DIO ASCOLTA LA TUA PREGHIERA


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Così dice il Signore, Dio d’Israele: ho udito la preghiera che mi hai rivolta… (2Re 19:20)

DIO ASCOLTA LA TUA PREGHIERA

Mentre tu stai lottando e sei in difficoltà, Dio non se ne sta a guardare dal cielo, ma è in attesa, che la tua preghiera si elevi a Dio Padre nel glorioso nome di Gesu’. Quando la tua preghiera giunge al trono della grazia di Dio, puoi avere la certezza che Dio risponderà .
Quando tu in preghiera parli con Dio e gli spieghi ogni cosa e confidando in Lui, gli apri tutto il tuo cuore, la Sua risposta non si lascerà attendere.
《quella stessa notte l’angelo del Signore uscì…》 la risposta del Signore alla tua preghiera sarà immediata e fulminea.
La liberazione che Dio ti darà, sarà potente e gloriosa, perché Dio risponde sempre alla preghiera fatta col cuore,
E non lascerà mai un suo figlio in balia del nemico. “Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?”

T.D.*

 

POTENZA NELLA PREGHIERA by David Wilkerson


421503_306530242741235_1006760537_nDio è pronto a mostrarci quanta potenza abbiamo nella preghiera!

“Così Achab risalì per mangiare e bere; ma Elia salì in vetta al Karmel, si piegò fino a terra e si mise la faccia tra le ginocchia, e disse al suo servo: «Ora sali e guarda dalla parte del mare!». Egli salì, guardò e disse: «Non c’è niente». Elia gli disse: «Ritorna a vedere, per sette volte». La settima volta, il servo disse: «C’è una nuvoletta grossa come la palma di una mano” (1 Re 18:42-44).

Elia era umano ed era influenzato dalle stesse cose che influenzano noi – le stesse paure, desideri, speranze, disperazioni e bisogni – eppure le sue preghiere ottenevano risultati! Dio qui ci sta mostrando cosa fare in ogni crisi: Correre a Lui! Essere seri! Pregare affinché le porte si chiudano e si aprano! Elia pregò seriamente e continuò a pregare ed attendere finché il Signore non rispose. Egli mandò il suo servo sette volte a controllare l’orizzonte per un minimo segno.

Oggi, dopo uno o due incontri di preghiera, molliamo e ci adiriamo con Dio. Diciamo, “Non ha funzionato con me. Ho pregato e io e mio marito abbiamo ancora problemi. Ancora non ho ciò che mi serve”.

É ovvio che le persone non preghino perché pensano che non funzioni. Non sanno cosa significhi perseverare in preghiera, ritornare come Elia ogni volta con la faccia a terra. Noi definiamo ciò “afferrare Dio”. Nell’Antico Testamento viene definito “lottare con Dio”. La preghiera di Giacobbe fu “Non Ti lascerò andare finché Tu non mi abbia benedetto” (Genesi 32:26). L’attesa, i ritardi, sono per uno scopo: renderci conformi a Cristo. Non puoi trascorrere molto tempo alla Sua presenza senza iniziare a conoscerlo. Più la risposta è ritardata e con più efficacia pregherai, più Lui diventerà importante e meno lo diventerà la risposta. In un modo o nell’altro, vinci tu! 

 

PADRE NOSTRO


PADRE NOSTRO
Non dire PADRE se ogni giorno non ti comporti da figlio 
Non dire NOSTRO se vivi isolato nel tuo egoismo 
Non dire CHE SEI NEI CIELI se pensi solo alle cose terrene 
Non dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME se non lo onori 
Non dire VENGA IL TUO REGNO se pensi solo al successo materiale 
Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ se non l’accetti quando é dolorosa

Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE COTIDIANO se non ti preoccupi di chi ha fame
Non dire PERDONA I NOSTRI DEBITI se conservi rancore verso tuo fratello 
Non dire NON ESPORCI IN TENTAZIONE se hai intenzione di continuare a peccare
Non dire LIBERACI DAL MALE se non prendi posizione contro il male 
Non dire AMEN se non prendi sul serio le parole del Padre Nostro..

Foto: PADRE NOSTRO
Non dire PADRE se ogni giorno non ti comporti da figlio 
Non dire NOSTRO se vivi isolato nel tuo egoismo   
Non dire CHE SEI NEI CIELI se pensi solo alle cose terrene 
Non dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME se non lo onori 
Non dire VENGA IL TUO REGNO se pensi solo al successo materiale 
Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ se non l’accetti quando é dolorosa

Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE COTIDIANO se non ti preoccupi di chi ha fame
Non dire PERDONA I NOSTRI DEBITI se conservi rancore verso tuo fratello   
Non dire NON ESPORCI IN TENTAZIONE se hai intenzione di continuare a peccare
Non dire LIBERACI DAL MALE se non prendi posizione contro il male 
Non dire AMEN se non prendi sul serio le parole del Padre Nostro..

Dio può scegliere di liberarci dalla nostra tempesta o liberarci nel bel mezzo della tempesta, ma alla fine Egli ci libererà.


La nostra fede non viene meno quando vediamo la tempesta che sta per passare sul nostro cuore e neanche viene smossa quando ci troviamo nel mezzo della tempesta. Sappiamo che passerà, sappiamo che è solo per un tempo, sappiamo che ne usciamo sempre vittoriosi, sappiamo per esperienza che qualcosa di più grande è preparato per noi.
Il giorno in cui gli amici di Daniele vennero gettati nella fornace ardente, sembrava che la loro fine era vicina, la loro integrità morale non era considerata una qualità da ripagare, non venne neanche considerata come qualità la loro fiducia nel Signore.
Tutto sembrava contro di loro, i fatti sembravano fornire solo una sconfitta per questi uomini di fede. Ma Dio ha altri programmi, altre soluzioni. Dio non risparmiò a questi uomini l’umiliazione di essere gettati nella fornace solo perché voleva che la loro testimonianza di fede fosse pubblicata per tutto l’impero. A volte capita che la posizione della tua fede non sempre ti permette di vincere subito,non sempre nell’immediato vedi ciò per cui hai pregato. Ma se la tua preghiera ha la giusta motivazione, se la tua preghiera è fondata sulle promesse che Gesù ha fatto, se la tua preghiera rende onore all’opera del Signore, di sicuro stravinci se resti fedele al Signore.
Past. Pietro Varrazzo

SIRIA-LA VITA GIORNALIERA IN DAMASCO


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Ancora qualche aggiornamento dal blog di Hanna, Siria. La notizia è di qualche settimana fa, ma rende ugualmente l’idea della situazione che il popolo Siriano sta affrontando…

La vita giornaliera in Damasco

Mentre sono qui a scrivervi, ci troviamo nel mezzo di un bombardamento. Mio marito insieme a due ragazze hanno appena visto cadere un razzo a 200 metri da casa nostra. Siamo andati di corsa al piano inferiore per stare per maggiore sicurezza. Un colpo di mortaio ha un suono simile a quello di una voce improvvisa molto possente che senti alle tue spalle,anche se ti da una sensazione diversa. Non siamo certi di quello che accadrà nei prossimi cinque minuti, a dire la verità, non sappiamo neppure quello che accadrà tra un minuto. Al momento puoi essere qui, ma l’istante successivo potresti non esserci più. Qualche giorno fa, una mia parente stavano preparando degli snack per le festività pasquali. Si trovava in cucina…quando improvvisamente venne uccisa, una bomba era caduta sul suo appartamento. Non siamo ancora riusciti a trovare il suo corpo.

Voglio raccontarvi di ieri. È stata davvero una giornata terribile. Abbiamo pianto e pregato per tutto il giorno. Ieri è stata bombardata Bab Toma, l’antica città di Damasco. Molti Cristiani vivono li. C’è anche una scuola Cristiana. Conosciamo molte persone di quella scuola, alcuni bambini della nostra zona frequentano quella scuola. Proprio ieri infatti, mentre quei bambini andavano a scuola, incontrandosi tutti quanti in una piazza, come sono soliti fare, un mortaio è caduto proprio nel loro mezzo. Alcuni amici che passavano da quelle parti hanno visto come genitori e insegnanti portavano via i bambini feriti, grondanti di sangue, e come correvano, in preda al panico, verso gli ospedali. In quanto madre, ed insegnante, mi risulta difficile sopportare o anche solo immaginare, quello che ieri quelle persone hanno dovuto vivere. Dodici persone hanno perso la loro vita in quella scuola, la maggior parte dei quali bambini della scuola elementare. Altri hanno perso le braccia o le gambe, altri ancora sono rimasti feriti.

Nella nostra scuola abbiamo raccolto i bambini per pregare per le vittime. Ho detto loro: “non importa quante cose cattive stanno succedendo intorno a noi, il nostro Dio rimane buono, anche se ci troviamo in pericolo di vita, il nostro Dio è sempre buono, e degno di lode.” Così abbiamo alzato le nostre mani, e abbiamo iniziato a lodare Dio. i genitori di un bambino musulmano erano presenti mentre noi pregavamo ed erano molto impressionati, a tal punto da dire: “nostro figlio è al sicuro qui, è sotto la protezione di Dio. Dio è qui, ma mi sento così stanco. Stanco di pregare, di piangere.”
Alle volte sembra che non ci sia fine a tutta questa miseria. Ma so che Dio ha il controllo, anche se alle volte mi sento disperata. Regolarmente cado sulle mie ginocchia e chiedo a Lui il perché di tutto questo. Ringrazio Dio però perché sta proteggendo me e la mia famiglia. La preghiera mi dona nuove forze.La preghiera è un’arma spirituale per la battaglia che si sta combattendo qui.

Proprio adesso, posso ancora sentire i colpi di mortaio che cadono giù, ma riesco a percepire che sono un po’ più distanti. Il luogo dove il mortaio è caduto, vicino casa nostra, emana ancora del fumo. Le persone sono ritornate a camminare per strada come se niente fosse successo. I bombardamenti stanno diventando lentamente una parte normale delle nostra vite quotidiane. Stiamo vivendo in un momento molto strano, un momento che non potete immaginare.

LA TUA CAMERETT…


LA TUA CAMERETTA

Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.” (Matteo 6:6)

Ci sono cose che si possono fare in due, in tanti, ma cose che necessariamente devi fare da solo: PREGARE nella tua cameretta.
In solitudine, come faceva Gesù che si ritirava nei luoghi deserti, puoi incontrare Dio Padre, notificare ogni cosa, esprimere i tuoi dubbi e le tue ansietà. Nell’intimo, Dio ti parla e ti suggerisce cosa devi fare e come devi agire. Lontano dai rumori, dalle voci e dai cattivi consiglieri. 
Dio ti ama e per te vuole solo il meglio del meglio…ABBI FEDE IN LUI!

Luisa Lauretta

LIBERATI MEDIANTE LE PREGHIERE DEGLI “AIUTANTI”


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“Perché non vogliamo, fratelli, che ignoriate la nostra afflizione che ci capitò in Asia, come siamo stati eccessivamente gravati al di là delle nostre forze, tanto da giungere a disperare della vita stessa” (2 Corinzi 1:8). Il termine greco per “eccessivamente gravati” in questo passo significa “profondamente appesantiti, dolorosamente schiacciati”. Paolo stava dicendo a questi santi, “La nostra crisi è stata talmente grave da avermi quasi schiacciato. Pensavo fosse la fine per me”.
Quando Paolo dice di essere talmente aggravato da disperare per la propria vita, sappiamo che aveva davvero toccato il fondo. In altri passi, egli sminuisce le sue sofferenze. Ricorderai quanto semplicemente si scosse via un serpente velenoso che si era attaccato alla sua mano. Naufragò tre volte, ma ne parla solo di passaggio, per parlare di altro. Fu picchiato, derubato, lapidato, imprigionato – eppure in tutto questo non si lamentò mai.
Tuttavia, in questo passo, l’apostolo era sul punto dello sfinimento totale. Credo che questo “problema” che visse, fosse angoscia mentale. Non possiamo conoscere esattamente quale fosse il problema di Paolo, ma 2 Corinzi 7:5 ci offre un suggerimento:_ “Da quando infatti siamo arrivati in Macedonia, la nostra carne non ha avuto requie alcuna, ma siamo stati afflitti in ogni maniera: combattimenti di fuori, paure di dentro”.
Credo che Paolo si riferisse al dolore causato dalle pecore che pasturava. Erano sorti falsi insegnanti in Corinto che avevano cercato di rivoltargli contro le persone. Ora Paolo temeva che il suo gregge rifiutasse il suo messaggio e seguisse uomini che non avevano a cuore il loro interesse.
Fu consolato dall’arrivo di Tito, il quale gli recò buone notizie sui suoi “amati figli” in Corinto. Paolo scrive, “Ma Dio…ci ha consolati con la venuta di Tito, e non solo con la sua venuta, ma anche con la consolazione da lui ricevuta tra di voi; egli ci ha riferito della vostra grande affezione, del vostro pianto e del vostro zelo per me, per cui mi sono ancor più rallegrato” (versi 6-7).
Ho provato questo tipo di angoscia nella mia vita. A volte, le parole delle persone che ho amato e aiutato sono state come pugnali nella schiena. Posso dire con Davide, “La sua bocca era più dolce del burro, ma nel cuore aveva la guerra; le sue parole erano più morbide dell’olio, ma erano spade sguainate” (Salmo 55:21). In questi momenti difficili, ho avuto bisogno più che mai di “aiutanti nella preghiera”.

GUGLIELMO MARCONI “CREDO NELLA POTENZA DELLA PREGHIERA”


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TESTIMONIANZA

TORNANDO DA LAVORO, trovai mia moglie che piangeva, ci abbracciammo, gli domandai cosa fosse successo; mi rispose, che nostra figlia (due anni) stava male, con la febbre altiissima. Mi avvicinai al divano, dove stava con gli occhi chiusi. La chiamai ripetutamente. Toccai la sua fronte caldissima. Non rispondeva e non apriva gli occhi. Provai a scuoterla, ma senza alcun risultato. Mia moglie mi disse, portiamola all’ospedale, gli risposi di si, “ma prima”, gli dissi “PREGHIAMO”. Così ci inginocchiammo accanto alla bambina e ci rivolgemmo al nostro PADRE CELESTE, nel nome di GESU’. Quando aprimmo gli occhi, vidi la bambina che ci guardava, allora vedendomi, scese subito dal divano, e cominciò a correre, perchè voleva che giocassi con lei. Io e mia moglie, ci guardammo sbigottiti, e subito l’abbiamo rincorsa e abbiamo cominciato a toccare la sua fronte, ma la febbre non c’era più. GLORIA A DIO! Questa è una preziosa esperienza che ho personalmente vissuto insieme a mia moglie. — Si; la preghiera, è il mezzo di comunicazione, con la quale possiamo accedere nel luogo santissimo dove troviamo DIO. La grazia, di CRISTO GESU’, attraverso il Suo sacrficio, ci concede questo. Possiamo parlare con DIO, dialogare, sentire il linguaggio del Suo SANTO SPIRITO. Il Suo consiglio, il Suo conforto, Il Suo coraggio, la Sua forza, il Suo amore, la gioia della Sua comunione, il Suo esaudimento, la Sua rivelazione…. e quando necessita anche il Suo rimprovero, la Sua riprensione, tutto questo lo recepiamo molto chiaramente attraverso la preghiera. Ci viene trasmesso attraverso lo Spirito…. LA PREGHIERA, meraviglioso momento, in cui sentiamo il nostro cuore toccato da DIO; in cui sentiamo la Sua presenza tangibile in tutto il proprio essere. GESU’ PREGAVA LA NOTTE, PER OPERARE IL GIORNO. In tempi come questi, non possiamo fermarci di pregare, abbiamo bisogno ogni giorno di forze necessarie, per seguire il cammino di CRISTO. Tutta la condotta basilare del cristiano è descritta nella preghiera del “Padre Nostro” — E’ proprio stupendo, che anche un uomo, come Guglielmo Marconi, abbia compreso tutto questo. Per fare una simile affermazione, sicuramente anche lui, avrà fatto esperienze del genere — Nessuna opera del male, quindi, interrompa questa linea diretta con il nostro amato DIO…. preghiamo fino alla fine, perchè è dall’alto che scende l’esaudimento, è dall’alto che ci viene donata la Grazia e la vita. Amen. GLORIA A DIO. —-