“CHE GIOVA ALL’UOMO SE GUADAGNA TUTTO IL MONDO E PERDE L’ANIMA SUA”?


Domenico Modugno

Un piccolo bambino, eludendo la sorveglianza dei genitori, si mise a giocare con un vaso di grande valore e vi lasciò scivolare dentro una moneta.

Nell’intento di recuperarla vi infilò la manina, e subito si rese conto di non riuscire più a tirarla fuori.

Così chiese aiuto ai genitori, ma ogni tentativo fu vano: la mano rimaneva incastrata!

Allora si cominciò a discutere sull’opportunità di rompere il vaso, finché il padre ebbe l’idea di dire al bambino di aprire la mano e di allungare le dita.

“Non posso farlo” gridò il bambino, “dovrei lasciare andare la mia moneta!”.

Era evidente che stringendo la moneta nel pugno la mano non poteva passare attraverso la stretta apertura.

Il prezioso vaso aveva rischiato di essere distrutto a causa di una moneta che valeva molto, molto meno!

Questo racconto ci può far sorridere…

Ma non ci comportiamo forse allo stesso modo quando rischiamo di perdere la felicità eterna per non rinunciare ai piaceri di questa vita?

Quanti di noi tengono stretta la loro “moneta”!

Chiunque non vuole abbandonare i piaceri del peccato non può essere liberato dalla schiavitù del peccato e ottenere la vita eterna.

Ognuno di noi dovrebbe riconsiderare seriamente le cose alle quali, fino ad ora, ha dato più valore che alla fede in Cristo.

Che cosa mi trattiene dal confessare a Dio le colpe della mia vita e accettare il Suo perdono?

Le parole del Signore “che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?” non devono rimanere semplicemente un detto proverbiale, ma uno spunto per una seria riflessione.

Quando Gesù parla di guadagnare tutto il mondo, il mondo intero, sta dicendo che qualunque cosa uno riesce ad ottenere in questa vita, perfino tutti i tesori del mondo messi insieme, non valgono nulla in confronto alla salvezza eterna.

Cioè, anche se l’uomo potesse ottenere tutto ciò che sogna, buona salute, vita tranquilla, approvazione e fama degli uomini, che cosa varrebbero queste cose se si dovesse trascorrere l’eternità lontano da Dio?

Purtroppo viviamo in un mondo in cui si pensa a quello che si può vedere, toccare e godere adesso, soprattutto pensando pochissimo che questa vita dura solamente un attimo alla luce dell’eternità.

Gesù ti esorta a non vivere per quello che perderai, piuttosto a vivere per quello che è veramente prezioso e che puoi conservare ora e per tutta l’eternità.

FEDE IN DIO


Io ho fede in Dio che mi avverrà come mi è stato detto.
(Atti 27:25)

Se penso a Paolo mi vergogno di me stessa…ma quante prove e tempeste dovette sopportare nella sua vita per amore dell’Evangelo e di Cristo?
Ed ecco che si scatena una forte tempesta, nessuno più sperava di scampare da quella potenza naturale; nessuno più credeva di rivedere i propri congiunti. Il terrore della morte, si era ormai impossessato in tutti, compresi Paolo, Luca ed Aristarco e tutti pensavano che da un momento all’altro, sarebbero periti, annegati in mezzo all’acqua.
Dio viene in aiuto
Tenendo presente la drammatica situazione in cui si trovavano le 276 persone, chi avrebbe osato parlare in termini di aiuto divino? Eppure si sa con certezza che in quella situazione disperata, Dio interviene in una maniera inaspettata.
Forse tutti si aspettavano che la tempesta si calmasse, ma non fu così..la tempesta era li indisturbata che faceva il suo lavoro, creare panico. Eppure, Dio era lì, con tutta la furia del vento impetuoso. Dio che guardava dal cielo quella drammatica situazione di pericolo, manda un Suo angelo a Paolo, per portargli un ‘messaggio di speranza’
Il messaggio di speranza Dio li porta nei momenti più oscuri della vita, quando sembra che tutto sia finito. Perché Dio fece passare 14 giorni di tempesta inaudita per portare quel messaggio di speranza?
Quando Dio ritarda ad intervenire nelle situazioni disperate della vita, non dobbiamo pensare che Egli non veda o che goda nel vedere il travaglio di un’anima. I ritardi di Dio, che non sempre riusciamo a capire, contribuisco sempre per il bene dell’anima (Rom. 8:28) e ritornano a lode e gloria del Suo santo Nome.

Luisa Lauretta

La depressione… con le nostre forze non possiamo difenderci


depressione_italiani

depressione_italianiCredo che in questi tempi ci sia un numero maggiore casi di depressione, ed io anche se in maniera diversa lo superata grazie a Dio. Chi ha letto l’articolo precedente sull’aborto può anche capire perché ho avuto la depressione.Ci sono tanti casi che se non si sta attenti si è investiti da un’orda malefica che con le nostre forze non possiamo difenderci, perché prende la mente e se le cose sono grigie si vedono nere ed è cosi anche per chi sta combattendo con questo demone. Il Signore Gesù Cristo ci ha insegnato a chiamare questi spiriti di infermità con il proprio nome e cacciarli perché non si possono guarire con le medicine ma con preghiere e digiuno. Gesù ci ha detto che la nostra lotta non è contro carne e sangue ed è per questo che dobbiamo combattere con le armi che ci ha dato il Signore. Voi che leggete potete informarvi nella parola di Dio che ci dice in Efesini cap. 6 di rivestirci dell’armatura di Dio per combattere, lo dice a noi, non ha dato l’autorizzazione ad altri al posto nostro perché il problema è nostro. Io ho ricevuto grazia di liberazione, quando ho accettato Gesù nella mia vita, in quel momento come un masso di mille chili è uscito da me, sono stata liberata. Questa mia breve testimonianza vi sia come aiuto è sprono per accostarvi a Gesù Cristo il liberatore.

Dio vi benedica, Anna Maria Rosano

[Notizievangeliche.com]

Dalla Psiche all’Anima: dalla testimonianza di uno psichiatra alla risposta della Parola di Dio


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Dalla Psiche all’Anima:
dalla testimonianza di uno psichiatra alla risposta della Parola di Dio

“Siamo stati traditi dalle industrie farmaceutiche” Di Daniel B.Fisher
Alimentata dalle scoperte durante “il decennio del cervello” degli anni Novanta, la prospettiva biologica sulla schizofrenia è diventata dominante, ma non senza critiche. In questo articolo, il dottor Daniel Fisher, biochimico e psichiatra ammalato di schizofrenia, sfida l’approccio biologico riduzionistico a questa malattia e le industrie farmaceutiche che sembrano suppurtarlo.

Sono guarito dalla schizofrenia. Se questa dichiarazione vi stupisce, se pensate che la schizofrenia sia una malattia cronica del cervello da cui non si può scappare, siete stati fuorviati da un’eccessiva preoccupazione culturale che imprigiona senza motivo milioni di persone sotto l’etichetta della malattia mentale.
Negli ultimi vent’anni, le industrie farmaceutiche sono diventate le maggiori sostenitrici della tesi che la malattia mentale sia un disturbo cerebrale e che le vittime debbano assumere farmaci per il resto della vita. E’ un intelligente strategia di vendita: se le persone credono che la malattia mentale sia puramente biologica, la tratteranno solo con una pillola. Le industrie farmaceutiche hanno virtualmente comprato la professione psichiatrica. Traggono profitto dai fondi per la ricerca, dalle pubblicazioni e dai dipartimenti di psichiatria. Non sorprende che molti ricercatori abbiamo concluso che solo i farmaci costituiscono il trattamento d’elezione per la malattia mentale. Malgrado recenti ricerche che mostrano l’utilità della psicoterapia nel trattamento della schizofrenia agli studenti di psichiatria viene ancora oggi detto “non puoi parlare con una malattia”. Questo è il motivo per cui gli psichiatri al giorno d’oggi, passano più tempo a prescrivere farmaci che a conoscere a fondo le persone che li assumono. 
Anche io ho usato il modello biologico della malattia mentale. Trentun anni fa, come biochimico specializzato all’Istituto Nazionale per la Ricerca Mentale, ho fatto ricerca e pubblicato articoli sui neurotrasmettitori, come la dopamina e la serotonina.
Poi mi fu diagnosticata la schizofrenia, e la mia esperienza mi insegnò che i nostri sentimenti e sogni non possono essere analizzati sotto un microscopio. Malgrado quello che molte persone presumono quando sentono parlare della mia guarigione, la diagnosi originaria non era errata e venne confermata da un equipe di sei psichiatri della marina militare dopo il mio ricovero di quattro mesi all’Ospedale Navale di Bethesda. Ero devastato dall’essere marchiato come schizofrenico. La mia vita sembrava finita. Sei anni dopo, nonostante le aspettative contrarie di tutti, ero guarito. Gli elementi più importanti della mia guarigione furono uno psicoterapeuta che credeva in me, il supporto della mia famiglia, amici incrollabili e un lavoro significativo. […] I farmaci erano uno strumento che usavo durante le crisi, ma non li assumo più da 25 anni. 
Non sono un anomalia, migliaia di persone sono guarite ma hanno paura di rivelare il proprio passato a causa dello stigma della malattia mentale. Il definitivo Studio Longitudinale del Vermont, condotto da Courtenay Harding, ha seguito 269 pazienti diagnosticati schizofrenici gravi alla fine degli anni cinquanta. Tre decenni dopo, i due terzi di loro stavano vivendo e funzionando autonomamente, la metà era completamente guarita e senza farmaci.
[…] Non è quello che si dice agli psichiatri, recentemente mi è stato ricordato sotto quale stretto controllo si svolge il loro tirocinio. Le industrie farmaceutiche controllano anche l’educazione pubblica. Le industrie farmaceutiche traggono vantaggi da gruppi di benintenzionati che supportano il modello biologico delle malattia mentali, dando a essi gran parte del supporto finanziario di cui hanno bisogno. 
So che ci sono persone che sentono di aver fatto tutto quello che potevano, di aver combattuto contro la malattia mentale senza alcun profitto, e noi capiamo il loro dolore. Tuttavia crediamo che la guarigione sia possibile per tutti, anche se ci può volere molto tempo per disfarsi di tutti i messaggi negativi derivati dai trattamenti passati. Possiamo offrire la speranza, con la nostra esperienza diretta. […] C’è bisogno di un cambiamento culturale che vada incontro alle persone, piuttosto che di pillole per alleviare questa forma di sofferenza umana.

Fonte: << The Washington Post >>, 19 agosto 2011; p. B03
Psicologia Clinica, J. Hansell-L.Damour; zanichelli 2014

Chi è il miglior specialista per la depressione?

Quanto suggerito è buono, opportuno, ma Gesù Cristo resta il vero aiuto del depresso. Solo Gesù può intervenire e guarire completamente ferite interiori, traumi, cattive abitudini, vite spezzate, insomma, liberare l’oppresso, il depresso. Egli disse “venite a me voi tutti che siete stanchi e carichi e io vi darò riposo. Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me. Perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre.”
Gesù è il buon samaritano pronto ad aiutare gli animi abbattuti e tristi. Ogni depresso che si abbandona a Lui sarà personalmente pulito e fasciato da Gesù. In seguito affidato alle cure della Chiesa. Di Gesù è scritto: “Lo spirito del Signore dell’Eterno è su di me, perché l’Eterno m’ha unto per recare una buona novella agli umili, mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività.”
Per i depressi di tutto il mondo c’è una promessa: “Diranno: venite, torniamo al Signore, perché egli ha strappato, ma ci guarirà, ha percosso, ma ci fascerà” Osea 6:1

Giuseppe Tramentozzi

FINO A QUANDO?


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Il salmista esprime la triste condizione in cui giaceva. Ci sono momenti particolarmente difficili e dolorosi della vita che mostrano la debolezza e il dolore che si trovano nel cuore dell’uomo. In quel frangente l’unico desiderio è vedere la fine del tunnel. Forse anche tu ti trovi in una prova difficile e sei scivolato nello sconforto, nella disperazione e la tua unica richiesta a Dio è che quanto prima intervenga in tuo favore. Il Signore certamente risponderà alla tua supplica ed interverrà in modo glorioso per il tuo bene; è nel Suo carattere la volontà di riscattare la nostra vita. Tu, però, continua a rivolgerti a Lui, e apriti maggiormente alla Sua volontà ed alla Sua potenza chiedendoGli di agire al di là delle stesse condizioni in cui ti trovi. Prega affinché il Signore ti dia anche la forza per sopportare la prova che ha colpito la tua vita. Forse passerà dell’altro tempo prima che Dio operi in tuo favore ma in questo momento Lui è l’unico che ti può sostenere in modo che la tua anima trovi il giusto riposo: “Fino a quando avrò l’ansia nell’anima e l’affanno nel cuore tutto il giorno?…
Guarda, rispondimi, o Signore, mio Dio! Illumina i miei occhi perché io non m’addormenti del sonno della morte. Quanto a me, io confido nella tue bontà; il mio cuore gioirà per la tue salvezza; io canterò al Signore perché m’ha fatto del bene”(Salmo 13:2,3,5)

SENTIMENTI CHE CAMBIANO !!!!


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“Vi ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.” (1 Giovanni 5:13)

Come si può essere certi di avere la fede? Non bisogna forse provare certi sentimenti o fare certe esperienze?
In tutti i tempi c’è sempre stata la diffusa tendenza di fondare la propria pace sui propri sentimenti o sulle proprie esperienze. Insomma, non ci si confida in Dio, ma in se stessi.
Certamente, la fede produce dei sentimenti di gioia nell’animo umano, ma non devono essere questi i fondamenti della nostra pace. Se analizziamo di continuo i nostri stati d’animo, le nostre certezze seguiranno la curva sinuosa del nostro umore.

Vicino a Gerusalemme, a Betania, Gesù si presenta a due sorelle in lutto da qualche giorno per la perdita del fratello. Egli dice a Marta, una di loro: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu in questo?”. La risposta di Marta è molto significativa: “Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo” (Vangelo di Giovanni 11:25-27).

Il fondamento della vita cristiana è la Parola di Dio! Non è la mia persona, le mie circostanze, le mie emozioni, ma Gesù Cristo, il Figlio di Dio. La mia fede riposa su Lui e su Lui solo.
Crediamo con tutto il nostro cuore che Gesù ha compiuto in modo perfetto l’opera della nostra salvezza. Poi, viviamo su questo fondamento, imparando giorno per giorno a conoscere l’Autore di questa grande salvezza.

CORPO UMANO


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NEL CORPO UMANO vi sono almeno 63 elementi chimici già esistenti in natura. Su una persona dal peso medio di 70 kg. è stato esaminato il seguente risultato: Ossigeno 65%, Carbonio18%, Idrogeno 10%, Azoto 3%, Calcio1,5%, Fosforo 1%, Potassio 0,35%, Zolfo 0,25%, Sodio 0,15%, Magnesio 0,05% e relative tracce di Rame, Zinco, Selenio, Ferro, Alluminio, Piombo, Arsenico, Fluoro, Silicio, ecc. Si stima inoltre che la massa corporea, si suddivida nelle seguenti percentuali, 65% Liquidi, 16% Proteine, 13% Lipidi, 5% Sali minerali, 1% Glucidi, Vitamine: tracce. — Queste analisi chimiche, ci portano più vicini ad una verità biblica, nei cui versi della Genesi 2:7 ci viene indicato l’origine della natura umana: “DIO FORMO’ L’UOMO DALLA POLVERE”. Portandoci a constatare una realtà spesso dimenticata: “Noi siamo polvere” DIO ce lo dichiara nella SUA Parola e la Scienza ce lo conferma.

Naturalmente la materia, senza “l’alito di DIO” non sarebbe, mai divenuta “anima vivente”. Così, a differenza degli angeli creati da DIO, questi prendevano vita su di un corpo spirituale; l’uomo prendeva vita all’interno di un corpo materiale, tra spirito e materia mostrando un’entità di corpo-anima-spirito. L’anima è il nostro uomo interno (Corinti 4:16) il centro di ogni funzione materiale e spirituale che avviene nell’uomo; l’anima è il campo dove agisce il nostro libero arbitrio e dove parla la nostra coscienza. Il cammino dell’uomo con DIO, portava sviluppo ai progetti, che DIO aveva per la SUA creatura. All’uomo fu conferita autorità e signoria su tutta la terra (Genesi 1:26); a differenza degli angeli che venivano creati singolarmente, l’uomo ha la facoltà di trasferire la vita fisica, generando; per l’uomo, fu istituito il matrimonio e quindi la famiglia.

Da questo, possiamo intendere che i progetti di DIO, per l’uomo, erano lungimiranti e di eterne prospettive. Ma il peccato, fermò tutto. Fermò ogni progresso, e fermò i progetti che DIO stava sviluppando per l’uomo. Perché solo dopo questo drammatico evento, DIO pronunciò queste tristi parole: “RICORDATI CHE POLVERE SEI E POLVERE RITORNERAI” (Genesi 3:19) Questo fa capire che i progetti futuri ed eterni per l’uomo si erano fermati. L’inizio, della formazione dell’esistenza umana fu la polvere; il peccato fece tornare tutto come prima: POLVERE! TERRA!

Anche il predicatore dell’Ecclesiaste, pronunzia una tale sentenza: “Tutti sono fatti di polvere, e tutti ritornano alla polvere” (Eccl. 3:20). Dichiarando il ridursi del genere umano senza lo SPIRITO di DIO. Si, la terra che per lo SPIRITO di DIO diventa “anima vivente” ora senza tale SPIRITO, diventa una terra che produce solo triboli e dolori (Ebrei 6:8). Tutto questo è delineato dall’uomo senza DIO, dall’uomo privo del soffio di DIO. La generazione del “Diluvio” mostra tale metamorfosi, ridotta nella totale assenza di SPIRITO, quando DIO disse: “NON SONO ALTRO CHE CARNE” (Genesi 6:3) ovvero: nient’altro che polvere! nient’altro che elementi della terra! Purtroppo, DIO, aveva fatto una esatta analisi sull’uomo.

Re Davide, uomo secondo il cuore di DIO, dal momento che peccò, si rese conto di aver perso qualcosa di prezioso, qualcosa di vivente dentro lui. Quando si pentì, egli implorò: “Non togliere lo SPIRITO SANTO da me” e “Rendimi la gioia della TUA PRESENZA” (salmo 51:11-12) Aveva compreso, che il processo del peccato era progressivo e distruttivo, portando a perdere ogni lealtà, e divenendo corrotto e violento, come tutti gli altri; ora egli nella sua supplica chiedeva che l’alito di DIO, tornasse a ridare vita al suo cuore.

Quale scelta si porrà, dunque, nel cuore di ogni uomo? Stà scritto che: “Tutti coloro che scendono nella polvere, non possono tornare in vita” (salmo 22:29) Questo è il risultato del peccato, fa tornare nella polvere. Guardiamo in alto, perché solo DIO è l’Autore della vita, solo LUI, può restituire ciò che l’uomo ha perso; capovolgendo la condizione umana da polvere a FIGLI di DIO, per la SUA immensa Grazia in CRISTO GESU’, scrivendo, i nostri nomi nel cielo (Luca 10:20)