“…parole di un disperato…” (Giobbe 6:26)


10154818_364785063663943_707398523_nTristezza, depressione e perdita della speranza hanno tutti la stessa radice: un’obiettivo irrealizzabile. I nostri sogni e desideri sono infranti, allora inevitabilmente siamo disperati. Ognuno di noi, in qualche momento della sua vita, sperimenterà una perdita, e a quel punto saremo esposti alla depressione e alla disperazione, come se ci venisse strappato via qualcosa di caro. L’esperienza di una perdita potrebbe, tuttavia, segnare l’inizio di un capitolo totalmente nuovo nella vita di una persona, se la conduce a rendersi conto che aveva riposto la sua fiducia nelle cose sbagliate invece di affidarsi a Dio. Grazie a Dio quando le cose senza speranza falliscono! Non erano affatto destinate a soddisfarci in alcun modo. Nel momento in cui le tempeste della vita ci colpiscono, tutte le nostre false fondamenta verranno alla luce e si infrangeranno. Capite il perché delle varie tempeste, perdite e prove? Esse sono permesse e anche volute e usate da Dio per farci distogliere lo sguardo dalle altre cose per volgerlo poi a Lui solo; affinché la nostra speranza sia una sola: Cristo Gesù; affinché la felicità e la gioia sia trovata solo nel Signore Dio vostro. Per noi è un male ma per Dio è un sommo bene. Purtroppo ci allontaniamo dal Signore e andiamo contro la Sua volontà per cercare poi la soddisfazione in cose al di fuori di Dio. Preferiamo sperimentare livelli di gioia e di soddisfazione così bassi anziché in Gesù. Alla fine, dimostriamo che, in realtà, Gesù NON È IL TUTTO PER LA NOSTRA VITA.
Giobbe. Anche lui non trovò più nessuna speranza, eppure all’inizio dimostrò di essere fermo nella fede. Giobbe viveva in pace e dopo si disperò perché si affidò a questa pace esteriore. Guardate cos’altro mette in evidenza il nostro caro Giobbe: “Ora, purtroppo, Dio mi ha ridotto senza FORZE, ha desolato tutta la mia CASA; “…i disegni CARI al mio cuore, sono distrutti” (16:7; 17:11). Giobbe ha dimostrato di trovare pace, gioia e speranza in tutt’altro che in Dio, e ve lo posso dimostrare con un’altra sua domanda che si pose: “Dov’è dunque la mia speranza?” (Giobbe 17:15). Egli parla delle proprie forze e della sua pazienza dicendo ancora: “Che è mai la mia forza perché io speri ancora? Che fine mi aspetta perché io sia paziente?” (6:11), e delle sue mani e preghiera sempre pure: “Eppure le mie mani non commisero mai violenza e la mia preghiera fu sempre pura” (16:17), ed è come se avesse pensato che le benedizioni di Dio siano meritate, che per la sua sola forza potesse affrontare qualunque circostanza e lotta.
Chiariamo subito una cosa, LE BENEDIZIONI DI DIO NON SONO IL RISULTATO O LA CONSEGUENZA DEL NOSTRO MERITO. Non devi fare un qualcosa per essere ricompensato ma la fai solo per soddisfare Dio e glorificarLo, punto. Dio può benissimo darti……..
nulla! Il tuo dovere e la tua gioia dev’essere sempre e solo quello di ubbidire alla Sua parola, di vivere per la Sua gloria, di svolgere il tuo compito, che ti è stato affidato e non di tua sola iniziativa, senza aspettarti qualcosa da Dio; altrimenti ciò che ricevi non è più per grazia. Non provarci neanche a citare versi strumentalizzando la Sua parola per i tuoi propri interessi e per far prevalere le tue ragioni. Riprendendo, può comunque essere che Giobbe espresse tutte queste parole, anche di orgoglio, proprio a causa dei suoi amici. E ci deve far riflettere, ancora una volta, di quanto è pericoloso creare una dottrina nostra personale, fatta di pezzi di verità, una dottrina che suona bene, che sembra corretta ma che, in realtà, non è assolutamente secondo la Sua parola divina. Non è affatto vero che che il bene giunge nella vita di chi cammina bene e il male nella vita di chi cammina male. Nel caso di Giobbe, terribili mali sono arrivati nella sua vita, ma NON causati da alcun peccato da lui commesso. Di conseguenza, Giobbe è stato traviato da certi discorsi dei suoi amici ed ha cominciato a guardarsi attorno e a sé stesso. Giobbe ci insegna un’altra cosa: che le parole di un disperato sono portate via dal vento non arrivando mai a Dio, anche perché Dio non ascolta le parole di chi non pone la propria speranza in Lui.
“e costoro pretendono che la notte sia giorno,
che la luce sia vicina, quando tutto è buio!” (17:12)
Non è vero che tutto è buio. Per il Signore “…la notte per te è chiara come il giorno;
le tenebre e la luce ti sono uguali.” (Salmo 139:12), ed anche per te potrà essere la stessa cosa. Come? Con il dono perfetto che ti ha donato: la fede.
Quando sei nella debolezza, ringraziaLo tante volte, perché la Sua potenza si perfeziona nella nostra debolezza (2 Corinzi 12:9). Il Signore dà forza a chi è stanco (Isaia 40:29-31).
Volgi sempre e solo lo sguardo a Cristo, e sia Lui il tutto per te.

TI SENTI CONFUSO


10385135_379524885523294_200348759_nIn certi momenti della vita spirituale ti senti estremamente confuso, e non serve a nulla il dirti che non dovresti sentirsi in quello stato. Non è che tu non sappia discernere se quel che fai è giusto o sbagliato; tu non riesci a capire per quale strada Dio sta conducendoti; ma il fatto è che per poter arrivare a capire quello che Dio vuole da te, devi attraversare questo periodo, in cui non capisci ciò che Egli vuole da te. Quando Dio sembra completamente avvolto dalle nuvole, saprai rimanere aggrappato a Lui con fiducia assoluta?
Troverà la fede che si appoggia su di Lui nonostante la confusione che regna intorno? Sii saldo nella fede, credendo che ciò che Gesù ha detto è vero, anche se attualmente non capisci quello che sta facendo. Egli sta lavorando a dei risultati ben più vasti delle cose limitate che tu Gli chiedi.

PREOCCUPAZIONI


 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più. 

Quanti di noi mettono davvero in pratica questo consiglio di Gesù?
Qualche riga prima , il Signore ci esorta a non preoccuparci delle cose terrene, a non affannarci per la quotidianità…Si tratta di un’esortazione un po’ strana, a pensarci bene. Non è forse la preoccupazione un elemento costitutivo dell’essere umano?
Allora, come può la parola di Gesù essere rivolta a noi in questo modo: “non preoccupatevi, non siate in ansia?”. Certamente, ci piacerebbe poter seguire senz’altro un simile invito, scaricarci di ogni ansia e preoccupazione, ma…
spesso non è così e le preoccupazioni ci assillano. Certo, per alcuni l’esortazione di Gesù sembra alquanto fuori luogo, ed è comprensibile, ma egli non è un ingenuo o cerca di farci allontanare dalle nostre responsabilità quotidiane. In realtà, il Signore richiama i suoi discepoli e i suoi uditori a non cadere nella tentazione dell’affanno, dell’ansia, come se tutto dipendesse da loro stessi, anzi, ricorda che in ogni cosa è necessario avere fiducia nell’amore di Dio. Questa fiducia, noi l’avremo di certo e ci libereremo così dal dominio che ha su di noi la preoccupazione del cibo e del vestito. Al giorno d’oggi e mi rendo conto sempre di più, questi discorsi sembrano anacronistici…qualcuno mi potrebbe dire:” Luisa…ma come non possiamo non preoccuparci? 
Lo so, non è facile, Gesù stesso però, nel suo discorso della montagna, non ci invita solo alla serenità, ma anche a orientarci diversamente nella vita. Questo ci vuole far comprendere, di non essere schiavi dei problemi, delle preoccupazioni, e ci consiglia di vivere seguendo quella Parola sovrana e creatrice che può trasformare la nostra esistenza così come il momento storico in cui ci troviamo. Perché Gesù dice: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che viene da Dio.”
Cari nel Signore, vi amo tantissimo ed è per questo che spendo le mie energie nell’incoraggiarvi ad esercitare la vostra fede in Dio, anche nella quotidianità; il tempo speso nella lettura biblica, nell’ascolto della Sua Parola e nel servizio al prossimo, vi aiuterà e vi spingerà ad andare avanti. Non vi toglierà i problemi, ma senz’altro vi darà la calma e la pace per affrontarli nel modo più adeguato, senza farne motivo di allontanamento da Dio. Gesù dice :”Voi dite che mangeremo?”, o “Come ci vestiremo?”.
Ma qual è la risposta a questo interrogativo? Gesù risponde: “Cercate prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia, tutte le altre cose vi saranno sopraggiunte”. 

Luisa Lauretta

LA TUA CAMERETT…


LA TUA CAMERETTA

Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.” (Matteo 6:6)

Ci sono cose che si possono fare in due, in tanti, ma cose che necessariamente devi fare da solo: PREGARE nella tua cameretta.
In solitudine, come faceva Gesù che si ritirava nei luoghi deserti, puoi incontrare Dio Padre, notificare ogni cosa, esprimere i tuoi dubbi e le tue ansietà. Nell’intimo, Dio ti parla e ti suggerisce cosa devi fare e come devi agire. Lontano dai rumori, dalle voci e dai cattivi consiglieri. 
Dio ti ama e per te vuole solo il meglio del meglio…ABBI FEDE IN LUI!

Luisa Lauretta

OPPRESSI


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Questo invito è per quanti sono aggravati per un personale senso di colpa, per chi è stanco delle ingiustizie nel mondo, per chi è schiacciato dai problemi della vita. Gesù parla ai cuori agitati da paure, ma pure alle coscienze intorpidite da false sicurezze materiali. L’appello è sia per gli esausti del lotte quotidiane sia per gli annoiati dalla routine esistenziale. L’elenco degli affaticati ed oppressi è vasto. Esso include le persone frustrate per lavori infruttuosi e persone che nonostante hanno centrato e raggiunto grandi obiettivi continuano a sentire quel senso di vuoto e la tristezza di un attimo fuggente che non ha lasciato nulla. La causa di tanto profondo stress non è nel “voler vivere più vite in una” ma nell’aver fallito il vero scopo della sola vita donataci che è vivere con Dio e per Lui. Cosa ti toglie le forze in questo momento ?quale peso ti rende un ‘anima in pena? Qualunque sia la tua condizione, il Signore ti invita a Sè, per darti il Suo riposo, unico rimedio a ogni oppressione.

VIZI ED ANSIETÀ


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Chi ci procura le ansie e le preoccupazioni? Tutti sono del parere che molti sono i fattori che contribuiscono a queste. Sicuramente, dobbiamo constatare che c’è qualcosa che tiene oppresso l’uomo per deviarlo dalla pace, dalla realtà e dalle promesse di Dio. Questo è il peccato, che tiene la persona in costante tensione ed agitazione e fa sì che la sua piccola fede si paralizzi. Tutte queste attrazioni e preoccupazioni tengono l’uomo lontano dai prioritari beni del Signore. Lontano da Gesù l’uomo diventa ansioso, Egli stesso lo disse:”Non siate in ansia per la vostra vita”. Viviamo in tempi turbolenti che spingono da un estremo all’altro, procurando momenti di follia e viziosità alternati alla paura e alla colpa. Dobbiamo fare attenzione che niente ci possa allontanare dalla relazione con Cristo, nostro Signore. Non permettiamo che la nostra mente sia piena di preoccupazioni eccessive. Non dobbiamo rimanere attanagliati dai lacci dell’intemperanza e dell’immoralità. Stiamo in guardia, attenti, pronti per non trovarci impreparati. Pieghiamo le nostre ginocchia e Dio custodirà i nostri cuori e i nostri pensieri.
A te caro amico, giunge l’invito a leggere la parola di Dio, essa ti indicherà la via per essere liberato dai tuoi vizi e dalle tue ansietà.