RESISTETE AL DIAVOLO ED EGLI FUGGIRA’ DA VOI


Resistete al diavolo ed esso fuggirà da voi.

Gesù definì il Diavolo “il principe di questo mondo” e avvertì i suoi discepoli che sarebbero stati perseguitati, proprio come lo era stato lui. Il mondo, la società,che si trova sotto il potere di Satana il Diavolo, odia i veri cristiani perché servono Dio. 
(Matt. 24:9; 1 Giov. 5:19)
Il Diavolo prende di mira soprattutto coloro che vogliono servire piamente, tutti i testimoni dell’Evangelo. 
La Parola di Dio ci dà questo avvertimento: “Il vostro avversario, il Diavolo, va in giro come un leone ruggente, cercando di divorare qualcuno”
L’unica via di scampo è l’unione intima e completa con il Signore, la resistenza al peccato e la buona condotta. Imitiamo Gesù, il resto lo farà il Signore.

Resistete al diavolo ed esso fuggirà da voi.

Gesù definì il Diavolo “il principe di questo mondo” e avvertì i suoi discepoli che sarebbero stati perseguitati, proprio come lo era stato lui.  Il mondo, la società,che si trova sotto il potere di Satana il Diavolo, odia i veri cristiani perché servono Dio. 
(Matt. 24:9; 1 Giov. 5:19)
 Il Diavolo prende di mira soprattutto coloro che vogliono servire piamente, tutti i testimoni dell'Evangelo. 
La Parola di Dio ci dà questo avvertimento: “Il vostro avversario, il Diavolo, va in giro come un leone ruggente, cercando di divorare qualcuno”
L'unica via di scampo è l'unione intima e completa con il Signore, la resistenza al peccato e la buona condotta. Imitiamo Gesù, il resto lo farà il Signore.
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LA VITA DI CRISTO


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La vittoria di Cristo

sul potere di satana

Il potere del diavolo sulla morte è esercitato in tre modi e dobbiamo considerare questi tre aspetti.

· A volte il diavolo ha il potere nella morte contro il credente tentandolo a dubitare della propria resurrezione e portandolo a vedere il futuro cupo e a temere l’annientamento.

Cercherò di mostrarvi che Cristo, tramite la Sua morte, ha del tutto distrutto questa particolare forma di potere del diavolo.

Quando lo spirito debole si trova alle soglie dell’eternità, se la fede è fragile ed è scemata la vista degli occhi della speranza, che cosa si aprirà davanti al cristiano, con ogni probabilità?

Un mondo sconosciuto che, a volta, potrebbe perfino far salire alle labbra del più fedele figlio di Dio il linguaggio dell’incredulo. Puoi parlargli delle promesse; puoi cercare di rasserenarlo rammentandogli alcune rivelazioni sul futuro, ma, a parte quella di Cristo, il cristiano stesso guarderebbe alla morte come ad una spaventosa conclusione, la cupa, mesta fine di una vita di fatica e di dolore.

Dove sto andando?

La risposta di rimando è: dal nulla vieni e verso il nulla ti stai affrettando; ti aspetta il nulla; una volta morto sei finito per sempre. Se invece la ragione è stata ben istruita, potrebbe forse rispondergli: “Si, esiste un altro mondo”, ma la ragione può solo dirgli che pensa che sia così. Essa sogna di un altro mondo, ma cosa questo possa essere, quali siano i suoi terribili misteri, quali siano i suoi fasti o i suoi terrori, la ragione non lo sa dire. Il dardo della morte, per quest’uomo che non ha la visione dell’immortalità di Cristo, consisterebbe nel pensare che verrà annientato o, se continuerà ad esistere, nel non sapere né come né dove.

La morte di Cristo ha spazzato via tutto ciò.

Se giaccio morente, satana potrebbe venire da me e dirmi: “Ti aspetta l’annichilimento, stai affondando tra le onde del tempo e giacerai nelle caverne del nulla per sempre. Il tuo spirito vivente dovrà cessare per sempre di esistere”. Io gli risponderei: “No, non è così, le tue parole non mi fanno paura, satana. Il tuo potere di tentarmi qui fallisce miseramente e completamente. Guarda il mio Salvatore! E’ morto, è morto davvero, perché il Suo cuore fu trafitto; fu sepolto; rimase nella tomba per tre giorni; ma, oh diavolo, non è stato annientato, perché si è levato di nuovo dalla tomba il terzo giorno, e nella gloria della resurrezione è apparso a molti testimoni dando prove inconfutabili di essere risorto dai morti. E ora oh satana, ti dico che tu non puoi porre fine alla mia esistenza, perché non hai potuto porre fine all’esistenza del mio Signore. Così come il Signore Salvatore è risorto, anche i Suoi seguaci risorgeranno. Mi unisco a Giobbe nel dire: «Io so che il mio Redentore vive» (19:25), perciò so che «quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio» (19:26). Tu mi dici, satana, che sarò inghiottito e diverrò parte del nulla, ma sei bugiardo. Il mio Salvatore non è stato inghiottito, benché sia morto; morì ma non poté essere tenuto prigioniero a lungo nella tomba. Vieni a legarmi, morte, ma non potrai distruggermi. Vieni, tomba, spalanca le tue fauci spaventose ed inghiottimi, ma spezzerò i tuoi legami un giorno. Quando arriverà l’alba di quel mattino glorioso io, coperto di rugiada come l’erba, risorgerò e vivrò al Suo cospetto. Poiché Egli vive, anch’io vivrò”.

Perciò, vedete, essendo Cristo testimone della realtà della resurrezione, ha spezzato il potere del diavolo nella morte.

Sotto questo aspetto Cristo gli ha impedito di indurci a temere l’annientamento.

In quanto cristiani, crediamo che siccome Cristo è risorto dalla morte, anche coloro che dormono in Cristo andranno con il Signore.

· Ma ora occupiamoci di una tentazione più comune, un’altra fase del potere del diavolo nella morte.

Spesso il diavolo durante la nostra vita ci tenta dicendoci che la nostra colpa certamente prevarrà contro di noi, che i peccati della nostra giovinezza e le nostre passate trasgressioni sono ancora dentro di noi e che quando dormiremo nella tomba, i nostri peccati si leveranno contro di noi.

“Sono numerosi”, dice il diavolo, “ti precedono in giudizio, e altri ne seguiranno più tardi”.

Quando il credente è debole, e il suo cuore e la sua carne vengono meno, se non fosse per la grande dottrina della morte di Cristo, il diavolo sarebbe capace di tentarlo, satana direbbe: “Stai per morire. Non oserò dirti che non esista una nuova condizione, ma benché tu abbia professato di credere in Cristo, ti accuso di essere stato un ipocrita. Fingi di essere amato da Dio, ma guarda i tuoi peccati. Ti ricordi quel giorno, quando la tua lussuria ribelle è insorta e tu hai ceduto alla trasgressione? Quanto spesso si sono verificati peccati simili?”.

Il diavolo prende il nostro diario, ne sfoglia le pagine e con dito accusatore addita i nostri peccati. Poi legge con un ghigno di disprezzo. “Guarda che santo”, dice sibilando. “Santo! Ah, eri proprio un bel santo”. E sfoglia una pagina dopo l’altra, soffermandosi su qualche pagina particolarmente nera per dire: “Guarda qui!”.

Deride il credente dicendo: “Davide, ricordati di Batsheba; Lot, ricordati di Sodoma e della caverna; Noè, ricordati della vigna e di quello che l’ebbrezza ha provocato”. Quando si trovano messi a confronto con le proprie colpe, quando gli spettri dei loro antichi peccati riemergono ponendosi loro dinanzi, perfino i santi tremano.

Colui che può guardare dritto in faccia il peccato dicendo: “Il Sangue di Gesù Cristo mi lava dal peccato”, è davvero un uomo di fede.

Se non fosse per il Sangue, se non fosse per la morte di Gesù, potete facilmente immaginare quale sarebbe il potere che il diavolo avrebbe su di noi nell’ora della nostra morte, quando ci scaglierebbe in faccia tutti i nostri peccati, proprio al momento del trapasso.

Ma ora, tramite l’espiazione di Cristo, rispondiamo alla tentazione: “In verità, o satana, hai ragione. Mi sono ribellato e non negherò quello che la mia coscienza e la mia memoria sanno: ammetto di aver trasgredito; quindi fai pure: sfoglia le pagine più nere della mia storia, confesso tutto. Ma, o nemico, vai alla croce del Calvario e guarda il mio Sostituto che versa il Suo Sangue. LUI sulle Sue regali spalle ha portato i miei peccati e li ha gettati in fondo al mare. Vattene, belva infernale! Perché dovrei preoccuparmi? Va’ e contempla la visione dell’Uomo che è penetrato nelle segrete della morte per dormirvi, e che al risveglio ne ha divelto le sbarre facendo prigionieri come prova che è stato giustificato da Dio Padre e che anch’io sono giustificato in Lui”.

Sì, è in questo modo che la morte di Cristo distrugge il potere del diavolo.

“Ah!”, disse una volta un santo fratello avanti negli anni che era stato molto tormentato da satana, “finalmente mi sono liberato dalle mie tentazioni e adesso godo di una grande pace”.

“Come ha fatto?”, chiese un suo amico cristiano che era andato a visitarlo.

“Gli ho mostrato il Sangue, gli ho mostrato il Sangue di Cristo”.

Questo è qualcosa che il diavolo non può sopportare.

Potete dirgli: “O, ma ho pregato così tante volte!”, ma lui non si cura affatto delle vostre preghiere.

Potete dirgli: “Ero un predicatore”, ma vi riderà in faccia dicendovi che avete predicato la vostra perdizione.

Potete dirgli che avete compiuto buone opere e lui le prenderà in mano dicendo: “Ecco, cosa sono le tue buone opere, stracci sporchi”.

Egli si beffa del pentimento e delle lacrime; ma non appena dite: “Nulla porto nelle mani, solo verso la croce mi protendo”, allora è finita per il diavolo. Non c’è più nulla che egli possa fare, perché la morte di Cristo ha distrutto il potere di tentarci che, a causa della colpa, egli ha sopra di noi.

“Il dardo della morte è il peccato” (1 Corinzi 15:56).

Il nostro Gesù tolse il dardo alla morte rendendola innocua per noi, in quanto non è più seguita dalla perdizione.

· Il maligno ha ancora in serbo una tentazione per il credente.

“Potrebbe essere assolutamente vero”, dice il diavolo, “che vivrai per sempre e che i tuoi peccati sono perdonati, ma spesso hai trovato grandi difficoltà nel perseverare. Ora che stai per morire, di sicuro fallirai. Le piccole vespe che hai incontrato in passato sono riuscite a spaventarti, ma adesso, questa morte è il principe dei dragoni e ora per te è finita. Tu sai che quando ti trovavi a guadare un piccolo ruscello di difficoltà, piangevi per la paura di annegare: cosa farai adesso che ti trovi nel Giordano in piena? Avevi paura dei leoni quando erano incatenati: cosa farai con questo leone sciolto? Nel pieno delle tue forze e del tuo vigore tremavi davanti a me, ma ti assalirò nell’ora della tua morte, quando la tua forza verrà meno e allora potrò averti e una volta che ti avrò in pugno, sarai sconfitto”.
A volte, il povero credente poco coraggioso pensa che sia tutto vero. Ma la nostra ferma risposta deve essere: “O nemico, tu ci tenti inducendoci a credere che ci vincerai, ma ricordati, satana, che la forza che mi ha preservato da te non era la mia; il braccio che mi ha liberato non era il mio, di carne e sangue, perché sarebbe stato sconfitto già da tempo. Guarda, contempla l’Onnipotente. La Sua onnipotenza è il potere che ci preserva fino alla fine: perciò per quanto fragile io sia, quando sono debole allora sono forte e nell’ultima ora della mia prova, ti sconfiggerò”.
Notate come anche questa risposta scaturisca dalla morte di Cristo.

Immaginiamo la scena.

Quando il Signore Gesù venne giù sulla terra, satana sapeva quale ne era lo scopo.

Sapeva che il Signore era il Figlio di Dio e quando Lo vide come un fanciullo in fasce nella mangiatoia pensò che se avesse potuto ucciderlo e tenerlo nei legami della morte sarebbe stata una gran cosa. Così incitò lo spirito di Erode ad ucciderlo, ma questi mancò il bersaglio; satana a più riprese mise in pericolo l’esistenza di Cristo cercando di farlo morire.

Povero insensato!

Non sapeva che quando il Figlio divino sarebbe morto, gli avrebbe calpestato il capo.

Ricorderete come una volta, mentre Cristo si trovava nella sinagoga, il diavolo istigò all’ira il popolo pensando: “Che cosa gloriosa sarebbe se Lo uccidessero; allora potrei regnare supremo per sempre”. Così fece in modo che il popolo portasse Cristo in cima alla collina, e pregustava il momento in cui certamente da lì sarebbe stato scaraventato di sotto. Ma Cristo si mise in salvo.

Il diavolo cercò di farlo morire di fame nella tentazione del deserto e cercò di farlo annegare nel mare in tempesta; ma non c’era modo di farlo morire, né per fame, né per annegamento, benché satana certamente avesse sete del Suo Sangue e desiderasse ardentemente che morisse.

Finalmente arrivò il gran giorno: fu telegrafato alla corte degli inferi che finalmente Cristo sarebbe morto.

Le loro campane suonarono a festa con gioia infernale.

“Adesso morirà”, disse. “Giuda ha preso i trenta pezzi d’argento. Lascia che quegli scribi e quei farisei gli mettano le mani addosso e, come fa un ragno con la mosca che ha catturato, non se lo lasceranno scappare. Ormai è in nostro potere”.

Il diavolo rise deliziato quando vide il Salvatore a giudizio davanti a Pilato.

Quando venne detto: “Che sia crocifisso”, la felicità del diavolo fu senza limiti, a parte quelli che la sua stessa misera condizione gli impongono.

Nel cammino verso la morte, Cristo fu visto dai demoni, così come fu visto dagli angeli, e quel cammino di sofferenza che portava dal palazzo di Pilato fino alla croce fu seguito dai demoni con straordinario interesse.

Quando fu visto sulla croce, ecco che il nemico esultò, e sogghignando disse: “Ah! Ora ho il Re di Gloria in mio potere; ho il potere della morte, e ho il potere sopra il Signore Gesù”.

Egli esercitò questo potere finché il Signore Gesù non ebbe a gridare nella Sua angoscia tremenda: “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?”, ma quanto fu effimera questa vittoria degli inferi! Quanto fu breve il trionfo di satana!

Gesù morì e “Tutto è compiuto!” scosse le porte dell’inferno.

Il Vincitore balzò giù dalla croce, rincorse il nemico nel divampare della Sua ira; il nemico fuggì veloce verso le ombre dell’inferno e il Vincitore gli tenne dietro e afferratolo lo legò a una ruota del Suo carro, trascinandolo su per la scalinata della gloria mentre angeli esclamavano: “Salito in alto ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini” (Efesini 4:8).

Perciò, diavolo, hai detto che mi avresti sconfitto in punto di morte.

Diavolo ti sfido e con disprezzo rido di te!

Il mio Signore ti ha sconfitto e ti sconfiggerò anch’io.

Dici che vincerai sui santi, vero?

Ma non hai potuto vincere il Signore dei santi e non potrai vincere neanche i santi.

Una volta hai creduto di aver vinto su Gesù, ma sei stato amaramente deluso. Ora pensi di riuscire a sconfiggere la poca fede e il cuore che viene meno, ma ti stai sbagliando di grosso perché tra non molto calpesteremo satana sotto i nostri piedi.

Perfino nella nostra ultima ora, anche se bersagli di tremendi attacchi, saremo “più che vincitori in virtù di Colui che ci ha amati”.

Perciò vedete come la morte di Cristo ha privato satana del vantaggio che ha sui santi nell’ora della loro morte.

Quindi possiamo scendere con gioia verso le sponde scoscese del Giordano o possiamo perfino, se Dio ci chiama ad una morte improvvisa, lasciarci scivolare leggeri per le sue ripide pareti rocciose, perché Cristo è con noi e morire è guadagno.

C. H. Spurgeon

 

La potenza del sangue di Cristo


di R. A. Torrey – da “Risveglio pentecostale”

“La potenza appartiene a Dio”. Pertanto è a disposizione dell’uomo. Vi è una cosa che crea la separazione tra Dio e l’uomo: il peccato. Leggiamo in Isaia: “Ecco, la mano del Signore non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; ma sono le nostre iniquità quelle che han posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che han fatto sì ch’Egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto” (Isaia 59:1,2). Il peccato deve essere tolto fra Dio e noi, se vogliamo conoscere la potenza di Dio nella nostra vita. E’ il sangue che toglie il peccato (Ebrei 9:26). Pertanto, prima ancora di conoscere la potenza di Dio dobbiamo esperimentare l’efficacia purificatrice del sangue di Cristo Gesù.

Il sangue di Cristo è una propiziazione per il peccato. Romani 3:25 “… il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza”. Nei primi versi di questo capitolo Paolo ha dimostrato che tutti gli uomini sono peccatori, “ogni bocca sia turata”, tutto il mondo “è colpevole dinanzi a Dio”.

Dio è santo ed Egli odia il peccato. L’odio di Dio verso il peccato è una cosa seria: è reale, è vivo, è attivo. L’ira di Dio contro il peccato deve colpire in qualche modo. Che speranza vi è dunque per noi, dal momento che “tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio”? Al verso 25 troviamo la risposta di Dio a questa domanda di massima importanza. Vi è speranza per noi, perché Dio ha provveduto una propiziazione, il sangue versato di Cristo. “Il quale (Cristo) Dio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso”. L’ira di Dio contro il peccato ha colpito lui invece di colpire noi. Di questa grande verità il profeta Isaia aveva ricevuto pallida rivelazione centinaia d’anni prima della nascita di Cristo. “Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognun di noi seguiva la sua propria via; e l’Eterno ha fatto cadere su lui l’iniquità di noi tutti” (Isaia 53:6).

Il sangue di Cristo è prima di tutto una propiziazione per il peccato, un segno che soddisfa l’ira santa di Dio contro il peccato. Egli è la “nostra pasqua” (1Co 5:7), nel vedere il Suo sangue Dio passa oltre e ci risparmia, peccatori come siamo.

Questa propiziazione è principalmente per il credente “una propiziazione mediante la fede”. Tutta l’ira di Dio contro i peccati del credente è pienamente soddisfatta nel sangue di Cristo.

Se qualcuno si domanda, come ha potuto Dio aver misericordia dei peccatori prima della venuta e morte di Cristo, la risposta è semplice. Gesù è l’agnello che è stato “ucciso avanti la fondazione del mondo” (Ap 13:8). Nello stesso istante in cui il peccato entrava nel mondo Dio ebbe i suoi occhi volti sul sacrificio ch’Egli stesso aveva predisposto prima della fondazione del mondo. Nello stesso giardino d’Eden il sangue dei sacrifici che raffigurava quello del vero sacrificio cominciò a scorrere.

In Efesini 1:7 si legge “In Lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia”. La remissione dei peccati non è qualche cosa che il credente deve aspettare che avvenga nel futuro, ma un qualche cosa ch’egli già possiede. “Noi abbiamo” dice Paolo “la remissione dei peccati”. Non dobbiamo fare nulla per assicurarcela, perché il sangue di Cristo già ce l’ha assicurata, è per la fede che ce ne appropriamo e la godiamo. Il perdono è già stato provveduto per ogni credente in Cristo per la potenza del sangue.

Un’anziana signora era morente. Il ministro di culto andò a vistarla e le chiese: “Avete fatto pace con Dio?” “No”, fu la risposta.

“Non avete timore d’incontrare Dio, senza prima aver fatto pace con Lui?” “Niente affatto!”. Un sorriso si dipinse sul volto della donna morente: “Non ho fatto la mia pace con Dio perché non ne ho bisogno. Cristo l’ha fatta per me, con il sangue della Croce. Io riposo sulla pace ch’Egli ha fatto. Abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia”.

“Ma se camminiamo nella luce, com’Egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù suo Figliolo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1:7). Questo ci offre la completezza del perdono per mezzo del sangue. Il sangue di Cristo ha la potenza di purificare il credente da “ogni peccato”. Esso continuamente “purifica”, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Questa purificazione è dalla colpa del peccato. Dovunque nella Bibbia è menzionata la purificazione dalla potenza e dalla presenza del peccato si ha per mezzo della Parola di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, e per mezzo del Cristo vivente e dimorante. Cristo sulla Croce ci salva dalla colpa del peccato, ed il Cristo che ritorna ci salverà dalla presenza del peccato.

Il sangue di Cristo ci salva da tutta la colpa del peccato. Se camminiamo nella luce in Cristo che è la luce, il sangue di Cristo ci purga da ogni peccato. Il sangue di Cristo è potente di lavare il più nero dei peccatori e farlo bianco. Noi tutti abbiamo avuto un passato nero, perché se avessimo potuto vedere il nostro passato con gli occhi di Dio anche il migliore di noi si sarebbe visto nero, nero, nero. Ma se camminiamo nella luce, sottomessi alla verità di Dio, credendo in Cristo, veniamo imbiancati dentro, come bianche erano le vesti di Cristo quando i discepoli lo videro sul Monte della Trasfigurazione (Mt 17:2; Lu 9:29; Mr 9:3). Chi accuserà gli eletti di Dio? (Rm 8:33). Non v’è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Rm 8:1). Nuovamente, in Rm 5:9 si legge: “tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira”. Il sangue di Cristo è potente di giustificare. Ogni credente in Cristo è già giustificato per il sangue di Cristo. Giustificato significa qualche cosa di più di perdonato e purificato. Il perdono, per quanto è glorioso, è una cosa negativa; significa che i nostri peccati sono allontanati da noi e noi appariamo come se non avessimo mai peccato. La giustificazione è positiva; significa che siamo considerati giusti, significa che ci è stata accreditata la giustizia perfetta di Cristo.

Se è buono essere stati spogliati dei propri cenci sozzi e vili, è di gran lunga migliore essere rivestiti di vesti di gloria e bellezza. Con il perdono noi siamo spogliati dei cenci vili e maleodoranti dei nostri peccati, con la giustificazione siamo rivestiti della gloria e della bellezza di Cristo. E’ la potenza del sangue che ci assicura questo. Nel versare il suo sangue quale prezzo di riscatto per il peccato, Cristo ha preso il nostro posto, credendo in Lui noi prendiamo il Suo posto. “Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto esser peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” (2Co 5:21).

Leggiamo ora Ebrei 9:14: “Quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito Santo eterno ha offerto sé stesso puro d’ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all’Iddio vivente?” Il sangue di Cristo è potente di purificare la coscienza dalle opere morte per servire all’Iddio vivente. Comprendi ciò che vuol dire? E’ una gloriosa verità che cercherò di rendere semplice. Quando l’uomo prende coscienza dei suoi peccati e s’accorge d’essere un peccatore e che Dio è santo, sente di dover fare qualche cosa per piacere a Dio ed espiare per il peccato. Egli deve “fare penitenze”, “osservare la Quaresima”, “fare elemosine”, ed altre cose per espiare per i suoi peccati. Tutti questi sforzi sono “opere morte”. Non possono mai compiere ciò che si prefiggono e non possono mai dare pace. Per quanti anni Martin Lutero cercò la pace in questo modo e non la trovò! Ma quando scopriamo la potenza del sangue, che ha già perfettamente espiato per il peccato, che ci ha già purificati dai nostri peccati e giustificati davanti a Dio, che ci ha resi graditi e accettevoli agli occhi di Dio, allora le nostre coscienze non soltanto sono alleggerite dal peso della colpa, ma anche dal peso di questi sforzi, e possiamo con libertà servire l’Iddio vivente, non nella schiavitù della paura, ma nella libertà e nella gloria di coloro che sanno d’essere figliuoli graditi ed amati.

Vi sono molti cristiani oggi che non hanno permesso al sangue di Cristo di purificare le loro coscienze dalle opere morte. Essi continuamente sentono di dover fare qualche cosa per espiare. Caro fratello e cara sorella, guarda a quel che guarda Iddio, al sangue, e vedi che tutto è stato fatto, già fatto! Dio è soddisfatto, il peccato è espiato, noi siamo giustificati e non dobbiamo più fare opere morte per raccomandarci a Dio; ma, considerando che già siamo stati raccomandati, serviamoLo nella libertà della gratitudine e dell’amore, e non nei legami della paura.

In Atti 20:28 si legge: “Badate a voi stessi ed a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale Egli ha acquistato col proprio sangue”. Ed ancora in Ap 5:9 “E cantavano un nuovo cantico dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d’aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d’ogni tribù e lingua e popolo e nazione”. Il sangue di Cristo mi rende proprietà di Dio. Questo pensiero mi da’ un senso di responsabilità: se appartengo a Dio, vuol dire che debbo servirLo interamente, corpo, anima e spirito, devo appartenerGli tutto. Ma il pensiero che sono proprietà di Dio mi da’ anche un senso di sicurezza: Dio prenderà cura di ciò che Gli appartiene. Il sangue di Cristo è potente di darmi sicurezza eterna.

Apprendiamo qualche cosa di più della potenza del sangue in Ebrei 10:19,20: “Avendo dunque, fratelli, libertà d’entrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù, per quella via recente e vivente che Egli ha inaugurata per noi, attraverso la cortina, vale a dire la sua carne”. Il sangue di Cristo è potente di dare al credente franchezza per entrare nel santuario, di accostarsi alla presenza stessa di Dio. Nei giorni del giudaesimo antico del tabernacolo e del Tempio, Dio si manifestava nel luogo santissimo. Quello era il luogo designato per incontrare Dio. Ma in quel luogo era permesso l’accesso ad un solo Giudeo in tutta la nazione, al sommo sacerdote; ed a questi soltanto una volta all’anno, nel giorno dell’espiazione, e soltanto con il sangue. Dio insegnò ai giudei, e tramite loro a tutto il mondo, tre grandi verità: la santità inaccessibile di Dio, la peccaminosità dell’uomo, e che l’uomo peccatore poteva accedere all’Iddio santo soltanto tramite il sangue dell’espiazione, perché “senza versamento di sangue” non poteva esservi “remissione di peccato”, e di conseguenza non poteva esserci accesso a Dio (Eb 9:22). Il sangue dei sacrifici del Vecchio Testamento era soltanto una figura del vero sacrificio, Gesù Cristo; e, a motivo del Suo sangue versato, il più vile dei peccatori che oggi crede in Lui ha il diritto di accedere a Dio, di entrare nella Sua presenza ogni qualvolta che lo desideri “senza timore e in piena certezza di fede”. Oh, la meravigliosa potenza del sangue di Cristo che allontana ogni timore allorché mi avvicino all’Iddio che è santo e che è “un fuoco consumante”! Dio è santo? Sì! Ed io sono un peccatore? Sì! Ma in virtù dell’offerta meravigliosa di cristo, valevole per sempre, “una volta per sempre” il mio peccato è stato per sempre allontanato, ed io sono stato “giustificato” e “reso perfetto”, e grazie a quel sangue tanto prezioso e accettevole a Dio posso accostarmi con franchezza nella presenza stessa di Dio.

Il sangue di Cristo ha ancora maggior potenza. In Ap 22:14 si legge “Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte della gloria”! Facendo un confronto con il verso 14 del cap. 7 si comprende chiaramente che è tramite il sangue di cristo che le vesti possono essere lavate. Il sangue di cristo dunque è potente di dare a coloro che credono in lui il diritto all’albero della vita e accesso nella città di Dio. Il peccato nel giardino dell’Eden ha tolto all’uomo il diritto all’albero della vita e lo ha cacciato via (Ge 3:22-24). Il sangue di Cristo ci riapre la via all’albero della vita e alla Nuova Gerusalemme. Il sangue di cristo ci fa riavere tutto ciò che Adamo perse a cagione del peccato ed ancora di più:

Abbiamo visto qualche cosa che si riferisce alla potenza del sangue di Cristo. Hai fatto tesoro di quel sangue? Gli hai permesso di operare nella tua vita come si deve? Alcuni oggi cercano di escogitare una teologia che tagli fuori il sangue. Quale stoltizia! Il cristianesimo senza il sangue espiatore è un cristianesimo senza misericordia per il peccatore, senza pace per la coscienza, senza perdono autentico, senza giustificazione, senza purificazione, senza libertà d’accesso alla presenza di Dio, senza potenza.

Non è affatto Cristianesimo, ma la contraffazione stessa del diavolo.

Se vogliamo conoscere la pienezza della potenza nella vita e nel servizio cristiano, dobbiamo prima di tutto conoscere la potenza del sangue di cristo, perché è quella che ci da’ il perdono, la giustificazione e la libertà di appressarci a Dio.

Non possiamo conoscere la potenza dello Spirito prima ancora della potenza del sangue; non possiamo neppure conoscere la potenza della preghiera prima ancora della potenza del sangue per mezzo del quale possiamo appressarci a Dio. Vi sono alcuni che insegnano “la vita più elevata” ignorando la verità fondamentale del sangue. Costoro cercano di erigere una sovrastruttura senza fondamenta sicure. E’ necessario cominciare dal sangue per arrivare al “luogo santissimo”.

TRA SOGNI O INCUBI


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 Sino alla fine del giorno, il nostro pensiero sia per GESU’…. “E LUI VEGLIERA’ SU DI NOI, CONTRO GLI SPAVENTI NOTTURNI” (salmo 91:5) Comunemente vengono definiti incubi; la cui definizione è: di un sogno angoscioso, che rende succubi e indifesi ad una presenza o ad una forza, che porta un forte stato di agitazione ed oppressione dell’anima. In alcuni casi, si parla anche di stati di dormiveglia, in cui si percepiscono voci, o avere delle visioni di entità oscura. Al contrario, quando sogni e visioni, vengono da parte di DIO, tutto il proprio essere ne è restaurato ed edificato. Giuseppe, Daniele, Paolo apostolo, ecc. ci mostrano tali esperienze, che rivelano una condizione privilegiata di comunione con DIO. Il Diavolo invece, nello stato inconscio del riposo di un individuo, vorrebbe, spaventare, soggiogare o anche possedere la vita di una persona. Chi ha DIO nella propria vita, ha un guardiano, che gli ostruisce la strada. “Quando tu dormirai, non avrai spavento e il tuo sonno sarà dolce” (Prov. 3:24) Si, DIO, veglia su di noi contro ogni spavento notturno, donando protezione nella vita di chi si affida a LUI, perchè EGLI, ogni giorno, guida i passi della nostra vita, e la SUA luce, ci allontana da ogni oscurità che vorrebbe spaventare la nostra anima. —- Davide Dilettoso

PERIODI DIFFICILI


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Stai attraversando un momento difficile ? Non sei il solo! Le cose stavano andando così male in Israele che Geremia scrivendo un libro della Bibbia fu costretto a chiamarlo “Lamentazioni”. In un mondo dominato dalla “filosofia positiva” e dalla ricerca del proprio benessere ad ogni costo questo non potrebbe essere certo il titolo di un best-seller! Geremia definisce il popolo di Dio equiparandolo a una “vedova” e una “schiava” , per di più afferma:” tutti i suoi amici l’hanno tradita, le sono diventati nemici”.( Lamentazioni 1:2). Più t’inoltri nella lettura di questo libro e più le cose peggiorano per questo popolo che purtroppo sta raccogliendo ciò che ha seminato. All’improvviso però Geremia scrive:” è una grazia del Signore che non siamo stati completamente distrutti: le sue compassioni infatti non si sono esaurite si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà! ( Lamentazioni 3:22-23). Non è meraviglioso? L’amore di Dio, la Sua compassione e fedeltà sono state depositate in un acconto inesauribile cui non devi contribuire e che durerà fino alla fine dei giorni. In un mondo spietato e incurante dove sopravvive solo il più forte questa è una verità la cui conoscenza è indispensabile. Quando qualcuno ti chiederà:” Ci sono novità?”, rispondi pure: “SI!” L’amore, la compassione fedeltà di Dio! Il dizionario definisce la “compassione” come la sensibilità del cuore che predispone una persona a sorvolare sulle offese o a trattare il colpevole in modo migliore di quanto meriti. Nello svegliarti al mattino rivolgiti fiducioso al Signore, perché pur avendo senz’altro esaurite quelle di ieri puoi contare sulle Sue compassioni che si rinnovano ogni mattina

SU QUALE REGNO VUOI VIVERE?


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E il diavolo disse: “MIEI SONO I REGNI DELLA TERRA, ED IO LI DO’ A CHI VOGLIO” (Luca 4:5) La Parola di DIO, ci rivela che i regni della terra sono sotto il dominio del diavolo, il quale lo dichiarò sfacciatamente a CRISTO, chiedendo in cambio di essi: “adorazione”. Pensate; una simile realtà, è sconvolgente! Questa dichiarazione, ci fa conoscere la dittatura di un regno tenebroso, il cui potere, grava e conduce in schiavitù, ogni regno umano.

GESU’ dichiara successivamente, che. “I sovrani signoreggiano le nazioni, ed i grandi (cioè i potenti) esercitano il potere su di esse” (Matteo 20:25). Possiamo notare, una netta differenza, tra un regno ed un potere. Il potere, infatti, mostra delle radici più profonde e molto più forti, tanto da dirigerne le sorti di una nazione. La storia, ce ne mostra un’immagine, anche attraverso il nostro Paese; quando nel secolo scorso, la forza di un partito, si trasformava in potere nelle mani del duce, fino ad oscurarne la sovranità del re, e dirigerne le sorti della stessa nazione.

– I sovrani signoreggiano, i potenti esercitano potere – Sono questi i due unici obiettivi pronunciati. Da questo, ci viene rivelato, che viene trascurato del tutto, la parte essenziale di un regno “ il governare” riducendo irrimediabilmente le sorti di un popolo, senza una mèta. Simili risultati, mostrano una chiara dimostrazione, dello spirito di provenienza di questi regni umani. Al contrario; GESU’, intravede gli uomini, come pecore che non hanno pastore (Marco 6:34) ed interviene in loro aiuto come guida per l’anima e provvidenza ad i loro bisogni materiali. Per condurli, amministrarli e provvederli, mostrando loro, un nuovo Regno dove non si viene signoreggiati o schiacciati dal potere, ma “pasturati”.

EGLI, il Re dei re, la SUA autentica Regalità, conferitagli da DIO, la mostra con la dedizione di un Pastore. Sostituendo la parola “governare” con “pasturare” abbracciando ogni popolo da ogni condizione e dilemma, così da capovolgere ogni schema di governo umano. CRISTO dichiara un nuovo Regno; le cui provenienze non sono di questo mondo, ma dall’alto.

EGLI apre le porte di un governo che viene dal cielo: “Il Regno dei Cieli”, la cui sapienza proviene dalla perfezione di DIO. Questa è la massima sicurezza e garanzia che ogni popolo possa avere. E mentre il diavolo per i suoi regni, chiede sottomissione, schiacciando con il suo potere; CRISTO, il RE dei re, per il SUO Regno non “CHIEDE” ma “DONA”. Si, dona con verità e giustizia, per i bisogni di ognuno; dando riposo, alleviando e liberando da ogni giogo e potere del male. “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati ed IO vi darò riposo…. Poichè il mio giogo è dolce ed il mio carico è leggero” (Matteo 11:28-30).

Davide Dilettoso