Per la Fede una volta insegnata


Per la fede una volta insegnata ai seguaci del vero Evangel
Con la forza che in Cristo mi è data, vo’ combatter ed esser fedel

CORO: Voglio Andar di valore in valor, fino al fine seguire il Signor
E da Cristo ricever nel ciel, la corona riposta ai fedel

Di Dio voglio vestir l’armatura, per combattere e ritto restar;
nella lotta per quanto sia dura, potrò certo il nemico atterrar

In Gesù sono fatto guerriero, per soffrire e combattere ognor
e per esser valente ed intiero, nelle guerre del nostro Signor

Ed un giorno anch’io potrò dire: ho lottato e serbata la fe’.
Con la fine del corso il soffrire è cessato in eterno per me.

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E’ COLPA DEL BAMBINO


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“Gheazi, che li aveva preceduti, pose il bastone sulla faccia del bambino, ma non ci fu voce né segno di vita. Allora andò incontro a Eliseo e gli riferì la cosa, dicendo: «IL BAMBINO NON SI È SVEGLIATO».” (2 Re 4:31)

Il figlio della Sunamita morì e lei, anziché predisporre i preparativi per il funerale del piccolo, non disse niente a nessuno, neppure a suo marito e andò dall’uomo di Dio Eliseo per reclamare e richiedere l’intervento del Signore.

Non appena il profeta venne a conoscenza del dramma di questa donna, diede al suo servo Gheazi due ordini:
1. Non perdere tempo “Cingiti i fianchi, prendi in mano il mio bastone, e parti. Se incontri qualcuno, non salutarlo; e se qualcuno ti saluta, non rispondergli;
2. Risuscitare il bambino posando il bastone di Eliseo sulla faccia del pargolo;

C’è da precisare che l’ordine di Eliseo aveva lo scopo di produrre il risultato sperato, ma qualcosa non funzionò ed il motivo non era di certo riconducibile al comando di Eliseo.

La conclusione di Gheazi fu: “«Il bambino non si è svegliato». In altre parole: “È colpa del bambino! Io ho fatto tutto ciò che dovevo!”

A Gheazi non passa neanche per l’anticamera del cervello di provare a mettersi in discussione; riflettere ed approfondire dove e se qualcosa non è stato fatto per vedere il risultato sperato. La conclusione è: “È colpa del bambino!”.

Cari nel Signore, tante volte anche noi ci comportiamo nella stessa maniera dichiarando che è sempre colpa degli altri; che abbiamo provato, che abbiamo pregato; che ci battezzasse nello Spirito Santo, che abbiamo chiesto l’intervento di Dio, che abbiamo adempiuto a quanto ci era stato detto di fare…, ma… purtroppo…niente! Non è colpa nostra! È il problema che è troppo grande o addirittura è il Signore che non risponde e non benedice!

Sappiate mie cari che la cosa più facile di un problema è individuare il colpevole!

Non dobbiamo essere interessati a scaricare le colpe, ma a vedere in noi cosa c’è che non va’. Poniamoci delle domande; esaminiamo la nostra vita e chiediamo a Dio di illuminare il nostro cuore affinché ci faccia comprendere quali sono stati i veri motivi che non ci fanno vedere la Sua Gloria!

Ecco alcune domande: “Ma lo desidero veramente? Con tutto il mio cuore? La mia preghiera ha le caratteristiche spirituali e di ardore, di fede, di passione e di fervore, oppure è stata una preghiera tecnica, noiosa, fatta di belle ed altisonanti parole per un principio di dovere.

Se così fosse; i cambiamenti non ci saranno! Possiamo avere tutti i “bastoni” di questo mondo, ma se non permettiamo al Signore di operare nella nostra vita non vedremo nessun “morto” risuscitare, piccolo o grande che sia!

Signore, aiutaci ad esaminare noi stessi! Illuminaci e facci riconoscere le nostre responsabilità affinché possiamo per la Tua Grazia porvi rimedio ed allora, ma solo allora, vedremo la Tua Potenza! Nel Nome di Gesù te lo chiediamo! Amen!

Pace

Noi desideriamo…


Noi desideriamo quello che amiamo di più.
Noi amiamo quello che consideriamo di più grande valore.
Quando riconosciamo il valore di Dio, in Cristo, allora Egli sarà il desiderio del nostro cuore, e noi saremo sicuri in ogni pericolo, e avremo la vittoria, anche nelle battaglie più difficili.
Allora, a ciascuno chiedo: chi è l’Eterno per te? Che cosa desideri dalla vita?
Se tu vuoi godere le benedizioni e la gioia della salvezza, allora, l’Eterno deve essere il tuo tesoro!

SCONFITTI NO !!!! ABBANDONATI NO !!!!!


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Egli non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia.
Matteo 12:20

Il soccorso di Dio!Siamo in una società in cui se sei ferito moralmente vieni emarginato, non conti nulla perché non sei in grado di andare avanti.Ma grazie a Dio c’è qualcuno che si prende cura di noi, grazie a Dio c’è qualcuno che ha a cuore la nostra vita, è Gesù! 
La società ci fa sentire dei perdenti per i tanti disagi che siamo costretti a sostenere, ma proprio in queste circostanze Gesù ci fa sentire più che vincitori, non permetterà che mentre siamo abbattuti scoraggiati possiamo perdere la speranza; se siamo feriti Egli ci curerà! 
Se siamo abbattuti Egli ci tirerà su!
Se siamo tristi Egli ci ridará la gioia!
Forse la la fiamma dello Spirito si è affievolita ci siamo lasciati andate, ma stamattina il Signore vuole ravvivare quella fiamma affinché possiamo dsre lode e gloria a Gesù!
Dio ci benedica

Annalisa Morra

SU QUALE REGNO VUOI VIVERE?


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E il diavolo disse: “MIEI SONO I REGNI DELLA TERRA, ED IO LI DO’ A CHI VOGLIO” (Luca 4:5) La Parola di DIO, ci rivela che i regni della terra sono sotto il dominio del diavolo, il quale lo dichiarò sfacciatamente a CRISTO, chiedendo in cambio di essi: “adorazione”. Pensate; una simile realtà, è sconvolgente! Questa dichiarazione, ci fa conoscere la dittatura di un regno tenebroso, il cui potere, grava e conduce in schiavitù, ogni regno umano.

GESU’ dichiara successivamente, che. “I sovrani signoreggiano le nazioni, ed i grandi (cioè i potenti) esercitano il potere su di esse” (Matteo 20:25). Possiamo notare, una netta differenza, tra un regno ed un potere. Il potere, infatti, mostra delle radici più profonde e molto più forti, tanto da dirigerne le sorti di una nazione. La storia, ce ne mostra un’immagine, anche attraverso il nostro Paese; quando nel secolo scorso, la forza di un partito, si trasformava in potere nelle mani del duce, fino ad oscurarne la sovranità del re, e dirigerne le sorti della stessa nazione.

– I sovrani signoreggiano, i potenti esercitano potere – Sono questi i due unici obiettivi pronunciati. Da questo, ci viene rivelato, che viene trascurato del tutto, la parte essenziale di un regno “ il governare” riducendo irrimediabilmente le sorti di un popolo, senza una mèta. Simili risultati, mostrano una chiara dimostrazione, dello spirito di provenienza di questi regni umani. Al contrario; GESU’, intravede gli uomini, come pecore che non hanno pastore (Marco 6:34) ed interviene in loro aiuto come guida per l’anima e provvidenza ad i loro bisogni materiali. Per condurli, amministrarli e provvederli, mostrando loro, un nuovo Regno dove non si viene signoreggiati o schiacciati dal potere, ma “pasturati”.

EGLI, il Re dei re, la SUA autentica Regalità, conferitagli da DIO, la mostra con la dedizione di un Pastore. Sostituendo la parola “governare” con “pasturare” abbracciando ogni popolo da ogni condizione e dilemma, così da capovolgere ogni schema di governo umano. CRISTO dichiara un nuovo Regno; le cui provenienze non sono di questo mondo, ma dall’alto.

EGLI apre le porte di un governo che viene dal cielo: “Il Regno dei Cieli”, la cui sapienza proviene dalla perfezione di DIO. Questa è la massima sicurezza e garanzia che ogni popolo possa avere. E mentre il diavolo per i suoi regni, chiede sottomissione, schiacciando con il suo potere; CRISTO, il RE dei re, per il SUO Regno non “CHIEDE” ma “DONA”. Si, dona con verità e giustizia, per i bisogni di ognuno; dando riposo, alleviando e liberando da ogni giogo e potere del male. “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati ed IO vi darò riposo…. Poichè il mio giogo è dolce ed il mio carico è leggero” (Matteo 11:28-30).

Davide Dilettoso

PACE DENTRO


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“Io dirò: la pace sia dentro di te!” (Salmo 122:8)

In questo canto il salmista esprime un sentito auspicio per la città di Gerusalemme che può essere esteso a ognuno di noi.
La pace che noi tutti desideriamo vivere non è così lontana da noi al punto da divenire irrealizzabile.
La pace è una condizione personale e relazionale a cui dobbiamo dedicarci e che dobbiamo ricercare.
E’ un’armonia interiore dell’anima, e condivisa con altri, che non si va determinando necessariamente per mezzo di circostanze esterne a noi favorevoli.
Sicuramente una vita serena, senza pensieri e problemi particolari, potrebbe rendere un individuo ben predisposto a raggiungere questa condizione, ma non è sempre così.
Davide nel salmo fa proprio riferimento a una pace interiore, “dentro di te”, a significare che questo stato d’animo non è legato necessariamente ad aspetti puramente visibili.
Come ottenere questa pace interiore?
E’ scritto: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo” (Rom. 5:1).
La vera “pace dentro” si ottiene in Cristo ed Egli stesso rivela che
la pace da Lui donata non è “come quella che da il mondo”.
Anche se intorno a noi si scatenasse la tempesta, a motivo di questa pace molto speciale,
rimarremmo sereni e fiduciosi in Dio che ha tutto sotto il Suo controllo.