“…parole di un disperato…” (Giobbe 6:26)


10154818_364785063663943_707398523_nTristezza, depressione e perdita della speranza hanno tutti la stessa radice: un’obiettivo irrealizzabile. I nostri sogni e desideri sono infranti, allora inevitabilmente siamo disperati. Ognuno di noi, in qualche momento della sua vita, sperimenterà una perdita, e a quel punto saremo esposti alla depressione e alla disperazione, come se ci venisse strappato via qualcosa di caro. L’esperienza di una perdita potrebbe, tuttavia, segnare l’inizio di un capitolo totalmente nuovo nella vita di una persona, se la conduce a rendersi conto che aveva riposto la sua fiducia nelle cose sbagliate invece di affidarsi a Dio. Grazie a Dio quando le cose senza speranza falliscono! Non erano affatto destinate a soddisfarci in alcun modo. Nel momento in cui le tempeste della vita ci colpiscono, tutte le nostre false fondamenta verranno alla luce e si infrangeranno. Capite il perché delle varie tempeste, perdite e prove? Esse sono permesse e anche volute e usate da Dio per farci distogliere lo sguardo dalle altre cose per volgerlo poi a Lui solo; affinché la nostra speranza sia una sola: Cristo Gesù; affinché la felicità e la gioia sia trovata solo nel Signore Dio vostro. Per noi è un male ma per Dio è un sommo bene. Purtroppo ci allontaniamo dal Signore e andiamo contro la Sua volontà per cercare poi la soddisfazione in cose al di fuori di Dio. Preferiamo sperimentare livelli di gioia e di soddisfazione così bassi anziché in Gesù. Alla fine, dimostriamo che, in realtà, Gesù NON È IL TUTTO PER LA NOSTRA VITA.
Giobbe. Anche lui non trovò più nessuna speranza, eppure all’inizio dimostrò di essere fermo nella fede. Giobbe viveva in pace e dopo si disperò perché si affidò a questa pace esteriore. Guardate cos’altro mette in evidenza il nostro caro Giobbe: “Ora, purtroppo, Dio mi ha ridotto senza FORZE, ha desolato tutta la mia CASA; “…i disegni CARI al mio cuore, sono distrutti” (16:7; 17:11). Giobbe ha dimostrato di trovare pace, gioia e speranza in tutt’altro che in Dio, e ve lo posso dimostrare con un’altra sua domanda che si pose: “Dov’è dunque la mia speranza?” (Giobbe 17:15). Egli parla delle proprie forze e della sua pazienza dicendo ancora: “Che è mai la mia forza perché io speri ancora? Che fine mi aspetta perché io sia paziente?” (6:11), e delle sue mani e preghiera sempre pure: “Eppure le mie mani non commisero mai violenza e la mia preghiera fu sempre pura” (16:17), ed è come se avesse pensato che le benedizioni di Dio siano meritate, che per la sua sola forza potesse affrontare qualunque circostanza e lotta.
Chiariamo subito una cosa, LE BENEDIZIONI DI DIO NON SONO IL RISULTATO O LA CONSEGUENZA DEL NOSTRO MERITO. Non devi fare un qualcosa per essere ricompensato ma la fai solo per soddisfare Dio e glorificarLo, punto. Dio può benissimo darti……..
nulla! Il tuo dovere e la tua gioia dev’essere sempre e solo quello di ubbidire alla Sua parola, di vivere per la Sua gloria, di svolgere il tuo compito, che ti è stato affidato e non di tua sola iniziativa, senza aspettarti qualcosa da Dio; altrimenti ciò che ricevi non è più per grazia. Non provarci neanche a citare versi strumentalizzando la Sua parola per i tuoi propri interessi e per far prevalere le tue ragioni. Riprendendo, può comunque essere che Giobbe espresse tutte queste parole, anche di orgoglio, proprio a causa dei suoi amici. E ci deve far riflettere, ancora una volta, di quanto è pericoloso creare una dottrina nostra personale, fatta di pezzi di verità, una dottrina che suona bene, che sembra corretta ma che, in realtà, non è assolutamente secondo la Sua parola divina. Non è affatto vero che che il bene giunge nella vita di chi cammina bene e il male nella vita di chi cammina male. Nel caso di Giobbe, terribili mali sono arrivati nella sua vita, ma NON causati da alcun peccato da lui commesso. Di conseguenza, Giobbe è stato traviato da certi discorsi dei suoi amici ed ha cominciato a guardarsi attorno e a sé stesso. Giobbe ci insegna un’altra cosa: che le parole di un disperato sono portate via dal vento non arrivando mai a Dio, anche perché Dio non ascolta le parole di chi non pone la propria speranza in Lui.
“e costoro pretendono che la notte sia giorno,
che la luce sia vicina, quando tutto è buio!” (17:12)
Non è vero che tutto è buio. Per il Signore “…la notte per te è chiara come il giorno;
le tenebre e la luce ti sono uguali.” (Salmo 139:12), ed anche per te potrà essere la stessa cosa. Come? Con il dono perfetto che ti ha donato: la fede.
Quando sei nella debolezza, ringraziaLo tante volte, perché la Sua potenza si perfeziona nella nostra debolezza (2 Corinzi 12:9). Il Signore dà forza a chi è stanco (Isaia 40:29-31).
Volgi sempre e solo lo sguardo a Cristo, e sia Lui il tutto per te.

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LE TEMPESTA NON MI FANNO PIU’ PAURA


 

Le tempeste non mi fanno più paura</p>
<p>Mi rivolsi al Signore con queste parole: \“Signore Gesù, voglio anch'io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all'anima\“</p>
<p>In un certo periodo della mia vita stavo molto male, attraversavo una grave depressione che non mi permetteva neanche più di uscire di casa da sola. Passavo la mia vita tra ospedali e medici vari. Trascorrevo le mie giornate nel letto, sotto l’effetto degli antidepressivi che mi prescrivevano i medici; mi sembrava di essere costantemente sotto l’effetto di droghe, mi sentivo sempre confusa ed abbattuta. Avevo già 3 figli e mi rattristava il fatto di non essere in grado di prendermi cura di loro e vederli soffrire. La mia prima figlia aveva solo 9 anni e cominciò a doversi prendere cura di me, di sua sorella e del fratello. Presto, imparò anche a cucinare e a fare le faccende di casa, divenendo, in fretta, una grande piccola donna. Una mia amica, che era andata a lavorare come domestica presso una famiglia evangelica e accettò Gesù nel suo cuore come personale Salvatore e io vidi la sua vita cambiare. Questa cara amica venne a trovarmi e vide che stavo più male del solito. Iniziò, così, a parlarmi del Signore e mi disse che solo Lui poteva guarirmi, ma io non ci credevo nonostante vedessi il suo notevole cambiamento, la sua vita trasformata. Avevo paura di avvicinarmi all’Evangelo, ma un giorno mi sentivo così male che iniziai a invocare Gesù. Ero così disperata che mi rivolsi al Signore con queste parole: “Signore Gesù, voglio anch’io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all’anima”. Chiamai la mia amica e le chiesi di accompagnarmi in chiesa. Finalmente mi ero resa conto di aver bisogno di Gesù. Lei, con gioia, mi accompagnò in chiesa e, appena entrata, sentii che nella mia vita stava accadendo qualcosa di meraviglioso. Mi ritrovai in lacrime, piangevo e sentivo un forte calore che mi avvolgeva, fu un’esperienza bellissima. Alla fine della riunione, il pastore fece un appello dicendo che Gesù voleva guarire e salvare chi aveva fede in Lui. La prima ad alzarsi ed andare avanti fui proprio io, mi inginocchiai ed iniziai a piangere gridando a Dio: “Signore, Aiutami! Non ce la faccio più!” Subito, sentii nel mio cuore pace e gioia. Mi affidai a Lui con tutto il mio cuore e, in quella sera, incontrai Gesù, che mi guarì. Il giorno seguente, appena sveglia, presi tutti i medicinali e li buttai via, sicura che Dio mi aveva davvero guarita! Iniziai a fare la volontà di Dio, andavo in chiesa, smisi di fumare, ero riconoscente al Signore per ciò che Lui aveva fatto per me. Anche i miei figli venivano con me; le bambine, con gioia, frequentavano la scuola domenicale e, nelle loro preghiere, ringraziavano il Signore perché mi aveva guarita. Purtroppo mio marito non era contento e ci dava un po’ di problemi. Non voleva che andassimo in chiesa, soprattutto la domenica. Passarono 4 anni e in casa mia si scatenò una grande tempesta: mio marito mi lasciò per una donna che abitava nel mio stesso palazzo e che conoscevo molto bene. Per me fu un vero e proprio shock. Quando riuscii a parlare con mio marito, lui mi disse che mi aveva tradita perché ero cambiata e non gli piacevo più, dando la colpa a me. Volli tentare di riconquistarlo facendo la “donna di mondo”: non pregavo più, me la prendevo con tutti, diventai peggio di quella che ero prima di aver conosciuto Dio. Ma ero infelice e sempre nervosa. Nonostante mio marito fosse tornato con me, la mia vita era piena di delusione e infelicità. Sono passati così 25 lunghi anni di tribolazione, durante i quali, grazie a Dio, le mie figlie hanno continuato a frequentare la chiesa, a fare la volontà di Dio senza mai cessare di pregare per me. Posso ora affermare che la canna della mia vita si era piegata, ma non si è spezzata perché Gesù mi ha protetta ed il Suo sguardo è stato su di me. Come il pastore che va in cerca della pecora smarrita, il Signore mi ha cercata per tutti questi anni ed io ho finalmente fatto ritorno a Lui. Sono 2 anni che sono tornata a Dio che, proprio come un buon pastore, mi ha perdonata e purificata da tutti i miei peccati. Grazie alle continue e costanti preghiere delle mie figlie e al loro incoraggiamento a rivolgermi a Gesù, Egli mi ha raccolta ed accolta fra le Sue braccia quando un bel giorno mi sono ritrovata ai Suoi piedi invocando il Suo perdono e arrendendomi completamente a Lui. Ho pregato con tutto il mio cuore finché non ho sentito la Sua presenza dentro di me. Ora la mia vita è cambiata, ho ritrovato la pace, la vera pace, quella che solo Lui ci può dare. Ora sono davvero felice. Ho messo Gesù al primo posto nella mia vita e Lui ha riunito la mia famiglia. Dove c’erano odio e rancore ha messo amore e salvezza. Ora la mia vita appartiene all’Eterno, la mia casa è fondata sulla roccia, su Cristo Gesù. Le tempeste non mi fanno più paura, perché Gesù è con me e rimarrà sempre con me. Lui può fare lo stesso anche con te.<br />
Anna

 

 

Mi rivolsi al Signore con queste parole: \“Signore Gesù, voglio anch’io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all’anima\“

In un certo periodo della mia vita stavo molto male, attraversavo una grave depressione che non mi permetteva neanche più di uscire di casa da sola. Passavo la mia vita tra ospedali e medici vari. Trascorrevo le mie giornate nel letto, sotto l’effetto degli antidepressivi che mi prescrivevano i medici; mi sembrava di essere costantemente sotto l’effetto di droghe, mi sentivo sempre confusa ed abbattuta. Avevo già 3 figli e mi rattristava il fatto di non essere in grado di prendermi cura di loro e vederli soffrire. La mia prima figlia aveva solo 9 anni e cominciò a doversi prendere cura di me, di sua sorella e del fratello. Presto, imparò anche a cucinare e a fare le faccende di casa, divenendo, in fretta, una grande piccola donna. Una mia amica, che era andata a lavorare come domestica presso una famiglia evangelica e accettò Gesù nel suo cuore come personale Salvatore e io vidi la sua vita cambiare. Questa cara amica venne a trovarmi e vide che stavo più male del solito. Iniziò, così, a parlarmi del Signore e mi disse che solo Lui poteva guarirmi, ma io non ci credevo nonostante vedessi il suo notevole cambiamento, la sua vita trasformata. Avevo paura di avvicinarmi all’Evangelo, ma un giorno mi sentivo così male che iniziai a invocare Gesù. Ero così disperata che mi rivolsi al Signore con queste parole: “Signore Gesù, voglio anch’io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all’anima”. Chiamai la mia amica e le chiesi di accompagnarmi in chiesa. Finalmente mi ero resa conto di aver bisogno di Gesù. Lei, con gioia, mi accompagnò in chiesa e, appena entrata, sentii che nella mia vita stava accadendo qualcosa di meraviglioso. Mi ritrovai in lacrime, piangevo e sentivo un forte calore che mi avvolgeva, fu un’esperienza bellissima. Alla fine della riunione, il pastore fece un appello dicendo che Gesù voleva guarire e salvare chi aveva fede in Lui. La prima ad alzarsi ed andare avanti fui proprio io, mi inginocchiai ed iniziai a piangere gridando a Dio: “Signore, Aiutami! Non ce la faccio più!” Subito, sentii nel mio cuore pace e gioia. Mi affidai a Lui con tutto il mio cuore e, in quella sera, incontrai Gesù, che mi guarì. Il giorno seguente, appena sveglia, presi tutti i medicinali e li buttai via, sicura che Dio mi aveva davvero guarita! Iniziai a fare la volontà di Dio, andavo in chiesa, smisi di fumare, ero riconoscente al Signore per ciò che Lui aveva fatto per me. Anche i miei figli venivano con me; le bambine, con gioia, frequentavano la scuola domenicale e, nelle loro preghiere, ringraziavano il Signore perché mi aveva guarita. Purtroppo mio marito non era contento e ci dava un po’ di problemi. Non voleva che andassimo in chiesa, soprattutto la domenica. Passarono 4 anni e in casa mia si scatenò una grande tempesta: mio marito mi lasciò per una donna che abitava nel mio stesso palazzo e che conoscevo molto bene. Per me fu un vero e proprio shock. Quando riuscii a parlare con mio marito, lui mi disse che mi aveva tradita perché ero cambiata e non gli piacevo più, dando la colpa a me. Volli tentare di riconquistarlo facendo la “donna di mondo”: non pregavo più, me la prendevo con tutti, diventai peggio di quella che ero prima di aver conosciuto Dio. Ma ero infelice e sempre nervosa. Nonostante mio marito fosse tornato con me, la mia vita era piena di delusione e infelicità. Sono passati così 25 lunghi anni di tribolazione, durante i quali, grazie a Dio, le mie figlie hanno continuato a frequentare la chiesa, a fare la volontà di Dio senza mai cessare di pregare per me. Posso ora affermare che la canna della mia vita si era piegata, ma non si è spezzata perché Gesù mi ha protetta ed il Suo sguardo è stato su di me. Come il pastore che va in cerca della pecora smarrita, il Signore mi ha cercata per tutti questi anni ed io ho finalmente fatto ritorno a Lui. Sono 2 anni che sono tornata a Dio che, proprio come un buon pastore, mi ha perdonata e purificata da tutti i miei peccati. Grazie alle continue e costanti preghiere delle mie figlie e al loro incoraggiamento a rivolgermi a Gesù, Egli mi ha raccolta ed accolta fra le Sue braccia quando un bel giorno mi sono ritrovata ai Suoi piedi invocando il Suo perdono e arrendendomi completamente a Lui. Ho pregato con tutto il mio cuore finché non ho sentito la Sua presenza dentro di me. Ora la mia vita è cambiata, ho ritrovato la pace, la vera pace, quella che solo Lui ci può dare. Ora sono davvero felice. Ho messo Gesù al primo posto nella mia vita e Lui ha riunito la mia famiglia. Dove c’erano odio e rancore ha messo amore e salvezza. Ora la mia vita appartiene all’Eterno, la mia casa è fondata sulla roccia, su Cristo Gesù. Le tempeste non mi fanno più paura, perché Gesù è con me e rimarrà sempre con me. Lui può fare lo stesso anche con te.
Anna

Rosa di Sharon

La depressione… con le nostre forze non possiamo difenderci


depressione_italiani

depressione_italianiCredo che in questi tempi ci sia un numero maggiore casi di depressione, ed io anche se in maniera diversa lo superata grazie a Dio. Chi ha letto l’articolo precedente sull’aborto può anche capire perché ho avuto la depressione.Ci sono tanti casi che se non si sta attenti si è investiti da un’orda malefica che con le nostre forze non possiamo difenderci, perché prende la mente e se le cose sono grigie si vedono nere ed è cosi anche per chi sta combattendo con questo demone. Il Signore Gesù Cristo ci ha insegnato a chiamare questi spiriti di infermità con il proprio nome e cacciarli perché non si possono guarire con le medicine ma con preghiere e digiuno. Gesù ci ha detto che la nostra lotta non è contro carne e sangue ed è per questo che dobbiamo combattere con le armi che ci ha dato il Signore. Voi che leggete potete informarvi nella parola di Dio che ci dice in Efesini cap. 6 di rivestirci dell’armatura di Dio per combattere, lo dice a noi, non ha dato l’autorizzazione ad altri al posto nostro perché il problema è nostro. Io ho ricevuto grazia di liberazione, quando ho accettato Gesù nella mia vita, in quel momento come un masso di mille chili è uscito da me, sono stata liberata. Questa mia breve testimonianza vi sia come aiuto è sprono per accostarvi a Gesù Cristo il liberatore.

Dio vi benedica, Anna Maria Rosano

[Notizievangeliche.com]

Dalla Psiche all’Anima: dalla testimonianza di uno psichiatra alla risposta della Parola di Dio


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Dalla Psiche all’Anima:
dalla testimonianza di uno psichiatra alla risposta della Parola di Dio

“Siamo stati traditi dalle industrie farmaceutiche” Di Daniel B.Fisher
Alimentata dalle scoperte durante “il decennio del cervello” degli anni Novanta, la prospettiva biologica sulla schizofrenia è diventata dominante, ma non senza critiche. In questo articolo, il dottor Daniel Fisher, biochimico e psichiatra ammalato di schizofrenia, sfida l’approccio biologico riduzionistico a questa malattia e le industrie farmaceutiche che sembrano suppurtarlo.

Sono guarito dalla schizofrenia. Se questa dichiarazione vi stupisce, se pensate che la schizofrenia sia una malattia cronica del cervello da cui non si può scappare, siete stati fuorviati da un’eccessiva preoccupazione culturale che imprigiona senza motivo milioni di persone sotto l’etichetta della malattia mentale.
Negli ultimi vent’anni, le industrie farmaceutiche sono diventate le maggiori sostenitrici della tesi che la malattia mentale sia un disturbo cerebrale e che le vittime debbano assumere farmaci per il resto della vita. E’ un intelligente strategia di vendita: se le persone credono che la malattia mentale sia puramente biologica, la tratteranno solo con una pillola. Le industrie farmaceutiche hanno virtualmente comprato la professione psichiatrica. Traggono profitto dai fondi per la ricerca, dalle pubblicazioni e dai dipartimenti di psichiatria. Non sorprende che molti ricercatori abbiamo concluso che solo i farmaci costituiscono il trattamento d’elezione per la malattia mentale. Malgrado recenti ricerche che mostrano l’utilità della psicoterapia nel trattamento della schizofrenia agli studenti di psichiatria viene ancora oggi detto “non puoi parlare con una malattia”. Questo è il motivo per cui gli psichiatri al giorno d’oggi, passano più tempo a prescrivere farmaci che a conoscere a fondo le persone che li assumono. 
Anche io ho usato il modello biologico della malattia mentale. Trentun anni fa, come biochimico specializzato all’Istituto Nazionale per la Ricerca Mentale, ho fatto ricerca e pubblicato articoli sui neurotrasmettitori, come la dopamina e la serotonina.
Poi mi fu diagnosticata la schizofrenia, e la mia esperienza mi insegnò che i nostri sentimenti e sogni non possono essere analizzati sotto un microscopio. Malgrado quello che molte persone presumono quando sentono parlare della mia guarigione, la diagnosi originaria non era errata e venne confermata da un equipe di sei psichiatri della marina militare dopo il mio ricovero di quattro mesi all’Ospedale Navale di Bethesda. Ero devastato dall’essere marchiato come schizofrenico. La mia vita sembrava finita. Sei anni dopo, nonostante le aspettative contrarie di tutti, ero guarito. Gli elementi più importanti della mia guarigione furono uno psicoterapeuta che credeva in me, il supporto della mia famiglia, amici incrollabili e un lavoro significativo. […] I farmaci erano uno strumento che usavo durante le crisi, ma non li assumo più da 25 anni. 
Non sono un anomalia, migliaia di persone sono guarite ma hanno paura di rivelare il proprio passato a causa dello stigma della malattia mentale. Il definitivo Studio Longitudinale del Vermont, condotto da Courtenay Harding, ha seguito 269 pazienti diagnosticati schizofrenici gravi alla fine degli anni cinquanta. Tre decenni dopo, i due terzi di loro stavano vivendo e funzionando autonomamente, la metà era completamente guarita e senza farmaci.
[…] Non è quello che si dice agli psichiatri, recentemente mi è stato ricordato sotto quale stretto controllo si svolge il loro tirocinio. Le industrie farmaceutiche controllano anche l’educazione pubblica. Le industrie farmaceutiche traggono vantaggi da gruppi di benintenzionati che supportano il modello biologico delle malattia mentali, dando a essi gran parte del supporto finanziario di cui hanno bisogno. 
So che ci sono persone che sentono di aver fatto tutto quello che potevano, di aver combattuto contro la malattia mentale senza alcun profitto, e noi capiamo il loro dolore. Tuttavia crediamo che la guarigione sia possibile per tutti, anche se ci può volere molto tempo per disfarsi di tutti i messaggi negativi derivati dai trattamenti passati. Possiamo offrire la speranza, con la nostra esperienza diretta. […] C’è bisogno di un cambiamento culturale che vada incontro alle persone, piuttosto che di pillole per alleviare questa forma di sofferenza umana.

Fonte: << The Washington Post >>, 19 agosto 2011; p. B03
Psicologia Clinica, J. Hansell-L.Damour; zanichelli 2014

Chi è il miglior specialista per la depressione?

Quanto suggerito è buono, opportuno, ma Gesù Cristo resta il vero aiuto del depresso. Solo Gesù può intervenire e guarire completamente ferite interiori, traumi, cattive abitudini, vite spezzate, insomma, liberare l’oppresso, il depresso. Egli disse “venite a me voi tutti che siete stanchi e carichi e io vi darò riposo. Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me. Perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre.”
Gesù è il buon samaritano pronto ad aiutare gli animi abbattuti e tristi. Ogni depresso che si abbandona a Lui sarà personalmente pulito e fasciato da Gesù. In seguito affidato alle cure della Chiesa. Di Gesù è scritto: “Lo spirito del Signore dell’Eterno è su di me, perché l’Eterno m’ha unto per recare una buona novella agli umili, mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività.”
Per i depressi di tutto il mondo c’è una promessa: “Diranno: venite, torniamo al Signore, perché egli ha strappato, ma ci guarirà, ha percosso, ma ci fascerà” Osea 6:1

Giuseppe Tramentozzi

DEPRESSIONE-ALLARME MODIALE


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La Depressione è uno dei mali caratteristici della nostra epoca. Essa ha radici profonde nell’animo umano e miete più vittime di quanto si pensi. Diffido molto delle persone che dicono di non sapere che cosa voglia dire essere colpiti dalla morsa della “Depressione”.

Gli effetti della depressione sono tristezza, disperazione, ansia, apatia, irregolarità nel dormire, umori altalenanti con facili euforie intervallate da frequenti malinconie… tutti stati d’animo che toccando l’emotività della persona la conducono a quel processo di sconforto che conosciamo meglio col termine di “DEPRESSIONE”. Premetto che chi scrive non opera in campo medico ma ha vissuto questa pericolosa realtà. Persino uomini di fede, di cui si narra nella bibbia, hanno conosciuto periodi di cupa depressione.

Basti pensare a Giona, a Geremia e a Elia, tanto per nominarne solo tre. Alcuni commentatori ritengono che Elia fosse in preda a una specie di esaurimento nervoso quando fuggi da Izebel dopo la grande vittoria sul monte Carmelo (a tal proposito v’invito ad aprire e a leggere i capitoli 18 e 19 del primo Libro dei Re). Anche per questo dobbiamo ringraziare Dio in quanto la Sua Parola non riporta solo i successi degli eroi spirituali, ma anche i loro fallimenti nella “palude dello sconforto”.

Sono moltissimi i fattori che possono contribuire alla nostra escursione nello stadio della depressione ma i più comuni sono: le lotte familiari, i fallimenti sul lavoro, le ingiustizie sociali, le improvvise ed incurabili malattie, la morte prematura di qualche nostro caro, l’invecchiamento, il vuoto esistenziale intrinseco dell’animo umano. Tutte circostanze difficili della vita.

Allora mi chiesi: ma c’è un modo per uscire da questa rete depressiva? Mi furono di aiuto le parole di Gesù che con voce soave ci dice: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Rif. Epistola agli Ebrei Cap.13 verso 5). Di fronte a queste Sue incoraggianti parole non resta che ringraziare e lodare Dio (Rif. Epistola ai Filippesi Cap.4 verso 4). Voi che siete depressi dovreste stare malissimo ed invece lodate e ringraziate Dio per ogni cosa.

Un ulteriore consiglio: pregare, ma non solo per se stessi ma anche per altri. Si, avete capito bene, per gli altri. Volete sapere il perchè? Ebbene, il diavolo (il nemico dell’anima) vuole che una persona depressa preghi per sè, chiudendosi di conseguenza sempre più in se stessa. Ma tu prega anche per gli altri e vedrai che il nemico allenterà rapidamente la presa anche perchè nel frattempo Dio è intervenuto a darti aiuto e sostegno. Il Salmo 31 (che v’invito a leggere appena avete un po’ di tempo libero) offre un eccellente schema di preghiera per l’individuo depresso. Alcune traduzioni della Bibbia lo intitolano così: “Salmo di supplica e di ringraziamento”. Al tempo della sua stesura, Davide stava affrontando diverse circostanze deprimenti che non gli davano pace, nè tranquillità interiore. Inoltre il Salmo contiene allusioni a malanni fisici. Ma nonostante tutte queste circostanze negative della vita, Davide inizia il Salmo con un’espressione di lode per Dio.

Caro amico e cara amica, questo articolo non ha la forza logica per convincerti, contiene però un potente aiuto in grado di tirarti fuori dal tuo stadio “depressivo”; questo aiuto si chiama “Gesù”. Non ribellarti e non rassegnarti, credi nel Signore Gesù come Colui che può ogni cosa. Ti facciamo un invito di fede profonda verso Gesù, Colui che può alleviare la tua sofferenza “depressiva” perchè ne ha il potere. Egli può aiutarti ad attraversarla perchè ne ha l’esperienza. Egli ha promesso: «IO non ti lascerò e non ti abbandonerò». Confida ed affida a Gesù ogni tua ansia e preoccupazione e otterrai l’aiuto miracoloso desiderato. Ancora oggi Gesù (con amore) dice: «Venite a me voi tutti che siete travagliati ed aggravati ed IO vi darò riposo» (Rif. Evangelo di Matteo Cap.11 verso 28).

OPPRESSI


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Questo invito è per quanti sono aggravati per un personale senso di colpa, per chi è stanco delle ingiustizie nel mondo, per chi è schiacciato dai problemi della vita. Gesù parla ai cuori agitati da paure, ma pure alle coscienze intorpidite da false sicurezze materiali. L’appello è sia per gli esausti del lotte quotidiane sia per gli annoiati dalla routine esistenziale. L’elenco degli affaticati ed oppressi è vasto. Esso include le persone frustrate per lavori infruttuosi e persone che nonostante hanno centrato e raggiunto grandi obiettivi continuano a sentire quel senso di vuoto e la tristezza di un attimo fuggente che non ha lasciato nulla. La causa di tanto profondo stress non è nel “voler vivere più vite in una” ma nell’aver fallito il vero scopo della sola vita donataci che è vivere con Dio e per Lui. Cosa ti toglie le forze in questo momento ?quale peso ti rende un ‘anima in pena? Qualunque sia la tua condizione, il Signore ti invita a Sè, per darti il Suo riposo, unico rimedio a ogni oppressione.