PRIGIONIERI DELLA SPERANZA


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PRIGIONIERI DELLA SPERANZA
“Tornate alla fortezza, o voi prigionieri della speranza! Anche oggi io ti dichiaro: Ti renderò il doppio” (Zaccaria 9:12)

INVITO DIVINO
Il profeta rivolge ai deportati in Babilonia un invito incoraggiante e accorato: “Tornate alla fortezza”. Gli ebrei sono invitati a guardare con gioia verso la loro patria, verso Gerusalemme, la città di Dio; avrebbero dovuto guardarla come un luogo di rifugio sicuro per il loro futuro.
Anche noi giovani vogliamo tornare alla fortezza, vogliamo guardare e correre verso la nostra “città” di rifugio che è Gesù Cristo, il Signore! In Lui i giovani credenti potranno trovare riparo dalle insidie del mondo, protezione dagli assalti del diavolo; in Lui, solo in Lui possiamo trovare ciò di cui ha bisogno la nostra anima, infatti è scritto: “Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro” (Libro di Isaia 45:22).
A volte, nelle difficoltà della vita, i giovani sono propensi a cercare aiuto a destra e a sinistra, ma l’invito della Parola è di ritornare alla fortezza, al nostro Signore, sì perché: “il nome del Signore è una forte torre; il giusto vi corre, e vi trova un alto rifugio (Libro dei Proverbi 18:10). Gesù è tutto per noi, Egli è “rocca, fortezza, rupe, scudo, potente salvatore, alto rifugio” (nel Salmo 18:2).
Sì, Gesù è una fortezza:
• per i giovani che si affidano a Lui. Lo stesso Dio che fortificò il giovane Daniele con i suoi amici, che protesse la fanciulla d’Israele, che aiutò Giuseppe, che usò Davide, che chiamò il ragazzo Geremia al ministero profetico, è ancora l’Iddio che vuole proteggere ogni giovane credente;
• per le giovani coppie. Il matrimonio tra due credenti non è una maledizione, ma una benedizione! Pur tuttavia, le coppie hanno un grande e costante bisogno di ritornare a Cristo, per godere della Sua benedizione nella vita matrimoniale;
• per i giovani che desiderano servire il Signore. Chiunque, perciò anche i giovani che desiderano servire il Signore in qualunque modo, anche come pastori, può contare sull’aiuto potente dello Spirito Santo. Dio ha un piano glorioso e stupendo per i servitori di ogni età, in special modo per i giovani! Servire Dio in Tutto l’Evangelo non implica popolarità né successo, ma necessita di fedeltà a Dio nella condotta e nell’annuncio della Parola.
I DESTINATARI
L’invito del profeta è rivolto ai “prigionieri della speranza”, ad un popolo che nutre aspettative, che attende fiducioso l’intervento divino. Dio liberi i giovani dalla prigionia della delusione sentimentale; dalla prigionia delle circostanze, della malattia, dello sconforto, della paura e dell’ansia; dalla prigionia del timore per il futuro della propria famiglia; dalla prigionia dei vizi e dei legami diabolici; dalla prigionia delle violenze subite. Dio può liberare da ogni forma di prigionia e fare di ciascuno dei “prigionieri della speranza”.
È necessario nutrire speranza, alimentare una santa aspettativa, credere che Dio è ancora potente a cambiare ogni situazione. La nostra speranza è che Egli continuerà a salvare i perduti; a battezzare con lo Spirito Santo; a chiamare al ministero; a guarire gli ammalati; a provvedere ogni giorno ai nostri bisogni; a consolare gli afflitti.
BENEDIZIONE PENTECOSTALE
I “prigionieri della speranza”, nel tornare alla “fortezza”, ricevono un preciso messaggio di benedizione: “Anche oggi io ti dichiaro: ti renderò il doppio”, oppure “oggi io ti annuncio, che darò a te beni grandi” (Vulgata). Non importa quanto sia difficile la nostra situazione contingente, quello che conta è che, se torniamo a Dio con tutto il cuore (tornate alla fortezza) e con delle aspettative (prigionieri della speranza), Egli ci visiterà dal cielo (ti renderò il doppio).
Noi crediamo fermamente che le benedizioni del futuro saranno maggiori rispetto a quelle del passato e che la gloria futura sarà più grande di quella realizzata nei giorni trascorsi. I giovani credenti desiderano, aspirano e bramano, proprio come il giovane Eliseo, una doppia benedizione. Non vogliamo vivere una vita cristiana da poveri, da indigenti, squallida, insufficiente, ma abbondante e vittoriosa, esuberante e ricolma di Spirito Santo. Ecco alcune condizioni per realizzare un’abbondante benedizione dal cielo:
• una profonda comunione con Dio. Rimanendo legati al nostro testo che ci ricorda di tornare alla “fortezza”, impariamo che per ricevere un’abbondante benedizione dobbiamo rimanere legati e uniti al nostro amato Salvatore;
• nutrire delle aspettative. I “prigionieri della speranza” devono aspettarsi qualcosa dal cielo;
• credere alle Sue promesse. Dobbiamo esercitare e utilizzare la fede, senza la quale non possiamo in alcun modo piacerGli.
Ai giovani e a te che stai leggendo la Parola rivolge il messaggio: “Tornate alla fortezza, o voi prigionieri della speranza! Anche oggi io ti dichiaro: Ti renderò il doppio” (Zaccaria 9:12).

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IL CUORE DELL’UOMO


ImmagineIl cuore dell’ uomo
Chi conosce appieno il proprio cuore? Chi sa cosa c’è realmente nel proprio cuore? L’uomo non è capace di guardarlo e scrutarlo con sincerità e onestà rendendo palese quello che c’è di impuro. Questo perchè Satana, il padre della menzogna, il principe delle tenebre e il dio di questo mondo, travestendosi da angelo di luce, inganna i nostri occhi spirituali facendoci sembrare tutto giusto e spingendoci a dare un giudizio di noi stessi non equilibrato. M a noi sappiamo che chi dice di essere giusto inganna se stesso perchè in noi non c’è verità( I Giovanni 1:8-9). Solo Dio sa cosa c’è veramente nel nostro cuore, tante volte sporco e malato. Egli lo legge come si legge in un libro aperto. Non è possibile nascondersi agli occhi di Dio, nè occultarGli le proprie azioni. Potrebbe infatti non vedere Colui che ha creato l’occhio? Potrebbe non sentire Colui che ha formato l’orecchio?

“Poichè l’Eterno scorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la Sua forza a pro di quelli che hanno il cuore integro verso di Lui” ( II Corinzi 16:9).

“Poichè Dio tiene gli occhi aperti sulle vie dei mortali e vede tutti i loro passi. Non vi son tenebre, non v’è ombra di morte, dove possa nascondersi chi opera iniquamente” (Giobbe 34:21-22).

Perciò “Beato colui la cui trasgressione è rimessa e il cui peccato è coperto! Beato l’uomo a cui l’Eterno non imputa l’iniquità, e nel cui spirito non è frode alcuna! ” (Salmo 32:1-2, leggi anche il Salmo 51).

Gesù ci chiama ancora oggi: “venite a Me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati ed io vi darò riposo” (Matteo 11:28-30).