CERTEZZE


Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno. (Giobbe 42:2)
Al mattino ti offrirò la mia preghiera e attendo un tuo cenno. (Salmo 5:3)

CERTEZZE

Questa mattina le notizie alla radio sono di nuovo molto scoraggianti. Si sarebbe tentati di dire: “Se Dio può veramente tutto, perché vi sono tante sofferenze nel mondo, tanta violenza ed ingiustizia?”. Perché?… Perché Dio rispetta la libertà umana e questa libertà l’uomo l’ha usata dapprima per disubbidirgli, in
seguito per crocifiggere il suo inviato, Cristo, il Principe di Pace, scegliendo volontariamente Satana come capo, ora Principe di questo
mondo. Dio lascia fare. Contemporaneamente Egli chiama ciascuno a ritornare a Lui, a pentirsi, a mettersi al riparo dal giudizio confidandosi
in Cristo, crocifisso al Calvario; anche per questo Dio lascia l’uomo libero di scegliere. Ma i suoi piani si compiono; ben presto, la sua lunga pazienza avrà fine e la sua onnipotenza sarà vista da tutti: da una parte per liberare i suoi, dall’altra per giudicare coloro che l’hanno
respinto. La sua potenza non è forse visibile in tutta la creazione? Il suo amore non ci è stato forse mostrato alla croce? Per questo il credente
può tranquillamente, ogni mattina, dire al suo Dio tutto ciò che lo preoccupa e attendere. Il Signore non sarà maggiormente nell’imbarazzo
nel risolvere le nostre grandi pene e i nostri grossi problemi,
di quanto lo sia per provvedere ai piccoli problemi che dobbiamo quotidianamente
affrontare.

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LA CAUZIONE…..


 

Un giorno, un giovane ragazzo, litigò furiosamente con il padre, tanto che decise di andare via di casa. Era così arrabbiato e orgoglioso che non volle più vedere né sentire il padre. Purtroppo il ragazzo era ribelle e questo gli causò tanti guai anche con le altre persone. Un giorno infatti fu arrestato. Doveva scontare una pena di tre mesi ma rimase in prigione solo due giorni, nei quali ebbe modo di riflettere sulla sua vita sregolata. Il secondo giorno di prigione fu scarcerato, qualcuno aveva pagato la cauzione per lui. “Chi può essere stato?”, pensò il ragazzo. “Nessuno mi vuol bene, mi sono comportato troppo male con tutti, chi può aver fatto questo gesto così bello nei miei confronti? Forse c’è stato un errore. Magari tra poco mi richiamano e mi diranno che dovevano scarcerare il mio compagno di cella…”
E mentre pensava a tutte queste cose uscì dalla prigione e proprio sulla soglia del cancello vide suo padre. “Papà….come mai sei qui?!”, chiese il ragazzo stupito e con tanta vergogna.
Pensava che il padre fosse lì per caso e non voleva far vedere che era appena uscito di prigione. “Sono qui per te.”, disse il padre allargando le braccia. “Io ho pagato la cauzione per te.” Il figlio non poteva credere alle sue orecchie. Il padre che lui aveva offeso con parole pesanti gli aveva pagato la cauzione e adesso chiedeva un abbraccio. Il ragazzo mise da parte l’orgoglio è abbracciò forte suo padre. Mentre il padre accompagnava il figlio verso la macchina per riportarlo a casa, il giovane fece una domanda: “Perché hai pagato per me? Io mi sono comportato malissimo nei tuoi confronti, come mai mi dimostri così tanto amore?”
Il padre rispose “Non posso impedirti di andare via di casa ma, appena ho saputo che ti avevano arrestato, mi sono preoccupato molto per te e sono corso a pagarti la cauzione. Tu sei mio figlio e farei qualunque cosa per te.”
“Papà, io non mi merito tutto questo amore, cosa posso fare per ricambiare?”
“Il mio amore non ha un prezzo, caro figlio. Ma se puoi… non cacciarti più ne guai.”
Gesù ha fatto un grande sacrificio morendo sulla croce per noi. Come esseri umani nasciamo peccatori, nasciamo come imprigionati dal peccato, solo Gesù, col suo sacrificio ha potuto pagare la cauzione che ci rende liberi e Lui non vuole niente in cambio, ma se lo amiamo veramente, dovremmo essere riconoscenti nei suoi confronti evitando di fare ancora degli errori.

Foto: La cauzione...</p>
<p>Un giorno, un giovane ragazzo, litigò furiosamente con il padre, tanto che decise di andare via di casa. Era così arrabbiato e orgoglioso che non volle più vedere né sentire il padre. Purtroppo il ragazzo era ribelle e questo gli causò tanti guai anche con le altre persone. Un giorno infatti fu arrestato. Doveva scontare una pena di tre mesi ma rimase in prigione solo due giorni, nei quali ebbe modo di riflettere sulla sua vita sregolata. Il secondo giorno di prigione fu scarcerato, qualcuno aveva pagato la cauzione per lui. “Chi può essere stato?”, pensò il ragazzo. “Nessuno mi vuol bene, mi sono comportato troppo male con tutti, chi può aver fatto questo gesto così bello nei miei confronti? Forse c’è stato un errore. Magari tra poco mi richiamano e mi diranno che dovevano scarcerare il mio compagno di cella...”<br />
E mentre pensava a tutte queste cose uscì dalla prigione e proprio sulla soglia del cancello vide suo padre. “Papà….come mai sei qui?!”, chiese il ragazzo stupito e con tanta vergogna.<br />
Pensava che il padre fosse lì per caso e non voleva far vedere che era appena uscito di prigione. “Sono qui per te.”, disse il padre allargando le braccia. “Io ho pagato la cauzione per te.” Il figlio non poteva credere alle sue orecchie. Il padre che lui aveva offeso con parole pesanti gli aveva pagato la cauzione e adesso chiedeva un abbraccio. Il ragazzo mise da parte l’orgoglio è abbracciò forte suo padre. Mentre il padre accompagnava il figlio verso la macchina per riportarlo a casa, il giovane fece una domanda: “Perché hai pagato per me? Io mi sono comportato malissimo nei tuoi confronti, come mai mi dimostri così tanto amore?”<br />
Il padre rispose “Non posso impedirti di andare via di casa ma, appena ho saputo che ti avevano arrestato, mi sono preoccupato molto per te e sono corso a pagarti la cauzione. Tu sei mio figlio e farei qualunque cosa per te.”<br />
“Papà, io non mi merito tutto questo amore, cosa posso fare per ricambiare?”<br />
“Il mio amore non ha un prezzo, caro figlio. Ma se puoi… non cacciarti più ne guai.”</p>
<p>Gesù ha fatto un grande sacrificio morendo sulla croce per noi. Come esseri umani nasciamo peccatori, nasciamo come imprigionati dal peccato, solo Gesù, col suo sacrificio ha potuto pagare la cauzione che ci rende liberi e Lui non vuole niente in cambio, ma se lo amiamo veramente, dovremmo essere riconoscenti nei suoi confronti evitando di fare ancora degli errori.

Da quando ho accettato Gesù nel mio cuore la mia vita è cambiata


 

Aissa BurtinMi chiamo Aissa Burtin, il mio passaporto è francese, mia madre è tedesca e mio padre è arabo ed era un sacerdote musulmano. Io sono un ex tossicomane, ex alcolizzato, ho viaggiato tanto tempo dormendo sotto i ponti e mangiavo nei bidoni dell’immondizia. Quando scappai da casa avevo solo 17 anni. Ho letto centinaia di libri di filosofia e di psicologia; ho fatto una ricerca anche nella meditazione trascendentale, nell’esoterismo, ma nessuno di questi campi, né la droga, né l’alcolismo, né la depravazione, né il satanismo, hanno mai potuto indicarmi la verità! L’unica cosa che ero arrivato a desiderare era la morte! Ero diventato scheletrico, appena alzato bevevo un fiasco di vino, prendendo delle sostanze una peggio dell’altra. Desideravo morire ed ho tentato il suicidio nel 1976, ma per grazia di Dio, un giorno nel 1979, mentre stavo vivendo in Piazza Navona a Roma, incontrai un gruppo di giovani ragazzi. Li guardavo da lontano ma non ascoltavo le loro parole perché avevo vissuto una vita piena di parole, avevo approfondito studi filosofici, avevo letto i libri più belli di Freud, di Hagler, una cosa però mi toccava, la pace che illuminava il loro viso. Chiamai una di loro e le dissi gentilmente: “Informami di cosa stai prendendo, per avere questa gioia, questa pace”. Questa ragazza mi disse: “Noi non prendiamo niente!” Io replicai: “Ma come fai ad avere ed esprimere gioia, pace e tranquillità?” La ragazza mi rispose: “Da quando ho dato il mio cuore a Gesù la mia vita è cambiata!” Allora la insultai dicendole: “tu sei bugiarda, tu stai prendendo un nuovo tipo di droga, di sostanza e non mi vuoi aiutare!” Me ne andai arrabbiato e per una settimana continuai a vivere normalmente la mia vita commettendo furti, ladronerie, continuando a mangiare nei bidoni e ad intossicare la mia anima ed il mio corpo di alcool e di sostanze. Però la frase: “Da quando accettai Gesù la mia vita è cambiata!” , insisteva nel mio cuore e nella mia mente. Una settimana dopo, continuavo a meditare attorno a quelle parole, ponendomi tante domande … alla fine giunsi a questa conclusione: “Aissa, la filosofia, la psicologia, l’esoterismo, la droga, l’alcolismo, la depravazione, vagare per il mondo, papà e mamma non ti hanno aiutato; e per tutto questo hai dovuto sempre pagare, cosa ti costa provarci? Ritornai a Piazza Navona, era il 25 maggio 1979; ritrovai quel gruppo e andai da quella ragazza a dirle: “ma sei proprio sicura?” Ella mi guardò e mi disse: “Certo! Da quando ho accettato Gesù la mia vita è cambiata.” L’ho guardata e le ho risposto: “Io non so pregare, non ho mai pregato!” Allora cominciammo a pregare ed io credendo con il cuore dissi: “Gesù, se Tu esisti, entra nel mio cuore’.” All’istante il mondo si è aperto dinanzi a me, ho potuto gustare l’amore di Dio, la pace, la gioia che ho tanto desiderato! Mi sono sentito libero! Sono stato liberato dalla droga, dall’alcolismo, dalle sigarette e da ogni altra cosa, all’istante! Durante la prima settimana ho letto tutto il Nuovo Testamento ed un verso mi ha colpito particolarmente, Matteo 6:31: “Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? Che berremo? O di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.” Io mi trovavo in una condizione di indigenza ma adesso non potevo più rubare, allora cominciai a pregare perché Dio potesse provvedermi da mangiare. Mi alzai ed i miei compagni di lavoro (se così posso chiamarli) mi dissero: “Aissa! andiamo in quell’ hotel, entriamo in quell’appartamento, abbiamo quest’opportunità”. Io risposi: “No! Sono cristiano e appartengo a Dio e non posso più rubare.” Loro dissero: “Ma come farai a mangiare?” Risposi: “Dio mi manderà da mangiare.” “Cosa credi che il pane ti possa cadere dal cielo?” Io li guardai e dissi: “Volesse Iddio, il pane scenderà dal cielo, ed io mangerò!” Trascorse tutta la giornata, ma la mia fede non venne meno perché ciò che Dio promette quello mantiene, perché Lui è fedele.” Ero solo, senza amici, senza parenti e senza comunità. Era mezzanotte meno cinque, mentre entravo nel mio sacco a pelo e senza volerlo svegliai una persona sulla mia destra, un uomo di una certa età; mi scusai: “Perdonami che ti ho svegliato.” Lui mi guardò e mi disse: “No, non ti preoccupare, non è successo niente.” Quell’uomo mi guardò e mi disse: “Figliolo, hai mangiato?” Una domanda impossibile da ricevere in mezzo a quelli della strada. Io viaggiavo sempre con un coltello, ero il più veloce a tirare un pugno, una testata o una ginocchiata o un calcio, per difendermi. La vita della strada rende l’uomo molto crudele, molto duro, la sofferenza ti tempra come l’acciaio alla crudeltà; la pietà non esiste, ognuno deve sopravvivere. Ho dovuto affrontare delle situazione e circostanze allucinanti. Perciò, sentire una frase simile era impossibile, non credevo alle mie orecchie, dissi: “No, non ho mangiato.” Egli mi disse: “perché non sai fare il furbo?” Io risposi: “Sì, ero molto bravo. Sono tuttora molto bravo nella mia specialità, però sono cristiano ed ho abbandonato quella vita.” Mi disse: “Bene hai fatto.” Mi diede un pezzo di pane, un pezzo di formaggio, una mela e un bicchiere di vino bianco: Dio mi dimostrò la sua fedeltà. Quella notte, mentre dormivo lì, sotto il ponte e quell’uomo era lì accanto a me, mi sentivo benedetto, appagato, il grande Iddio si era occupato e preoccupato di un barbone, di un ex delinquente, di una montagna di immondizia come me. Il grande Dio si era abbassato verso un insignificante essere umano, spregevole agli occhi della società. Dio si preoccupato per ognuno di noi, anche per te che stai leggendo. Forse sei considerato spregevole dall’umanità, dalla società, ma sei prezioso agli occhi di Dio. Oggi, dopo quasi trent’anni, come allora affermo: “Da quando accettai Gesù la mia vita è cambiata’. Non potevo avere figli, ero ammalato per colpa del peccato. Oggi, grazie a Dio, sono padre di quattro bambini; dopo anni di solitudine e di sofferenze, dopo dieci anni di conversione, Iddio mi ha benedetto anche dandomi una compagna che serve Dio insieme a me. Io e la mia casa serviamo l’Eterno. A Gesù la lode e la gloria, a Lui tutto il mio ringraziamento.
Foto: Da quando ho accettato Gesù nel mio cuore la mia vita è cambiata</p><br /><br />
<p>Aissa Burtin</p><br /><br />
<p>Mi chiamo Aissa Burtin, il mio passaporto è francese, mia madre è tedesca e mio padre è arabo ed era un sacerdote musulmano. Io sono un ex tossicomane, ex alcolizzato, ho viaggiato tanto tempo dormendo sotto i ponti e mangiavo nei bidoni dell'immondizia. Quando scappai da casa avevo solo 17 anni. Ho letto centinaia di libri di filosofia e di psicologia; ho fatto una ricerca anche nella meditazione trascendentale, nell'esoterismo, ma nessuno di questi campi, né la droga, né l'alcolismo, né la depravazione, né il satanismo, hanno mai potuto indicarmi la verità! L'unica cosa che ero arrivato a desiderare era la morte! Ero diventato scheletrico, appena alzato bevevo un fiasco di vino, prendendo delle sostanze una peggio dell'altra. Desideravo morire ed ho tentato il suicidio nel 1976, ma per grazia di Dio, un giorno nel 1979, mentre stavo vivendo in Piazza Navona a Roma, incontrai un gruppo di giovani ragazzi. Li guardavo da lontano ma non ascoltavo le loro parole perché avevo vissuto una vita piena di parole, avevo approfondito studi filosofici, avevo letto i libri più belli di Freud, di Hagler, una cosa però mi toccava, la pace che illuminava il loro viso. Chiamai una di loro e le dissi gentilmente: “Informami di cosa stai prendendo, per avere questa gioia, questa pace”. Questa ragazza mi disse: “Noi non prendiamo niente!” Io replicai: “Ma come fai ad avere ed esprimere gioia, pace e tranquillità?” La ragazza mi rispose: “Da quando ho dato il mio cuore a Gesù la mia vita è cambiata!” Allora la insultai dicendole: “tu sei bugiarda, tu stai prendendo un nuovo tipo di droga, di sostanza e non mi vuoi aiutare!” Me ne andai arrabbiato e per una settimana continuai a vivere normalmente la mia vita commettendo furti, ladronerie, continuando a mangiare nei bidoni e ad intossicare la mia anima ed il mio corpo di alcool e di sostanze. Però la frase: “Da quando accettai Gesù la mia vita è cambiata!” , insisteva nel mio cuore e nella mia mente. Una settimana dopo, continuavo a meditare attorno a quelle parole, ponendomi tante domande … alla fine giunsi a questa conclusione: “Aissa, la filosofia, la psicologia, l’esoterismo, la droga, l’alcolismo, la depravazione, vagare per il mondo, papà e mamma non ti hanno aiutato; e per tutto questo hai dovuto sempre pagare, cosa ti costa provarci? Ritornai a Piazza Navona, era il 25 maggio 1979; ritrovai quel gruppo e andai da quella ragazza a dirle: “ma sei proprio sicura?” Ella mi guardò e mi disse: “Certo! Da quando ho accettato Gesù la mia vita è cambiata.” L'ho guardata e le ho risposto: “Io non so pregare, non ho mai pregato!” Allora cominciammo a pregare ed io credendo con il cuore dissi: “Gesù, se Tu esisti, entra nel mio cuore'.” All'istante il mondo si è aperto dinanzi a me, ho potuto gustare l'amore di Dio, la pace, la gioia che ho tanto desiderato! Mi sono sentito libero! Sono stato liberato dalla droga, dall'alcolismo, dalle sigarette e da ogni altra cosa, all'istante! Durante la prima settimana ho letto tutto il Nuovo Testamento ed un verso mi ha colpito particolarmente, Matteo 6:31: “Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? Che berremo? O di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.” Io mi trovavo in una condizione di indigenza ma adesso non potevo più rubare, allora cominciai a pregare perché Dio potesse provvedermi da mangiare. Mi alzai ed i miei compagni di lavoro (se così posso chiamarli) mi dissero: “Aissa! andiamo in quell' hotel, entriamo in quell'appartamento, abbiamo quest'opportunità”. Io risposi: “No! Sono cristiano e appartengo a Dio e non posso più rubare.” Loro dissero: “Ma come farai a mangiare?” Risposi: “Dio mi manderà da mangiare.” “Cosa credi che il pane ti possa cadere dal cielo?” Io li guardai e dissi: “Volesse Iddio, il pane scenderà dal cielo, ed io mangerò!” Trascorse tutta la giornata, ma la mia fede non venne meno perché ciò che Dio promette quello mantiene, perché Lui è fedele.” Ero solo, senza amici, senza parenti e senza comunità. Era mezzanotte meno cinque, mentre entravo nel mio sacco a pelo e senza volerlo svegliai una persona sulla mia destra, un uomo di una certa età; mi scusai: “Perdonami che ti ho svegliato.” Lui mi guardò e mi disse: “No, non ti preoccupare, non è successo niente.” Quell'uomo mi guardò e mi disse: “Figliolo, hai mangiato?” Una domanda impossibile da ricevere in mezzo a quelli della strada. Io viaggiavo sempre con un coltello, ero il più veloce a tirare un pugno, una testata o una ginocchiata o un calcio, per difendermi. La vita della strada rende l'uomo molto crudele, molto duro, la sofferenza ti tempra come l'acciaio alla crudeltà; la pietà non esiste, ognuno deve sopravvivere. Ho dovuto affrontare delle situazione e circostanze allucinanti. Perciò, sentire una frase simile era impossibile, non credevo alle mie orecchie, dissi: “No, non ho mangiato.” Egli mi disse: “perché non sai fare il furbo?” Io risposi: “Sì, ero molto bravo. Sono tuttora molto bravo nella mia specialità, però sono cristiano ed ho abbandonato quella vita.” Mi disse: “Bene hai fatto.” Mi diede un pezzo di pane, un pezzo di formaggio, una mela e un bicchiere di vino bianco: Dio mi dimostrò la sua fedeltà. Quella notte, mentre dormivo lì, sotto il ponte e quell'uomo era lì accanto a me, mi sentivo benedetto, appagato, il grande Iddio si era occupato e preoccupato di un barbone, di un ex delinquente, di una montagna di immondizia come me. Il grande Dio si era abbassato verso un insignificante essere umano, spregevole agli occhi della società. Dio si preoccupato per ognuno di noi, anche per te che stai leggendo. Forse sei considerato spregevole dall'umanità, dalla società, ma sei prezioso agli occhi di Dio. Oggi, dopo quasi trent'anni, come allora affermo: “Da quando accettai Gesù la mia vita è cambiata'. Non potevo avere figli, ero ammalato per colpa del peccato. Oggi, grazie a Dio, sono padre di quattro bambini; dopo anni di solitudine e di sofferenze, dopo dieci anni di conversione, Iddio mi ha benedetto anche dandomi una compagna che serve Dio insieme a me.</p><br /><br />
<p>Io e la mia casa serviamo l'Eterno. A Gesù la lode e la gloria, a Lui tutto il mio ringraziamento.

Se nessuno ti c…


Se nessuno ti comprende, calmati: Dio ti conosce.

“Nessuno mi capisce!”
Io ho detto questa frase e per me era la realtà.
In effetti, molti non comprendono il nostro stato d’animo, le nostre sofferenze, le nostre ansie, le nostre paure, i nostri limiti. Solo Gesù ha questo potere, ma non per dominarci, bensì per aiutarci e farci capire che Lui sa che significa sentirsi incompresi, e sa cosa significa solitudine. Ricerchiamo e disponiamoci a ricercare il suo aiuto e vedremo come il suo spirito ci sosterrà.

La preghiamo di rimanere in attesa per non perdere la priorità acquisita!


“Ho pazientemente aspettato il SIGNORE, ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido.” (Salmi 40:1)

Quando ascolto quella registrazione telefonica mi si alza la pressione sanguigna. 

A nessuno di noi piace essere messo in attesa. Alla maggior parte di noi non ci piace aspettare per nulla. A me non piace fare la fila all’Ufficio Postale, alla banca e certamente non sopporto il traffico. Spesso e volentieri quando mi ritrovo nell’ingorgo del GRA di Roma, vorrei che ci fosse un pulsante nella mia auto da poter pigiare e che all’istante trasformasse la mia auto in un elicottero.

Ma la Parola di Dio ci da consigli preziosi sull’importanza dell’attesa.

I cristiani si trovano spesso a dover aspettare pazientemente.

C’è l’attesa per trovare la futura moglie o il futuro marito (non il primo che capita, ma quello stabilito da Dio);
C’è l’attesa di una coppia senza figli che desidera disperatamente averne uno, ma giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, le loro preghiere sembrano non avere risposta;
C’è l’attesa di qualcuno che cerca lavoro, ma le occasioni non arrivano;
C’è l’attesa di coloro che sono affetti da lungo tempo da una malattia e non sono in grado di ritornare ad uno stile di vita normale;

Attendere il Signore può essere difficile. Sfida la nostra fede, ma l’attesa è estremamente importane per la crescita della nostra fede.

ASPETTARE IL SIGNORE RICHIEDE UBBIDIENZA
Dio promise ad Abramo che avrebbe avuto un figlio, ma questo accadde dopo tanti anni. Pensa…! Ti viene detto che diventerai genitore e questo accade dopo 25 anni! Questo è stato il tempo che ha dovuto aspettare Abramo.

Gesù ordinò ai discepoli di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare la Promessa del Padre. Essi aspettarono e lo Spirito Santo discese su loro!

Domanda: Perché Dio ci fa aspettare? Se Lui può fare qualsiasi cosa e ci ama così tanto, perché non risponde immediatamente alle nostre preghiere?

Ciò che Dio fa in noi mentre aspettiamo è più importante di quello che stiamo aspettando.

l’attesa non è solo qualcosa che dobbiamo fare fino a quando otteniamo quello che vogliamo. Aspettare fa parte del processo che Dio vuole effettuare in noi.

L’attesa biblica non è passiva. Non significa attendere Dio avendo le mani in tasca. No! L’attesa del Signore è fiduciosa, attiva e responsabile.

Lo so che è un processo doloroso, ma nell’attesa dobbiamo continuamente dire: “Signore mi fido di Te e ti ubbidirò anche se le circostanze nelle quali mi trovo non sono quelle che io voglio! Sono certo che Tu non hai un piano B per la mia vita!”

ASPETTARE IL SIGNORE RICHIEDE FIDUCIA
Non siamo capaci di spiegare i “ritardi” del Signore, ma abbiamo fiducia in Lui e sappiamo che Egli non si è dimenticato di noi!

Di solito vogliamo le benedizioni di Dio, ma non siamo interessati o addirittura infastiditi e scocciati per la Sua tempistica. Vogliamo la Sua Opera, ma non il Suo Calendario!

Aspettare significa che si deve credere che Dio sa quello che sta facendo. Non correre! Aspetta Dio e abbi fiducia nei suoi tempi! Altrimenti darai un altra capocciata al muro!

Forse il tuo matrimonio non va bene e stai pensando al divorzio. Forse stai lottando per avere un lavoro o per la tua salute, qualunque sia la tua circostanza affidati a Dio e non cercare di risolvere con le scorciatoie ed i tuoi escamotage.

Vuoi sperimentare le grandi cose che Dio ha preparato per te? Allora aspettalo con ubbidienza e fiducia e allora vedrai la Gloria di Dio!

Mi raccomando, rimani in attesa con Dio, altrimenti perderai la priorità acquisita.

L’Inferno starn…


L’Inferno starnutisce!

“Or quando il cattivo spirito permesso da Dio veniva su Saul, Davide prendeva l’arpa e si metteva a suonare; Saul si calmava, stava meglio e il cattivo spirito andava via da lui.” (1 Samuele 16:23)

Di solito la primavera è la stagione delle allergie.

Ma a quante pare anche Satana soffre di parecchie allergie e una di questa è il polline del ringraziamento a Dio!

Lo spirito cattivo che faceva sentire male Saul, non appena sentiva le lodi del Signore intonate da Davide, si sentiva male e si allontanava! 

Coraggio, loda Dio e mentre tu lo glorificherai, in cielo si farà festa per le liberazioni potenti che Dio ha progettato per la tua vita e all’Inferno starnutiscono!

COSE DA TENER PRESENTE E SU CUI RIFLETTERE:


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IL Signore dice:
” Chi beffa il povero oltraggia Colui che l’ha fatto; chi si rallegra dell’altrui sventura non rimarrà impunito. ” 
PROVERBI 17:5

E’ scandaloso e deplorevole quando una persona si beffa del povero e si rallegra della sventura del suo prossimo, perchè oltraggia e disonora il Signore che lo ha creato..
Chi esercita tale peccato non rimarrà impunito davanti a Dio.

Per questo motivo il Signore dice:
” Difendete la causa del debole e dell’orfano,
fate giustizia all’afflitto e al povero..”
SALMO 82:3

Cari nella grazia del Signore.. 
Esercitando la difesa del debole e dell’orfano, ed esercitando la giustizia che viene da Dio verso gli afflitti e i poveri; buona giornata e buon servizio alla gloria del Signore nel nome di Gesù Cristo che è benedetto in eterno.. 
Amen

“Io conosco dov…


“Io conosco dove tu abiti” (Apocalisse 2:13)
DIO SA
Sapere che Dio sa chi siamo, quali sono i nostri sentimenti e in quale condizione ci troviamo, infonde nel nostro cuore una grande pace.
Il Signore sa “dove abitiamo”, dove ci troviamo. Egli poggia il Suo sguardo benevolo sulla nostra vita, sa come e quando intervenire in nostro favore. Non dobbiamo avere paura o essere scoraggiati se stiamo attraversando una prova perché Dio sa. Dove ci troveremo oggi? Nessuno lo sa, ma una cosa è sicura, e questo ci basta, il Signore sarà con noi perché Lui sa. Buona giornata. Dio ti benedica

2 Corinzi 3:18: La trasformazione progressiva del credente.


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2 Corinzi 3:18: La trasformazione progressiva del credente.
“E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito”. 
 
Il credente può contemplare a viso scoperto senza velo il Signore, questo significa che le nostre menti non sono più nelle tenebre perché siamo convertiti (2 Corinzi 3:15-16). 
“A viso scoperto” (anakekalummenō- perfetto passivo participio) sottolinea la permanenza e l’irreversibilità del suo stato svelato. Il cristiano può sempre contemplare la gloria del Signore! 
“Contemplando” (katoptrizomenoi-presente medio participio) è riflettere se stessi in uno specchio. Quindi quando ci specchiamo nella gloria del Signore, siamo trasformati nella Sua stessa immagine. Se dobbiamo individuare lo “specchio” in cui si vede la gloria di Dio, è probabile che sia Cristo com’è presente nel Vangelo (2 Corinzi 4:4-6; Colossesi 1:15; Ebrei 1:1-4; Giovanni 1:18). 
Così noi rispecchiandoci nella gloria del Signore, lo Spirito Santo ci trasforma nella stessa immagine del Signore e quindi la Sua gloria è riflessa in noi!! Non siamo noi che ci trasformiamo all’immagine di Cristo, ma è lo Spirito Santo che ci trasforma, ma gli è lo dobbiamo permettere di farlo. 
“Trasformati” (metamorphoumetha- presente passivo indicativo) significa cambiamento di forma. Ricorda la parola metamorfosi, quindi la trasformazione di un bruco in farfalla. 
La trasformazione che avviene nell’essere interiore di una persona influisce su tutti il suo modo di pensare, parlare e agire. Le conseguenze esterne diventano immediatamente evidenti e via via più esplicite. 
“Trasformati”, dunque si riferisce alla santificazione continua, progressiva e graduale dei credenti. 
La vita cristiana è un processo continuo di crescita nell’immagine del Signore di gloria in gloria (cfr. Galati 4:19).
La “gloria” (doxan) può avere diversi significati, ma qui si riferisce alla somma degli attributi, alle qualità divine. 
“Di gloria in gloria” si riferisce alla trasformazione progressiva, a un aumento graduale, che avanza in gradi, che va da una tappa di grado a un’altra, da uno stadio di gloria a un altro fino ad arrivare dopo la morte alla glorificazione in cielo (Romani 8:17, 28-30; 12:2; Efesini 4:23; Filippesi 3:20-21; Colossesi 3:10).
La frase denota uno splendore che cresce, in contrasto alla gloria breve che rifletteva sulla faccia di Mosè (2 Corinzi 3:13). 
Così il cristiano (tutti) contemplando la gloria del Signore, il suo carattere è trasformato secondo l’azione del Signore che è lo Spirito, lo Spirito Santo, nella Sua stessa immagine (eikona), cioè assomiglierà a Cristo in un senso morale e spirituale (cfr. Romani 8:29; 2 Corinzi 4:4).
Noi contempliamo il Signore e lo Spirito ci trasforma nel carattere di Gesù Cristo!
Pertanto se vogliamo essere trasformati di gloria in gloria, dobbiamo contemplare ogni giorno Cristo così come c’è stato rivelato nella Bibbia! Non ci sono altri mezzi.