IL VERO AMORE


10620725_777902392270682_2753757662025167642_n“Amare non vuol dire impossessarsi di un altro per arricchire se stesso, bensì donarsi ad un altro per arricchirlo” (M. Quoist).
“Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L’amore non può venir aggiunto dall’esterno. Non è un indumento che puoi indossare” (Osho).
“L’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te”. L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo” (E. Fromm).
“L’amore è una strada a senso unico: parte da te e va verso gli altri. Se pensi di trattenere per te qualcosa o qualcuno, anche per un attimo, l’amore ti muore tra le dita” (M. Quoist).
“L’amore vero è il cammino in due verso la luce di un ideale comune” (J. D’Hormoy).
“L’amore non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, preparare e cucire. Non è un appartamento “chiavi in mano”, ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare”. (M. Quoist)
“L’amore è come la pioggerella d’autunno: cade piano, ma fa straripare i fiumi” (Proverbio Africano).
“L’amore è come la luna: se non cresce, cala” (Proverbio Cinese).

Ma ecco il vero amore: “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).
Ciascuna parola di questo meraviglioso versetto mette in evidenza la grandezza dell’amore divino:
DIO: il più grande amico
Ha Tanto Amato: il livello più alto
IL MONDO: la più grande compagnia
Che Ha Dato: il più grande atto
IL SUO UNIGENITO FIGLIO: il più grande dono
AFFINCHÉ CHIUNQUE: la più grande offerta
CREDE: la più grande semplicità
IN LUI: la più grande attrazione
NON PERISCA: la più grande promessa
Ma: la più grande differenza
ABBIA: la più grande certezza
VITA ETERNA: il più grande bene.
L’amore di Dio è immenso, infinito, incondizionato.
Questo amore, in quanto di Dio stesso, è sovrano, le sue ragioni non dipendono da ciò che noi siamo, ma da ciò che Lui è.
L’amore di Dio è eterno: non avrà mai fine; permanente: non cambia; fedele: raggiungerà il suo scopo.
L’amore di Dio è santo, esente da ogni tolleranza del male.
Nello stesso tempo, manda i suoi raggi verso tutti gli uomini.
Esso brilla alla croce dove il Padre dà il Figlio e dove il Figlio offre la Sua vita per quelli che lo odiano.
Questo amore non merita forse una risposta?
La vostra risposta?
“Noi l’amiamo perché Egli ci ha amati per primo” (I Giovanni 4:19).

Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorte di cattiveria. ( Efesini 4:31)


10364014_379524838856632_1113499785_n (1)Un giorno un uomo,dopo aver vissuto una vita di odio e d’amarezza, di rancore e di vendetta, cadde malato. I medici le diedero pochi mesi di vita. Fu ricoverato in ospedale e un giorno una giovane, e bellissima donna, passò dalla sua stanza. In quel momento l’uomo si era addormentato e non si accorse della sua presenza, nel mentre la giovane donna si mise in preghiera sapendo la situazione della sua malattia…quando si svegliò notò subito quei bellissimi occhi… risplendevano d’amore. In silenzio la guardava e non osare chiedere chi fosse, nel mentre ascoltava anche le sue parole:”Signore dai la tua pace.”
L’uomo si sentì turbato, ma non disse niente…per circa qualche settimana quella donna, così dolce, andava a trovare l’uomo e piano piano si aperse a lei. Raccontò della sua vita disastrata e piena d’amarezza, ma voleva andarsene in pace. Con grande fatica prese il telefonino e chiamò i suoi figli al suo capezzale. Certo, un po’ sbigottiti, arrivarono in ospedale non sapendo della malattia del loro padre.” Non sono stato un buon padre, lo so, ma adesso voglio chiedervi perdono per avervi tenuto rancore per delle stupidaggini, per avervi maltrattato ed offeso, non sono degno di voi, ma quello che vi chiedo ora e che possa andarmene in pace.”
I figli con grande stupore, non riconoscevano quell’uomo burbero e meschino, e l’ abbracciarono con amore, avendogli perdonato ogni cosa.
Al momento della sua dipartita trovò tutti i suoi cari che piangevano e il suo angelo li accanto che le teneva la mano…per l’ultima volta guardò i suoi bellissimi occhi, la baciò e le disse:” Ci rivedremo nella città della pace.” Maria, non pianse, ebbe gioia infinita, un ‘anima si era ravveduta e pentita…”
Cari nel Signore, non sappiamo quando lasceremo questa terra, ma è bene essere sempre pronti e in pace con tutti. Trascuriamo e dimentichiamo il male, procacciamo la pace e la santificazione, affinché le persone possano dire….Questo si che era un figlio di Dio!

STUPENDA GRAZIA


Il primo verso di “Stupenda Grazia” comincia con due esclamazioni: “Stupenda grazia,” “Che dolce il suono”.

Questa stupenda grazia ha un “dolce suono”, ma quale?

Newton si risponde da solo con un altro canto già citato: “Come suona dolce il nome di Gesù!”.

È il nome di Gesù che, per la stupenda grazia di Dio, reca la salvezza all’umanità.

Newton continuò a predicare, nonostante la cecità, fino alla morte, avvenuta a Londra il 21 Dicembre 1807, per raggiungere Casa e poter comprendere pienamente la stupenda grazia del dolce nome di Gesù che lo aveva salvato dalla schiavitù del peccato.

Egli soleva ripetere spesso queste parole: “Io sono stato un grande peccatore, ma Gesù per me è stato un Grande Salvatore”!

Stupenda grazia!

Che dolce il suono che salvò un miserabile come me!

Un tempo ero perduto, ma ora sono stato ritrovato, ero cieco, ma ora vedo.

Molti pericoli, lotte, insidie ho già attraversato; la grazia mi ha portato in salvo così lontano e la grazia mi porterà a casa.

Il Signore mi ha promesso del bene, la sua parola dà certezza alla mia speranza; Egli sarà il mio scudo e la mia parte, per tutta la vita..

Sì, quando questa carne e questo cuore verranno meno e la vita mortale cesserà, io possederò, al di là del velo, una vita di pace e gioia.

La terra presto si dissolverà come neve, il sole smetterà di splendere, ma Dio, che mi ha chiamato quaggiù, sarà per sempre mio.

Molti degli inni che noi cantiamo durante i nostri incontri hanno per tema la medesima domanda: “Chi spiegar può come Gesù col sangue suo nettò il mio cuor?

Perché morì per me quaggiù che causa fui dei suoi dolor.

Amor divin, perché, perché, moristi tu mio Dio per me!”, (Inno n.513 da Inni di Lode); “Perché m’amò così…sofferse i chiodi per il mio peccar…oh dura morte sofferse Gesù…”( Inno n. 379 da Inni di Lode).

Uno scrittore moderno ha detto questo: “Dio, io potrei anche cadere e ritrovarmi con la faccia a terra. Potrei venir meno fino a sentirmi logoro, battuto e sconfitto. Eppure, il tuo amore per me non cambierebbe. Il mio vigore potrebbe lasciarmi pian piano ed il mio piccolo mondo potrebbe ridursi in polvere. Anche allora, tu mi manterrai nel palmo della tua mano stesa. Nessun cambiamento negli affari della mia vita in frantumi può confonderti. Satana e i suoi adepti non possono distrarti. Nessuno può separarti dal tuo smisurato amore per me. Il dolore non può. L’angoscia non può, la delusione non può. Ieri, l’oggi ed il domani non possono. La perdita dei miei cari non può. La morte non può. La vita ci può anche provare, ma non può. Sommosse, guerre, malattie, fame, stress, problemi. Nessuna di queste cosepuò rimuovere il fatto che io sono grandemente amato, completamente perdonato e per sempre libero per mezzo di Gesù Cristo il tuo amato Figlio”.

Domenico Modugno,

SETTE SEGRETI PER UNA VITA DI SUCCESSO di Rick Warren


Esistono molte maniere di definire il successo: status, potere, approvazione ecc.

Una maniera importante per ottenere successo è l’impatto sugli altri: l’influenza che le persone hanno su chi li circonda, sia nel lavoro che nella comunità o nella loro casa.

Qual è la differenza che producono sugli altri?

Analizzando questo fatto dal punto di vista storico e spirituale, risulta che poche persone hanno avuto un impatto tanto grande come l’apostolo Paolo, la cui vita e gli scritti sono presentati nel Nuovo Testamento della Bibbia.

Verso la fine della sua vita si era totalmente dedicato alla divulgazione della fede cristiana per tutto l’Impero Romano, sebbene viaggiasse la maggior parte del tempo a piedi.

Immagina quali sarebbero stati i suoi risultati se avesse avuto un aereo, un telefono cellulare ed un notebook!

Sebbene molti di noi dedichino la loro vita a raggiungere obiettivi nell’ambito professionale e negli affari, credo che la vita di Paolo offra lezioni che possiamo applicare alla nostra propria vita.

Queste sono le chiavi per una vita di successo:

DIREZIONE. Per ottenere successo è necessario che sappia dove tu stia andando, quali sono le tue mete ed i tuoi obiettivi: “Corro verso la meta per arrivare al premio…“ (Filippesi 3:14).

CONOSCENZA. E’ necessaria la capacità di affrontare situazioni non previste per rimanere al di sopra delle avversità. “Ho imparato ad essere povero, ho imparato ad essere ricco; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame, all’abbondanza e all’indigenza“ (Filippesi 4:12).

IMPEGNO. All’inizio di una nuova impresa, per arrivare al successo è richiesta perseveranza di fronte alle difficoltà e sfide. “Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù“ (Atti 20:24).

COMPASSIONE. Paolo era sensibile alle persone che lo circondavano; così anche noi dobbiamo sforzarci di difendere gli interessi di quelli che lavorano con noi. “E se avessi la profezia e il dono della scienza…ma se non avessi la carità niente mi giova“ (I Corinzi 13: 2,3).

FEDE ENTUSIASTICA. Tanti leader di successo credono pienamente nella loro missione e il loro entusiasmo è contagioso. “Tutto posso in Colui che mi dà forza“ (Filippesi 4:13).

SERVIZIO PER GLI ALTRI. I leader egocentrici in genere hanno una breve durata. I leader impegnati a servire gli alti, aiutandoli nel raggiungimento delle loro mete, sono quelli che trovano collaboratori ben disposti. “Per conto mio mi prodigherò volentieri. Se io vi amo intensamente, dovrei essere amato di meno”? (II Corinzi 12:15)

Domenico Modugno

RESISTENZA. Un detto ci ricorda: “Non è come tu inizi, ma come tu finisci.” Certamente questo era vero in Paolo: “Siamo infatti tribolati da ogni parte ma non schiacciati; siamo sconvolti ma non disperati; perseguitati ma non abbandonati; colpiti ma non uccisi“ (II Corinzi 4:89).

Cerca di costruire queste qualità nella tua vita e vedi cosa succede.

INSIEME È MEGLIO


Andavamo a correre tutti i giorni, ma questa volta era diverso. Come al solito stavamo sudando da prima dell’alba, come da quando ci eravamo arruolati come volontari nel’esercito. Eravamo quindi pronti alla fatica, anche all’esaurimento fisico. Ma questo tipo di allenamento non aveva niente a che fare con la corsa a tempo, ritmata dal canto, che facevamo di solito ai mattino in maglietta.
Stavolta si correva in tenuta da combattimento. Come al solito, la consegna era: «Partite insieme, state tutti insieme, lavorate come una squadra e tornate insieme. Se non riuscite a tornare insieme, non tornate affatto!».
Lungo la strada, annebbiato dal dolore, dalla sete e dalla fatica, il mio cervello registrò che c’era qualcosa di strano. Notai che, due file davanti alla mia, uno dei ragazzi non andava a tempo: le gambe si muovevano, ma non andava al passo con il resto del gruppo. Era Sandro, un ragazzone dai capelli rossi. La testa cominciò a ciondolargli di qua e di là. Quel ragazzo era in difficoltà: stava per cedere.
Senza perdere il passo, il soldato alla destra di Sandro si sporse e gli prese il pesante fucile. Il ragazzone dai capelli rossi per un po’ riuscì a riprendersi, ma poco dopo, mentre il plotone continuava la sua marcia, aveva gli occhi appannati e si trascinava dietro le gambe a fatica. Ben presto anche la testa ricominciò a dondolare.
Questa volta si sporse il soldato alla sua sinistra, gli prese l’elmetto e, continuando a correre, se lo mise sotto il braccio. Ora poteva ripartire. I nostri scarponi battevano pesantemente all’unisono il sentiero polveroso: “Tump, tump, tump, tump”.
Sandro stava male, molto male: vacillava e stava per cadere, ma restò in piedi. Due soldati dietro di lui gli presero lo zaino e ciascuno di loro ne teneva una cinghia con la mano libera. Sandro fece appello alle poche forze rimaste, raddrizzò le spalle, e il plotone continuò a correre fino al traguardo.
Eravamo partiti insieme e tornammo tutti insieme e questo ci rese tutti più forti.
INSIEME È MEGLIO.
“Siamo angeli con una sola ala e possiamo volare solo abbracciati gli uni agli altri”.
“Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l’uno dell’altro” (Romani 12:4,5).
Tratto dal sito: www.adimodugno.it

COSE DA TENER PRESENTE E SU CUI RIFLETTERE:


Immagine

IL Signore dice:
” Chi beffa il povero oltraggia Colui che l’ha fatto; chi si rallegra dell’altrui sventura non rimarrà impunito. ” 
PROVERBI 17:5

E’ scandaloso e deplorevole quando una persona si beffa del povero e si rallegra della sventura del suo prossimo, perchè oltraggia e disonora il Signore che lo ha creato..
Chi esercita tale peccato non rimarrà impunito davanti a Dio.

Per questo motivo il Signore dice:
” Difendete la causa del debole e dell’orfano,
fate giustizia all’afflitto e al povero..”
SALMO 82:3

Cari nella grazia del Signore.. 
Esercitando la difesa del debole e dell’orfano, ed esercitando la giustizia che viene da Dio verso gli afflitti e i poveri; buona giornata e buon servizio alla gloria del Signore nel nome di Gesù Cristo che è benedetto in eterno.. 
Amen

L’ESPRESSIONE DEL VERO AMORE


 

“Egli non ci ha trattato secondo i nostri peccati, né ci ha retribuiti secondo le nostre iniquità” (Salmo 103:10)

Meditazione di oggi

I nostri peccati non trattengono Dio dal dimostrarci il Suo amore. Potremmo pensare che, per quanto l’amore del Signore si riveli paziente nei nostri confronti, esso sia destinato a diventare un amore velato, oscurato dal peccato. Che il peccato stesso bandisca per sempre l’uomo dalla presenza del proprio Creatore, e lo privi dei benefici più immediati di quella presenza. Potremmo essere indotti a considerare, altresì, che le bellezze della natura dovrebbero fare a pugni con l’anima che non è in armonia con Dio. La terra, allora, non dovrebbe produrre fiori né frutti per peccatori come noi. Per noi non dovrebbero spiegarsi cieli dal blu intenso né splendidi tramonti: neppure le stelle dovrebbero impreziosire la notte. Per persone tali la dura legge del carcere sarebbe più adatta dei lussi di un palazzo. Ma non funziona così. Per quanto il paradiso appaia perduto, l’amore del Signore continua a chinarsi su noi: “In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati” (I Giov. 4:9, 10 – Vers. N.R.), ed in Cristo le infinite espressioni di bellezza e di armonia ci salutano da ogni parte. La terra è ancora piena della Sua gloria. Potremmo anche pensare che, per quanto Dio possa essere indotto a risparmiare la natura, benché decaduta, l’uomo rappresenti un peso e una continua fonte di dispiaceri. In tutti gli aspetti della nostra esistenza ogni espressione d’amore si traduce in un’occasione di benedizione. La gioia dei bambini, ad esempio, il loro amore e la fiducia di cui danno prova, illuminano la nostra vita, così come ci arricchiscono la fedeltà dell’amicizia e la devozione di una persona cara. La nostra paura potrebbe ancora sussurrare: “Anche se Dio ci lasciasse tutte queste cose, sicuramente rimarrebbe nascosto e lontano”. Ma Egli stesso si rivolge a noi nella Scrittura, con le Sue preziose e fedeli promesse, concedendoci i molteplici benefici del Suo Santo Spirito. Egli ci viene incontro non come giudice, ma come un Padre, compassionevole e pietoso, “Poiché se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa” (I Giov. 3:20). Egli ci accoglie alla Sua presenza in preghiera, e scende per avere comunione con noi, sempre desideroso di manifestare il Suo amore.

ADI

Come un leone,…


Come un leone,

La forza del leone si manifesta quando:
rimani stabile se nessuno ti appoggia,
se vai avanti con la sola approvazione di Dio,
se ritieni che l’insuccesso fa parte del volere di Dio,
se continui ad amare chi non ti ha mai ricambiato,
se ti dissoci dal coro dei calunniatori,
se ti schieri dalla parte dei deboli,
se rischi la faccia per onorare la Verità,
se oltraggiato non rispondi con oltraggi,
se soffri in silenzio,
se agisci senza reagire,
se rimani impassibile quando tutto attorno a te cambia,
se proteggi i fratelli come fossero tuoi cuccioli,
se rimani costante nell’attesa più estenuante,
e se ad incoronarti sarà esclusivamente DIO.

“O Dio, Signore…


“O Dio, Signore nostro, Ti sia gradito, Signore della pace, re cui la pace appartiene, di porre la pace nel tuo popolo. E la Tua pace si moltiplichi fino a penetrare tutti coloro che vengono al mondo. E non ci siano più né gelosie, né rivalità, né invidie, né vittorie, né motivi di discordia e divisione tra gli uomini, ma solo amore e pace fra tutti.
Signore, fa che ognuno conosca l’amore del suo prossimo in quanto suo prossimo, cerchi il suo bene, desideri il suo amore, agogni al suo costante successo al fine di potersi incontrare con lui e a lui unirsi per parlare insieme e dirsi l’un l’altro la verità in questo mondo. Un mondo che passa come un batter di ciglio, come un’ombra, ma non come l’ombra di una palma o di un muro, ma come l’ombra di un uccello che vola”.

” CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO “


Immagine

Giorgio, un ragazzo di tredici anni, passeggiava sulla spiaggia insieme alla madre.
Ad un tratto le chiese: “Mamma, come si fa a conservare un amico quando finalmente si è riusciti a trovarlo?”.
La madre meditò qualche secondo, poi si chinò e prese due manciate di sabbia. Tenendo le palme rivolte verso l’alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita, e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva.
Tenne invece ben aperta l’altra mano: la sabbia vi restò tutta.
Giorgio osservò stupito, poi esclamò: “Capisco”.

Signore, aiutami ad essere per tutti un amico,
che attende senza stancarsi,
che accoglie con bontà,
che dà con amore,
che ascolta senza fatica,
che ti ringrazia con gioia,
Un amico che si è sempre certi di trovare
quando se ne ha bisogno.
Aiutami ad essere una presenza sicura,
a cui ci si può rivolgere
quando lo si desidera,
ad offrire un’amicizia riposante,
ad irradiare una pace gioiosa,
la tua pace, o Signore.
Fa’ che sia disponibile e accogliente
soprattutto verso i più deboli e indifesi.
Così senza compiere opere straordinarie,
io potrò aiutare gli altri a sentirti più vicino,
Signore della tenerezza.

frat.Mimmo