miei fratelli più piccoli non abbiamo avuto la possibilità di andare a scuola, mio padre per motivo di debiti mi ha tolto da scuola dopo le elementari. Ho vissuto sempre nei campi con i miei genitori. Mi Trovo in carcere Perché non sopportavo che alcuni venivano nella nostra masseria e facevano quello che volevano. Più di una volta ho visto picchiare mio padre e maltrattare mia madre da persone spietate. Fino a che un giorno ho fatto quello che ora riconosco che si deve mai fare e che io non avrei mai voluto fare. Sono stato condannato a 30 anni di carcere nel primo grado. Sono appellante. Quando mi hanno arrestato, per la prima volta mi sono sentito un’uomo.

Sono stato portato con mio fratello tre anni fa in questo carcere. Dove ho trovato tante persone più grande di me, che dopo aver ascoltato e capito perché ero stato arrestato, mi hanno aiutato e mia stanno aiutando. Lavoro in sartoria, qui ho conosciuto Alessandro. Quest’uomo prega e legge la Bibbia. Quello che mi ha colpito di Alessandro, è la sua calma, serenità, riesce in tutto e sa trovare e vedere il bene in tutto. Una mattina mia madre mi disse che mio padre aveva avuto un infarto , e quindi non poteva più lavorare. Tutto il lavoro lo faceva lei è mio fratello più piccolo. Da quella notizia il carcere mi è diventato pesante, non sono stato più bene. Ho passato l’ultimo anno della mia vita in prigione con il pensiero di uccidermi. Ogni Volta che pensavo di farlo il mio cuore trovava riposo. Finchè mi sono procurato tutto l’occorrente per farlo, avevo anche stabilito la data, mandai a chiamare mia madre per salutarla l’ultima volta, non gli dissi niente. Salutai lei è mio fratello il piccolo. Aspettai il giorno del colloquio del mio cellante, quando questi fu chiamato a colloquio, io non scesi al passeggio, presi la corda che mi aveva fatto con alcuni indumenti, me la legai al collo, entrai nel bagnetto e stavo per compiere l’atto più criminoso che un’atmosfera possa fare, il suicidio. Ad un tratto mi senti chiamare, il piantone venne vicino alla cella dicendomi di prepararmi per un colloquio. Non sapevo chi fosse, era sabato e sapevo che quel sabato io non avevo colloquio perché erano finiti i quattro che mi toccavano. Scesi in socialità ma non capi subito perché ero profondamente depresso. Entrai nell’ufficio adibito al pastore evangelico, fu li che conobbi per la prima volta il pastore Cesare. Non capivo ero frastornato, parlammo circa un’ora. Quando il pastore mi salutò disse che avrebbe dato il mio nominativo all’ispettore per farmi frequentare il culto il lunedì.

Non capivo, ero confuso, rimandai l’atto abominevole del suicidio. Sapevo che Alessandro il mio collega di lavoro frequentava il culto Evangelico. Un giorno mentre lavoravamo, Alessandro mi disse che non dovevo dimenticarmi di venire al culto lunedì e che il pastore gli aveva parlato di me. Ero confuso, non capivo. Mai ero andato a messa, Dio per me era una entità astratta, si c’era e non c’era per me Dio. Dopo una settimana, scesi al culto nella sala teatro, e a mia grande meraviglia, vidi molte persone della mia sezione che cantavano battevano le mani e pregavano. Fu per me molto strano. Non andavo in chiesa dalla prima comunione.

Il modo “strano” di pregare, cantare con piena serenità. Strano che in un carcere luogo di Sofferenza c’è tanto entusiasma. Ascoltai la predicazione dell’evangelo, il pastore lesse in Deuteronomio
L’uomo più delicato e sensibile tra di voi guarderà con occhio malvagio suo fratello…, De 28:54. Si metteva in evidenza che se Dio non cambia, l’essere umano è portato a fare il male, prima a se stesso e poi agli altri. Sono passati circa 18 mesi dal giorno che tentai di suicidarmi. Da allora nemmeno una sola volta e passato questo pensiero nella mia mente. Ora sto frequentando i culti, leggo la Bibbia, il Signore parla al mio cuore. Vorrei darmi interamente al Signore. Sto pregando Che Dio mi salvi e salva pure mia madre e i miei fratelli. Lo so che mi vuole bene, non mi ha permesso di farmi del male.

Qualche mese fa, ringraziai Alessandro di aver dato il mio nominativo al pastore, che mi chiamò quel sabato che stavo compiendo quell’atto infame. Scopri a mia meraviglia che il mio nominativo non era stato dato al pastore da nessuno. Il pastore disse che mia sorella lo aveva contattato e gli aveva dato il mio nominativo, per questo quel sabato mi fece chiamare. Sono rimasto profondamente toccato della reazione del pastore Turco, non tanto quando gli ho detto che non ho sorella ma quando gli ho detto, che quel sabato non dovevano chiamare me ma un’altro che era stato trasferito un giorno prima, e aveva lo stesso mio cognome e si chiamava Massimo come me. La reazione è le parole del Pastore sono state queste: solo il Signore può fare queste cose. Ho Detto al pastore: quale cose? E lui mi ha risposto: “questi miracoli”. Ora ciò che Dio mi ama. Ogni giorno porto la sofferenza nel cuore del male che ho fatto. Prima di questo evento mi vantavo di averlo fatto ora ne soffro.
Pregate per me, affinchè il Signore mi salvi. Pace a tutti.

MASSIMO
Rep. Tevere
Carcere di S. MARIA CV

CONFIDO IN TE


Nel giorno della paura io confido in te (salmo 56:3)

Non dobbiamo temere di nulla se il Signore è con noi eppure ci sono momenti in cui il nostro cuore ha paura! Sono quei momenti in cui la nostra fede vacilla e ci lasciamo travolgere dalle circostanze che incutono turbamento al nostro debole e fragile cuore.
La fede è un bene prezioso che Cristo Gesù ci ha donato e spesso non ne facciamo quel tesoro particolare che viene dal cielo perché è la fede che da potenza alle nostre preghiere, perché è con essa che la mano di Dio opera potentemente.
Uomini di poca fede diceva il Signore Gesù e noi siamo bravi a sminuire il valore della fede nella nostra vita venendo meno nell’integrità spirituale dando spazio alla nostra carne: ricordiamoci che nella carne abbiamo tribolazione e sofferenza, ma nello spirito pace e gioia!
Se abbiamo peccato andiamo a Dio con quella fede nel sangue di Cristo Potente a purificare la nostra anima; andiamo a Dio con quella fede nella forza di Cristo potente a spezzare le catene della paura e della debolezza legata alla nostra carne; andiamo a Dio con quella fede nel riposo di Cristo che ci ripete venite a me voi tutti che siete aggravati e travagliati ed Io vi darò riposo.
Riposiamo sulla potenza delle Spirito di Cristo che rende la nostra fede incrollabile capace di ribaltare situazioni a noi sfavorevoli trasformandole in momenti di gloria per il nostro Dio!

Dio ci benedica

Alex

I FAVORI DI DIO


Salmi 40:5 “O SIGNORE, Dio mio, hai moltiplicato i tuoi prodigi e i tuoi disegni in nostro favore; nessuno è simile a te.”

Dio è amore, giustizia e la Sua fedeltà non può essere eguagliata sulla terra poiché Lui è il fedele e il veritiero.
Quanto è grande il Suo amore, tanto grande da coprire i nostri falli e le nostre iniquità quando con un cuore umiliato andiamo a Lui per chiedere perdono delle trasgressioni commesse: Signore compungi il nostro cuore ogni giorno di peccato, di giustizia e di giudizio; Tu gradisci un cuore afflitto e uno spirito abbattuto!
Tu vuoi essere il nostro Dio e Lo hai manifestato sacrificando il Tuo unigenito figlio sul duro legno della croce affinché il Suo sangue ci riscattasse dal potere delle tenebre e ci liberasse dalle mani di satana che vuole adularci per farci credere che ciò che è peccato appaga i nostri cuori per allontanarci dalla via che conduce alla vita eterna: il Signore Gesù Cristo.
Oggi chi non ha ancora deciso faccia la scelta di fare del Dio del cielo il loro Dio e per coloro che hanno fatto già il passo di confermare questa decisione rendendo con il loro corpo, la loro anima e il loro spirito un culto accettevole in sacrificio vivente al Signore: non prestiamo le nostre membra al servizio del peccato, ma al servizio di Colui che ci dà la vita e che è la nostra salvezza.
Il Signore per coloro che Gli appartengono ha un piano, uno scopo ben preciso per esaltare la Sua gloria e innalzare il Suo glorioso nome moltiplicando i Suoi prodigi e i Suoi disegni in favore di coloro che ama.
Quando il Signore dà la Sua parola la mantiene perché le Sue promesse sono sì ed amen; nessuno è simile a Lui quanto ad amore, giustizia e fedeltà!
La nostra scelta sia quella di fare del Signore giorno dopo giorno il nostro Dio affinché la nostra vita sia una fonte di benedizione attraverso la quale il mondo riconosca la Sua gloria.
Signore aiutaci a consacrarci e a santificarci!

 

 

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UN NATALE…VERO (Mahatma Gandhi)


Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta all’anno, ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi.

Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell’amore pieno.

Là dove regna senza idea di vendetta e di violenza, il Cristo è vivo.

Allora potremmo dire che il Cristo non nasce soltanto un giorno all’anno: è un avvenimento costante che può avverarsi in ognuna delle nostre vite.

Quando la legge suprema dell’amore sarà capita e la sua pratica sarà universale, allora Dio regnerà sulla terra come regna in cielo.

Il senso della vita consiste nello stabilire il Regno di Dio sulla terra, cioè nel proporre la sostituzione di una vita egoista, astiosa, violenta e irragionevole con una vita di amore, di fraternità, di libertà, di ragione.

Quando sento cantare “gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà” mi chiedo oggi come sia reso gloria a Dio e dove ci sia pace sulla terra.

Finché la pace sarà una fame insaziata, finché noi non saremo riusciti a rinascere come uomini illuminati dallo Spirito, a instaurare con le persone rapporti autentici di comunione da cui siano estranei i sorrisi forzati, l’invidia, la gelosia, la falsa cortesia, la diplomazia, finché non avremo come senso della vita la ricerca della verità su noi stessi, del giusto, del bello, finché non saremo capaci di spogliarci dell’inautentico, di ciò che abbiamo di troppo a spese di coloro che non hanno niente, finché continueremo a calpestare i nostri sogni più belli e più profondi, il Cristo non sarà mai nato.

Quando la pace autentica si sarà affermata, quando avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà, solo allora noi diremo che “Cristo è nato in mezzo a noi”.

Allora non penseremo tanto ad un giorno che è un anniversario, ma ad un evento che può realizzarsi in tutta la nostra vita.

Se dunque si augura un “buon Natale” senza dare un senso profondo a questa frase, tale augurio resta una semplice formula vuota.

Mahatma Gandhi

LA FEDE


La fede è certezza di cose che si sperano dimostrazione di realtà che non si vedono (Ebrei 11:1).
La fede muove la mano di Dio, e ci fa realizzare le promesse di Dio nella nostra vita.
La fede è la certezza che Dio non ci lascia e non ci abbandona; è la certezza che in Cristo nulla ci manca e che Lui è il nostro Pastore (rif. salmi 23).
Or senza fede è impossibile piacere a Dio e Gesù dice abbiate fede perché solo così potremo vedere l’intervento divino del nostro Dio nella quotidianità della nostra vita.
Alimentiamo la fede confidando pienamente nell’Iddio dell’impossibile che può ogni cosa per la confidanza che riponiamo in Lui.

Dio ci benedica

Alex

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