Se non ci aggrappiamo a Dio…non andiamo da nessuna parte!


Se ne sentono di tutti i colori, se ne vedono di tutti i colori. Le nuove religioni nascono come funghi; tutto ruota intorno all’uomo, ma questa non è una novità. L’uomo è padrone di se stesso, così insegnano. Mi piace andare controcorrente ed affermare che senza Dio ” NON SONO NULLA”. L’uomo senza Dio è come una foglia portata dal vento, come un filo d’erba ci dice la Bibbia. Voglio incoraggiarti ad accostarti al Signore con sempre maggiore fiducia. 
Egli è il Padre, non un padre umano, ma il Creatore. Ha formato il nostro cuore, ha vissuto in veste umana, facendosi simile a noi, provando emozioni, sentimenti, angosce, paure…Ecco perché ci può sostenere in ogni cosa. Ho visto tante persone “ridere” del Signore, e le ho viste finire i loro giorni in miseria e malattia; vite fallite ai piedi del vizio, del peccato..quanto è bello e piacevole stare, invece, ai piedi di Gesù. Una vita esuberante ci ha promesso e so che se Lui l’ha detto…così sarà….

“tutto pienamente in Cristo” Leggi Colossesi 2

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Se ne sentono di tutti i colori,  se ne vedono di tutti i colori. Le nuove religioni nascono come funghi; tutto ruota intorno all'uomo, ma questa non è una novità. L'uomo è padrone di se stesso, così insegnano. Mi piace andare controcorrente ed affermare che senza Dio " NON SONO NULLA". L'uomo senza Dio è come una foglia portata dal vento, come un filo d'erba ci dice la Bibbia. Voglio incoraggiarti ad accostarti al Signore con sempre maggiore fiducia. 
Egli è il Padre, non un padre umano, ma il Creatore. Ha formato il nostro cuore, ha vissuto in veste umana, facendosi simile a noi, provando emozioni, sentimenti, angosce, paure...Ecco perché ci può sostenere in ogni cosa. Ho visto tante persone "ridere" del Signore, e le ho viste finire i loro giorni in miseria e malattia; vite fallite ai piedi del vizio, del peccato..quanto è bello e piacevole stare, invece, ai piedi di Gesù. Una vita esuberante ci ha promesso e so che se Lui l'ha detto...così sarà....DTBG

“tutto pienamente in Cristo” Leggi Colossesi 2
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PARLANDO CON UN ANARCHICO


 diverso tempo fa, questi mi disse: “Io non credo affatto, che quando fu creato il mondo, sia stata la mano divina, a fare questo” Glirisposi “Dici bene; non è che dall’universo sia spuntata una mano ed abbia iniziato ad impastare la terra. No! La Bibbia dice: “EGLI disse e la cosa fu, EGLI comandò e la cosa sorse” – Affermo, consapevolmente, che la cognizione umana riesce a concepire, solo quanto di visibile si riesce a vedere. Riusciamo a concepire un corpo umano, perché lo abbiamo visto e sappiamo cos’è. Ma concepire DIO, senza il sostegno della fede, è praticamente impossibile.

Stà scritto: “I cieli dei cieli non possono contenere la presenza di DIO” (I Re 8:27). Questo ci indica una immensa grandezza nella SUA Divina Persona. Ma abbatte nello stesso tempo, ogni nostra concepibile conoscenza che sia spiegabile in maniera visibile. Chi si accosta a DIO, infatti, bisogna credere innanzi tutto che EGLI E’(Ebrei 11:6) Si, perché DIO, non è un elemento da studiare, ma un Essere da conoscere. Abbiamo bisogno, quindi, non di scoprire la SUA natura, ma di avere la consapevolezza della SUA esistenza. CRISTO, interviene alle debolezze delle nostre facoltà umane, divenendo la parte visibile di DIO (Colossesi 1:15), aprendo con l’uomo un dialogo più pratico ed accessibile.

La difficoltà si scopre, ora, con più evidenza, dal disinteresse di cercare DIO. Possiamo affermare, infatti, molto obiettivamente, che DIO, non ha ostruito l’accesso all’uomo, perché questi possa giungere a LUI, piuttosto è l’uomo che evita DIO, per non rischiare di perdere le proprie libertà, che alla fine si rivelano libertà di peccato. Adamo ed Eva, all’inizio esclusero DIO, dalla loro vita, disubbidendo e tradendo il loro creatore, provocando una separazione con un “alto muro” il cui nome si chiama peccato. DIO, che era l’escluso, fece il suo primo passo per la riconciliazione venendo visibilmente da noi e non solo, ma abbattendo quel muro di separazione con il sacrificio di CRISTO.

EGLI la SUA immensa e onnipotente Autorità Divina, la traduce nella forma umile, e comprensibile di una natura umana; facendosi simile a noi. Dandoci modo di osservarLo da vicino e rendendo più visibile il SUO amore che ha per noi. CRISTO, quindi ci mostra la parte visibile di DIO, avvicinandosi al cuore ed alla mente di tutti. EGLI ci mostra quell’autorità che solo DIO può avere, “… dì la Parola e il mio servo sarà guarito” (Luca 7:7) disse il centurione. Si con la Parola CRISTO, guarì dalle malattie, liberò da spiriti immondi, resuscitò i morti, fermò i venti e le tempeste, ruppe il potere del peccato e sconfisse la morte.

Ancora oggi, chi ha creduto e si accosta a LUI può dire, che fino ad ora “DIO dice e la cosa è, DIO parla e la cosa sorge” Chi trova la giusta sintonia, la giusta comunione con la SUA Parola: vivendola nella vita di ogni giorno; osservandola nell’ubbidienza dei suoi insegnamenti; onorandola con la propria sottomissione; vedrà le realtà di CRISTO con i propri occhi, perchè EGLI è venuto per farsi conoscere. (I Giovanni 5:20) —- Davide Dilettoso —-

PARLANDO CON UN ANARCHICO, diverso tempo fa, questi mi disse: “Io non credo affatto, che quando fu creato il mondo, sia stata la mano divina, a fare questo” Gli risposi “Dici bene; non è che dall’universo sia spuntata una  mano ed abbia iniziato ad impastare la terra. No! La Bibbia dice: “EGLI disse e la cosa fu, EGLI comandò e la cosa sorse” – Affermo, consapevolmente, che la cognizione umana riesce a concepire, solo quanto di visibile si riesce a vedere. Riusciamo a concepire un corpo umano, perché lo abbiamo visto e sappiamo cos’è. Ma concepire DIO, senza il sostegno della fede, è praticamente impossibile. 

Stà scritto: “I cieli dei cieli non possono contenere la presenza di DIO” (I Re 8:27). Questo ci indica una immensa grandezza nella SUA Divina Persona. Ma abbatte nello stesso tempo, ogni nostra concepibile conoscenza che sia spiegabile in maniera visibile. Chi si accosta a DIO, infatti, bisogna credere innanzi tutto che EGLI E’(Ebrei 11:6) Si, perché DIO, non è un elemento da studiare, ma un Essere da conoscere. Abbiamo bisogno, quindi, non di scoprire la SUA natura, ma di avere la consapevolezza  della SUA esistenza. CRISTO, interviene alle debolezze delle nostre facoltà umane, divenendo la parte visibile di DIO (Colossesi 1:15), aprendo con l’uomo un dialogo più pratico ed accessibile.

La difficoltà si scopre, ora, con più evidenza, dal disinteresse di cercare DIO. Possiamo affermare, infatti, molto obiettivamente, che DIO, non ha ostruito l’accesso all’uomo, perché questi possa giungere a LUI, piuttosto è l’uomo che evita DIO, per non rischiare di perdere le proprie libertà, che alla fine si rivelano libertà di peccato. Adamo ed Eva, all’inizio esclusero DIO, dalla loro vita, disubbidendo e tradendo il loro creatore, provocando una separazione con un “alto muro” il cui nome si chiama peccato. DIO, che era l’escluso, fece il suo primo passo per la riconciliazione venendo visibilmente da noi e non solo, ma abbattendo quel muro di separazione con il sacrificio di CRISTO.

EGLI la SUA immensa e onnipotente Autorità Divina, la traduce nella forma umile, e comprensibile di una natura umana; facendosi simile a noi. Dandoci modo di osservarLo da vicino e rendendo più visibile il SUO amore che ha per noi. CRISTO, quindi ci mostra la parte visibile di DIO, avvicinandosi al cuore ed alla mente di tutti. EGLI ci mostra quell’autorità che solo DIO può avere, “… dì la Parola e il mio servo sarà guarito” (Luca 7:7) disse il centurione. Si con la Parola CRISTO, guarì dalle malattie, liberò da spiriti immondi, resuscitò i morti, fermò i venti e le tempeste, ruppe il potere del peccato e sconfisse la morte. 

Ancora oggi, chi ha creduto e si accosta a LUI può dire, che fino ad ora “DIO dice e la cosa è, DIO parla e la cosa sorge” Chi trova la giusta sintonia, la giusta comunione con la SUA Parola: vivendola nella vita di ogni giorno; osservandola nell’ubbidienza dei suoi insegnamenti; onorandola con la propria sottomissione; vedrà le realtà di CRISTO con i propri occhi, perchè EGLI è venuto per farsi conoscere. (I Giovanni 5:20) ---- Davide Dilettoso ----

 

LA GUIDA GIUSTA


“Ezechia, ricevuta la lettera per le mani dei messi, la lesse: poi salì alla casa dell’Eterno, e la spiegò davanti all’Eterno” (II Re 19:14)

Meditazione di oggi

“Ezechia … fece ciò ch’è buono, retto e vero dinanzi all’Eterno, al suo Dio”. Nonostante la buona testimonianza di cui godeva, questo sovrano si trovava in grande difficoltà. Spesso questa eventualità rende perplessi, e può tradursi in un’autentica insidia. Ma se i problemi colpiscono anche le persone rette, possiamo essere certi che deve esserci qualcosa di buono nelle difficoltà, proprio come ci si può rafforzare in un momento di delusione, proprio come c’è benedizione dopo i temporali. Saremmo creature povere, deboli e incapaci, se potessimo dirigere le cose a modo nostro. Se, per il semplice fatto di servire Dio, il nostro grano crescesse spontaneamente, la farina si producesse senza macina e il solo desiderare significasse ottenere, per la noia saremmo spinti a detestare la vita. La nostra difficoltà consiste nel fatto che non possiamo avere le cose a modo nostro. C’è qualcosa di più fastidioso di un bambino viziato di sette o di un adulto di settant’anni? La poesia, la musica e la luce della vita sono completamente dissolte: è irascibile, agitato, punta i piedi: una presenza irritante per sé stesso e per gli altri. Ovviamente conosciamo tutti la ricetta per ottenere un bambino viziato: basta dargli tutto ciò che desidera. Se invece si vuole che un bambino sia felice e si renda utile, occorre la disciplina, l’ubbidienza, un opportuno apprendimento di determinate lezioni. Se chiediamo a un fanciullo che cosa significhino queste parole per lui, potrebbe risponderci: “Problemi, e nient’altro”. Ma quanto siamo saggi ora! Siamo pronti a dichiarare che la cosa peggiore che possa capitare a un figlio è proprio quella di avere tutto ciò che vuole. Quanto ci gioverebbe prendere ogni tanto qualche sorso della nostra stessa medicina! Spesso ci comportiamo da bambini viziati perché le cose non vanno come vorremmo, e perché il nostro Padre celeste vuole impartirci una lezione! Caro Padre, quanto ti ringrazieremo, un giorno, per avere agito con tanta saggezza nei nostri riguardi! È terribile lamentarsi sulla terra di quelle cose per le quali canteremo in cielo. La cosa peggiore che potrebbe capitarci in questo mondo è avere tutto esattamente secondo i nostri desideri. Il bene supremo che possiamo realizzare, invece, è permettere a Dio di guidare la nostra vita secondo le Sue intenzioni!

VIVERE IL CRISTIANESIMO DI ROBERTO BRACCO


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Vivere il Cristianesimo

di Roberto Bracco

 

Che cos’è il cristianesimo?

Questa domanda rappresenta una premessa indispensabile al soggetto che ci accingiamo a trattare.

Il cristianesimo è la dottrina di Cristo nella sua attuazione pratica! La dottrina di Cristo, non bisogna dimenticare, non ha soltanto un aspetto morale ed un contenuto legale, ma soprattutto, un aspetto ideale; cioè la dottrina di Cristo non si esaurisce nell’insegnare a vivere puramente e onestamente, ma si sofferma soprattutto a proclamare l’amore di Dio, la misericordia di Dio e le promesse di Dio.

Quindi possiamo dire che il cristianesimo, prima di ogni altra cosa, è la rivelazione e l’offerta della redenzione dell’umanità perduta e del dono della vita eterna.

Il cristianesimo, andando di conseguenza in conseguenza, è l’avvento del Regno di Dio. Per esso i cristiani vengono dichiarati figliuoli di Dio e cittadini di questo Regno glorioso e eterno.

Stabilito questo concetto fondamentale non rimane difficile comprendere come dev’essere vissuto il cristianesimo. Esso non può essere vissuto entro i confini opprimenti di un tradizionalismo religioso e non può essere praticato sotto il peso di limitazioni o compromessi. Deve essere vissuto nella libertà assoluta dello Spirito, al di fuori e al di sopra delle circostanze e delle realtà della vita contingente.

Purtroppo il un mondo dove la religione è diventata un accessorio della vita, dove il problema spirituale è stato trasferito dietro a quelli sociali, dove la vita dell’anima, intesa nel senso più elevato di questa parola è curata in una maniera più che secondaria; purtroppo diciamo, in un mondo dominato da queste aberranti concezioni, anche i cristiani si trascinano pesantemente sotto il peso delle più perniciose influenze.

Non dobbiamo quindi meravigliarci se anche coloro che dichiarano di averla ricevuta l’eredità di Dio, continuano a scalmanarsi intorno ad una eredità terrena; e se coloro che proclamano di aver ricevuto in dono la vita eterna continuano a barricarsi dietro alle realtà effimere e fuggenti di questa vita che tramonta. L’influenza del mondo dalla quale non riusciamo pienamente a “santificarci”, cioè a “separarci” o a “sottrarci ” ci turba e ci precipita nella confusione. Il cristianesimo è “la vita eterna”, quindi il cristianesimo sbiadisce ed annulla questa vita che fatalmente ci sfugge. Se noi viviamo rettamente il nostro cristianesimo non possiamo vivere “questa vita”, ma dobbiamo vivere la vita eterna.

Questa vita non può essere il nostro scopo, la nostra gioia, la nostra finalità perché il cristianesimo ci ha dato uno scopo, una gioia ed una finalità nella vita eterna. Non possiamo avere timore di perdere questa vita perché ormai essa è stata superata dalla vita eterna.

Nella vita presente, in un cristianesimo genuino, la visione non si ferma al tempo e alle circostanze e il credente non può offrire i suoi slanci per conquistare le realtà visibili perché tutto viene vissuto in funzione di conquista eterna: i programmi, le attività; i dolori, le prove; le gioie, le esperienze; tutto viene vissuto fuori dai limiti del tempo e fuori dallo scenario del mondo, nella vita eterna.

Se crediamo al nostro cristianesimo cioè se crediamo che la vita eterna ci è stata donata non possiamo agire diversamente altrimenti il nostro contegno infirmerebbe la nostra testimonianza di fede.

Se voi non riuscite ad oltrepassare l’orizzonte del tempo e non riuscite a liberarvi dalle imposizioni di questa vita, non potete vivere cristianamente. Il cristianesimo è anche ricchezza e gloria eterna e perciò il cristianesimo spegne il luccichio delle gemme e annulla il brillare dell’oro. Le ricchezze che vivono nel tempo e nello spazio; la gloria che impera sotto il sole vengono superate dal cristianesimo. Un cristianesimo autentico non ci ispira ad accumulare ricchezze che sono soltanto fango, non ci consiglia di cercare una gloria che è soltanto apparente perché ci offre vera ricchezza e vera gloria.

Se le nostre mani continuano a stringere avidamente le sudice banconote o le nostra braccia continuano a serrarsi con cupidigia intorno ai tesori, noi non siamo cristiani.

Coloro che si consumano per accumulare beni fugaci dimostrano di non stimare e di non credere in quelli eterni e quindi dimostrano un cristianesimo falsificato.

Il vero cristianesimo riempie l’uomo e lo riempie non soltanto per approvarlo con la gioia, con la pace, con la speranza e con la fede, ma lo riempie per renderlo totalmente occupato dalle realtà eterne. Nel cristianesimo queste realtà occupano non il primo, ma l’unico posto e tutte le altre cose si trasformano in accessori insignificanti agganciati al tempo e alle circostanze.

Oggi si ode dire frequentemente che si incontrano molti cristiani che non trovano il tempo per leggere la Bibbia o per pregare; che non trovano l’opportunità per frequentare e curare la comunione fraterna per adorare il Signore; che non trovano la capacità per offrirsi per il servizio di Dio; che non trovano il denaro per contribuire al lavoro dell’Eterno. Che cosa possiamo dire di questi cristiani? Non molto, ma possiamo dichiarare che non vivono cristianamente cioè che non sono pieni, traboccanti di quella potenza divina che si chiama cristianesimo.

Essi trovano il tempo necessario al loro lavoro e alle loro esigenze di vita fisica; trovano le opportunità necessarie al raggiungimento dei loro scopi; trovano la capacità per formarsi una posizione o migliorare e trovano il denaro per circondarsi di attenzioni e cure, ma non trovano nulla per la vita eterna.

Che cosa dimostrano?

Dimostrano che vivono e vogliono vivere la loro vita terrena, ma non vivono e non vogliono vivere il cristianesimo. Sì, si accontentano di vivere un cristianesimo parziale con la loro confessione verbale, con le loro rare presenze nella comunione fraterna, con il loro magro contributo alla causa di Dio. Un cristianesimo che può esser assomigliato ad una “volgare religione”, che si professa per necessità sociale o per testamento interiore, che si professa senza credere eccessivamente e senza sacrificarsi profondamente.

Il cristianesimo ci fa trovare tempo, forza e denaro; ci fa dare slancio, entusiasmo e fede in vista della vera vita, della vita eterna. Forse non avremo più tempo per curare i nostri interessi, per valorizzare il nostro lavoro ed i nostri programmi; forse non riusciremo ad aumentare le nostre entrate o i nostri beni, ma potremo dare sempre a Dio quello che egli ci chiede.

Nel vero cristianesimo non si attribuisce più valore alle realtà che passano e quindi, come già detto, le cose che vogliono distrarre l’uomo da Dio diventano circostanze insignificanti che possono facilmente essere subordinate al piano di Dio e l’uomo diventa ricco, forte, pronto sufficientemente per compiere tutto il volere divino.

La vita eterna domina il pensiero che ispira l’azione del cristiano ed anche la sua personalità ne viene profondamente permeata.

Il cristianesimo infatti è anche personalità nuova. Il cristiano è figliolo di Dio in senso proprio e diretto ed egli vive in relazione a questa sua eminente personalità.

La gloria o il vituperio del mondo non possono compiere la più lieve scalfitura in coloro che non sono più del mondo. I cristiani sanno amare perché non vengono turbati dalle offese; sanno essere umili perché non vengono esaltati dalla lode. Essi non danno valore alle cose rivolte ad una personalità che non è più la loro, cioè ad una personalità umana e terrena alla quale sono morti, perché come “nuove creature” vivono una nuova personalità che può essere facilmente elevata sopra i tempestosi sentimenti umani.

Il cristianesimo è il cielo, la gloria, la luce, la vita; viverlo vuol dire vivere nel cielo, nella gloria, nella luce e nella vita. Il compromesso è infedeltà come è infedeltà un cristianesimo ridotto alle dimensioni di una tradizione religiosa. Se tutta la nostra vita, i nostri beni, i nostri desideri, i nostri programmi non sono nascosti con Cristo in Dio noi non viviamo un cristianesimo che possa essere definito veramente tale. Gli egoistici, gli avari, gli indifferenti, i pigri, gli oziosi, i mondani, i sensuali… vengono rifiutati dal cristianesimo che o si vive interamente o non si vive affatto.

PERSECUZIONE-LA STORIA DI UNA DONNA CRISTIANA


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“Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.”

La storia di una donna Cristiana

Vi chiediamo di pregare per Dina*, una sorella che vive in un paese del nord Africa, convertita dall’Islam. Attualmente ha dei problemi con una delle sue due figlie, Lana*, la quale non ha accettato la nuova “religione” della madre. Anche il marito di Dina se né andato, perché non poteva accettare il fatto che sua moglie fosse diventata Cristiana. Nei primi giorni di Marzo, Lana ha trovato la Bibbia che la madre teneva in casa. A questo punto ha detto alla madre: “devi scegliere tra me e la Bibbia!” Dina ha scelto la Bibbia. Tale scelta ha fatto adirare molto la figlia, al tal punto da farla andare via di casa per andare a vivere con il padre. La situazione per Dina è diventata molto difficile, e tutto questo le ha provocato una grande tristezza.

La buona notizia è che, tuttavia, Dina ha partecipato ad un seminario che abbiamo contribuito ad avviare. Il responsabile del seminario ha detto: “ grazie per le vostre preghiere per Dina. È venuta insieme ad altre sorella al seminario di preghiera per donne.” Di certo questo è stato un grande incoraggiamento per lei.

Vogliamo ringraziare il Signore per l’opportunità che Dina sta avendo di incontrare altre donne Cristiane. Vi chiediamo di continuare a pregare affinchè Dio la consoli, e affinchè Dio possa rivelarsi alle sue figlie. Inoltre vi chiediamo di pregare affinchè Dina possa rimanere forte nella sua nuova fede cristiana. 

*nomi cambiati per motivi di sicurezza

 

MOMENTO CRUCIALE


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Arriverà puntualmente nella nostra vita un momento in cui, se vogliamo ricevere le benedizioni di Cristo Gesù, dovremo muoverci per fede. Questo, però, risulterà impossibile se permetteremo a qualcosa di interporsi tra Dio e noi; a tal punto da rendere debole la nostra vita spirituale e portarci a non realizzare la potenza di Cristo.
A renderci deboli spesso è: 
– l’ ORGOGLIO, risultato di un cuore ingrato. Questo indebolisce la fede e ci porta a credere che tutto proviene dalle nostre forze; non ci permette di umiliarci a Dio e dipendere interamente da Lui.
– il RISULTATO DELL’ ORGOGLIO che non è altro che il voler scegliere personalmente come, quando è perché Dio deve operare. Non sta a noi dare direttive a Dio su come deve agire. 
Alla luce di questo, se vogliamo rimanere forti e ricevere le benedizioni che Dio ci ha promesso, dobbiamo solo ed esclusivamente esercitare la nostra fede, umiliarci a Cristo e acquisire saggezza da Lui.