La terribile intervista al “fratello” di Meriam: «O ritorna all’islam o deve essere impiccata»


 

Al-Samani-Al-Hadi-sudan-meriam

Al-Samani-Al-Hadi-sudan-meriamIntervista esclusiva della Cnn al fratello della donna condannata a morte per presunta apostasia: «Perché dovrei indulgere nella mia umanità, incorrendo così nella collera del mio Dio?».

«Il suo nome non è Meriam, ma Abrar Al Hadi. Io sono Al Samani Al Hadi Mohamed Abdullah, suo fratello maggiore». Inizia così un’intervista della Cnn al fratello (foto a fianco) di Meriam Yahya Ibrahim, la donna sudanese condannata a morte per apostasia e a 100 frustate per adulterio, denunciata proprio dal fratello.

«O SI PENTE O DEVE ESSERE UCCISA». Secondo il fratello la donna si è convertita dall’islam al cristianesimo e questo è proibito dalla sharia, che è la fonte della legge in Sudan. Meriam invece ha affermato insieme a diversi testimoni che è sempre stata cristiana e cresciuta come tale dalla madre ortodossa, visto che il padre musulmano se n’è andato quando lei aveva solo sei anni.
«I casi sono due – ha insistito Al Samani Al Hadi – o lei si pente, torna alla religione islamica, rientra nell’abbraccio della nostra famiglia e allora noi siamo la sua famiglia e lei è la nostra. Oppure rifiuta e deve essere impiccata».

«APPLICO LA PAROLA DI DIO». Il fratello prosegue spiegando il perché delle sue durissime parole: «Ma perché dovrei indulgere nella mia umanità e nelle mie emozioni, incorrendo così nella collera del mio Dio? Non funziona così per noi. La mia famiglia è devastata. Se lei muore noi abbiamo applicato la parola di Dio: è in base a questa responsabilità che saremo giudicati l’ultimo giorno. E quel giorno sarà molto più difficile di quelli che stiamo vivendo oggi. Non è possibile accettare compromesssi».

RICORSO IN APPELLO. Per il momento non ci sono conferme da Meriam che Al Samani Al Hadi sia davvero suo fratello. Il marito della cristiana, Daniel Wani, ha detto di non averlo mai visto. Intanto l’avvocato della donna di 27 anni, che ha appena partorito la piccola Maya in carcere, ha dichiarato di aver depositato la richiesta di aprire il processo di appello. Secondo uno dei suoi legali, Eman Abdul-Rahim, la corte di prima istanza ha anche commesso errori procedurali, oltre che di merito.

Leone Grotti

Fonte: http://www.tempi.it/

Dal carcere a Cristo


BXP35776

BXP35776Mi chiamo Mario Danaro, sono di Napoli e voglio raccontare ciò che il Signore ha fatto per me.
Circa otto anni fa, la mia famiglia, ha cominciato a frequentare una comunità evangelica di Napoli; accettando Gesù come Signore e Salvatore nella loro vita, così hanno conosciuto la realtà che accomuna e vive nei cuori dei credenti: “L’Iddio vivente”.Trasferito dal carcere di Lecce, dal 2004 mi trovo nel carcere di Foggia. Sono giunto in uno stato d’ansia e di panico che si manifestava in una maniera talmente grave da non essere in grado di potermi riprendere. Incosciente dello stato in cui ero caduto, cominciai ad assumere psicofarmaci per placare i miei dolori. Stavo molto male! Il nuovo carcere e l’assunzione di questi psicofarmaci mi diedero l’impressione di stare bene, ma quest’illusione fu per poco tempo, perché la dipendenza da queste sostanze, mi faceva stare peggio.

Riflettevo che per circa dodici anni sono stato dipendente da droghe, e per questo motivo, ho avuto una condanna che tuttora sto scontando. Stando in carcere decisi di cambiare vita, di reagire del continuo per poter migliorare la mia situazione.
Il mio amico di cella, aveva appeso alla parete un calendario evangelico. Gli chiesi se fosse un evangelico, ma lui rispose di no; quel calendario glielo aveva regalato una sua conoscente, credente evangelica. Dalla sua risposta, traspariva di non avere alcun interesse né per il calendario e né voglia di parlare di cose spirituali. Io invece già possedevo una Bibbia che mi era stata regalata da mio zio, all’interno vi
era anche una dedica con riportato, il passo di Giosuè 1:9“…Sii forte e coraggioso; non aver paura e non sgomentarti, perché l’Eterno, il tuo DIO, è con te dovunque tu vada”. Avevo imparato qualche versetto a memoria, ma nulla di più, non la leggevo con il dovuto interesse e non mi diceva niente.
Chiesi al mio compagno di cella se poteva farmi scrivere da questa sua conoscente che gli aveva regalato il calendario. Con il passare dei giorni mi chiedevo perché avevo fatto questa richiesta al mio amico di cella? Mi accorsi che dentro di me stava accadendo qualcosa. Mi resi conto che tutto ciò non era un caso, tutto accadeva indipendentemente dalla mia volontà.
Qualche tempo dopo, lasciai il reparto, a seguito di un colloquio avuto con l’educatrice del carcere che mi cambiò cella. Fui molto contento di ricevere una lettera da quella sorella a cui avevo scritto. Ne seguirono poi altre lettere che a poco a poco mi aprirono la mente nella conoscenza della Parola di Dio. In seguito la stessa sorella, mi fece conoscere e mi consigliò di ascoltare Radio Logos, un’emittente evangelica, che annuncia il messaggio di salvezza a tutte le anime che l’ascoltano.
Tramite questa sorella ebbi modo di conoscere un pastore evangelico che mi venne a visitare, per la prima volta, già nel carcere di Lucera (FG) Iniziarono così una serie di visite del pastore. Per me è stato un privilegio ricevere queste visite perché mi hanno aiutato a farmi intraprendere la strada della conoscenza del Signor Gesù. Ringrazio Dio che si è servito di questo caro fratello perché in questo modo ho potuto capire la verità che il Signore gli aveva affidato di rivelarmi. Sono grato a Dio per aver mandato il Suo servo ad annunciarmi l’Evangelo di verità e di salvezza. Ora questo fratello è col Signore.
Nella mia giovinezza sono stato un ragazzo molto ostinato e ribelle, ho pensato solo a divertirmi e soddisfare i miei piaceri. La mia vita sprofondava sempre di più nel baratro; i miei genitori con pazienza e amore, fino ad oggi, mi sono stati sempre vicini senza mai abbandonarmi.
La vita nel carcere non è facile… è difficile sopravvivere, ma con Gesù vicino sono sereno, tutto è più sostenibile, avendoLo accettato come mio Signore e Salvatore della mia vita, ha perdonato tutti i miei peccati che davano un gran peso all’anima mia. – Sono nato di nuovo! Adesso vivo una nuova vita. – Voglio dipendere solo da Lui con tutta la sincerità del mio cuore e con tutta l’anima mia. Lui ha fatto tutto per me, ha pagato il prezzo del mio peccato senza che io ho fatto niente. «Solo un passo di Ora, nel carcere, il mio compito, è quello di testimoniare e servire il Signore ed esserGli fedele per sempre. A Dio tutta la lode e la gloria.

Mario Danaro

Tratto da: http://www.tuttolevangelo.com/

Nigeria: Chiese bruciate e Pastori uccisi


 

black_pastor_killed

black_pastor_killedIn queste ultime settimane l’attenzione si è giustamente concentrata sulle 276 ragazze rapite da Boko Haram, ma alla grande massa sfugge qualcosa di molto inquietante…

Domenica 25 MAggio Boko Haram ha ucciso 21 Cristiani della congregazione delle Chiese di Cristo nelle Nazioni (COCIN) a Gwoza durante un servizio di adorazione, riporta il Reverendo Moses Thilza della Chiesa dei Fratelli in Nigeria (EYN)

Il giorno seguente ribelli della setta di Boko Haram, che cercano di imporre la sharia (legge islamica) in tutta la Nigeria, hanno bruciato sette chiese e numerose case nell’area circostante, hanno riportato leader cristiani. Nglamuda Ibrahim un residente nella città di Gwoza, hanno fornito  i nomi di sette cristiani uccisi a lunedì MAggio 26 nel villaggio Chinene: Bulama Dajiba, Bulama John, Haruna Wadda, Bitrus Kurma, Haruna Kwatha, Haruna Waruda, and Shaibu Galva.

Il Lunedi maggio 26 sei chiese ancora sono state bruciate otto cristiani uccisa e parecchi altri severamente feriti, Ha detto Ibrahim, Non possiamo contare il numero delle case che sono stata bruciate nei villaggi di Chinene, Chikide, Joghode, Kaghum and in Amuda village, dove un altro cristiano è stato ucciso e tanti altri feriti.

Fonte: http://global.christianpost.com/

Traduzione: http://www.accademiajeshuaeuropa.it/

UNA POTENZA TEMIBILE: IL DENARO


L’amor del denaro è radice di ogni specie di mali. (1Timoteo 6:10) Chi ama le ricchezze non ne trae profitto di sorta. (Ecclesiaste 5:10 )

UNA POTENZA TEMIBILE: IL DENARO 

Era un edificio imponente, ma una sua facciata era screpolata dall’alto al basso, conseguenza del lavoro di ingrossamento delle radici di un enorme platano vicino. L’ombra generosa di quest’albero era troppo apprezzata durante l’estate, in quel paese del sud, perché si pensasse di abbatterlo. A poco a poco, l’albero aveva preso il sopravvento sull’edificio. La Bibbia ci parla del denaro come la radice di ogni sorta di mali nella società: liti, frodi, furti, dissolutezza, assassini, guerre, ecc. Esso esercita il suo lavoro di scalzamento nel cuore stesso dell’individuo che cerca di arricchirsi senza mai essere soddisfatto. Il denaro lo domina a poco a poco e provoca come una fessura nella sua moralità. Si impadronisce della sua coscienza e lo porta a sfidare Dio. Quante persone, possedute così dalla passione per il denaro, rifiutano di venire al Signore! Ma Dio vuole liberarci da questo terribile potere. Liberazione dolorosa, perché viene strappata una parte di noi stessi, ma altresì salutare perchè ci introduce nel mondo di Dio, il mondo della gratuità e della libertà. In risposta all’amore divino e con la contemplazione dell’esempio di Gesù Cristo, il credente è guidato al dono di se stesso, dei suoi beni, del suo tempo, del suo denaro. Viene, così, praticamente liberato dalla schiavitù del denaro. Dio ci faccia fare progressi in questa via di libertà e di gioia!

La potenza del sangue di Cristo


di R. A. Torrey – da “Risveglio pentecostale”

“La potenza appartiene a Dio”. Pertanto è a disposizione dell’uomo. Vi è una cosa che crea la separazione tra Dio e l’uomo: il peccato. Leggiamo in Isaia: “Ecco, la mano del Signore non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; ma sono le nostre iniquità quelle che han posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che han fatto sì ch’Egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto” (Isaia 59:1,2). Il peccato deve essere tolto fra Dio e noi, se vogliamo conoscere la potenza di Dio nella nostra vita. E’ il sangue che toglie il peccato (Ebrei 9:26). Pertanto, prima ancora di conoscere la potenza di Dio dobbiamo esperimentare l’efficacia purificatrice del sangue di Cristo Gesù.

Il sangue di Cristo è una propiziazione per il peccato. Romani 3:25 “… il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza”. Nei primi versi di questo capitolo Paolo ha dimostrato che tutti gli uomini sono peccatori, “ogni bocca sia turata”, tutto il mondo “è colpevole dinanzi a Dio”.

Dio è santo ed Egli odia il peccato. L’odio di Dio verso il peccato è una cosa seria: è reale, è vivo, è attivo. L’ira di Dio contro il peccato deve colpire in qualche modo. Che speranza vi è dunque per noi, dal momento che “tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio”? Al verso 25 troviamo la risposta di Dio a questa domanda di massima importanza. Vi è speranza per noi, perché Dio ha provveduto una propiziazione, il sangue versato di Cristo. “Il quale (Cristo) Dio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso”. L’ira di Dio contro il peccato ha colpito lui invece di colpire noi. Di questa grande verità il profeta Isaia aveva ricevuto pallida rivelazione centinaia d’anni prima della nascita di Cristo. “Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognun di noi seguiva la sua propria via; e l’Eterno ha fatto cadere su lui l’iniquità di noi tutti” (Isaia 53:6).

Il sangue di Cristo è prima di tutto una propiziazione per il peccato, un segno che soddisfa l’ira santa di Dio contro il peccato. Egli è la “nostra pasqua” (1Co 5:7), nel vedere il Suo sangue Dio passa oltre e ci risparmia, peccatori come siamo.

Questa propiziazione è principalmente per il credente “una propiziazione mediante la fede”. Tutta l’ira di Dio contro i peccati del credente è pienamente soddisfatta nel sangue di Cristo.

Se qualcuno si domanda, come ha potuto Dio aver misericordia dei peccatori prima della venuta e morte di Cristo, la risposta è semplice. Gesù è l’agnello che è stato “ucciso avanti la fondazione del mondo” (Ap 13:8). Nello stesso istante in cui il peccato entrava nel mondo Dio ebbe i suoi occhi volti sul sacrificio ch’Egli stesso aveva predisposto prima della fondazione del mondo. Nello stesso giardino d’Eden il sangue dei sacrifici che raffigurava quello del vero sacrificio cominciò a scorrere.

In Efesini 1:7 si legge “In Lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia”. La remissione dei peccati non è qualche cosa che il credente deve aspettare che avvenga nel futuro, ma un qualche cosa ch’egli già possiede. “Noi abbiamo” dice Paolo “la remissione dei peccati”. Non dobbiamo fare nulla per assicurarcela, perché il sangue di Cristo già ce l’ha assicurata, è per la fede che ce ne appropriamo e la godiamo. Il perdono è già stato provveduto per ogni credente in Cristo per la potenza del sangue.

Un’anziana signora era morente. Il ministro di culto andò a vistarla e le chiese: “Avete fatto pace con Dio?” “No”, fu la risposta.

“Non avete timore d’incontrare Dio, senza prima aver fatto pace con Lui?” “Niente affatto!”. Un sorriso si dipinse sul volto della donna morente: “Non ho fatto la mia pace con Dio perché non ne ho bisogno. Cristo l’ha fatta per me, con il sangue della Croce. Io riposo sulla pace ch’Egli ha fatto. Abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia”.

“Ma se camminiamo nella luce, com’Egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù suo Figliolo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1:7). Questo ci offre la completezza del perdono per mezzo del sangue. Il sangue di Cristo ha la potenza di purificare il credente da “ogni peccato”. Esso continuamente “purifica”, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Questa purificazione è dalla colpa del peccato. Dovunque nella Bibbia è menzionata la purificazione dalla potenza e dalla presenza del peccato si ha per mezzo della Parola di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, e per mezzo del Cristo vivente e dimorante. Cristo sulla Croce ci salva dalla colpa del peccato, ed il Cristo che ritorna ci salverà dalla presenza del peccato.

Il sangue di Cristo ci salva da tutta la colpa del peccato. Se camminiamo nella luce in Cristo che è la luce, il sangue di Cristo ci purga da ogni peccato. Il sangue di Cristo è potente di lavare il più nero dei peccatori e farlo bianco. Noi tutti abbiamo avuto un passato nero, perché se avessimo potuto vedere il nostro passato con gli occhi di Dio anche il migliore di noi si sarebbe visto nero, nero, nero. Ma se camminiamo nella luce, sottomessi alla verità di Dio, credendo in Cristo, veniamo imbiancati dentro, come bianche erano le vesti di Cristo quando i discepoli lo videro sul Monte della Trasfigurazione (Mt 17:2; Lu 9:29; Mr 9:3). Chi accuserà gli eletti di Dio? (Rm 8:33). Non v’è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Rm 8:1). Nuovamente, in Rm 5:9 si legge: “tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira”. Il sangue di Cristo è potente di giustificare. Ogni credente in Cristo è già giustificato per il sangue di Cristo. Giustificato significa qualche cosa di più di perdonato e purificato. Il perdono, per quanto è glorioso, è una cosa negativa; significa che i nostri peccati sono allontanati da noi e noi appariamo come se non avessimo mai peccato. La giustificazione è positiva; significa che siamo considerati giusti, significa che ci è stata accreditata la giustizia perfetta di Cristo.

Se è buono essere stati spogliati dei propri cenci sozzi e vili, è di gran lunga migliore essere rivestiti di vesti di gloria e bellezza. Con il perdono noi siamo spogliati dei cenci vili e maleodoranti dei nostri peccati, con la giustificazione siamo rivestiti della gloria e della bellezza di Cristo. E’ la potenza del sangue che ci assicura questo. Nel versare il suo sangue quale prezzo di riscatto per il peccato, Cristo ha preso il nostro posto, credendo in Lui noi prendiamo il Suo posto. “Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto esser peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” (2Co 5:21).

Leggiamo ora Ebrei 9:14: “Quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito Santo eterno ha offerto sé stesso puro d’ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all’Iddio vivente?” Il sangue di Cristo è potente di purificare la coscienza dalle opere morte per servire all’Iddio vivente. Comprendi ciò che vuol dire? E’ una gloriosa verità che cercherò di rendere semplice. Quando l’uomo prende coscienza dei suoi peccati e s’accorge d’essere un peccatore e che Dio è santo, sente di dover fare qualche cosa per piacere a Dio ed espiare per il peccato. Egli deve “fare penitenze”, “osservare la Quaresima”, “fare elemosine”, ed altre cose per espiare per i suoi peccati. Tutti questi sforzi sono “opere morte”. Non possono mai compiere ciò che si prefiggono e non possono mai dare pace. Per quanti anni Martin Lutero cercò la pace in questo modo e non la trovò! Ma quando scopriamo la potenza del sangue, che ha già perfettamente espiato per il peccato, che ci ha già purificati dai nostri peccati e giustificati davanti a Dio, che ci ha resi graditi e accettevoli agli occhi di Dio, allora le nostre coscienze non soltanto sono alleggerite dal peso della colpa, ma anche dal peso di questi sforzi, e possiamo con libertà servire l’Iddio vivente, non nella schiavitù della paura, ma nella libertà e nella gloria di coloro che sanno d’essere figliuoli graditi ed amati.

Vi sono molti cristiani oggi che non hanno permesso al sangue di Cristo di purificare le loro coscienze dalle opere morte. Essi continuamente sentono di dover fare qualche cosa per espiare. Caro fratello e cara sorella, guarda a quel che guarda Iddio, al sangue, e vedi che tutto è stato fatto, già fatto! Dio è soddisfatto, il peccato è espiato, noi siamo giustificati e non dobbiamo più fare opere morte per raccomandarci a Dio; ma, considerando che già siamo stati raccomandati, serviamoLo nella libertà della gratitudine e dell’amore, e non nei legami della paura.

In Atti 20:28 si legge: “Badate a voi stessi ed a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale Egli ha acquistato col proprio sangue”. Ed ancora in Ap 5:9 “E cantavano un nuovo cantico dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d’aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d’ogni tribù e lingua e popolo e nazione”. Il sangue di Cristo mi rende proprietà di Dio. Questo pensiero mi da’ un senso di responsabilità: se appartengo a Dio, vuol dire che debbo servirLo interamente, corpo, anima e spirito, devo appartenerGli tutto. Ma il pensiero che sono proprietà di Dio mi da’ anche un senso di sicurezza: Dio prenderà cura di ciò che Gli appartiene. Il sangue di Cristo è potente di darmi sicurezza eterna.

Apprendiamo qualche cosa di più della potenza del sangue in Ebrei 10:19,20: “Avendo dunque, fratelli, libertà d’entrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù, per quella via recente e vivente che Egli ha inaugurata per noi, attraverso la cortina, vale a dire la sua carne”. Il sangue di Cristo è potente di dare al credente franchezza per entrare nel santuario, di accostarsi alla presenza stessa di Dio. Nei giorni del giudaesimo antico del tabernacolo e del Tempio, Dio si manifestava nel luogo santissimo. Quello era il luogo designato per incontrare Dio. Ma in quel luogo era permesso l’accesso ad un solo Giudeo in tutta la nazione, al sommo sacerdote; ed a questi soltanto una volta all’anno, nel giorno dell’espiazione, e soltanto con il sangue. Dio insegnò ai giudei, e tramite loro a tutto il mondo, tre grandi verità: la santità inaccessibile di Dio, la peccaminosità dell’uomo, e che l’uomo peccatore poteva accedere all’Iddio santo soltanto tramite il sangue dell’espiazione, perché “senza versamento di sangue” non poteva esservi “remissione di peccato”, e di conseguenza non poteva esserci accesso a Dio (Eb 9:22). Il sangue dei sacrifici del Vecchio Testamento era soltanto una figura del vero sacrificio, Gesù Cristo; e, a motivo del Suo sangue versato, il più vile dei peccatori che oggi crede in Lui ha il diritto di accedere a Dio, di entrare nella Sua presenza ogni qualvolta che lo desideri “senza timore e in piena certezza di fede”. Oh, la meravigliosa potenza del sangue di Cristo che allontana ogni timore allorché mi avvicino all’Iddio che è santo e che è “un fuoco consumante”! Dio è santo? Sì! Ed io sono un peccatore? Sì! Ma in virtù dell’offerta meravigliosa di cristo, valevole per sempre, “una volta per sempre” il mio peccato è stato per sempre allontanato, ed io sono stato “giustificato” e “reso perfetto”, e grazie a quel sangue tanto prezioso e accettevole a Dio posso accostarmi con franchezza nella presenza stessa di Dio.

Il sangue di Cristo ha ancora maggior potenza. In Ap 22:14 si legge “Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte della gloria”! Facendo un confronto con il verso 14 del cap. 7 si comprende chiaramente che è tramite il sangue di cristo che le vesti possono essere lavate. Il sangue di cristo dunque è potente di dare a coloro che credono in lui il diritto all’albero della vita e accesso nella città di Dio. Il peccato nel giardino dell’Eden ha tolto all’uomo il diritto all’albero della vita e lo ha cacciato via (Ge 3:22-24). Il sangue di Cristo ci riapre la via all’albero della vita e alla Nuova Gerusalemme. Il sangue di cristo ci fa riavere tutto ciò che Adamo perse a cagione del peccato ed ancora di più:

Abbiamo visto qualche cosa che si riferisce alla potenza del sangue di Cristo. Hai fatto tesoro di quel sangue? Gli hai permesso di operare nella tua vita come si deve? Alcuni oggi cercano di escogitare una teologia che tagli fuori il sangue. Quale stoltizia! Il cristianesimo senza il sangue espiatore è un cristianesimo senza misericordia per il peccatore, senza pace per la coscienza, senza perdono autentico, senza giustificazione, senza purificazione, senza libertà d’accesso alla presenza di Dio, senza potenza.

Non è affatto Cristianesimo, ma la contraffazione stessa del diavolo.

Se vogliamo conoscere la pienezza della potenza nella vita e nel servizio cristiano, dobbiamo prima di tutto conoscere la potenza del sangue di cristo, perché è quella che ci da’ il perdono, la giustificazione e la libertà di appressarci a Dio.

Non possiamo conoscere la potenza dello Spirito prima ancora della potenza del sangue; non possiamo neppure conoscere la potenza della preghiera prima ancora della potenza del sangue per mezzo del quale possiamo appressarci a Dio. Vi sono alcuni che insegnano “la vita più elevata” ignorando la verità fondamentale del sangue. Costoro cercano di erigere una sovrastruttura senza fondamenta sicure. E’ necessario cominciare dal sangue per arrivare al “luogo santissimo”.

MARTIN LUTER KING


Immagine

 

MARTIN LUTER KING; a causa della sua lotta pacifica, contro la discriminazione razziale, fu più volte rinchiuso in carcere, per banalità o fatti insussistenti. Oltre a questo, si aggiungevano: atti intimidatori, minacce, ostruzionismi ed attentati. Nei periodi che si trovava in carcere, in attesa che venisse pagata la cauzione, elaborò la stesura di diversi libri, di cui qualcuno, ne divenne un best-seller di fama mondiale. Il suo libro “LA FORZA DI AMARE”, attraverso sermoni biblici, dichiarava con un evangelo pratico, lo spaccato del nostro vivere, nella vita di ogni giorno. Egli mise a nudo una società, che pur definendosi cristiana, era noncurante, della segregazione razziale, dove 20 milioni di americani (oggi 40 milioni) stavano vivendo nella ingiustizia e nella repressione, solo a motivo, del colore della loro pelle. — Pastore evangelico battista; predicatore di gran talento; nel 1964, gli fu riconosciuto il “Premio Nobel per la Pace” con il sopracitato libro. Fu assassinato nell’Aprile del 1968.

IL CLOWN


Immagine

 

Nello studio di un celebre psichiatra si presentò un giorno un uomo apparentemente equilibrato, serio ed elegante. Dopo alcune frasi, però, il medico scoprì che quell’uomo era vittima di un profondo senso di malinconia e di tristezza. Il medico iniziò coscienziosamente il suo lavoro terapeutico e, al termine della seduta, disse al suo paziente: «Perché non va al circo che è appena arrivato nella nostra città? Nello spettacolo si esibisce un famosissimo clown che ha fatto ridere e divertire mezzo mondo. Le farà bene, vedrà!» Allora quel uomo scoppiò in lacrime, dicendo: «Quel clown, sono io!» 

 

Forse la nostra vita assomiglia a quella di questo clown? Gli altri ci vedono sorridere, ci vedono allegri, anzi, con le nostre battute riusciamo a fare ridere pure gli altri, ma essi non sanno, non vedono quello che in realtà c’è dentro al nostro cuore, cioè tristezza e malinconia. Forse il nostro cuore non sa più sorridere, oramai non c’è più niente che ci possa far sentire veramente allegri dentro. Non pensiamo che nessuno conosca questo nostro stato d’animo, perché invece il Signore conosce molto bene tutto quello che c’è dentro al nostro cuore «Ogni oppressione, il tuo travaglio e la tua afflizione» (Rif. Libro del Deuteronomio Cap. 26 verso 7).  

 

Non esiste psicologo che ci possa capire meglio del Signore. Egli infatti afferma: «Forse tu non mi conosci, ma IO so tutto di te, so quando ti siedi e quando ti alzi, conosco a fondo i tuoi modi di essere…» (Rif. Salmo 139 verso 1 e successivi). Egli non solo ci conosce e ci capisce, ma ha anche la medicina adatta per cambiare totalmente il nostro stato d’animo: «Beato l’uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei Suoi comandamenti» (Rif. salmo 112 verso 1). Proprio così, è felice chi ripone la fiducia nel Signore e prova piacere nell’osservare la Sua Parola. L’allegrezza interiore è data SOLAMENTE dal Signor Gesù e dall’ubbidienza alla Sua Parola. Vuoi esultare di gioia? Vuoi uscire dalla depressione? Non ricorrere allo psicologo ma fai entrare Gesù nel tuo cuore, perché non vi può esser vera gioia, se non in Colui solo che TI AMA DI UN AMORE ETERNO (Rif. Libro del profeta Geremia Cap.31 verso 3). Ricorda: la felicità e la pace interiore provengono SOLO da Colui che ne è la Fonte: Cristo Gesù, il Signore.