Vietnam: pastore in carcere


Il pastore vietnamita Nguyen Cong Chinh si trova in carcere dal 2011 e gli vengono negati perfino i minimi diritti concessi dalla legge vietnamita.

Il pastore vietnamita Nguyen Cong Chinh (50 anni), incarcerato dal 2011 per il suo attivismo nel campo delle libertà religiose e della difesa dei diritti dei cristiani delle zone rurali del Vietnam, è stato di recente messo in isolamento senza la possibilità di avere contatti coi familiari. A scatenare questo ulteriore provvedimento contro di lui è stata la richiesta di essere trattato almeno come gli altri detenuti (criminali di vario tipo). La povera moglie Tran Thi Hong ha scoperto questo inasprimento della pena solo quando recatasi a fargli visita, le hanno comunicato che era stato trasferito addirittura in una prigione di un’altra provincia. “E’ stato trasferito perché ha rifiutato di dichiararsi colpevole dei suoi crimini“, ha detto una guardia alla moglie.

Tra i diritti minimi concessi ai prigionieri c’è quello di telefonare (una volta al mese!) ai propri familiari. Vedendosi negata anche questa possibilità, il pastore Chinh ha chiesto spiegazioni e si è appellato al diritto di telefonare alla moglie almeno una volta al mese: per tutta risposta, oltre a non poter telefonare, gli hanno servito il successivo pasto con dei pezzi di vetro e dei chiodi all’interno del piatto. Nei giorni successivi invece mosche morte erano mescolate alla zuppa, mentre l’acqua da bere puzzava di insetticida. I pochi beni di sua proprietà gli sono stati confiscati, compresa la sua copia personale della Bibbia. “Lo tengono in una cella di isolamento, distante da tutti, e gli danno il cibo attraverso una finestrella 2 volte al giorno“, dichiara spaventata la moglie Hong.

L’Assemblea Nazionale del Vietnam (Parlamento) ha ratificato il 18 novembre 2016 una legge sulla libertà religiosa che ha suscitato vivaci critiche da parte di alcuni parlamentari, degli attivisti per i diritti umani e di diversi gruppi religiosi. Secondo gli oppositori, appare chiaro che la legge sia ben al di sotto degli standard minimi dei diritti umani e più che proteggere sembra restringere le libertà religiose. Secondo i nostri ricercatori, questa legislazione potrebbe rendere le comunità cristiane ancor più vulnerabili.

Dopo numerosi tentativi la moglie ha potuto finalmente rivedere il pastore Chinh (ma solo attraverso un vetro), trovandolo visibilmente debilitato. Incarcerato con la difficilmente comprensibile accusa di “insidia alla solidarietà nazionale”, gli è stata addirittura comminata una pena di 11 anni, che ha iniziato a scontare nel 2011 (e da allora è stato già trasferito in 3 carceri differenti).


Libia: nel caos si arrestano i cristiani


 Proseguono gli arresti di cristiani, ma questa volta è un libico ex-musulmano a capitare nelle mani di una delle autorità al potere nel paese. 

Un cristiano libico è stato arrestato a Benghazi (Libia), da ufficiali della Amministrazione Generale per l’Investigazione Criminale. La notizia è stata rilanciata dal sito del periodico “Libya Herald”.  A quanto pare il cristiano arrestato, di cui non si sa il nome, è accusato di “proselitismo attraverso social media e denigrazione dell’islam“. Secondo fonti locali, dunque, l’accusa sostiene che l’uomo, un ex-musulmano convertitosi già da alcuni anni al cristianesimo, avrebbe usato i social media per evangelizzare altri. Si riporta tra l’altro, che sarebbe stato in contatto con un altro convertito in Marocco, che lo avrebbe aiutato in questa opera evangelistica.

La cosiddetta Costituzione provvisoria libica del 2011 dichiara che l’islam è la religione della Libia e che la fonte principale della legislazione è la legge islamica (sharia). Questa carta provvisoria non parla esplicitamente della conversione, tuttavia: “Abbandonare l’islam è totalmente inaccettabile per gran parte dei libici“, afferma apertamente il “Libya Herald”. Tra l’altro, nei mesi passati svariati cristiani non-libici sono stati arrestati da differenti milizie (il paese è diviso e l’amministrazione non è nelle mani di un’unica fonte di potere). Nessuno di loro è stato liberato finora.

Gli investigatori dell’instabile governo libico (quello riconosciuto internazionalmente) avrebbero impegnato risorse per intercettare l’indirizzo IP del computer del cristiano arrestato: evidentemente il Vangelo è considerato pericoloso quanto l’ISIS o la guerra civile interna in questo paese fortemente islamico. Preghiamo per i fratelli in carcere.

Nigeria: la comunità internazionale ignora le violenze


resizeDuro attacco del presidente della Convenzione battista nigeriana in riferimento agli attacchi di Boko Haram. Intanto Boko Haram sconfina in Camerun con rapimenti di bambini.

Fa sentire con forza la propria voce Samson Ayokunle, presidente della Convenzione Battista nigeriana (Nbc), la più grande organizzazione africana membro dell’Alleanza battista mondiale (Bwa) che conta 3,5 milioni di fedeli e circa 10.000 chiese, che ha criticato la comunità internazionale di ignorare la violenza terroristica e gli attentati avvenuti nel Paese dell’Africa occidentale.

«Sono addolorato per l’atteggiamento della comunità internazionale verso l’enorme distruzione in corso in Nigeria», ha detto Ayokunle alla Bwa. «La serietà con cui essa è intervenuta nel caso degli attacchi dell’Is in Siria e in Iraq, o con il problema dei talebani in Afghanistan, non è stata dimostrata nel caso della Nigeria».

Ayokunle ha accusato la comunità mondiale di svalutare la vita dei nigeriani. «Non importa al resto del mondo se Boko Haram continua a uccidere centinaia di persone ogni settimana? Sono queste persone meno umane di coloro che vengono uccisi in altri luoghi dove si è intervenuti direttamente? La mia gente viene uccisa come gli animali e il mondo intero rimane a guardare».

Ayokunle ha aggiunto che «i principali obiettivi di questi attacchi sono i cristiani prima e poi qualsiasi altra persona che si oppone loro. In ogni città in cui arrivano, vengono prima uccisi i cristiani, poi distrutte tutte le chiese, risparmiando le moschee. La Chiesa sta subendo una grave persecuzione». Anche i battisti sono stati direttamente colpiti. «Nessuna chiesa cristiana è rimasta in piedi a Mubi, dove più di 2.000 battisti sono fuggiti attraverso il Camerun quando Boko Haram ha attaccato».

Ayokunle ha riferito che gli edifici battisti, inclusi gli uffici della segreteria della Fellowship Baptist Conference della Nbc, sono stati bruciati a Mubi, e la casa del presidente della Conferenza è stata vandalizzata. Il presidente della Conferenza e i pastori battisti sono fuggiti nella città di Jos nello stato di Plateau, altra regione che è stata attaccata da Boko Haram. «Il nostro Liceo battista a Mubi è stato chiuso mentre il seminario battista per pastori in un’altra città vicina, Gombi, è stato chiuso a tempo indeterminato».

Ayokunle ha ringraziato il sostegno ricevuto attraverso le preghiere dei battisti e di altri cristiani e chiede un contributo finanziario per aiutare coloro che sono stati sfollati a causa degli attacchi terroristici.

Continuano anche gli sconfinamenti dei terroristi nelle nazioni più prossime: è notizia di queste ore il blitz nel villaggio di Tourou, nel nord del Camerun. Sono state date alle fiamme un’ottantina di case, ma soprattutto sono state rapite altre 80 persone, e di queste 50 sono bambini di età compresa fra i 10 e i 12 anni, in quello che è il più grande sequestro nella storia del paese, che va ad aggiungersi al rapimento delle 200 liceali nigeriane ormai la scorsa primavera. Nei giorni scorsi Amnesty International aveva documentato con immagini satellitari lo sconvolgente attacco della città di Baga costato la vita ad almeno due mila persone. I presidenti di Ciad e Camerun stanno inviando contingenti al confine con la Nigeria, ma le forze appaiono troppo scarse per contrastare la follia omicida dei fondamentalisti.

Marta D’Auria

Tratto da: http://www.riforma.it/

Foto via

Nigeria: un paese in fiamme


Escalation di terrore dei Boko Haram, attacchi multipli a vari villaggi, chiese colpite di domenica, cristiani trucidati per la strada, oltre che altri rapimenti sistematici: la Nigeria è in fiamme.

E’ semplicemente terrificante l’escalation di terrore messa in atto dai Boko Haram in Nigeria, al punto che ormai siamo assuefatti da notizie di rapimenti, esecuzioni, attacchi dinamitardi e cifre su morti e feriti. I media in Italia riportano un attacco ogni 4 (è una stima fatta a spanne), poiché inevitabilmente la cronaca ha anche altre priorità.

Solo a richiamare gli attacchi degli ultimi giorni si rimane impietriti di fronte alla feroce strategia di morte portata avanti da questi estremisti islamici contro in particolar modo la comunità cristiana del Nord della Nigeria, destinata secondo i loro ultimatum ad essere annientata o a convertirsi all’islam. Domenica scorsa, l’ultimo attacco concretamente rivolto contro chiese gremite di fedeli conta decine di morti, uomini, donne e bambini inermi, sempre nei villaggi vicini a Chibok (stato di Borno, nord Nigeria) dove sono state rapite le ragazze di cui il mondo ha parlato le settimane scorse. Tra le chiese attaccate del villaggio di Kwada vi sono la Protestant Church of Christ, la Pentecostal Deeper Life Bible Church e l’Ekklesiyar Yan’uwa, che altro non è la Chiesa dei Fratelli di etnia Hausa. Ma attacchi si sono registrati anche in altri villaggi come Kautikari, Karagau e Ngurojina. Addirittura a Kautikari, a quanto pare, alcuni residenti avrebbero ricevuto una lettera (presumibilmente lasciata da membri dei Boko Haram) in cui si minacciava l’imminente attacco, che in questo caso ha colpito case e passanti. Il lancio di bombe a mano, le raffiche di mitra sulla folla, il tiro al passante sono elementi unici di una ben congeniata e strisciante strategia del terrore mirante a far passare il messaggio che questa avanzata terroristica è inarrestabile e colpirà in ogni luogo e con ogni metodo.

Dai più è stata definita semplicemente sbalorditiva la reazione dei cristiani, molti dei quali si mostrano capaci di resistere e rimanere anche se avvisati di imminenti attacchi come a Kautikari. La stragrande maggioranza non reagisce, come pecore al macello… Va detto che è in atto anche un’emergenza rifugiati interni nel paese, con migliaia di persone che scappano da zone del nord come queste.

Persino la capitale Abuja è stata colpita qualche giorno prima da un attacco dinamitardo con decine di morti in un centro commerciale, ad indicare che la tattica di destabilizzazione è rivolta non solo alle comunità cristiane ma a tutto il paese, poiché l’obiettivo è quello di creare un vero e proprio stato islamico. Il 21 giugno il college Kano School of Hygiene ha subito un attacco dinamitardo con vittime. Durante gli stessi giorni un altro rapimento di almeno 90 persone (tra cui 60 donne, con bambine di 3 anni) è stato perpetrato in un vero e proprio rastrellamento casa per casa durato ben 3 giorni nel distretto di Domboa, circa 100 km da Maiduguri.

La terribile lista potrebbe continuare, si tratta solo degli ultimi giorni di giugno e si fatica ad avere stime dei martiri in questo continuo orribile divenire. La Nigeria è sotto attacco. I Boko Haram hanno la loro strategia di morte e intolleranza, ma purtroppo continuiamo a denunciare la connivenza di molti (anche militari e cittadini comuni) che traggono profitto da tutto ciò a scapito della sanguinante comunità cristiana. Preghiamo per la NIGERIA!

Sudan: nel nord persecuzione, nel sud guerra


 

Cosa sta accadendo al Sudan? Dalla secessione tra Sudan (nord) e Sudan del Sud è esplosa una guerra civile nel Sud, mentre nel nord la persecuzione dei cristiani continua senza freni. Cerchiamo di sintetizzare quanto sta accadendo a questi due paesi, una volta componenti del più vasto stato africano.

Nel mezzo dei terremoti militari, politici ed economici di molti paesi nel mondo, la sorte del Sudan del Sud sembra sfuggirci. Tre anni dopo aver guadagnato l’indipendenza, la Repubblica del Sudan del Sud ancora è immersa nell’instabilità, mentre il movimento che aveva ingenerato la ribellione per la nascita di questo stato sembra essere degenerato nella benzina di un devastante conflitto etnico. Di vitale importanza per noi è capire in che condizioni vivano i cristiani sudanesi.

Nel corso delle ultime decadi, il Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese ha combattuto una lunga e sanguinosa guerra contro il governo islamico di Khartoum (oggi capitale del Sudan del nord, ma un tempo di tutto il Sudan, compreso l’attuale Sudan del Sud): questo governo per anni ha cercato di eliminare i gruppi etnici percepiti come non arabi e non musulmani, spingendo il paese in una guerra civile in cui milioni di cittadini (soprattutto del Sudan del Sud) sono stati uccisi. Poi nel 2011 si giunge alla secessione e alla nascita del Sudan del Sud democratico, staccato dal Sudan islamico. Vi ricordiamo che in tutto il territorio del Sudan vi è sempre stata unatangibile presenza cristiana: oggi nel nord islamico (Sudan) sopravvive una esigua minoranza a prezzo di notevoli sofferenze, mentre nella Repubblica del Sudan del Sud vi è una forte presenza cristiana (27% ma le stime sono difficili).

Dalla secessione le cose per la minoranza cristiana rimasta nel Sudan islamico (nord) non sono andate di certo meglio, anzi è stata bersaglio di rappresaglie e uccisionida parte delle milizie del governo centrale a ovest, nel Darfur, e a sud, nelle montagne Nuba. Intanto, nel neonato Sudan del Sud tutti i conflitti interni irrisolti sono venuti a galla. Intorno alla metà del 2013, infatti, il presidente Kiir, esponente dell’etnia Dinka, ha licenziato parte del governo, soprattutto gli elementi di etnia Nuer come il vicepresidente Machar. A dicembre 2013, il disaccordo politico tra Kiir e Machar è esploso inviolenze tra i due gruppi etnici, Dinka e Nuer, con risultati nefasti come oltre un milione di sfollati e, l’ONU stima, almeno 10.000 morti. Gli scontri continuano nella zona del petrolio, al confine con il Sudan: tutto questo getta il paese in una situazione drammatica.

In questi giorni, il presidente del Sudan del Sud, Salva Kiir, si è detto d’accordo a formare un governo ad interim con il suo avversario politico Riek Machar, dopo le pressioni delle Nazioni Unite. Purtroppo questo accordo non garantisce la pace o la fine di spargimenti di sangue, così come nemmeno il rispetto del cessate il fuoco in atto, dato che Kiir e Machar potrebbero ormai aver perso il controllo delle milizie che prima avevano usato per i loro scopi. Di fatto si accusano già l’un l’altro di non avere il controllo delle proprie milizie. Il processo di stabilizzazione (per il quale sono stati inviati altri soldati ONU) richiederà dunque molto tempo.

In mezzo a tutto questo si muove la Chiesa sudanese (tanto nel nord come nel sud), mentre il Sudan (nord) rimane all’11° posto della lista dove più si perseguitano i cristiani, con un livello di persecuzione definito estremo.

Porte Aperte

IL 9 APRILE 1935 MUSSOLINI EMANAVA LA LEGGE RAZZIALE CONTRO I PENTECOSTALI


Tratto da: La Storia Del Risveglio Pentecostale In Italia. 8Dal 1901 al 2001, cento anni di benedizioni.) di Stefano Bogliolo

La circolare 600/158 del 9 aprile 1935 del Ministero dell’Interno, retto dallo stesso Benito Mussolini, a firma del sottosegretario Buffarini-Guidi, ma preparata dal Direttore Generale Della Pubblica Sicurezza, Arturo Bocchini, pone al bando il culto pentecostale e revoca il decreto di nomina del Pastore di Roma Ettore Strappaveccia, unico ad avere ottenuto il riconoscimento, il 3 gennaio 1931, e che aveva a sua volta nominato altri pastori in varie città italiane, i quali pur avendo fatto richiesta per il loro riconoscimento non erano riusciti ad ottenerlo. Ne consegue che con la revoca del decreto di nomina di Strappaveccia, decadono automaticamente tutti gli altri. Viene quindi loro imposto di sospendere le riunioni e qualsiasi attività di propaganda della loro fede. Qui esce di scena Ettore Strappaveccia, che non eserciterà più alcuna carica direttiva nella Chiesa. Leggendo il testo di quel provvedimento ci si rende conto che alla base c’è la paura di una propaganda antifascista ed anticlericale dovuta al fatto che la maggior parte dei fondatori del movimento pentecostale italiano, erano emigranti italiani in America. 

Ministero dell’Interno

Direzione Generale dei culti

Roma, 9 aprile 1935

Circolare n° 600/158

Oggetto: Associazioni pentecostali

Esistono in alcune province del Regno semplici associazioni di fatto che, sotto la denominazione di pentecostali o pentecostieri, o neumatici o tremolanti, attendono pratiche di culto in riunioni generalmente presiedute da <<anziani>>.
Il culto professato dalle anzidette associazioni, non riconosciute a norma dell’articolo due della legge 24 giugno 1929 n° 1159, non può ulteriormente essere ammesso nel Regno, agli effetti dell’articolo 1 della citata legge, essendo risultato che esso si estrinseca e concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza.
Pertanto le LL. EE. Provvederanno subito per lo scioglimento, dovunque esistano, delle associazioni in parola, e per la chiusura dei relativi oratori e sale di riunione, disponendo conseguentemente anche per una opportuna vigilanza, allo scopo di evitare che ulteriori riunioni e manifestazioni di attività religiosa degli adepti possano aver luogo in qualsiasi altro modo o forma.
Si gradirà sollecita assicurazione dell’adempimento.

Ministero dell’Interno

Direzione Generale Pubblica Sicurezza

Roma, 22 agosto 1939

Circolare n° 441/027713

Oggetto: Sette religiose dei pentecostali ed altre.

Da vari anni si è constatata l’esistenza in Italia di particolari sette religiose evangeliche, importate dall’estero, ma specialmente dagli Stati Uniti d’America, le cui dottrine sono contrarie ad ogni ordine costituito. 
Esse diffondono le loro teorie con numerosi opuscoli, scritti in forma popolare, nei quali le teorie stesse vengono presentate come alla vera essenza del cristianesimo, con arbitrarie interpretazioni della Bibbia e degli Evangeli. Particolarmente presi di mira, in queste stampe, sono i governanti di qualsiasi forma di governo, il capitalismo, il diritto di dichiarare la guerra, ed il clero di ogni altra religione, a cominciare dalla cattolica.
Di tali sette si ha una precisa cognizione soltanto di quella detta dei <<pentecostali>> o anche <<tremolanti>> importata dagli Stati Uniti d’America da emigrati rimpatriati, generalmente di modeste condizioni sociali. Questa setta ha la particolare pretesa di mettere i propri adepti in comunicazione con lo Spirito Santo e, riunitili in un apposito ambiente, mentre uno di essi che funziona da pastore, legge salmi e versetti della Bibbia, gli altri assumono atteggiamenti estatici o si abbandonano a prolungate invocazioni, lamenti, grida e gesti incomposti di tutta la persona o anche ritmici (donde l’appellativo di <<tremolanti>>) con i quali gradualmente si suggestionano di ricevere lo Spirito Santo, fino ad arrivare ad una esaltazione psichica allucinatoria, giudicata esiziale, da competenti autorità sanitarie, ad una sano equilibrio mentale, specialmente per i giovinetti e gli individui nervosi in genere. Per tale motivo la setta dei <<pentecostali>>, dopo rigorose inchieste, non ha ottenuto il riconoscimento legale e in alcune province, dove già si era fatta notare con riunioni pubbliche, i più ostinati settari che in seguito persistevano nel riunirsi clandestinamente e nel fare del proselitismo, sono stati colpiti con denunzie all’autorità giudiziaria, e con provvedimenti di polizia.
I <<pentecostali>> sono attivissimi e tenaci propagandisti e , dopo i provvedimenti adottati contro di loro, cercano di riunirsi in qualsiasi località anche in piena campagna, ma generalmente in casa di qualche adepto, sia di giorno che di notte, per sfuggire alla vigilanza delle autorità.
E’ da osservarsi che nelle loro riunioni, almeno in quelle pubbliche, i <<pentecostali>> non predicano dottrine contrarie alle leggi, né trattano argomenti politici, ma sta di fatto che essi sono spiritualmente ribelli ad ogni legge ed antifascisti. Lo dimostrano i suddetti opuscoli di cui sono stati trovati in possesso ed i vari interrogatori subiti dai <<pentecostali>> arrestati, nei quali i medesimi hanno manifestato sentimenti in pieno contrasto con le norme del Regime. In un appunto dattilografato, di carattere evidentemente propagandistico, sequestrato ad un <<pentecostale>> sono apertamente e violentemente biasimati il fascismo e il Duce. Soprattutto i <<pentecostali>> si sentono insuperbiti dalla loro pretesa privilegiata posizione spirituale e si ritengono al di sopra di tutte le leggi, anche le più fondamentali, cosicché sono portati a casi gravissimi di indisciplina civile, che toccano l’ordine delle famiglie e la sicurezza dello stato. Recentemente si sono verificati alcuni casi di individui richiamati alle armi che si sono rifiutati di sparare alle esercitazioni del tiro a segno, perché, quali <<pentecostali>> , era loro vietato per precetto religioso, l’uso delle armi.
Con le loro teorie sovvertitrici di ogni ordine costituito, ultimamente accertate, le sette di cui trattasi esulano dal campo strettamente religioso ed entrano nel campo politico e vanno quindi considerate alla pari dei partiti politici sovversivi, di cui anzi, per alcune manifestazioni, e sotto certi aspetti, sono assai più pericolose , in quanto, agendo col sentimento religioso degli individui, che è assai più profondo del sentimento politico, li spingono ad un vero fanatismo, quasi sempre refrattario ad ogni ragionamento o provvedimento. 

Va notato che se le teorie suddette sono proprie di particolari sette, queste però godono la simpatia di non pochi evangelici dei riti tradizionali e riconosciuti, non esclusi i <<pastori>>, che ne accolgono i seguaci nelle loro case e facilitano la diffusione delle loro stampe. D’altra parte è notorio che gli evangelici in genere, per l’essenza dei loro stessi principi, che non ammettono alcuna autorità indiscussa in materia religiosa, sono portati all’individualismo anche in politica ed a tollerare se non favorire, tutti coloro che, in base a pretese interpretazioni dei libri sacri, enunciano e propagano nuove dottrine religiose, sia pure se queste logicamente portano a sovvertire l’ordine politico degli Stati.
Per i loro riflessi politici anzi, e perché vengono importate dall’estero, specialmente dai paesi anglosassoni, è legittimo sospettare che siffatte dottrine siano diffuse da agenti stranieri o per lo meno sostenute con danaro straniero, per combattere il nostro regime politico e per deprimere lo spirito nazionale e per propagare l’antimilitarismo.
E’ necessario quindi contrastare col massimo vigore tali sette, nocive tanto per l’ordine sociale quanto per la sanità spirituale degli stessi seguaci, i quali, con la morbosa esaltazione psichica a cui si abbandonano durante le pratiche di rito, cadono, non di rado, in un vero squilibrio mentale, così da dover essere ricoverati in istituti di cura.
A tal fine si prega di far eseguire accurate indagini per accertare l’esistenza nelle rispettive provincia di nuclei della setta dei <<pentecostali>> o di altre sette simili, procedendo contro di essi a termine di legge, nel caso che i componenti siano sorpresi in riunioni per praticare rituali o in attività propagandistica, e richiedendo istruzioni al ministero, per gli opportuni provvedimenti, negli altri casi. Si raccomanda inoltre di sottoporre ad assidua vigilanza coloro che sono già conosciuti quali aderenti alle sette in questione, facendoli anche sottoporre a perquisizione personale e domiciliare, ogni qual volta diano luogo a sospetti, per accertare se detengano stampe destinate alla propaganda e per accertare anche se si tengono in correlazione con correligionari a scopo di culto. E, poiché tra le varie religioni e sette evangeliche vi è stata sempre una stretta relazione, è bene anche indagare se tra i seguaci delle religioni evangeliche legalmente riconosciute esistano correnti favorevoli alle suddette sette e siano diffusi ed essi stessi diffondano gli stampati che trattano delle loro teorie, tanto più che la massima parte delle religioni evangeliche sono di origine anglosassone. Sarà utile, allo scopo, esaminare attentamente le loro pubblicazioni.
Giova tenere presenti che generalmente gli aderenti alle sette in esame appartengono alla classe popolare e sono di limitata cultura e gli stessi opuscoli di propaganda si rivolgono alle persone di bassa condizione sociale, di cui sollecitano l’amore proprio o il fanatismo col presentare la classe dei ricchi come dei reprobi, col promettere un avvenire di prosperità per tutti e coll’avversare, come illegittima, ogni autorità civile e religiosa…

Gli anni che vanno dal 1935 ( anno in cui entrò in vigore la circolare 600/158) al 1943 (anno della caduta del regime fascista, avvenuta sostanzialmente il 25 luglio 1943), segnano il periodo più difficile per la Chiesa a causa della persecuzione. Anche se, come ricorda R. Bracco, episodi di intolleranza si verificarono anche prima e dopo di questo periodo, in varie località italiane.
Con la persecuzione ed il divieto di fare i culti, la Chiesa è costretta ad incontrarsi clandestinamente. Fu così che con la frammentazione della Chiesa, sparsa tra le varie case dei credenti, crebbe il bisogno di pastori. In questa situazione, il giovane Roberto Bracco (1915-1983), convertitosi nel 1933, ebbe l’opportunità di iniziare il suo ministero di guida spirituale della Chiesa perseguitata. Egli fu imprigionato per ben 17 volte.
Il 24 marzo del 1944, vengono trucidati dai tedeschi 335 italiani alle Fosse Ardeatine, e tra questi c’è un cristiano pentecostale, FIDARDO DE SIMONI, nato il 18-5-1898 a Acqualagna (Pesaro); suo padre si chiamava Luigi e sua madre Pagnetti Teresa, e di professione operaio. Bracco racconta, che proprio li in quella stessa cava essi si erano incontrati per celebrare il culto. “Chissà”, si domandava Bracco, “se il fratello Filardo, lo avrà riconosciuto prima di essere ucciso insieme agli altri”. Nello stesso anno morì nelle camere a gas di Mauthausen, un altro fratello: Antonio Brunetti. Entrambi questi fratelli si trovavano i prigione per la loro appartenenza alla Chiesa pentecostale, messa al bando dalle autorità.
Tuttavia la Chiesa riprende a celebrare i culti, sia pure nelle case, senza più quella minaccia dell’arresto. 
A Raffadali (AG), il 25, 26 e 25 agosto 1944, nella Chiesa diretta da Vincenzo Federico, si svolse il primo convegno dopo la guerra. Erano passati 15 anni dall’ultimo tenuto a Roma, al quale poterono però partecipare solo i fratelli della Sicilia, a causa della distruzione delle vie di comunicazione causata dalla guerra.

Foto: Il 9 aprile 1935 Mussolini emanava la legge razziale contro i pentecostali

Tratto da: La Storia Del Risveglio Pentecostale  In Italia. 8Dal 1901 al 2001, cento anni di benedizioni.) di Stefano Bogliolo

La circolare 600/158 del 9 aprile 1935 del Ministero dell’Interno, retto dallo stesso Benito Mussolini,  a firma del sottosegretario Buffarini-Guidi, ma preparata dal Direttore Generale Della Pubblica Sicurezza, Arturo Bocchini, pone al bando il culto pentecostale e revoca il decreto di nomina del Pastore di Roma Ettore Strappaveccia, unico ad avere ottenuto il riconoscimento, il 3 gennaio 1931,  e che aveva a sua volta nominato altri pastori in varie città italiane, i quali pur avendo fatto richiesta per il loro riconoscimento non erano riusciti  ad ottenerlo. Ne consegue che con la revoca del decreto di nomina di Strappaveccia, decadono automaticamente tutti gli altri. Viene quindi loro imposto di sospendere le riunioni e qualsiasi attività di propaganda della loro fede. Qui esce di scena Ettore Strappaveccia, che non eserciterà più alcuna carica direttiva nella Chiesa. Leggendo il testo di quel provvedimento ci si rende conto che alla base c’è la paura di una propaganda antifascista ed anticlericale dovuta al fatto che la maggior parte dei fondatori del movimento pentecostale italiano, erano emigranti italiani in America. 

Ministero dell’Interno

Direzione Generale dei culti

Roma, 9 aprile 1935

Circolare n° 600/158

Oggetto: Associazioni pentecostali

Esistono in alcune province del Regno semplici associazioni di fatto che, sotto la denominazione di pentecostali o pentecostieri, o neumatici o tremolanti, attendono pratiche di culto in riunioni generalmente presiedute da <<anziani>>.
Il culto professato dalle anzidette associazioni, non riconosciute a norma dell’articolo due della legge 24 giugno 1929 n° 1159,  non può ulteriormente essere ammesso nel Regno, agli effetti dell’articolo 1 della citata legge, essendo risultato che esso si  estrinseca e concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza.
Pertanto le LL. EE. Provvederanno subito per lo scioglimento, dovunque esistano, delle associazioni in parola, e per la chiusura dei relativi oratori e sale di riunione, disponendo conseguentemente anche per una opportuna vigilanza, allo scopo di evitare che ulteriori riunioni e manifestazioni di attività religiosa degli adepti possano aver luogo in qualsiasi altro modo o forma.
Si gradirà sollecita assicurazione dell’adempimento.

Ministero dell’Interno

Direzione Generale Pubblica Sicurezza

Roma, 22 agosto  1939

Circolare n° 441/027713

Oggetto: Sette religiose dei  pentecostali ed altre.

Da vari anni si è constatata l’esistenza in Italia di particolari sette religiose evangeliche, importate dall’estero, ma specialmente dagli Stati Uniti d’America, le cui dottrine sono contrarie ad ogni ordine costituito. 
Esse diffondono le loro teorie con numerosi opuscoli, scritti in forma popolare, nei quali le teorie stesse vengono presentate come alla vera essenza del cristianesimo, con arbitrarie interpretazioni della Bibbia e degli Evangeli. Particolarmente presi di mira, in queste stampe, sono i governanti di qualsiasi forma di governo, il capitalismo, il diritto di dichiarare la guerra, ed il clero di ogni altra religione, a cominciare dalla cattolica.
Di tali sette si ha una precisa cognizione soltanto di quella detta dei <<pentecostali>> o anche <<tremolanti>> importata dagli Stati Uniti d’America da emigrati rimpatriati, generalmente di modeste condizioni sociali. Questa setta ha la particolare pretesa di mettere i propri adepti in comunicazione con lo Spirito Santo e, riunitili in un apposito ambiente, mentre uno di essi che funziona da pastore, legge salmi e versetti della Bibbia, gli altri assumono atteggiamenti estatici o si abbandonano a prolungate invocazioni, lamenti, grida e gesti incomposti di tutta la persona o anche ritmici (donde l’appellativo di <<tremolanti>>) con i quali gradualmente si suggestionano di ricevere lo Spirito Santo, fino ad arrivare ad una esaltazione psichica allucinatoria, giudicata esiziale, da competenti autorità sanitarie, ad una sano equilibrio mentale, specialmente per i giovinetti e gli individui nervosi in genere. Per tale motivo la setta dei <<pentecostali>>, dopo rigorose inchieste, non ha ottenuto il riconoscimento legale e in alcune province, dove già si era fatta notare con riunioni pubbliche, i più ostinati settari che in seguito persistevano nel riunirsi clandestinamente e nel fare del proselitismo, sono stati colpiti con denunzie all’autorità giudiziaria, e con provvedimenti di polizia.
I <<pentecostali>> sono attivissimi e tenaci propagandisti e , dopo i provvedimenti adottati contro di loro, cercano di riunirsi in qualsiasi località anche in piena campagna, ma generalmente in casa di qualche adepto, sia di giorno che di notte, per sfuggire alla vigilanza delle autorità.
E’ da osservarsi che nelle loro riunioni, almeno in quelle pubbliche, i <<pentecostali>> non predicano dottrine contrarie alle leggi, né trattano argomenti politici, ma sta di fatto che essi sono spiritualmente ribelli ad ogni legge ed antifascisti. Lo dimostrano i suddetti opuscoli di cui sono stati trovati in possesso ed i vari interrogatori subiti dai <<pentecostali>> arrestati, nei quali i medesimi hanno manifestato sentimenti in pieno contrasto con le norme del Regime.  In un appunto dattilografato, di carattere evidentemente propagandistico, sequestrato ad un <<pentecostale>>  sono apertamente e violentemente biasimati il fascismo e il Duce. Soprattutto i <<pentecostali>>  si sentono insuperbiti dalla loro pretesa privilegiata posizione spirituale e si ritengono al di sopra di tutte le leggi, anche le più fondamentali, cosicché sono portati a casi gravissimi di indisciplina civile, che toccano l’ordine delle famiglie e la sicurezza dello stato. Recentemente si sono verificati alcuni casi di individui richiamati alle armi che si sono rifiutati di sparare alle esercitazioni del tiro a segno, perché, quali <<pentecostali>> , era loro vietato per precetto religioso, l’uso delle armi.
Con le loro teorie sovvertitrici di ogni ordine costituito, ultimamente accertate, le sette di cui trattasi esulano dal campo strettamente religioso ed entrano nel campo politico e vanno quindi considerate alla pari dei partiti politici sovversivi, di cui anzi, per alcune manifestazioni, e sotto certi aspetti,  sono assai più pericolose , in quanto, agendo col sentimento religioso degli individui, che è assai più profondo del sentimento politico, li spingono ad un vero fanatismo, quasi sempre refrattario ad ogni ragionamento o provvedimento.    

Va notato che se le teorie suddette sono proprie di particolari sette, queste però godono la simpatia di non pochi evangelici dei riti tradizionali  e riconosciuti, non esclusi i <<pastori>>, che ne accolgono i seguaci nelle loro case e facilitano la diffusione delle loro stampe. D’altra parte è notorio che gli evangelici in genere, per l’essenza dei loro stessi principi, che non ammettono alcuna autorità indiscussa  in materia religiosa, sono portati all’individualismo anche in politica ed a tollerare se non favorire, tutti coloro che, in base a pretese interpretazioni dei libri sacri, enunciano e propagano nuove dottrine religiose, sia pure se queste logicamente portano a sovvertire l’ordine politico  degli Stati.
Per i loro riflessi politici anzi, e perché vengono importate dall’estero, specialmente dai paesi anglosassoni, è legittimo sospettare che siffatte dottrine siano diffuse da agenti stranieri o per lo meno sostenute con danaro straniero, per combattere il nostro regime politico e per deprimere lo spirito nazionale e per propagare l’antimilitarismo.
E’ necessario quindi contrastare col massimo vigore  tali sette, nocive tanto per l’ordine sociale quanto per la sanità spirituale degli stessi seguaci, i quali, con la morbosa esaltazione psichica a cui si abbandonano durante le pratiche di rito, cadono, non di rado, in un vero squilibrio mentale, così da dover essere ricoverati in istituti di cura.
A tal fine si prega di far eseguire accurate indagini per  accertare l’esistenza nelle rispettive provincia di nuclei della setta dei <<pentecostali>> o di altre sette simili, procedendo contro di essi a termine di legge, nel caso che i componenti siano sorpresi in riunioni per praticare rituali o in attività propagandistica, e richiedendo istruzioni al ministero, per gli opportuni provvedimenti, negli altri casi. Si raccomanda inoltre di sottoporre ad assidua vigilanza coloro che sono già conosciuti quali aderenti alle sette in questione, facendoli anche sottoporre a perquisizione personale e domiciliare, ogni qual volta diano luogo a sospetti,  per accertare se detengano stampe destinate alla  propaganda e per accertare anche se si tengono in correlazione con correligionari a scopo di culto. E, poiché tra le varie religioni e sette evangeliche vi è stata sempre una stretta relazione,  è bene anche indagare se tra i seguaci delle religioni evangeliche  legalmente riconosciute esistano correnti favorevoli alle suddette sette e siano diffusi ed essi stessi diffondano gli stampati che trattano delle loro teorie, tanto più che la massima parte delle religioni evangeliche sono di origine anglosassone. Sarà utile, allo scopo, esaminare attentamente le loro pubblicazioni.
Giova tenere presenti che generalmente gli aderenti alle sette in esame appartengono alla classe popolare e sono di limitata cultura e gli stessi opuscoli di propaganda si rivolgono alle persone di bassa condizione sociale, di cui sollecitano l’amore proprio o il fanatismo col presentare  la classe dei ricchi come dei reprobi, col promettere un avvenire di prosperità per tutti e coll’avversare, come illegittima, ogni autorità civile e religiosa…

Gli anni che vanno dal 1935 ( anno in cui entrò in vigore la circolare 600/158) al 1943 (anno della caduta del regime fascista, avvenuta sostanzialmente il 25 luglio 1943), segnano il periodo più difficile per la Chiesa a causa della persecuzione. Anche se, come ricorda R. Bracco, episodi di intolleranza si verificarono anche prima e dopo di questo periodo, in varie località italiane.
Con la persecuzione ed il divieto di fare i culti, la Chiesa è costretta ad incontrarsi clandestinamente. Fu così che con la frammentazione della Chiesa, sparsa tra le varie case dei credenti,  crebbe il bisogno di pastori. In questa situazione, il giovane Roberto Bracco (1915-1983), convertitosi nel 1933, ebbe l’opportunità di iniziare il suo ministero di guida spirituale della Chiesa perseguitata. Egli fu imprigionato per ben 17 volte.
Il 24 marzo del 1944, vengono trucidati dai tedeschi 335 italiani alle Fosse Ardeatine, e tra questi c’è un cristiano pentecostale, FIDARDO DE SIMONI, nato il 18-5-1898 a Acqualagna (Pesaro); suo padre si chiamava Luigi e sua madre Pagnetti Teresa, e di professione operaio. Bracco racconta, che proprio li in quella stessa cava essi si erano incontrati per celebrare il culto. “Chissà”, si domandava Bracco, “se il fratello Filardo, lo avrà riconosciuto prima di essere ucciso insieme agli altri”. Nello stesso anno morì nelle camere a gas di Mauthausen, un altro fratello:   Antonio Brunetti. Entrambi questi fratelli si trovavano i prigione per la loro appartenenza alla Chiesa pentecostale, messa al bando dalle autorità.
Tuttavia la Chiesa riprende a celebrare i culti, sia pure nelle case, senza più quella minaccia dell’arresto. 
A Raffadali (AG), il 25, 26 e 25 agosto 1944,  nella Chiesa diretta da Vincenzo Federico,  si svolse il primo convegno dopo la guerra. Erano passati 15 anni dall’ultimo tenuto a Roma, al quale poterono però partecipare solo i fratelli della Sicilia, a causa della distruzione delle vie di comunicazione causata dalla guerra.
Stefano Bogliolo

PERSECUZIONE-LA STORIA DI UNA DONNA CRISTIANA


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“Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.”

La storia di una donna Cristiana

Vi chiediamo di pregare per Dina*, una sorella che vive in un paese del nord Africa, convertita dall’Islam. Attualmente ha dei problemi con una delle sue due figlie, Lana*, la quale non ha accettato la nuova “religione” della madre. Anche il marito di Dina se né andato, perché non poteva accettare il fatto che sua moglie fosse diventata Cristiana. Nei primi giorni di Marzo, Lana ha trovato la Bibbia che la madre teneva in casa. A questo punto ha detto alla madre: “devi scegliere tra me e la Bibbia!” Dina ha scelto la Bibbia. Tale scelta ha fatto adirare molto la figlia, al tal punto da farla andare via di casa per andare a vivere con il padre. La situazione per Dina è diventata molto difficile, e tutto questo le ha provocato una grande tristezza.

La buona notizia è che, tuttavia, Dina ha partecipato ad un seminario che abbiamo contribuito ad avviare. Il responsabile del seminario ha detto: “ grazie per le vostre preghiere per Dina. È venuta insieme ad altre sorella al seminario di preghiera per donne.” Di certo questo è stato un grande incoraggiamento per lei.

Vogliamo ringraziare il Signore per l’opportunità che Dina sta avendo di incontrare altre donne Cristiane. Vi chiediamo di continuare a pregare affinchè Dio la consoli, e affinchè Dio possa rivelarsi alle sue figlie. Inoltre vi chiediamo di pregare affinchè Dina possa rimanere forte nella sua nuova fede cristiana. 

*nomi cambiati per motivi di sicurezza

 

MARTIN LUTER KING


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MARTIN LUTER KING; a causa della sua lotta pacifica, contro la discriminazione razziale, fu più volte rinchiuso in carcere, per banalità o fatti insussistenti. Oltre a questo, si aggiungevano: atti intimidatori, minacce, ostruzionismi ed attentati. Nei periodi che si trovava in carcere, in attesa che venisse pagata la cauzione, elaborò la stesura di diversi libri, di cui qualcuno, ne divenne un best-seller di fama mondiale. Il suo libro “LA FORZA DI AMARE”, attraverso sermoni biblici, dichiarava con un evangelo pratico, lo spaccato del nostro vivere, nella vita di ogni giorno. Egli mise a nudo una società, che pur definendosi cristiana, era noncurante, della segregazione razziale, dove 20 milioni di americani (oggi 40 milioni) stavano vivendo nella ingiustizia e nella repressione, solo a motivo, del colore della loro pelle. — Pastore evangelico battista; predicatore di gran talento; nel 1964, gli fu riconosciuto il “Premio Nobel per la Pace” con il sopracitato libro. Fu assassinato nell’Aprile del 1968.