DA CUBISTA A FIGLIO DI DIO


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Il mio nome è Maurizio, ho 30 anni e sono felice di raccontarvi come Dio ha

cambiato completamente la mia vita, conquistandomi con il Suo amore e

strappandomi dalle fiamme eterne dell’inferno.

Vivo in una famiglia molto unita e sono il quarto di sei figli. I miei genitori mi hanno

sempre dato degli insegnamenti sani, ma purtroppo essendo cresciuto in un quartiere

frequentato da ragazzi con un grado di cultura medio – basso ho trascorso la mia

adolescenza conformandomi a loro.

Finite le scuole, decisi di lavorare nell’azienda di famiglia e questo mi portò lontano

da quegli amici.

Successivamente, cominciai a frequentare un ragazzo che aveva amici di un certo

livello sociale e così conobbi una nuova realtà: quella della bella vita e delle belle

donne.

Ben presto divenni la disperazione dei miei genitori perché facevo l’opposto di tutto

quello che mi dicevano e i loro consigli erano da me sempre inascoltati.

Comincia a curare particolarmente il mio aspetto esteriore; passavo il mio tempo

libero nei centri d’estetica per avere il mio corpo abbronzato in ogni stagione. Il mio

look era particolarmente curato e il mio guardaroba era sempre rinnovato. Ma non mi

accorgevo che fin da quell’età, il peccato stava insinuandosi sempre di più nella mia

vita. Diventai maggiorenne e ormai avevo fatto passi da gigante: una buona parte

della città mi conosceva e questo mi riempiva d’orgoglio.

Un mio amico, aveva un cugino proprietario di una discoteca e una sera c’invitò nel

suo locale; da allora cominciarono i miei guai. Ebbi la prima di una lunghissima serie

di sbronze: l’alcool divenne il mio “intimo amico”.

Ironia della sorte, in quella discoteca insieme al mio amico fui assunto come

animatore. Le mie notti erano spese in questo locale, dove l’alcool scorreva a fiumi

nelle mie vene e nella mia testa.

Di lì a poco, entrai a far parte di un nuovo gruppo di animatori con i quali cominciai

a frequentare le discoteche della provincia di Bari e di Lecce. La chiamata al servizio

di leva non interruppe la mia avventura, anzi, ebbi ancora di più la possibilità, lontano

da casa, di potermi librare come un volatile.

Ballare su un cubo, mentre tutti mi osservavano e mi imitavano, mi metteva addosso

una certa “emozione” che aumentava con l’uso di alcool e di droghe.In breve tempo

raggiunsi una certa notorietà al punto tale che nei vari locali notturni avevo il mio

camerino personale.

La mia esperienza come animatore nelle discoteche ebbe fine quando dopo un giro

fra Rimini e Bologna, una parte del gruppo del quale facevo parte, cominciò a fare

delle esperienze troppo “ravvicinate” con allucinogeni ed l’ecstasy: questo spaventò

me ed anche altri elementi del gruppo e decidemmo di lasciar stare quella vita così

spericolata. Ma ancora non riuscivo a capire che quello che il mondo mi offriva erano

vetri spacciati per diamanti. Il peccato continuava ad avvolgermi e anche se

quell’esperienza era stata archiviata, continuai a “spendere soldi per ciò che non era

pane e il frutto delle mie fatiche per ciò che non mi saziava”.

Conobbi una ragazza la quale cercava in tutte le maniere di tenermi lontano da

certi ambienti, ma con scarsi risultati, perché anche stando con lei, le mie sbronze

continuavano, al punto che una sera in auto con degli amici bevemmo così tanto da

perdere letteralmente conoscenza e fummo risvegliati da una guardia notturna

preoccupata per averci visto riversi sui sedili dell’auto.

Il mio stato interiore era pietoso e anche quello fisico non era da meno, perciò

cercavo sempre di curarlo con le varie lampade abbronzanti, creme e via di seguito. I

miei ideali erano sempre gli stessi: avere tanti soldi in tasca, belle macchine, amicizie

di un certo livello, in pratica una vita vissuta in apparenza nei migliori dei modi.

Dopo quasi tre anni passati intensamente con quella ragazza, mi ritrovai durante

l’estate ancora una volta per delle scelte sbagliate a perdere tutto, anche lei.

La mia posizione economica cresceva sempre più, poiché essendo cintura nera di

Karatè cominciai a lavorare in discoteca non più come cubista, ma come Body guard.

Ma tutto ciò mi portò ancora di più ad inorgoglirmi e ad essere più aggressivo di

quanto non lo fossi al punto che una sera fui protagonista di una rissa; cominciai a

colpire senza considerare chi avessi di fronte. Alla fine della rissa, gli amici dovettero

nascondermi perché avevo usato violenza a gente della malavita locale e le

conseguenze potevano essere tragiche, ma io credo che già da allora una “mano”

particolare mi proteggeva.

Col passare degli anni cominciai a girare le località più in voga del momento e ricordo

che in una vacanza invernale a Tenerife mi feci il primo dei miei tatuaggi, perché

questo mi faceva sentire ancora più desiderato e invidiato dagli altri. Dopo alcuni

mesi, conobbi una ragazza con la quale decisi di convivere, sperando che

quell’esperienza avrebbe dato un senso alla mia vita. Ma un’altra tegola si abbatteva

su di me: tutto crollò anche la convivenza. Passai il tempo da solo nella mia casa,

isolato da tutti, cercando un valore nella mia vita. Una sera, decisi di uscire e mi

ritrovai in locale di musica jazz, dove ritrovai il mio amico con il quale avevo condiviso

le mie prime esperienze; fui attratto dal suo lavoro di barman e cercai in tutte le

maniere di apprendere l’arte del “miscelare”: divenni un ottimo barman.

Intanto, l’alcool, la cocaina e il sesso stavano consumando la mia vita. Le serate

erano tutte uguali, si cercava in tutte le maniere di soddisfare i propri istinti a

discapito del mio riposo notturno: pensavo che questa era “vita”. Con quello che

guadagnai in quel periodo acquistai una moto e cominciai a partecipare ai moto –

raduno; ciò mi dava la possibilità di conoscere ancora più gente. Ma tutto ciò non

appagava la mia vita. Decisi che forse era il momento giusto per mettere la testa a

posto e cercare una ragazza con cui poter condividere la mia vita in maniera

regolare, dando un taglio alla dissolutezza che mi circondava.

Conobbi una ragazza e me ne innamorai: trascorremmo dei mesi insieme e ad un

certo punto decidemmo di sposarci. Ma di lì a poco sarebbero cominciati i mesi più

neri della mia vita, perché anche questo fu un fallimento e decidemmo di troncare il

nostro rapporto. Mi ritrovai ancora una volta solo senza riuscire a comprendere come

potessi trovarmi in una situazione assurda, di angoscia e di depressione. Non

dormivo più la notte, non mangiavo più e il mio peso corporeo scese di sette chili in

breve tempo.

Una sera delle solite, trascorse a fissare il vuoto, ebbi una crisi di pianto: disperato,

raggiunsi la stanza di mia sorella e la svegliai cercando il suo aiuto. La sua risposta

fu diversa da quella che mi aspettavo: volevo essere confortato, pensavo che mi

avrebbe incoraggiato, consolato, fortificato, ma seraficamente mi disse che c’era

Qualcuno che poteva aiutarmi e dare il senso alla mia vita. Questo Qualcuno era

Gesù. Mia sorella mi presentò il piano salvifico di Dio ed alla fine chinammo il nostro

capo e invocammo il nome meraviglioso di Cristo Gesù. La Sua risposta non tardò,

perché in quel momento realizzai la Sua presenza, il perdono dei miei molteplici

peccati e feci l’esperienza della nuova nascita.

Da quel giorno, Cristo Gesù è venuto ad abitare nel mio cuore ed a regnare nella mia

vita. Avevo fatto tante scelte sbagliate, ma posso garantirvi che da quel momento in

poi, Gesù ha cominciato a guidare la mia vita e continua ancora oggi a farlo con il

suo Santo Spirito.

Nell’Aprile di quest’anno mi sono battezzato in acqua ubbidendo al comandamento

di Gesù.

Un giorno, ballando su un cubo ero al centro dell’attenzione di tutti ma oggi

desidero che Gesù possa del continuo essere innalzato, glorificato e benedetto. Ora

Lui è al centro della mia vita e desidero che Gesù cresca in me e io diminuisca.

 

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CIÒ CHE DEVE CAMBIARE


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Gesù rispose: “Se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. (Giovanni 3:5) Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? Io, il Signore, che investigo il cuore. (Geremia 17:9-10)

CIÒ CHE DEVE CAMBIARE

Contrariamente a ciò che molti pensano, i principali problemi degli
uomini non sono politici, economici, sociali, ecologici, ma sono problemi morali. Immaginate un momento il mondo senza egoismo e senza menzogna, in cui ciascuno metta in pratica gli insegnamenti di Cristo, ami il suo prossimo come se stesso, faccia agli altri ciò che vorrebbe gli fosse fatto. Ci rendiamo conto che in queste condizioni sarebbero simultaneamente regolati tutti i conflitti, a qualunque livello essi siano collocati. Sarebbe la felicità nelle famiglie, la fine dei conflitti sociali, la pace tra le nazioni, la fraternità universale. Sì, ciò che deve cambiare in primo luogo, non sono le condizioni di vita dell’uomo, è l’uomo stesso e il rinnovamento che è alla base del cuore. Non solamente di quello del vostro vicino, del vostro capo, del vostro congiunto, dei vostri figli, ma il cambiamento radicale del vostro cuore. Ora, cari lettori, è impossibile riformare fondamentalmente la propria natura. L’uomo è sostanzialmente un peccatore, incapace sia di migliorarsi che di essere migliorato. Dio non ripara mai ciò che l’uomo ha guastato, ma gli offre una nuova natura: una vita che è quella di Gesù Cristo e di cui possiamo appropriarci. Come può avvenire tutto ciò? Per mezzo della fede in Lui, il Salvatore morto sulla croce.

Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo. (Matteo 11:28)


1234329_432886203484157_444493593_nQuello di cui Gesù ci parla è un riposo, non fisico, ma spirituale. Ma chi sono i travagliati e gli oppressi? I travagliati e gli oppressi sono tutti coloro che hanno a che fare con problemi, ansietà, difficoltà e sofferenze. Andare a Gesù è l’indispensabile premessa per ricevere riposo ed essere liberati dall’ansia e dall’oppressione, che sono il risultato delle preoccupazioni.
Senza il Signore non esistono soluzioni efficaci, ogni rimedio umano è illusorio e temporaneo.
Gesù chiama vicino a sé chi è travagliato, è dilaniato nella mente, nel corpo e nell’anima quasi fosse sottoposto a tortura o attraversa momenti di sofferenza acuta come quelli di una donna prima del parto, ma è un dolore cupo, non come quello che prova chi sta per dare alla luce una vita e sa che presto dimenticherà la sofferenza patita, ma è un dolore sterile, simile a quello che prova chi sta per abortire e sa che il suo dolore si prolungherà e si accrescerà.
Gesù chiama a Lui chi è aggravato, schiacciato da pesi superiori alle proprie capacità di sopportazione, per dargli riposo, ma non solo, vuole anche togliere il peso che lo opprime e procurargli un senso di leggerezza e di benessere.
Senza dubbio cercare il Signore con tutto il cuore e confidare il Lui anziché nelle proprie capacità, fa sperimentare una soprannaturale soluzione dei problemi e uno stato di generale benessere. In Dio, che è il nostro Padre Celeste, troviamo in abbondanza tutto quello che ci occorre, sia per la nostra vita spirituale che per quella emotiva e fisica, ma in particolare Egli può darci un tipo di pace che il mondo non conosce, una pace soprannaturale davanti alla quale la paura, l’ansia, l’agitazione, le preoccupazioni, le sofferenze e i travagli interiori svaniscono perché… è una pace che viene dal cielo e che solo Lui può dare!
Leggiamo in Giovanni 14:27:” Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi.”

LA CHIESA CLANDESTINA


12247_311657825606996_2115847669_nAlla fine del 1964, una domenica mattina, il Dottor Silvio K., finalmente liberato da un campo di lavoro dov’era stato rinchiuso perché cristiano, entra per la prima volta dopo circa 14 anni nella sua chiesa di Bratislava.
Non crede ai suoi occhi: la chiesa che prima del suo arresto nel 1951 era piena di fedeli, è quasi vuota.
Tra qualche anziano e invalido, vede solo due persone al di sotto dei 35-40 anni.
Egli dice tra sé: “La mia chiesa sta per morire”, e piange.
Domenica dopo domenica, trova la stessa situazione nelle altre chiese.
I giovani, in particolare, sono scomparsi, mentre almeno i tre quarti di loro erano praticanti al momento del suo arresto.
Silvio si chiede: “A che sono servite le mie predicazioni e tutti quegli anni di sofferenze nei campi di lavoro?”
Ma non si ferma lì.
Affida a Dio i dolori del passato e la sua pena presente per la causa dell’Evangelo, e prega per tutti i giovani che non vanno più nelle chiese.
Dio risponde: Valdo J., anch’egli da poco liberato dal carcere, si unisce a lui per pregare il Signore di illuminarli su cosa fare.
La riposta è semplice: poiché i giovani hanno lasciato le chiese, bisogna andare a cercali là dove si trovano, nelle scuole o nelle università.
A questo punto incomincia uno degli episodi più commoventi della chiesa “clandestina” nei paesi dell’Est.
Silvio K. e Valdo J., un tempo prigionieri per la loro fede, cominciarono nel 1964 a frequentare i locali di ritrovo delle università per parlare del Signore Gesù.
I due uomini tentavano di orientare la conversazione su argomenti religiosi, ma dopo due anni non erano ancora riusciti a trovare un solo giovane che volesse ascoltarli.
Nessuno aveva il coraggio, o la curiosità, di parlare di Dio e di fede.
Eppure i due credenti perseveravano, nonostante la sorveglianza della polizia.
Un giorno, finalmente uno studente si disse disposto a parlare di “religione”, mettendo da parte l’ateismo di cui era imbevuto.
Al sabato, i due credenti andarono con lui in gita sui monti della Slovacchia, pregando Dio di mostrare loro la via da seguire.
Dopo qualche settimana quello studente portò uno, poi due amici.
È così che nacque il primo gruppo…
Quel primo studente non continuò più, ma gli altri rimasero fedeli.
Quando il gruppo superò la dozzina di partecipanti, prudentemente se ne creò un secondo.
Col trascorre dei mesi, degli anni, i gruppi si moltiplicarono.
Poi s’incominciò a lavorare fra i liceali, i bambini, le famiglie, i disabili, gli emarginati…
Non c’era una pianificazione, ma tutti i gruppi derivavano dall’impegno individuale, di una sola persona, che aveva lavorato con preghiera.
Cristo sostiene anche oggi la Sua chiesa perseguitata in molti Paesi del mondo.
La nutre e la cura teneramente, come scrive Paolo in Efesini 5:29.

BARTIMEO IL CIECO…..


 

Leggi Mt 20:29-34Mentre uscivano da Gerico, una gran folla seguiva Gesù. Ed ecco che due ciechi, seduti lungo la strada, sentendo che passava, si misero a gridare: “Signore, abbi pietà di noi, figlio di Davide!”. La folla li sgridava perché tacessero; ma essi gridavano ancora più forte: “Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi!”. Gesù, fermatosi li chiamò e disse: “Che volete che io vi faccia?”. Gli risposero: “Signore che i nostri occhi si aprano!”. Gesù si commosse, toccò loro gli occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono.

Quali grandi insegnamenti da questo breve racconto biblico che ci porta a riflettere e ricordare in quale stato ci trovavamo prima di conoscere la potenza e la misericordia di Gesù Cristo, ciò che abbiamo guadagnato e in quale stato oggi ci troviamo grazie a Gesù!
Quello che mi ha colpito è appunto la compassione che Gesù ha avuto per i due ciechi e non solo, ma anche per tutti coloro che sono stati investiti e guariti dall’amore del Signore: ciò che ha fatto la differenza nella vita di queste due creature,rispetto a tanti altri di cui leggiamo nella Bibbia e che vediamo anche in questo mondo,che dopo la loro guarigione la bibbia dice: “ed essi lo seguirono”.
Questo ci fa comprendere che anche loro furono guariti da una cecità spirituale che gli consenti di seguire il Signore e quindi di ottenere la salvezza per mezzo del suo nome.
Nella Bibbia come nel mondo incontriamo molte persone che sono state beneficiate dagli interventi soprannaturali di Dio ma poi non hanno continuato a seguire il Salvatore per ottenere la cosa più preziosa: La salvezza dell’anima.
La lezione che oggi dobbiamo portare nel nostro cuore è molto semplice e molto importante, se siamo stati beneficiati dalla grazia di Dio, se la sua potenza ha prodotto un miracolo nella nostra vita, dobbiamo rimanere vicini a Gesù per il resto dei nostri giorni, così scopriremo che non c’è esistenza migliore di questa e che essere “salvati per l’eternità” è il più grande miracolo.

Foto: Leggi Mt 20:29-34</p>
<p>Mentre uscivano da Gerico, una gran folla seguiva Gesù. Ed ecco che due ciechi, seduti lungo la strada, sentendo che passava, si misero a gridare: "Signore, abbi pietà di noi, figlio di Davide!". La folla li sgridava perché tacessero; ma essi gridavano ancora più forte: "Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi!". Gesù, fermatosi li chiamò e disse: "Che volete che io vi faccia?". Gli risposero: "Signore che i nostri occhi si aprano!". Gesù si commosse, toccò loro gli occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono.</p>
<p>Quali grandi insegnamenti da questo breve racconto biblico che ci porta a riflettere e ricordare in quale stato ci trovavamo prima di conoscere la potenza e la misericordia di Gesù Cristo, ciò che abbiamo guadagnato e in quale stato oggi ci troviamo grazie a Gesù!<br />
Quello che mi ha colpito è appunto la compassione che Gesù ha avuto per i due ciechi e non solo, ma anche per tutti coloro che sono stati investiti e guariti dall'amore del Signore: ciò che ha fatto la differenza nella vita di queste due creature,rispetto a tanti altri di cui leggiamo nella Bibbia e che vediamo anche in questo mondo,che dopo la loro guarigione la bibbia dice: "ed essi lo seguirono".<br />
Questo ci fa comprendere che anche loro furono guariti da una cecità spirituale che gli consenti di seguire il Signore e quindi di ottenere la salvezza per mezzo del suo nome.<br />
Nella Bibbia  come nel mondo incontriamo molte persone che sono state beneficiate dagli interventi soprannaturali di Dio ma poi non hanno continuato a seguire il Salvatore per ottenere la cosa più preziosa: La salvezza dell'anima.<br />
La lezione che oggi dobbiamo portare nel nostro cuore è molto semplice e molto importante, se siamo stati beneficiati dalla grazia di Dio, se la sua potenza ha prodotto un miracolo nella nostra vita, dobbiamo rimanere vicini a Gesù per il resto dei nostri giorni, così scopriremo che non c'è esistenza migliore di questa e che essere "salvati per l'eternità" è il più grande miracolo.

 

LA SEMPLICITÀ DELLA SANTITÀ


“Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:48)

Meditazione di oggi

Altrove, nella Scrittura troviamo l’esortazione: “Siate santi perché io sono santo”. Il termine santo vuol dire letteralmente “essere separato” ma in pratica significa lo sviluppo della natura divina dentro noi. Essendo nati da Dio, abbiamo in noi il principio di una vita che racchiude il presupposto e la promessa di una somiglianza con Dio. La santità rappresenta la crescita costante e sana di questa nuova vita. Essa potrebbe essere ricercata con affanno e ferrea determinazione, oppure potrebbe essere il frutto spontaneo e quasi involontario che germina dai gesti di tutti i giorni, laddove l’amore per Gesù non ci consente di fare diversamente. Potrebbe essere una condizione estatica, un conflitto o un motivo di tristezza. Osserva il “potrebbe essere”. La santità potrebbe essere tutte queste cose, come nessuna di loro. Essa si concretizza semplicemente in una vita spirituale perfettamente sana. Tu sei nato da Dio mediante la fede nel Signore Gesù e tramite la potenza misericordiosa dello Spirito Santo: adesso vivi. Forse ti chiederai: “È sufficiente vivere?”. “Non serve alcuno sforzo per vivere. Mangi, bevi, dormi e, di fatto, vivi. Questa è anche la via più ovvia e diretta per raggiungere la santità”. Pensa a tutto ciò che la vita implica. Aria, cibo, luce, calore, società, movimento e riposo. Lasciamo che la vita spirituale dentro di noi abbia tutte queste cose abbondantemente, così come, del resto, non le facciamo mancare alla nostra esistenza corporea. La santità non chiede altro. Respirare l’atmosfera di comunione con Dio, il soffio di Dio, desiderare il puro latte della Parola per crescere e camminare nella luce, come Egli è nella luce, essere riscaldati dall’amore risplendente di Gesù che riempie l’anima, correre felicemente lungo la via dei Suoi comandamenti, riposare nella fiducia che il Signore pietoso si cura di noi. Questo significa assicurare uno sviluppo completo della vita di Dio dentro noi.

LA PACE DEGLI UOMINI E LA PACE DI DIO


 

Non conoscono la via della pace. (Romani 3:17)
Cristo Gesù con la sua venuta ha annunciato la pace. (Efesini 2:17)

LA PACE DEGLI UOMINI E LA PACE DI DIO

L’autore del Salmo 120 scriveva: “Io sono per la pace; ma, non appena ne parlo, essi sono per la guerra” (verso 7). Tale era il mondo di un tempo, e tale è ancora oggi. Il nostro secolo che si vanta delle sue conquiste e dei suoi progressi conosce, in tutte le parti del mondo, guerre, rivoluzioni e lotte intense. Non c’è ragione per essere fieri dell’umanità. Ma esiste un’altra pace, quella di Dio. Essa non riposa su un fragile compromesso che le darebbe soltanto una durata passeggera, ma su un solido fondamento: l’opera di Cristo alla croce. Gesù, solo mediatore tra Dio e gli uomini, ha risposto sia alle esigenze della giustizia divina, sia alla nostra condizione di peccatori. “E’ Lui che è la nostra pace” (Efesini 2:14) e “ha fatto la pace mediante il sangue della Sua croce” (Colossesi 1:20). E’ una pace che Dio offre generosamente a tutti gli uomini, poiché Egli è “l’Iddio della pace” (Romani 16:20). Questa pace non dipende da noi. Non ci è accordata in virtù dei nostri propri meriti, ma in virtù del sacrificio di Cristo. Amici lettori, possedete questa pace? Avete già regolato con Dio la questione dei vostri peccati? Essi sono come un debito che avete contratto con Dio e che non potrete mai pagare coi vostri mezzi. Ma Dio quietanza il debito di tutti coloro che, sapendosi insolventi, credono semplicemente al sacrificio di Cristo.

Sh’ma Israel – Ascolta Israele – Corale di Palmi


Shema Israel, Adonai Eloheinu.
Adonai Eḥad, Adonai Tzichenu, Adonai Yeshua teinu.
Baruch shem kvod malchuto,
Malchuto lè olam lè olam va’ed.

Ascolta Israele, il Signore è il tuo Dio.
Il Signore è uno, il Signore è giustizia, il Signore è la nostra salvezza.
Benedetto il suo Nome glorioso nel quale regna,
Regna per sempre in eterno.

L’UMANITA’ E’ MALATA


 

Poiché presso di te è la fonte, e per la tua luce noi vediamo la luce.(Salmo 36:9)

Per descrivere la condizione del cuore dell’uomo, la Bibbia ci illustra sempre le tenebre, o la cecità. Noi credenti percepiamo al volo questa descrizione, perché ci riconosciamo in quella condizione spirituale, prima di conoscere la vera luce, cioè: Gesù!
Purtroppo l’umanità è MALATA, e gli uomini senza rendersene conto, finiscono la loro vita vivendo nel buio totale e finendo nelle fuoco eterno.
Ci sentiamo sempre più responsabili come evangelisti di proclamare la strada giusta da seguire per essere salvati. NOI PREDICHIAMO CRISTO CROCIFISSO, il quale è morto per la salvezza di chiunque crede, ma è resuscitato dai morti per dare una speranza eterna a tutti quelli che sono suoi. Se vivi nella cecità spirituale, non conosci l’Evangelo di Gesù, ecco quello che devi fare: chiedi a Gesù di entrare nel tuo cuore e pentiti dei tuoi peccati; cambia il tuo stile di vita; leggi la Bibbia; inizia a frequentare una chiesa cristiana, non importa la denominazione, può essere anche libera, la cosa più importante che sia predicata la sana dottrina. Noi siamo qui a disposizione, per qualsiasi dubbio o domanda. Saremmo ben felici se tu incominciassi a seguire le orme del Signore. Hai tante opportunità anche nel web di seguire i nostri culti o altri, potrai trovare acqua fresca per la tua anima. Ricorda se noi ora vediamo la luce è grazie alla misericordia di Dio che ci ha portati nel regno del suo meraviglioso figlio. SCEGLI ANCHE TU LA VITA, SCEGLI GESU’. 

Foto: Poiché presso di te è la fonte, e per la tua luce noi vediamo la luce.</p>
<p>(Salmo 36:9)</p>
<p>Per descrivere la condizione del cuore dell'uomo, la Bibbia ci illustra sempre le tenebre, o la cecità. Noi credenti percepiamo al volo questa descrizione, perché ci riconosciamo in quella condizione spirituale, prima di conoscere la vera luce, cioè: Gesù!<br />
Purtroppo l'umanità è MALATA, e gli uomini senza rendersene conto, finiscono la loro vita vivendo nel buio totale e finendo nelle fuoco eterno.<br />
Ci sentiamo sempre più responsabili come evangelisti di proclamare la strada giusta da seguire per essere salvati. NOI PREDICHIAMO CRISTO CROCIFISSO, il quale è morto per la salvezza di chiunque crede, ma  è resuscitato dai morti per dare una speranza eterna a tutti quelli che sono suoi. Se vivi nella cecità spirituale, non conosci l'Evangelo di Gesù, ecco quello che devi fare: chiedi a Gesù di entrare nel tuo cuore e pentiti dei tuoi peccati; cambia il tuo stile di vita; leggi la Bibbia; inizia a frequentare una chiesa cristiana, non importa la denominazione, può essere anche libera, la cosa più importante che sia predicata la sana dottrina. Noi siamo qui a disposizione, per qualsiasi dubbio o domanda. Saremmo ben felici se tu incominciassi a seguire le orme del Signore. Hai tante opportunità anche nel web di seguire i nostri culti o altri, potrai trovare acqua fresca per la tua anima. Ricorda se noi ora vediamo la luce è grazie alla misericordia di Dio che ci ha portati nel regno del suo meraviglioso figlio. SCEGLI ANCHE TU LA VITA, SCEGLI GESU'. <3