La vera RICCHEZZA e quella FALSA !!!!!


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(1Timoteo 6:6)
“La pietà con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno”.
(1Timoteo 6:8-10):”Ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di Tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella Rovina e nella perdizione. Infatti l’Amore del Denaro è radice di ogni specie di mali, e alcuni che vi si sono dati si sono sviati dalla Fede e si sono procurati MOLTI DOLORI”.
(1Timoteo 6:18-19):”Di fare del Bene, di arricchirsi di opere Buone, di essere generosi nel DONARE, pronti a DARE, così da mettersi da parte un tesoro BEN FONDATO per l’avvenire, per ottenere la vera vita”.
(Apocalisse 3:17):”Tu dici:”Sono ricco,mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!”. Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo.”
Quante volte, guardando in TV, vediamo delle persone famose e ci convinciamo che Questi sono molto più contente di Noi? Quante volte pensiamo che Queste persone, stando sopra a un palcoscenico, sono avvolte dalla “Mano di Dio”che gli da tutto e Ricchezza?
NO! NON E’ VERO MAI! Questa è una BUGIA dell’INFERNO!
il Diavolo, invidioso di noi che siamo figli di Dio, cerca di privarci della presenza di Dio, facendoci innamorare più delle cose del Mondo(Ricchezza,fama,Gloria,Ipocrisia…) che del Signore.
Guardate queste foto che descrivono in qualche maniera che cos’è la FALSA RICCHEZZA:”tutti quanti pensiamo che i Soldi siano felicità assoluta e che senza di questo non c’è vita, una volta ottenuti ci sentiamo quell’emotività istantanea, ma poi ci si rende conto, nel corso del tempo, che siamo noi ad essere schiavi della Ricchezza e non più padroni”
Attaccarsi a un Bene Terreno non durevole, a differenza di Dio che è eterno, è fonte di errore, quindi di inevitabile sofferenza, che porta alla fine ad un ABBATTIMENTO DELLO SPIRITO, contro il quale la ragione non può nulla, e ci procura un senso di sconforto e disgusto per la vita.
Qual’è l’unica vera ricchezza:”è semplicemente Amare il Signore Dio, in Cristo Gesù. Amalo e vedrai che egli ti dara di più, di più e di più. Ti darà un vero senso della tua esistenza e ti darà quel senso di Beatitudine”
NON guardare alle cose del Mondo che presto spariranno, con la venuta di Cristo sulla terra, ma adora il Signore e vedrai che egli ti dara cose grandi.
Amen!

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COMBATTERE DAVANTI E DI DIETRO


Combattere davanti e di dietro
Gli uomini di Giuda si voltarono indietro, ed eccoli costretti a combattere davanti e di dietro. Allora gridarono al Signore … (2Cronache 13:14)
Ti sei mai trovato nella condizione di Abiia? Circondato da nemici d’ogni lato, egli si trova costretto a combattere davanti e di dietro, su due fronti.
La battaglia, già di per sé, parla di difficoltà, ma quando i nemici moltiplicano e nuovi fronti si aprono, nessun’arma pare efficace, qualunque strategia diventa inutile, lo sconforto avanza, la sconfitta diventa certa.
Carissimo,
Stavi combattendo per un problema fisico o economico e lo scoraggiamento spirituale, la tentazione ti hanno attaccato sull’altro fronte?
Avevi serie difficoltà sul lavoro, a scuola e ora ecco aprirsi un fronte a casa, in famiglia?
Era già dura cercare di lasciarsi dietro un passato difficile (un fallimento, una delusione, un peccato?), quando il futuro davanti a te è diventato incerto, imprigionandoti in un presente insostenibile?
E magari come Abiia sei qui soltanto per aver scelto di combattere la battaglia giusta, per la giusta causa.
Eppure eccoti senza via di scampo!
Che cosa puoi fare in questa situazione?
Non hai tempo di rielaborare strategie, cercare alleati e non puoi permetterti di arrenderti, scendere a patti col nemico. Come puoi uscirne?
Non soltanto nel nostro episodio, ma in diverse occasioni, la Scrittura indica la via d’uscita per chi è circondato:“La strategia del grido”.
Il nostro testo continua così: “La gente di Giuda mandò un grido; e avvenne che, al grido della gente di Giuda, Dio sconfisse Geroboamo …” (v. 15).
La strategia del grido è quella che ti spinge a cercare il Signore, con fede, senza indugio. È l’invocazione sincera di chi vede il nemico attaccare sui due fronti, ma dice all’Eterno: “Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle …” (Salmo 139:5).
Oggi, mentre sei accerchiato, rivolgiti a Cristo. Egli, seppure circondato d’ogni lato, ha sconfitto il peccato, è rimasto fedele, ha vinto la morte. E ora dal Suo trono, solido e inattaccabile, soccorre tutti quelli che con fede gridano a Lui.
Quando sarai costretto a combattere “davanti e di dietro” prima di disperarti, di recriminare, di mollare… guarda meglio con gli “occhi della fede”, e potrai dire come Davide: “Il Signore è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? Se un esercito si accampasse contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; se infuriasse la battaglia contro di me, anche allora sarei fiducioso”(cfr. Salmo 27:1-3).
Amen?

Fatevi coraggio,io ho vinto il mondo

PRIGIONIERI DELLA SPERANZA


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PRIGIONIERI DELLA SPERANZA
“Tornate alla fortezza, o voi prigionieri della speranza! Anche oggi io ti dichiaro: Ti renderò il doppio” (Zaccaria 9:12)

INVITO DIVINO
Il profeta rivolge ai deportati in Babilonia un invito incoraggiante e accorato: “Tornate alla fortezza”. Gli ebrei sono invitati a guardare con gioia verso la loro patria, verso Gerusalemme, la città di Dio; avrebbero dovuto guardarla come un luogo di rifugio sicuro per il loro futuro.
Anche noi giovani vogliamo tornare alla fortezza, vogliamo guardare e correre verso la nostra “città” di rifugio che è Gesù Cristo, il Signore! In Lui i giovani credenti potranno trovare riparo dalle insidie del mondo, protezione dagli assalti del diavolo; in Lui, solo in Lui possiamo trovare ciò di cui ha bisogno la nostra anima, infatti è scritto: “Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro” (Libro di Isaia 45:22).
A volte, nelle difficoltà della vita, i giovani sono propensi a cercare aiuto a destra e a sinistra, ma l’invito della Parola è di ritornare alla fortezza, al nostro Signore, sì perché: “il nome del Signore è una forte torre; il giusto vi corre, e vi trova un alto rifugio (Libro dei Proverbi 18:10). Gesù è tutto per noi, Egli è “rocca, fortezza, rupe, scudo, potente salvatore, alto rifugio” (nel Salmo 18:2).
Sì, Gesù è una fortezza:
• per i giovani che si affidano a Lui. Lo stesso Dio che fortificò il giovane Daniele con i suoi amici, che protesse la fanciulla d’Israele, che aiutò Giuseppe, che usò Davide, che chiamò il ragazzo Geremia al ministero profetico, è ancora l’Iddio che vuole proteggere ogni giovane credente;
• per le giovani coppie. Il matrimonio tra due credenti non è una maledizione, ma una benedizione! Pur tuttavia, le coppie hanno un grande e costante bisogno di ritornare a Cristo, per godere della Sua benedizione nella vita matrimoniale;
• per i giovani che desiderano servire il Signore. Chiunque, perciò anche i giovani che desiderano servire il Signore in qualunque modo, anche come pastori, può contare sull’aiuto potente dello Spirito Santo. Dio ha un piano glorioso e stupendo per i servitori di ogni età, in special modo per i giovani! Servire Dio in Tutto l’Evangelo non implica popolarità né successo, ma necessita di fedeltà a Dio nella condotta e nell’annuncio della Parola.
I DESTINATARI
L’invito del profeta è rivolto ai “prigionieri della speranza”, ad un popolo che nutre aspettative, che attende fiducioso l’intervento divino. Dio liberi i giovani dalla prigionia della delusione sentimentale; dalla prigionia delle circostanze, della malattia, dello sconforto, della paura e dell’ansia; dalla prigionia del timore per il futuro della propria famiglia; dalla prigionia dei vizi e dei legami diabolici; dalla prigionia delle violenze subite. Dio può liberare da ogni forma di prigionia e fare di ciascuno dei “prigionieri della speranza”.
È necessario nutrire speranza, alimentare una santa aspettativa, credere che Dio è ancora potente a cambiare ogni situazione. La nostra speranza è che Egli continuerà a salvare i perduti; a battezzare con lo Spirito Santo; a chiamare al ministero; a guarire gli ammalati; a provvedere ogni giorno ai nostri bisogni; a consolare gli afflitti.
BENEDIZIONE PENTECOSTALE
I “prigionieri della speranza”, nel tornare alla “fortezza”, ricevono un preciso messaggio di benedizione: “Anche oggi io ti dichiaro: ti renderò il doppio”, oppure “oggi io ti annuncio, che darò a te beni grandi” (Vulgata). Non importa quanto sia difficile la nostra situazione contingente, quello che conta è che, se torniamo a Dio con tutto il cuore (tornate alla fortezza) e con delle aspettative (prigionieri della speranza), Egli ci visiterà dal cielo (ti renderò il doppio).
Noi crediamo fermamente che le benedizioni del futuro saranno maggiori rispetto a quelle del passato e che la gloria futura sarà più grande di quella realizzata nei giorni trascorsi. I giovani credenti desiderano, aspirano e bramano, proprio come il giovane Eliseo, una doppia benedizione. Non vogliamo vivere una vita cristiana da poveri, da indigenti, squallida, insufficiente, ma abbondante e vittoriosa, esuberante e ricolma di Spirito Santo. Ecco alcune condizioni per realizzare un’abbondante benedizione dal cielo:
• una profonda comunione con Dio. Rimanendo legati al nostro testo che ci ricorda di tornare alla “fortezza”, impariamo che per ricevere un’abbondante benedizione dobbiamo rimanere legati e uniti al nostro amato Salvatore;
• nutrire delle aspettative. I “prigionieri della speranza” devono aspettarsi qualcosa dal cielo;
• credere alle Sue promesse. Dobbiamo esercitare e utilizzare la fede, senza la quale non possiamo in alcun modo piacerGli.
Ai giovani e a te che stai leggendo la Parola rivolge il messaggio: “Tornate alla fortezza, o voi prigionieri della speranza! Anche oggi io ti dichiaro: Ti renderò il doppio” (Zaccaria 9:12).