ALLORA SI APRIRONO I LORO OCCHI…………..


Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”. E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 

Quando le cose non vanno come noi avevamo predisposto, ecco che ci allontaniamo da Gerusalemme. Essa rappresenta la chiesa, la tua famiglia , la tua comunità. Gesù, era morto, e con esso anche le speranze dei discepoli; alla notizia della sua resurrezione, nessuno si ricordò delle notizie profetiche su di Lui. Durante il cammino dei due discepoli, Gesù si avvicina a loro e indaga nei loro cuori. Rispondono con tristezza e manifestano il loro disappunto. Gesù,li riprende, in modo palese, e poi ricorda loro le Scritture. 
Ad un certo punto quel parlare addolcisce le loro menti, da pace, quella pace che invita il nuovo compagno a stare con loro. 
Quando ad un certo punto si aprono i loro occhi e riconoscono il Signore. Questa storia finisce bene, i due discepoli ritornano a Gerusalemme, ma quanti si smarriscono e non riconoscono il Signore? Gesù anche oggi, vuole richiamare la tua attenzione. 
Se guardi alle opere umane rimarrai deluso e ferito, andare in compagnia di chi è amareggiato come te, non ti darà guarigione o ripresa, hai bisogno del Signore e della sua Parola. 
Sapete, cari nel Signore, la nostra fede deve essere provata, a volte notizie improvvise possono sconvolgerci, una speranza delusa ci può rattristare, eppure Dio non ti vuole abbandonare, anzi si affianca a te per riportarti indietro. La fuga non è la via giusta da seguire, il mondo non ti darà la guarigione o la libertà che speri di avere.
Purtroppo, in questi ultimi tempi, molti lasceranno la Via Santa, lasceranno Gesù. Fai in modo che la tua storia sia, come quelli dei due discepoli, a lieto fine, RITORNA, poiché la tua vita è insieme ai tuoi fratelli, insieme alla chiesa e sarà proprio li che potrai continuare il tuo cammino con Gesù. Egli fece al Padre una preghiera:”Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io…”
Quanto è grande l’amore di Gesù!
Presto, non indugiare RITORNA a Gerusalemme perché li troverai la vera pace per il tuo cuore.

Foto: Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?". E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 

Quando le cose non vanno come noi avevamo predisposto, ecco che ci allontaniamo da Gerusalemme. Essa rappresenta la chiesa, la tua famiglia , la tua comunità. Gesù, era morto, e con esso anche le speranze dei discepoli; alla notizia della sua resurrezione, nessuno si ricordò delle notizie profetiche su di Lui. Durante il cammino dei due discepoli, Gesù si avvicina a loro e indaga nei loro cuori. Rispondono con tristezza e manifestano il loro disappunto. Gesù,li riprende, in modo palese, e poi ricorda loro le Scritture. 
Ad un certo punto quel parlare addolcisce le loro menti, da pace, quella pace che invita il nuovo compagno a stare con loro. 
Quando ad un certo punto si aprono i loro occhi e riconoscono il Signore. Questa storia finisce bene, i due discepoli ritornano a Gerusalemme, ma quanti si smarriscono e non riconoscono il Signore? Gesù anche oggi, vuole richiamare la tua attenzione. 
Se guardi alle opere umane rimarrai deluso e ferito, andare in compagnia di chi è amareggiato come te, non ti darà guarigione o ripresa, hai bisogno del Signore e della sua Parola. 
Sapete, cari nel Signore, la nostra fede deve essere provata, a volte notizie improvvise possono sconvolgerci, una speranza delusa ci può rattristare, eppure Dio non ti vuole abbandonare, anzi si affianca a te per riportarti indietro. La fuga non è la via giusta da seguire, il mondo non ti darà la guarigione o la libertà che speri di avere.
Purtroppo, in questi ultimi tempi, molti lasceranno la Via Santa, lasceranno Gesù. Fai in modo che la tua storia sia, come quelli dei due discepoli, a lieto fine, RITORNA, poiché la tua vita è insieme ai tuoi fratelli, insieme alla chiesa e sarà proprio li che potrai continuare il tuo cammino con Gesù. Egli fece al Padre una preghiera:"Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io..."
Quanto è grande l'amore di Gesù!
Presto, non indugiare RITORNA a Gerusalemme perché li troverai la vera pace per il tuo cuore.

CIECA EPPUR VEDENTE


 

Fanny Crosby ha scritto più di seimila gospel.

Sebbene fosse cieca dall’età di sei anni per via di una malattia, non si lasciò mai vincere dall’amarezza.

Una volta un predicatore le disse in tono molto comprensivo: “Penso che sia un gran peccato che il Signore non ti abbia donato la vista, dato che ti ha ricolmato di così tante doti”.

Senza esitare lei rispose: “Sai, se avessi potuto fare una richiesta quando sono nata, avrei chiesto di nascere cieca”!

“Perché mai”?, chiese il ministro, sorpreso.

“Perché quando andrò in paradiso, il primo volto che i miei occhi potranno contemplare con gioia sarà quello del mio Salvatore”!

Uno degli inni della signorina Crosby era così personale che per anni non lo fece vedere a nessuno.

Lo scrittore Kenneth Osbeck, autore di molti libri di innologia, racconta in che circostanza lo recitò in pubblico: “Un giorno, durante una conferenza biblica a Northfield, nel Massachusetts, D.L. Moody chiese alla signorina Crosby di testimoniare attraverso un’esperienza personale.

Dapprima lei esitò, poi si alzò lentamente e disse: “C’è un inno che ho scritto, ma che non ho mai fatto pubblicare. Lo chiamo il poema della mia anima. A volte, quando sono afflitta, me lo ripeto da sola poiché mi dà consolazione”.

Poi cominciò a recitarlo e molti si misero a piangere: “La corda d’argento un giorno si spezzerà, e cantar più non potrò; ma con gioia mi sveglierò nel palazzo del mio Re!

E io vedrò faccia a faccia, e narrerò la mia storia – sono stata salvata dalla Sua grazia”.

All’età di novantacinque anni Fanny Crosby entrò nella gloria e vide il volto di Gesù.

Questa è la speranza e la certezza di ogni figlio di Dio!

“E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio.

Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d’un altro; il cuore, dal desiderio, mi si consuma” (Giobbe 19:26,27).

“Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo.

Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché LO VEDREMO com’egli è” (I Giovanni 3:2).

Tratto dal sito: http://www.adimodugno.it/

DIO VEDE IL RISULTATO


“…e l’occhio suo scorge quanto v’è di prezioso” (Giobbe 28:10)

Meditazione di oggi

Anche se questo versetto si applica, nel suo contesto, all’uomo, quanto più lo possiamo attribuire a Dio, “perché il suo sguardo giunge sino alle estremità della terra, perch’egli vede tutto” (v. 24) e, “…Colui che ha formato l’occhio non vedrà egli?” (Salmo 94:9). Infatti, il Signore vede dei grandi risultati laddove noi scorgiamo soltanto il travaglio per ottenerli. Dio vede Giuseppe pronto per il trono d’Egitto: lo scettro di quella grande nazione è nella sua mano. Egli scorge la corona e gli abiti regali, il governatore per la cui sapienza i popoli saranno sfamati e la casa di Israele preservata. Giuseppe, da parte sua, cosa vede? Privato della sua veste variopinta, egli è afferrato dai fratelli e gettato in un pozzo. Venduto ai madianiti, è condotto schiavo in una terra straniera. In Egitto è accusato falsamente e gettato in prigione. Dimenticato da tutti, egli deve affrontare una dura prigionia. Sembra che gli anni migliori della sua vita saranno così sprecati. Che cosa deve fare? Abbandonare la fede nelle visioni che Dio gli aveva concesso tanto tempo prima? Oppure attendere, continuando a confidare in Lui? Alla fine giunge la liberazione. Gli tolgono gli abiti da carcerato, viene liberato dalle catene, il re finalmente lo chiama! Giuseppe, all’improvviso, è esaltato sopra tutti i sapienti del paese, e alla sua vista il popolo si inginocchia. In tutto l’Egitto non c’era nessuno pari a Giuseppe. Accade sempre così: Dio vede il risultato glorioso quando noi riusciamo a scorgere unicamente un percorso duro e tortuoso. Egli ode le grida gioiose che accompagnano il raccolto, mentre noi abbiamo soltanto la prospettiva di una terra fredda e dell’oscurità di una tomba. In questo risiede la nostra sicurezza e ogni benedizione: donarci a Colui che sa come trarre da noi il profitto migliore, e lasciare a Lui completa libertà di azione.

 

“Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli”


Giovanni 8:31
Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: “Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;

Se si vuole essere veramente discepolo è necessario quindi ricevere, incorporare e vivere l’insegnamento di Cristo, nella sua parola. L’insegnamento deve operare nella vita del credente in maniera da obbligarlo a seguire Gesù ; il discepolo deve porre i suoi passi nel sentiero, nelle orme stesse, del Maestro.
Nessuna realtà umana può sostituire l’insegnamento di Cristo e quindi non esiste altro sentiero, per essere discepolo di Cristo, all’infuori di quello tracciato dalla sua parola. E’ una stolta illusione fondare il proprio cristianesimo sull’appartenenza ad una comunità cristiana, ad una chiesa; Cristiano vuol dire discepolo di Cristo ; discepolo di Cristo vuol dire seguace del Maestro e seguace del Maestro vuol dire seguire Gesù per la luce, il consiglio e la forza, del suo insegnamento divino.Detto questo sarete liberi, liberi di seguirlo! 

Foto: Giovanni 8:31
Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: "Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;

Se si vuole essere veramente discepolo è necessario quindi ricevere, incorporare e vivere l’insegnamento di Cristo, nella sua parola. L’insegnamento deve operare nella vita del credente in maniera da obbligarlo a seguire Gesù ; il discepolo deve porre i suoi passi nel sentiero, nelle orme stesse, del Maestro.
Nessuna realtà umana può  sostituire l’insegnamento di Cristo e quindi non esiste altro sentiero, per essere discepolo di Cristo, all’infuori di quello tracciato dalla sua parola. E’ una stolta illusione fondare il proprio cristianesimo sull’appartenenza ad una comunità cristiana, ad una chiesa;  Cristiano vuol dire discepolo di Cristo ; discepolo di Cristo vuol dire seguace del Maestro e seguace del Maestro vuol dire seguire Gesù per la luce, il consiglio e la forza, del suo insegnamento divino.Detto questo sarete liberi, liberi di seguirlo! ;)

NON FACENDO NULLA PER RIVALITA’ O PER VANAGLORIA


Non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso.
(Fil.2:3)

Ma davvero ci comportiamo in maniera conforme a quanto è scritto in questo versetto?
Davvero volte consideriamo le cose o gli affari o i problemi altrui più importanti dei nostri?
Quante volte mettiamo da parte noi stessi, il nostro egoismo, la voglia di essere amati e compresi dagli altri, di essere al centro di tutto.. per occuparci degli altri senza sentimenti diversi dal sincero amore fraterno che non guarda al proprio tornaconto…?
Sono tutte domande che dobbiamo porci con molta onestà…e guardandoci dentro, dobbiamo interrogarci a fondo per vedere se ci rispecchiamo o meno in questo versetto… per vedere quale è il sentimento che muove le nostre azioni, se un VERO e sincero amore fraterno..o altro. In realtà, e purtroppo, devo dire, vedo troppo spesso intorno a me, ahimè anche nelle chiese, che ci si comporta con gli altri per motivi diversi, spesso per un tornaconto personale ad esempio per guadagnare la stima degli altri, non perdere l’incarico del pastore o per una maggiore concezione di se….spesso sminuendo il fratello, o mettendolo in cattiva luce, e curiosando nei suoi problemi.. correndo anche il rischio di essere motivo di inciampo per gli altri.
Si vede come è facile accusare, puntare il dito sugli errori e le mancanze degli altri, piuttosto che esortare con amore e incoraggiare gli altri a seguire il Signore…proviamo a guardare la trave che abbiamo nel nostro occhio .. e se siamo mancanti… chiediamo al Signore di darci più amore e di guardare gli altri non con rivalità, superiorità, risentimento.. ma guardando gli altri per vederli come l’oggetto dell’amore di Dio.. Impegniamoci ad essere di consolazione, conforto, aiuto, sostegno, incoraggiamento ed edificazione per IL PROSSIMO… e non certo motivo di scoraggiamento..!
Chi ha orecchi per udire ..ODA!

Foto: Non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso.
(Fil.2:3)

Ma davvero ci comportiamo in maniera conforme a quanto è scritto in questo versetto?
Davvero volte consideriamo le cose o gli affari o i problemi altrui più importanti dei nostri?
Quante volte mettiamo da parte noi stessi, il nostro egoismo, la voglia di essere amati e compresi dagli altri, di essere al centro di tutto.. per occuparci degli altri senza sentimenti diversi dal sincero amore fraterno che non guarda al proprio tornaconto…?
Sono tutte domande che dobbiamo porci con molta onestà…e guardandoci dentro, dobbiamo interrogarci a fondo per vedere se ci rispecchiamo o meno in questo versetto… per vedere quale è il sentimento che muove le nostre azioni, se un VERO e sincero amore fraterno..o altro.  In realtà, e purtroppo, devo dire, vedo troppo spesso intorno a me, ahimè anche nelle chiese, che ci si comporta con gli altri per motivi diversi, spesso per un tornaconto personale ad esempio per guadagnare la stima degli altri, non perdere l'incarico del pastore o per una  maggiore concezione di se....spesso sminuendo il fratello, o mettendolo in cattiva luce, e curiosando nei suoi problemi.. correndo anche il rischio di essere motivo di inciampo per gli altri.
Si vede come è facile accusare, puntare il dito sugli errori e le mancanze degli altri,  piuttosto che esortare con amore e incoraggiare gli altri a seguire il Signore…proviamo a guardare la trave che abbiamo nel nostro occhio ..  e se siamo mancanti… chiediamo al Signore di darci più amore e di guardare gli altri non con rivalità, superiorità, risentimento.. ma guardando gli altri per vederli come l’oggetto dell’amore di Dio.. Impegniamoci ad essere di consolazione, conforto, aiuto, sostegno, incoraggiamento ed edificazione  per IL PROSSIMO… e non certo motivo di scoraggiamento..!
Chi ha orecchi per udire ..ODA!

SEI LA MIA ROCCA E LA MIA SALVEZZA


Sei la mia rocca di salvezza
la forza della mia vita
la mia speranza mia ispirazione
Signore a Te griderò.

Le esperienze della vita ci segnano e ci insegnano. E sono delle cose che impariamo fin da bambini e che non dimentichiamo facilmente, anche se non le utilizziamo spesso. Si sono fissate nella nostra memoria e difficilmente ci abbandonano, emergendo soprattutto in alcuni momenti forti della nostra vita. Una cosa però è positiva, che ci ricordiamo di quanto Dio sia stato presente e ci abbia liberato dalle distrette, anche le più difficili.
Dio rimane fedele ed è felice se noi lo riconosciamo e lo ricambiamo; comunque, rimane stabile e paziente quando restiamo dubbiosi e indecisi se buttarci tra le sue braccia che ci fanno sperimentare una tenerezza mai assaporata in altro modo. Dio ci riempie di un amore tanto più intenso se ci coinvolgiamo con “tutto il cuore, la mente e le forze” e lo traduciamo in energia per diventare sostegno per quanti incontriamo ogni giorno nel cammino della vita.
Confidiamo in Lui…egli sistema sempre tutto!

Foto: Sei la mia rocca di salvezza
la forza della mia vita
la mia speranza mia ispirazione
Signore a Te griderò.

Le esperienze della vita ci segnano e ci insegnano.  E sono delle cose che impariamo fin da bambini e che non dimentichiamo facilmente, anche se non le utilizziamo spesso. Si sono fissate nella nostra memoria e difficilmente ci abbandonano, emergendo soprattutto in alcuni momenti forti della nostra vita. Una cosa però è positiva, che ci ricordiamo di quanto Dio sia stato presente e ci abbia liberato dalle distrette, anche le più difficili.
Dio rimane fedele ed è felice se noi lo riconosciamo e lo ricambiamo; comunque, rimane stabile e paziente quando restiamo dubbiosi e indecisi se buttarci tra le sue braccia che ci fanno sperimentare una tenerezza mai assaporata in altro modo. Dio ci riempie di un amore tanto più intenso se ci coinvolgiamo con "tutto il cuore, la mente e le forze" e lo traduciamo in energia per diventare sostegno per quanti incontriamo ogni giorno nel cammino della vita.
Confidiamo in Lui...egli sistema sempre tutto!

Nigeria: altre ragazze rapite


Altre 20 ragazze rapite. L’avanzata del fondamentalismo islamico in Nigeria del nord è implacabile. Centinaia di vittime nelle ultime settimane. Porte Aperte promuove progetti di cura dei traumi specie delle vedove.

Altre 20 ragazze rapite. Decine di attacchi brutali. L’avanzata del fondamentalismo islamico in Nigeria del nord è implacabile. L’obiettivo dichiarato è la creazione di un’enclave islamica radicale tramite la violenza e il terrore. Nessuna pietà sembra essere il motto dei Boko Haram. Ma ancora una volta è importante ribadire che questo gruppo terroristico cavalca un’intolleranza diffusa anche in parte della popolazione islamica locale, la quale anche per interessi economici non esita a chiudere un occhio se non deliberatamente a favorire  e a coadiuvare le brutali violenze perpetrate soprattutto contro le comunità cristiane nigeriane. Di questa faccia della realtà nigeriana si parla poco: esiste una dilagante intolleranza che cresce anche in quella porzione di musulmani non membri diretti dei Boko Haram, sfociante in indifferenza, appoggio o patrocinio/partecipazione alle violenze dei più radicali.

Mentre Chibok piange ancora le ragazze rapite a metà aprile, un altro attacco con annesso rapimento di almeno 20 giovani donne, come si accennava, ha sconquassato in questi giorni la comunità della stessa zona, questa volta le ragazze sono state prese dall’insediamento nomade di Garkin Fulani (non sappiamo se vi siano cristiane tra loro). Ma in mezzo a questi due rapimenti, letteralmente centinaia di persone sono state uccise in diverse aggressioni. Solo negli ultimi giorni, almeno 200 persone sono state trucidate in una sequenza di attacchi in alcuni villaggi dello stato di Borno. All’inizio di giugno, un attacco dinamitardo ha mietuto decine di vittime nei pressi di Mubi, città al confine con il Cameroon. Una ventina di giorni fa, invece, a Jos (stato di Plateau), due esplosioni in una zona a predominanza cristiana (un attentato suicida in un mercato affollato e una bomba vicino all’ospedale) hanno ucciso 118 persone, per lo più donne. E la terrificante lista continua.

Chiediamo urgentemente preghiera per la Nigeria e per i cristiani nigeriani, bersagli degli estremisti. Si possono anche scrivere messaggi di incoraggiamento e vicinanza attraverso i nostri operatori (per sapere come fare vai a questa pagina del sitohttps://www.porteaperteitalia.org/entra_in_azione/prega/3132821/ ). 

Porte Aperte sta investendo fondi e progetti nella cura dei traumi in particolare di vedove e orfani nella Nigeria del nord: un tuo dono può aiutare a trasformare l’angoscia in gioia e la rabbia in perdono.

Troppo spesso ci si lamenta della nostra vita…..


Troppo spesso ci si lamenta della nostra vita e troppo poco si ringrazia per cio che si ha e per cio che ogni giorno il nostro Papà ci dona.
Ci accadono cose,a volte,che ci portano magari a pensare di non essere piu amati da Colui che ci ha creati…magari proprio in questo momento stai provando rancore verso Dio perchè stai attraversando,a parer tuo,un’ingiustizia..
Fratello,sorella…Dio ti ama e non sorride nel vederti soffrire..Egli conosce ogni tua lacrima e sensazione...non prendertela con Lui ma avvicinati a Lui…discuti con Lui…perchè Egli vuol ricordarti che “ti ha umiliato,ti ha fatto provare la fame,poi ti ha nutrito di manna,che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto,per insegnarti che l’uomo non vive soltanto di pane,ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore.”(Deuteronomio 8:3).
Dio vuole far tornare alla tua mente queste parole..in risposta ai tuoi mille perchè…”perchè Dio mio? Perchè permetti questo?”…Egli lo permette perchè ti ama!! Perchè vuole fortificarti e raddrizzarti nella fede! In tutto cio che stai vivendo ricorda che non permetterà mai nulla che tu non potresti superare….Dio vuole farti crescere…ecco perchè.
“Osserva i comandamenti del Signore tuo Dio;cammima nelle sue vie e temilo”(Deuteronomio 8:6)
Riconosci le tue debolezze…e riconosci che magari in questo periodo ti sei fatto travolgere dalla mancanza di cose materiali e carnali e di conseguenza ti sei “allontanato/a”.
Risvegliati dice il Signore e ricomincia a vivere non di quelle cose ma solo della Sua parola. Nutriti di Lui e riconosciLo in tutte le tue vie..Egli “sta per farto entrare in un buon paese”.
Elisabeth
Il Mio Rifugio

Troppo spesso ci si lamenta della nostra vita e troppo poco si ringrazia per cio che si ha e per cio che ogni giorno il nostro Papà ci dona.
Ci accadono cose,a volte,che ci portano magari a pensare di non essere piu amati da Colui che ci ha creati...magari proprio in questo momento stai provando rancore verso Dio perchè stai attraversando,a parer tuo,un'ingiustizia..
Fratello,sorella...Dio ti ama e non sorride nel vederti soffrire..Egli conosce ogni tua lacrima e sensazione...non prendertela con Lui ma avvicinati a Lui...discuti con Lui...perchè Egli vuol ricordarti  che "ti ha umiliato,ti ha fatto provare la fame,poi ti ha nutrito di manna,che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto,per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane,ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore."(Deuteronomio 8:3).
Dio vuole far tornare alla tua mente queste parole..in risposta ai tuoi mille perchè..."perchè Dio mio? Perchè permetti questo?"...Egli lo permette perchè ti ama!! Perchè vuole fortificarti e raddrizzarti nella fede! In tutto cio che stai vivendo ricorda che non permetterà mai nulla che tu non potresti superare....Dio vuole farti crescere...ecco perchè.
"Osserva i comandamenti del Signore tuo Dio;cammima nelle sue vie e temilo"(Deuteronomio 8:6)
Riconosci le tue debolezze...e riconosci che magari in questo periodo ti sei fatto travolgere dalla mancanza di cose materiali e carnali e di conseguenza ti sei "allontanato/a".
Risvegliati dice il Signore e ricomincia a vivere non di quelle cose ma solo della Sua parola. Nutriti di Lui e riconosciLo in tutte le tue vie..Egli "sta per farto entrare in un buon paese".
Elisabeth
Il Mio Rifugio

NUOVE OGNI MATT…


NUOVE OGNI MATTINA

“E’ una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà” (Lamentazioni 3:22-23).

Saremmo tutti consumati
A causa della nostra malvagità
Se non fosse per le compassioni di Dio.
Sono fresche e nuove ogni mattina.
Dio è misericordioso e benigno,
lento all’ira
e grande in benignità.
Amabile verso quelli che si pentono,
Egli non scatena la sua ira
Perché si compiace nella misericordia
E perdona l’iniquità.
Lui non si compiace nella morte dell’empio,
ma offre misericordia universale
ad ogni trasgressore;
ma chi riceve misericordia
sia misericordioso a sua volta.
Beati i misericordiosi,
perché essi otterranno misericordia.

Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà…..


2Pt 1:3-12
Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù, attraverso le quali ci sono donate le grandissime e preziose promesse, affinché, per mezzo di esse diveniate partecipi della natura divina, dopo essere fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza. Anche voi per questa stessa ragione, usando ogni diligenza, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza l’autocontrollo, all’autocontrollo la perseveranza, alla perseveranza la pietà, alla pietà l’affetto fraterno e all’affetto fraterno l’amore. Perché, se queste cose si trovano in voi ed abbondano, non vi renderanno oziosi ne infruttuosi nella conoscenza del Signore Gesù Cristo. Chi invece non ha queste cose è cieco e miope, perché ha dimenticato la purificazione dei vecchi peccati. Perciò, fratelli, impegnatevi sempre più di rendere sicura la vostra vocazione ed elezione perché, facendo queste cose, non inciamperete mai. Così infatti vi sarà ampiamente concesso l’ingresso nel regno dei cieli del nostro Signore Gesù Cristo. Perciò non tralascerò di ricordarvi di continuo queste cose, benché le conosciate già e siete saldi nella verità che ora avete.

Il cammino del cristiano, del credente, non sarà mai ” non operativo o sterile”,perché la chiamata a servire Dio porterà automaticamente un cambiamento e un allontanamento da tutto ciò che non serve più al nostro percorso spirituale. Tolti gli eccessi, si può raggiungere la perfezione che è l’AMORE! Solo operando attraverso di esso, 
la fede nella grazia divina manifestata attraverso Gesù Cristo ci porta ad essere dichiarati giusti davanti a Dio. Le stesse opere che Dio stesso ha preparato per noi, e che egli ci indica attraverso la sua Parola, ci portano a camminare come giusti. Questo cammino, però, deve tendere alla perfezione, deve conoscere cioè un continuo e costante progresso. Ciò sarà possibile soltanto se alla fede aggiungeremo quanto ci viene chiesto dal Signore.
Egli terrà fede alla sua divina promessa: “Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù”. (Fl 1:6).
L’apostolo Paolo aveva questa fiducia; questa promessa è anche per noi, se avremo un orecchio sensibile ai richiami dello Spirito di Dio.
Quale sarà il risultato? Allora la nostra testimonianza cristiana sarà più efficace, perché supportata e confermata da una vita che parlerà da sé ed inciderà profondamente nella vita delle famiglie e delle comunità, trasformando i rapporti interpersonali fra i fratelli, che diverranno esempio e insegnamento per quelli di fuori.
I problemi di convivenza non saranno più una preoccupazione, ma potranno, allora, concentrare tutte le proprie energie verso coloro che “periscono per mancanza di conoscenza.” 
Che il Signore lo voglia per ciascuno di noi…

Foto: 2Pt 1:3-12
Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù, attraverso le quali ci sono donate le grandissime e preziose promesse, affinché, per mezzo di esse diveniate partecipi della natura divina, dopo essere fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza. Anche voi per questa stessa ragione, usando ogni diligenza, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza l’autocontrollo, all’autocontrollo la perseveranza, alla perseveranza la pietà, alla pietà l’affetto fraterno e all’affetto fraterno l’amore. Perché, se queste cose si trovano in voi ed abbondano, non vi renderanno oziosi ne infruttuosi nella conoscenza del Signore Gesù Cristo. Chi invece non ha queste cose è cieco e miope, perché ha dimenticato la purificazione dei vecchi peccati. Perciò, fratelli, impegnatevi sempre più di rendere sicura la vostra vocazione ed elezione perché, facendo queste cose, non inciamperete mai. Così infatti vi sarà ampiamente concesso l’ingresso nel regno dei cieli del nostro Signore Gesù Cristo. Perciò non tralascerò di ricordarvi di continuo queste cose, benché le conosciate già e siete saldi nella verità che ora avete.

Il cammino del cristiano, del credente, non sarà mai " non operativo o sterile",perché la chiamata a servire Dio porterà automaticamente un cambiamento e un allontanamento da tutto ciò che non serve più al nostro percorso spirituale. Tolti gli eccessi, si può raggiungere la perfezione che è l'AMORE! Solo operando attraverso di esso, 
la fede nella grazia divina manifestata attraverso Gesù Cristo ci porta ad essere dichiarati giusti davanti a Dio. Le stesse opere che Dio stesso ha preparato per noi, e che egli ci indica attraverso la sua Parola, ci portano a camminare come giusti. Questo cammino, però, deve tendere alla perfezione, deve conoscere cioè un continuo e costante progresso. Ciò sarà possibile soltanto se alla fede aggiungeremo quanto ci viene chiesto dal Signore.
Egli terrà fede alla sua divina promessa: "Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù". (Fl 1:6).
L’apostolo Paolo aveva questa fiducia; questa promessa è anche per noi, se avremo un orecchio sensibile ai richiami dello Spirito di Dio.
Quale sarà il risultato? Allora la nostra testimonianza cristiana sarà più efficace, perché supportata e confermata da una vita che parlerà da sé ed inciderà profondamente nella vita delle famiglie e delle comunità, trasformando i rapporti interpersonali fra i fratelli, che diverranno esempio e insegnamento per quelli di fuori.
I problemi di convivenza non saranno più una preoccupazione, ma potranno, allora, concentrare tutte le proprie energie verso coloro che "periscono per mancanza di conoscenza." 
Che il Signore lo voglia per ciascuno di noi...