Una volta, molto tempo fa, un testimone di Geova mi chiese !!!!!!!!!!!!


Una volta, molto tempo fa, un testimone di Geova mi chiese: 
“Quante ore al mese fai tu di predicazione?”
Rimasi perplesso da quella domanda così strana. Non conoscevo ancora molto bene le loro dottrine. Mi ero convertito a Gesù Cristo da poco tempo. Dio aveva afferrato la mia vita. La mia mente e il mio cuore erano coinvolti da un ardente desiderio di raccontare a tutti quello che mi era accaduto e quello che Dio vuol fare nella vita di tutti coloro che decidono di credere davvero in Dio, nella Sua Parola, nell’opera potente di espiazione compiuta da Gesù al Calvario. 
La domanda di quel testimone di Geova era dovuta al fatto che loro non conoscono la gioia della salvezza, e non possono conoscerla, semplicemente perchè il loro credo è basato, non sulla perfetta opera di redenzione compiuta da Cristo a nostro favore, ma su ciò che loro si sforzano di compiere a proprio favore. Praticamente, tutto il contrario di ciò che insegna l’Evangelo della grazia (Efesini 2:8,9). 
Il vero cristiano non calcola le “ore di predicazione”: Tutta la sua vita è un “messaggio”. 
Ecco cosa scrive l’apostolo Paolo: 
“La nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini; è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne.” (2Corinzi 3:2-3). 
SI, CARO CRISTIANO. TU SEI UNA LETTERA APERTA CHE TUTTI LEGGONO, 24 ORE SU 24.

Franco Ienco

Annunci

QUELLO CHE ABBONDA NEL MIO CUORE


 sarà anche quello che abbonderà nella mia bocca. (Ev. Luca 6:45). Questa è stata una delle mie esperienze personali. Una meravigliosa constatazione, realizzandone la Parola di DIO, nel corso della vita, ed esperimentandone la SUA realtà, attraverso le vicissitudini di ogni giorno. — QUANDO AVEVO 25 ANNI; frequentavo un corso serale di elettrotecnica; parlavo spesso della Parola di DIO, naturalmente, di quello che abbondava nel mio cuore. Una professoressa, venne a conoscenza che ero un cristiano evangelico. Si fermò a parlare con me; ascoltò con interesse la Parola di DIO. Quando stava per iniziare la lezione, si congedò, andò sulla cattedra, ed annunciò: “Questa sera, se siete d’accordo, direi di ascoltare un vostro compagno, che ci parlerà di religione cristiana”. Francamente mi prese alla sprovvista, perchè non mi sarei mai aspettato, che avrebbe preso una tale iniziativa. Ma, responsabile dinnanzi a DIO, di predicare la SUA Parola, nonostante la mia timidezza, accettai l’invito e predicai l’Evangelo all’intera classe, sostituendomi all’ora di italiano. — “E la mia parola e la mia predicazione, non è stata con parole persuasive dell’umana sapienza, ma con dimostrazione di Spirito e di potenza”. (I Corinzi 2:4) Si, l’Evangelo di CRISTO, è potenza, per la salvezza di ogni credente. Sia lode a DIO, per la Grazia SUA. —- Davide Dilettoso —-
Foto: QUELLO CHE ABBONDA NEL MIO CUORE, sarà anche quello che abbonderà nella mia bocca. (Ev. Luca 6:45). Questa è stata una delle mie esperienze personali. Una meravigliosa constatazione, realizzandone  la Parola di DIO, nel corso della vita, ed  esperimentandone la SUA realtà,  attraverso le vicissitudini di ogni giorno. --  QUANDO AVEVO 25 ANNI; frequentavo un corso serale di elettrotecnica; parlavo spesso della Parola di DIO, naturalmente, di quello che abbondava nel mio cuore. Una professoressa, venne a conoscenza che ero un cristiano evangelico. Si fermò a parlare con me;  ascoltò con interesse la Parola di DIO. Quando stava per iniziare la lezione, si congedò, andò sulla cattedra, ed annunciò: "Questa sera, se siete d'accordo, direi di ascoltare un vostro compagno, che ci parlerà di religione cristiana".  Francamente mi prese alla sprovvista, perchè non mi sarei mai aspettato, che avrebbe preso una tale iniziativa. Ma, responsabile dinnanzi a DIO, di predicare la SUA Parola, nonostante la mia timidezza, accettai l'invito e predicai l'Evangelo all'intera classe, sostituendomi all'ora di italiano. --  "E la mia parola e la mia predicazione, non è stata con parole persuasive dell'umana  sapienza, ma con dimostrazione di Spirito e di potenza". (I Corinzi 2:4) Si, l'Evangelo di CRISTO, è potenza, per la salvezza di ogni credente. Sia lode a DIO, per la Grazia SUA. ---- Davide Dilettoso ----

LA CAUZIONE…..


 

Un giorno, un giovane ragazzo, litigò furiosamente con il padre, tanto che decise di andare via di casa. Era così arrabbiato e orgoglioso che non volle più vedere né sentire il padre. Purtroppo il ragazzo era ribelle e questo gli causò tanti guai anche con le altre persone. Un giorno infatti fu arrestato. Doveva scontare una pena di tre mesi ma rimase in prigione solo due giorni, nei quali ebbe modo di riflettere sulla sua vita sregolata. Il secondo giorno di prigione fu scarcerato, qualcuno aveva pagato la cauzione per lui. “Chi può essere stato?”, pensò il ragazzo. “Nessuno mi vuol bene, mi sono comportato troppo male con tutti, chi può aver fatto questo gesto così bello nei miei confronti? Forse c’è stato un errore. Magari tra poco mi richiamano e mi diranno che dovevano scarcerare il mio compagno di cella…”
E mentre pensava a tutte queste cose uscì dalla prigione e proprio sulla soglia del cancello vide suo padre. “Papà….come mai sei qui?!”, chiese il ragazzo stupito e con tanta vergogna.
Pensava che il padre fosse lì per caso e non voleva far vedere che era appena uscito di prigione. “Sono qui per te.”, disse il padre allargando le braccia. “Io ho pagato la cauzione per te.” Il figlio non poteva credere alle sue orecchie. Il padre che lui aveva offeso con parole pesanti gli aveva pagato la cauzione e adesso chiedeva un abbraccio. Il ragazzo mise da parte l’orgoglio è abbracciò forte suo padre. Mentre il padre accompagnava il figlio verso la macchina per riportarlo a casa, il giovane fece una domanda: “Perché hai pagato per me? Io mi sono comportato malissimo nei tuoi confronti, come mai mi dimostri così tanto amore?”
Il padre rispose “Non posso impedirti di andare via di casa ma, appena ho saputo che ti avevano arrestato, mi sono preoccupato molto per te e sono corso a pagarti la cauzione. Tu sei mio figlio e farei qualunque cosa per te.”
“Papà, io non mi merito tutto questo amore, cosa posso fare per ricambiare?”
“Il mio amore non ha un prezzo, caro figlio. Ma se puoi… non cacciarti più ne guai.”
Gesù ha fatto un grande sacrificio morendo sulla croce per noi. Come esseri umani nasciamo peccatori, nasciamo come imprigionati dal peccato, solo Gesù, col suo sacrificio ha potuto pagare la cauzione che ci rende liberi e Lui non vuole niente in cambio, ma se lo amiamo veramente, dovremmo essere riconoscenti nei suoi confronti evitando di fare ancora degli errori.

Foto: La cauzione...</p>
<p>Un giorno, un giovane ragazzo, litigò furiosamente con il padre, tanto che decise di andare via di casa. Era così arrabbiato e orgoglioso che non volle più vedere né sentire il padre. Purtroppo il ragazzo era ribelle e questo gli causò tanti guai anche con le altre persone. Un giorno infatti fu arrestato. Doveva scontare una pena di tre mesi ma rimase in prigione solo due giorni, nei quali ebbe modo di riflettere sulla sua vita sregolata. Il secondo giorno di prigione fu scarcerato, qualcuno aveva pagato la cauzione per lui. “Chi può essere stato?”, pensò il ragazzo. “Nessuno mi vuol bene, mi sono comportato troppo male con tutti, chi può aver fatto questo gesto così bello nei miei confronti? Forse c’è stato un errore. Magari tra poco mi richiamano e mi diranno che dovevano scarcerare il mio compagno di cella...”<br />
E mentre pensava a tutte queste cose uscì dalla prigione e proprio sulla soglia del cancello vide suo padre. “Papà….come mai sei qui?!”, chiese il ragazzo stupito e con tanta vergogna.<br />
Pensava che il padre fosse lì per caso e non voleva far vedere che era appena uscito di prigione. “Sono qui per te.”, disse il padre allargando le braccia. “Io ho pagato la cauzione per te.” Il figlio non poteva credere alle sue orecchie. Il padre che lui aveva offeso con parole pesanti gli aveva pagato la cauzione e adesso chiedeva un abbraccio. Il ragazzo mise da parte l’orgoglio è abbracciò forte suo padre. Mentre il padre accompagnava il figlio verso la macchina per riportarlo a casa, il giovane fece una domanda: “Perché hai pagato per me? Io mi sono comportato malissimo nei tuoi confronti, come mai mi dimostri così tanto amore?”<br />
Il padre rispose “Non posso impedirti di andare via di casa ma, appena ho saputo che ti avevano arrestato, mi sono preoccupato molto per te e sono corso a pagarti la cauzione. Tu sei mio figlio e farei qualunque cosa per te.”<br />
“Papà, io non mi merito tutto questo amore, cosa posso fare per ricambiare?”<br />
“Il mio amore non ha un prezzo, caro figlio. Ma se puoi… non cacciarti più ne guai.”</p>
<p>Gesù ha fatto un grande sacrificio morendo sulla croce per noi. Come esseri umani nasciamo peccatori, nasciamo come imprigionati dal peccato, solo Gesù, col suo sacrificio ha potuto pagare la cauzione che ci rende liberi e Lui non vuole niente in cambio, ma se lo amiamo veramente, dovremmo essere riconoscenti nei suoi confronti evitando di fare ancora degli errori.

I PEGNI DELLA SUA TENEREZZA


“Considerate come crescono i gigli della campagna” (Matteo 6:28)

Meditazione di oggi

Ascoltiamo il sermone del giglio. “Io vengo da parte di Dio”, esso dice, “Egli mi ha mandato con il Suo amore, e mi ha ordinato di annunciare che il Padre celeste si cura di te”. Guardiamo la bellezza della sua forma, la meraviglia del colore, la grazia dello stelo. Salomone in tutta la sua gloria non fu mai rivestito come un giglio. Se Dio crea i fiori, non ho motivo di aver paura di Lui. Se Dio si prende cura di queste creature tanto fragili, Egli deve essere veramente buono, paziente e gentile. La gente nel passato aveva immagini di Dio assai bizzarre: qualcuno le ha ancora oggi! Il rombo di un tuono faceva pensare alla voce adirata di un dio: un lampo era spesso ritenuto la manifestazione di un dio tanto misterioso quanto minaccioso. Quando la montagna era in fiamme, il popolo fuggiva gridando: “Non ci parli Iddio che non abbiamo a morire”. Il profeta cercava Dio nel fuoco, che fondeva la roccia e che correva sul terreno, nel turbine, che spazzava tutto con la sua potenza, e nel terremoto, che scuoteva i monti. Colui che è stato mandato dal Padre dice: “Guardate gli uccelli del cielo, considerate come crescono i gigli. Il vostro Padre celeste si prende cura ancora di più di voi”. Se colgo un fiore, mi rendo conto di quanto debba essere compassionevole Colui che lo ha creato, di come Egli sia buono, paziente, premuroso e con quale cura e abilità tratti tutte le cose. I fiori sono prove e pegni della Sua tenerezza. “Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede?” (Matteo 6:30).

LA MELODIA DELLA GIOIA


“Un cuore allegro è un buon rimedio” (Proverbi 17:22)

Meditazione di oggi

Dobbiamo cercare la benedizione di Dio anche per amore degli altri. La gratitudine è la testimonianza più dolce ed efficace che possiamo rendere a Dio. È come se noi portassimo un distintivo, perfettamente verificabile da parte di tutti gli uomini, della Sua meravigliosa misericordia. “Un cuore allegro è un buon rimedio”, dice un uomo saggio: uno spirito riconoscente porta il sole e il calore ovunque. Ci sono persone la cui presenza rende desolata e fredda ogni cosa, proprio come il ghiaccio: sono uomini e donne che portano l’inverno ovunque vanno. Sicuramente chi conosce Dio dovrebbe portare con sé il canto degli uccelli e ricoprire con boccioli profumati anche le spine. Il ricordo della gioia dei servi di suo padre salvò il figlio prodigo, al quale essi erano apparsi sempre riconoscenti per quel che avevano. Mentre sedeva tra i maiali, tremante e affamato, egli pensò al ragazzo che andava al lavoro fischiettando allegramente, vide il contadino che arava con gioia, risentì la voce della cameriera che allietava le stanze con il proprio canto. Tutto questo salvò quel figlio. “Se devo essere un servo da qualche parte, voglio esserlo là”, aveva pensato, e si alzò per tornare da suo padre. Sarebbe certo piacevole potere evitare quelle persone che si lamentano e che trovano sempre dei difetti: che si definiscono cristiane, ma le cui anime sono malate e muoiono di una fame spirituale! Essi rappresentano un’offesa alla generosità e alla fedeltà del nostro Dio. Servi l’Eterno con gioia, anima mia: sia questo il tuo motto e il tuo scopo. Mantieni alto lo stendardo dell’Evangelo, e che la musica rallegri sempre il tuo cammino: sei al servizio del Re, e la Sua presenza ti segue costantemente.

DIO MI NUTRE, DISSETA E VESTE, MA….


Gesù disse:
” Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più. ” 
MATTEO 6:33
Qualche considerazione… 
Dio ha sempre detto e confermato con i suoi interventi, che egli non avrebbe mai fatto mancare nulla ai suoi figli.. Pur tuttavia, egli ha sempre ribadito la necessità per un suo figliuolo di mettere il suo regno e la sua giustizia prima di qualsiasi altra cosa, in modo tale che si eviti di cadere nell’idolatria tipico dei pagani in ogni sua forma.. (sia quelli visibili che quelli non visibili)..
Se come figlioli di Dio vivremo pienamente le sue indicazioni, il futuro non dovrebbe spaventarci a motivo delle sue promesse di benedizioni..
Per questo motivo Gesù Cristo disse:
” Non siate dunque in ansia, dicendo: Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?… Perchè sono i pagani che ricercano tutte queste cose, ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose.. ” 
MATTEO 6:31-32
Ecco, il nostro atteggiamento dev’essere quello tipico di un piccolo bambino, che quando ha fame, ha sete e ha bisogno di vestiti, può contare senza alcun dubbio 
sui suoi genitori…
Per i piccoli bambini è spontaneo e automatico confidare nei propri genitori, perché sanno per certo che essi non li abbandonerebbero mai alle intemperie della vita.. 
Così dev’essere sempre per ogni figlio di Dio..
Ecco cosa disse Gesù Cristo:
” Qual’è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pesce, gli dia una pietra? Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano. ” 
MATTEO 7:9 a11
Carissimi, al di là delle difficoltà e dei problemi economici e non, confidiamo pienamente nella Parola di Dio a 360° lasciandoci nutrire, dissetare e vestire dal nostro amorevole Padre celeste..
Dio benedica la sua Parola nei nostri cuori e a lui sia tutta la gloria…

UNA CHIESA ACCOGLIENTE


John, un credente di colore, semplice e sincero, entrò in una chiesa molto nota soprattutto per la bellezza del locale e per i suoi marmi pregiati.

Dopo il culto, John si avvicinò al pastore e gli disse che desiderava ardentemente far parte di quella chiesa.
Il pastore sapeva che, se avesse acconsentito a quella richiesta, di sicuro non avrebbe riscosso l’approvazione del consiglio di Chiesa e di tutti i credenti. 
Al tempo stesso non voleva apparire duro e crudele, perciò gli rispose: “John, va a casa e prega per due settimane affinché il Signore ti guidi e ti faccia capire definitivamente se vuole che tu entri a far parte di questa chiesa”.
John accettò umilmente questo consiglio e tornò a casa. Due settimane dopo ritornò in quella chiesa e, una volta terminato il culto, il pastore gli chiese: “John, come ti ha guidato il Signore”?
“Fratello”, replicò John, “Dio mi ha detto che sono quindici anni che cerca di entrare in questa chiesa, e non ce l’ha fatta, perciò è meglio che io rinunci a cercare di entrare, là dove neppure Lui è stato accolto”.
“Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signore Gesù Cristo, il Signore della gloria, sia immune da favoritismi. Infatti, se nella vostra adunanza entra un uomo con un anello d’oro, vestito splendidamente, e vi entra pure un povero vestito malamente, e voi avete riguardo a quello che veste elegantemente e gli dite: «Tu, siedi qui al posto d’onore»; e al povero dite: «Tu, stattene là in piedi», o «siedi in terra accanto al mio sgabello», non state forse usando un trattamento diverso e giudicando in base a ragionamenti ingiusti? Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto quelli che sono poveri secondo il mondo perché siano ricchi in fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disprezzato il povero” (Giacomo 2:1-5).

 

MEDITAZIONE TRATTA DAL SITO: www.adimodugno.it

Immagine

… CON TUTTO IL TUO CUORE


“…Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua, e con tutta la forza tua, e con tutta la mente tua…” (Luca 10:27)

Meditazione di oggi

Poniamo questo insegnamento dinanzi a noi nella sua grandezza. Si tratta di un comandamento. Non pensare che esso sia un privilegio per pochi eletti: per la maggioranza di noi esso è un traguardo assolutamente alla nostra portata. Questa è la legge del Signore, e in virtù di essa noi siamo già giudicati. È una legge che si estende al nostro passato: è il principio in base al quale ogni scopo e ogni desiderio, ciascuna parola e azione sono misurati attentamente. Questo è il primo e il più importante comandamento. Non allontanarlo da te come qualcosa di irrealizzabile e di irraggiungibile. Non cercare di ridurlo o di ridimensionarlo, impoverendolo e privandolo del suo significato. Esso risplende nella potenza della sua autorità, e si rivolge a ciascuno di noi. “Ama”: è un ordine che reclama per il Signore la parte più intima del nostro essere. “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore”: esige per Lui ogni desiderio e ogni diletto. “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua”. Il comandamento domanda che ogni cosa dentro di noi sia dedicata a Dio, e che a Lui sia subordinata ogni forza e ogni facoltà della nostra natura. Dio è Amore assoluto: Egli desidera che i nostri cuori Lo cerchino con un desiderio fervente. Questo significa che ci attardiamo alla Sua presenza con immenso piacere. Vuol dire che troviamo la nostra gioia più sincera, più pura e totale nel piacerGli, e che stimiamo la Sua benignità più della vita stessa. Questa è la richiesta insistente che il nostro Signore rivolge a ognuno di noi. Pensiamo all’estendersi di questo comandamento alla nostra intera esistenza, a tutte le attività quotidiane, a casa, sul lavoro, nel tempo libero, ovunque e in ogni circostanza, anche in quei giorni di indifferenza, quando eravamo troppo duri per ascoltare la voce di Dio che ci chiamava. Consideriamo l’amore immenso da cui procede questo comandamento, che spesso riceve, per tutta risposta, il nostro misero formalismo, un’adorazione priva di sentimento, la nostra trascuratezza e la nostra fredda indifferenza. Le esigenze del Signore non mutano: tutto quello che ci viene chiesto e la sola cosa che, probabilmente, siamo in grado di compiere è: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore”.

ADI

LASCIATI CONDURRE


 

 

l’Eterno solo l’ha condotto, e nessun dio straniero era con lui. Deu (32:12)

 

LASCIATI CONDURRE

 

Sono in molti coloro che si propongono come guida del popolo e con l’orgoglio che manifestano, credono di essere dei salvatori, elevandosi fino a paragonarsi a Dio con i loro “io”. La realtà smentisce questi cialtroni, i quali puntualmente peggiorano le condizioni economiche, sociali ed emotive di un popolo che ” non c’ e’ la fa più ” ad andare avanti.
La situazione potrà cambiare solo se riconosceremo un “governo” Teocratico e non democratico, in primo luogo nel nostro cuore, lasciandoci guidare dalla PAROLA DÌ DIO, l’unica e sola legge che non fallisce mai, poiché essa è Cristo Gesù’, il Re dei re, il Signore dei signori. Egli è anche il buon pastore, che conduce il suo gregge in verdeggianti pascoli e ristora la loro anima. Gesù e’ l’ unico mediatore tra Dio e gli uomini, vuole essere il tuo personale Salvatore e Signore, accettalo e lasciati condurre perché nessun altro ti può Salvare.( Atti 4:12)

 

T.D.®

Immagine

“Perché tu ci hai messi alla prova, o Dio”


Immagine

“Perché tu ci hai messi alla prova, o Dio. Ci hai fatti cadere nella rete, hai posto un grave peso ai nostri fianchi. Egli ha conservato in vita l’anima nostra, e non ha permesso che il nostro piede vacillasse. (Salmo 66:10,11,9).

Quando l’imperatore Nerone regnava a Roma, i credenti erano già numerosi. Nell’anno 64 Roma fu incendiata. La voce pubblica accusò l’imperatore di aver volutamente procurato l’incendio per ammirare lo spettacolo. Per allontanare de se l’accusa accusò i cristiani e scatenò contro di loro una grande persecuzione. Essi venivano gettati nel Tevere cuciti in sacchi, o erano impiccati, o crocifissi. Alcuni venivano usati come torce umane per rischiarare le feste offerte al popolo nei giardini imperiali.
Dio aveva i suoi testimoni. Ve ne erano perfino tra il personale vicino all’imperatore; essi pregavano per loro. Pensando alle sofferenze di questi martiri dovremmo vergognarci se ci lamentiamo delle difficoltà e delle pene che potremmo attraversare. Che cosa sono le nostre sofferenze rispetto alle loro? Se Dio ha fortificati quei martiri, non darà forse anche a noi il Suo aiuto per attraversarle?

Costanzo Ciccioni